WTA Lione: netta sconfitta per Camila Giorgi contro Clara Tauson

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WTA Lione: netta sconfitta per Camila Giorgi contro Clara Tauson

La giovane danese elimina l’italiana dal torneo in appena 70 minuti di gioco, 6-3 6-1

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Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

Si ferma nei quarti di finale il percorso di Camila Giorgi al WTA 250 di Lione. Dopo le vittorie nei primi due turni contro Kuzmova e Stojanovic, la giocatrice azzurra ha sbattuto contro la 18enne Clara Tauson. 6-3 6-1 in appena un’ora e 10 minuti: Tauson ha conquistato la prima semifinale WTA della sua giovane carriera. La danese ha passato le qualificazioni e sta giocando per la terza volta nel tabellone principale di un torneo del Tour. La sua prestazione non deve sorprendere: quest’anno ha già vinto due tornei ITF (nove in totale nella sua carriera) ed è stata capace di eliminare al primo turno la numero 1 di questo torneo Ekaterina Alexandrova.

Il passivo è comunque pesante per Giorgi, che è rimasta in partita fino al 2-2 del primo set, quando ha subito il break che ha indirizzato il parziale. Grandi differenze di rendimento al servizio si sono rivelate decisive: troppi doppi falli per Camila (8 a fine match), mentre la prima di servizio ha dato il punto a Tauson 22 volte su 27. Nel momento di chiudere il match ha piazzato ben tre ace, la metà di quelli messi a segno nell’intero incontro. “L’ho guardata così tante volte in TV” ha detto in conferenza stampa, commentando il gioco dell’italiana, ero preparata alla palla che arrivava veloce. Posso dire però che mi sono adattata al suo gioco. Non dico che ho giocato veloce quanto lei, ma credo che fosse anche lei sotto pressione contro i miei colpi”.

Non solo Tauson conosceva benissimo Giorgi, ma ha ammesso di essere preparata su qualunque cosa che riguardi il circuito: “Puoi chiedermi qualunque cosa. So tutto sui risultati attuali e anche quelli passati. È divertente per me, mi piace guardare il tennis, conoscere tutti i risultati e tutti i giocatori. Non mi troverò mai in difficoltà se mi chiedi qualcosa sul tennis. Il mio coach mi chiama ‘Wikipedia dei risultati di tennis!'”. In semifinale dovrà vedersela con Paula Badosa, che ha battuto Mladenovic in tre set.

 

Il tabellone completo

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Il tabellone dell’ATP di Ginevra: il ritorno di Federer. In campo anche 3 italiani

Tabellone insidioso per il campione svizzero, che debutterà contro Andujar o Thompson. Caruso, Fognini e Travaglia gli azzurri ai nastri di partenza

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Roger Federer - Roland Garros 2019 (foto via Twitter, @rolandgarros)

A due mesi di distanza dall’ultima apparizione nel Tour ATP, Roger Federer è di nuovo presente nel tabellone di un torneo ufficiale. Dopo aver riassaggiato quelle sensazioni che l’hanno accompagnato per oltre 20 anni a Doha, stavolta giocherà sul rosso, superficie su cui non gioca da due anni, ma ancora in un evento della categoria ‘250’. Tornerà nella sua Ginevra, città dove ha disputato un torneo Challenger nel lontano 1998, ad appena 17 anni. Stavolta sarà il veterano, 20 volte campione Slam e numero 1 del tabellone.

Il tabellone dell’ATP 250 di Ginevra

La sorte non ha assegnato un brutto esordio a Re Roger, che inizierà il suo torneo dal secondo turno (le prime quattro teste di serie beneficiano di un bye per il primo). Attende uno tra Jordan Thompson o Pablo Andujar. Poi nei quarti potrebbe esserci lo specialista Cristian Garin e in semifinale uno dei giocatori più forti in circolazione sulla terra rossa: Casper Ruud. Insomma, un avvio non troppo complicato, ma a partire dalla seconda partita servirà già una versione pimpante dello svizzero, cosa tutt’altro non scontata vista la prolungata assenza.

A Ginevra saranno in campo anche tre giocatori italiani. Uno di loro (sorteggiato nella parte alta del main draw) potrebbe essere l’avversario di Ruud nel secondo turno, Salvatore Caruso. ‘Sabbo’ dovrà prima battere Tennys Sandgren al primo turno. Gli altri due sono stati collocati nella parte bassa. Stefano Travaglia esordirà contro un qualificato, poi la possibile sfida al numero 2 del seeding, Denis Shapovalov, reduce da una dura sconfitta al Foro Italico contro Rafa Nadal. Il terzo azzurro in tabellone è Fabio Fognini (testa di serie numero 6), atteso da Guido Pella al debutto.

 

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“Oops I did it again”: la FIT rifiuta alcuni biglietti e poi li rivende a prezzo doppio

Legittimo inseguire un maggior guadagno, per chi organizza un torneo. Sarebbe meglio non farlo a spese di chi ha già acquistato i biglietti, però

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Grand Stand Arena - Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Prendiamola con ironia. Quando abbiamo visto l’aggiornamento (vorticoso) delle disponibilità delle varie sessioni sul sito per acquistare i biglietti degli Internazionali d’Italia, la prima cosa a cui abbiamo pensato è una vecchia hit di Britney Spears. Dopo il celebre episodio del 2019, in cui Binaghi celebrando l’arrivo di Federer aveva annunciato il raddoppio dei prezzi dei biglietti – un comportamento un po’ ai limiti, ma comunque lecito se l’obiettivo è ricavare il massimo possibile da un torneo – la storia si arricchisce di un nuovo capitolo. Speriamo solo che la cosa non diventi una simpatica tradizione per premiare gli appassionati che hanno acquistato prima degli altri.

Veniamo ai fatti. Quando il tabellone maschile ha cominciato ad assumere contorni rosei – Djokovic e Nadal regolarmente in gioco, con la gradita sorpresa Sonego – l’organizzazione degli Internazionali ha deciso di applicare il ‘bonus x2’ al prezzo dei biglietti.

Riportiamo di seguito il prezzario dei biglietti per sessione valido a ottobre 2020.

 

Questo invece è il catalogo disponibile giovedì sera per coloro i quali fossero stati interessati ad acquistare un biglietto per la sessione diurna di oggi, venerdì.

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I distinti sono passati da 97 € a 187 €, e via così un po’ per tutte le categorie di biglietto. Non è quindi un caso che oggi la sessione diurna sia stata costruita come un all-star game; vuoi vedere le star? Nessun problema, basta pagare profumatamente e le avrai.

Tornando invece al discorso di premiare gli appassionati che comprano in anticipo i biglietti, anche qui ci sarebbe da discutere. Un appassionato che in tempi di pandemia si è comunque fatto carico di una scommessa al buio probabilmente andava trattato diversamente.

Prendiamo un caso concreto. In ottobre, il nostro simpatico appassionato all’atto di comprare un biglietto aveva in mano qualche certezza, o per lo meno si aspettava di sapere cosa comprava:

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All’atto pratico, invece, si è ritrovato a poter vedere soltanto un quarto di finale femminile. Come riportato nell’articolo di Vanni Gibertini, sfruttando il maggior appeal del tennis maschile, agli acquirenti che si erano accaparrati in anticipo i biglietti è stato lasciato come unico match il quarto di finale femminile, prezzando il valore di tale partita alla pari di quella maschile. Una valutazione in contrasto con qualsiasi logica di mercato; verrebbe infatti da pensare, se il valore di mercato di un match femminile è davvero pari a un match maschile, come mai oggi per vedere Rafa e Nole serviva il triplo dei soldi sufficienti per assistere ai quarti femminili sulla Grand Stand Arena?

Da un lato non è del tutto incomprensibile che la FIT abbia deciso di alzare il prezzo di biglietti che non erano più a scatola chiusa, poiché l’acquirente sapeva che avrebbe potuto veder giocare Djokovic e Nadal. Il problema nasce dal fatto che quei biglietti… non dovevano essere disponibili sul mercato, poiché qualcuno li aveva già acquistati (in ottobre o più tardi). Abbiamo testimonianze dirette di ticket acquistati in ottobre per la giornata di giovedì e ‘rifiutati’ dagli organizzatori del torneo, che a compenso hanno offerto un rimborso dell’importo speso o un altro voucher da spendere per biglietti delle Finals 2021 o degli Internazionali 2022.

Il dettaglio di una mail ricevuta da un acquirente a cui è stato ‘rifiutato’ un biglietto per la sessione diurna di giovedì

Questi stessi biglietti, però, sono stati rimessi in vendita nel corso della settimana del torneo a prezzi più alti. Una manovra che ha consentito flussi di cassa freschi e un guadagno maggiore, a spese però di chi aveva legittimamente acquistando un tagliando per gli stessi posti. Se è legittimo da parte di chi gestisce un torneo cercare di aumentare gli introiti, lo è molto meno se viene fatto a spese di chi ha già comprato il biglietto.

Infine, lanciamo un’ultima provocazione. I prezzi della sessione diurna delle semifinali sono stati gonfiati come per la sessione diurna odierna. Nonostante una radicata tradizione (e una promessa contrattuale fornita a ottobre) di fornire una semifinale maschile in serale agli appassionati, non ci stupiremmo se per inseguire i flussi di cassa tanto agognati le due semifinali maschili fossero concentrati in diurno.

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Staremo a vedere se Giove Pluvio continuerà a scagliare saette di indignazione e cancellerà la sessione serale di Sonego con Rublev, rendendo impossibile chiedere un back to back diurno a uno dei due. Rimaniamo in trepidante attesa degli eventi (anche atmosferici).

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All’improvviso arriva Opelka: a Roma giocherà la sua prima semifinale in un Masters 1000

Il gigante statunitense batte in due set Delbonis. Opelka era arrivato a Roma con due (!) sole vittorie sulla terra battuta in carriera

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Reilly Opelka - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Reilly Opelka ha conquistato la sua prima semifinale in un Masters 1000, sconfiggendo Federico Delbonis per 7-5 7-6 (2) in un’ora e 41 minuti corredata dai soliti 18 ace (22 vincenti al servizio in totale).

Si tratta di un risultato per certi versi sorprendente: se è vero che entrambi sono arrivati ai quarti in maniera inaspettata, Delbonis era 15-4 sulla terra europea (qualificazioni incluse), 20-7 sul rosso nel 2021, e si era qualificato per tutti i 1000 europei, riuscendo sempre a vincere dei match anche nel main draw. Opelka invece, prima di Roma, aveva vinto solo due match su terra in carriera nel circuito maggiore e non aveva battuto neanche un Top 200 in stagione, arrivando da sei sconfitte di fila. Il big server ha dunque conquistato la sua prima semifinale 1000 dopo averne già sfiorata una a Cincinnati/New York 2020, quando si era ritirato per infortunio nei quarti contro Tsitsipas.

Con la sua mise da Jackson Pollock a pesca di trote, Opelka ha cercato soprattutto servizi esterni all’inizio, sacrificando un po’ di velocità (relativamente, ça va sans dire), una scelta che gli sarebbe potuta costare, perché è stato molto impreciso nel primo colpo dietro al servizio: nel terzo gioco ha sbagliato due dritti e un rovescio, trovandosi 0-40; un servizio vincente e due ace hanno però tolto le castagne dal fuoco. Il primo dei due ace è stato una seconda in kick al centro dal rimbalzo icaresco:

 

Tennis TV ha poi misurato il rimbalzo del kick più carico dell’americano a 2,14 metri. Non che Delbonis non sia abituato a contribuire agli attentati contro la già malridotta ozonosfera, ben lungi, come mostra questa grafica sull’altezza media del suo famigerato lancio di palla:

Delbonis è sembrato avere un’idea molto precisa di come far male all’avversario, tenendo le risposte basse e invitandolo spesso a picchiare con il rovescio in cross, su cui il suo dritto ha retto senza troppi affanni, cambiando in lungolinea al momento giusto senza cercare di strafare (nei primi sette giochi ha messo a segno un solo vincente contro i 10 di Opelka, stesso score anche nei non forzati) – dietro al suo servizio l’argentino non ha mai sofferto, vincendo 20 dei suoi 21 punti.

Tie-break dunque? No, perché sul 5-6 Opelka è riuscito a trovare due risposte profonde che l’hanno portato 15-30, a due punti dal set. Delbonis ha cercato di difendersi insistendo con la curva mancina, ma quando si è trovato costretto a cambiare ha sbagliato malamente un rovescio lungolinea, concedendo un set point. L’argentino si è salvato con servizio e smorzata, ma ne ha dovuto concedere un altro su una risposta lungolinea di Opelka, che ha chiuso il set con un passante di dritto in corsa – va sottolineato che l’americano ha fatto punti solo contro la prima dell’avversario, che si è fermata a 186 chilometri orari di media.

Nel secondo set i due hanno continuato a servire molto bene, concedendo quattro punti a testa nei primi otto game. Sul 4-4, però, Opelka ha commesso il suo primo doppio fallo per il 15-30, e ha concesso una palla break quando una risposta incrociata di Delbonis l’ha costretto a cercare un rischioso dritto lungolinea. Lo statunitense si è tuttavia salvato con una prima al corpo che Delbonis non è riuscito a controllare, e ha tenuto per il 5-4. Ancora una volta, lo statunitense ha giocato il suo miglior game in risposta sul 6-5 in suo favore, portandosi a due punti dal match con un buon attacco di dritto chiuso a rete, ma stavolta Delbonis ha preso l’iniziativa ed è venuto a prendersi il punto a rete, ancorché in maniera un po’ fortunosa.

Il tie-break si è dunque concretizzato stavolta, ma non ha avuto storia: Opelka ha preso il mini-break di vantaggio sul 2-0, trovando profondità da dietro e obbligando Delbonis all’errore di rovescio, e ha allungato in maniera definitiva con una risposta potente che gli ha aperto il campo per il dritto. Sul 5-2 Delbonis ha spinto con costrutto sul rovescio dell’avversario, obbligandolo ad un passante difficile; Opelka ha risposto presente, infilandolo in cross, e ha chiuso sul punto successivo quando il recupero in back dell’argentino si è fermato in rete.

Il tabellone completo

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