WTA San Pietroburgo: le 'vecchie' russe reclamano spazio. Ai quarti Zvonareva e Kuznetsova

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WTA San Pietroburgo: le ‘vecchie’ russe reclamano spazio. Ai quarti Zvonareva e Kuznetsova

Vera Zvonareva vince una maratona, il match più lungo della storia del torneo, a 36 anni. Bene Svetlana con Wang, Ostapenko eliminata

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Vera Zvonareva - San Pietroburgo 2021 (via Twitter, @Formula_TX)

Una giornata da record a San Pietroburgo. Programma gravato da forti ritardi, e il merito, o se vogliamo la colpa, è dei primi due match in programma, rivelatisi i più lunghi nella storia del torneo. Dal primo è emersa vincitrice la qualificata Anastasia Gasanova, la quale, malgrado una rischiosissima rimonta subita da Katerina Zavatska nel set decisivo, è riuscita a piazzare il colpo di reni dopo tre ore e quattro minuti di lotta, record di durata per un match di singolare nella storia dell’evento.

Record durato pochino e infranto da Fiona Ferro e Vera Zvonareva (classe 1984), scese in campo nel match a seguire. L’ha spuntata al termine di tre ore e dieci minuti di battaglia con il coltello tra i denti l’ex numero due del mondo, brava a non perdere la bussola nonostante le mille chance per staccarsi gettate al vento in ogni singolo set disputato. Il primo, per cominciare, perso buttando un match point sul sei-cinque al tie break dopo aver divorato il vantaggio di cinque giochi a tre accumulato in precedenza. Nel secondo, copia carbone della malefatta precedente, Zvonareva ha servito per il set sul cinque-tre, ma un rovescio vincente di Ferro le è costato il break, prodromo del cinque pari che avrebbe potuto produrre gli effetti di una bastonata irrimediabile.

 

Recuperata la calma, la finalista di Wimbledon e US Open 2010 ha trovato la forza per vincere gli ultimi due giochi forzando il terzo set, in cui non ha mancato di sciupare un vantaggio di due a zero prima che i servizi impeccabili delegassero a un nuovo tie break ogni decisione. Nel momento topico, il rovescio e la velocità di piedi esibiti hanno per dieci minuti ridisegnato sul campo la campionessa dei tempi che furono, e la povera Fiona non ha potuto far molto per evitare il perentorio sette a due finale. Zvonareva, per la prima volta ai quarti di un torneo maggiore dai tempi in cui raggiunse proprio a San Pietroburgo la semifinale 2019, nei quarti sfiderà la vincente del derby tra Gasanova e Anastasija Pavlyuchenkova, per la soddisfazione degli organizzatori: la presenza di almeno una giocatrice russa in semifinale è certa.

Già ai quarti anche Svetlana Kuznetsova, anni 35, il cui confronto – generazionale, direbbero quelli moderni – con la teenager cinese Xinyu Wang si è complicato solo nella parte finale, quando la seconda ex numero 2 WTA in campo oggi non ha saputo chiudere con il servizio sul cinque-tre. Merito della giovane Xinyu, va detto, almeno in coda all’incontro capace di mettere con costanza in campo i poderosi colpi in dotazione.

La diciannovenne da Shenzhen ha chiuso con il doppio dei vincenti e il doppio degli errori non forzati rispetto all’anziana rivale: se vorrà farsi strada ai piani alti dovrà probabilmente alimentare il fuoco del raziocinio. Buon per Sveta, che ai quarti se la vedrà con la qualificata romena Jaqueline Cristian. In coda al programma è infatti arrivata la sorpresona di giornata, con la clamorosa eliminazione patita da Jelena Ostapenko per mano della numero centossessanta WTA, alla quinta vittoria della carriera in un tabellone principale del Tour maggiore. Fallosa e contrariata, Aliona è finita in un baleno sotto di un set e di un break; poi ha reagito, fino al cinque pari della seconda frazione, prima di perdere il game in battuta che ha mandato l’intimorita rivale a servire per il match. Nell’undicesimo gioco Jelena ha salvato un match point e si è aggrappata al tie break, dove ha sprecato anche un set point prima di capitolare alla quinta palla dell’incontro offerta a Cristian.

Se non altro, il torneo potrà continuare a contare su Ekaterina Alexandrova, costantemente pericolosa quando sopra di lei c’è un tetto: la testa di serie numero uno, nonostante un paio di passaggi a vuoto al servizio nel secondo set, ha eliminato Tereza Martincova, e nei quarti di finale attende Siniakova o Gasparyan.

Risultati:

Primo turno

[Q] A. Gasanova b. K. Zavatska 6-2 6-7(6) 7-5

Secondo turno

[WC] V- Zvonareva b. [3] F. Ferro 6-7(6) 7-5 7-6(2)
[4] S. Kuznetsova b. [Q] Xin. Wang 6-1 7-5
[1] E. Alexandrova b. T. Martincova 6-3 6-4
[Q] J.A. Cristian b. [3] J. Ostapenko 6-3 7-6(9)

Il tabellone completo

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ATP

ATP San Pietroburgo, avanzano Bublik e Korda

Giornata di riscaldamento in Russia, in attesa di Rublev, Shapovalov, RBA e Aslan

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Sebastian Korda – ATP 250 Delray Beach 2020 (foto via Twitter @DelrayBeachOpen)

Un classico lunedì tranquillo al St. Petersburg Open, con tre soli incontri di singolare del tabellone principale. Sebastian Korda viene impegnato più del previsto da Nino Serdarusic, wild card croata che cede in due set molto tirati, con un solo break in tutto il match. Il primo parziale si decide al tie-break, con Korda che prende subito il largo aiutato dall’imprecisione del n. 248 ATP e mette a referto il 7-2. Nel secondo set, sul 5 pari, un paio di ottime risposte su altrettante seconde di Serdarusic e due gratuiti consentono a Korda di chiudere con la battuta. “Penso che lui abbia assolutamente giocato a un livello molto superiore alla sua classifica” spiega il classe 2000 di Bradenton. “Entrambi abbiamo servito molto bene, con tante prime in campo”. Tre su quattro, infatti, con percentuali di trasformazione più alte per Sebi, ma di tutto rispetto anche quelle di Nino che ha annullato 6 palle break delle 7 concesse. Non è invece mai riuscito a rendersi pericoloso in risposta e avrebbe forse dovuto provare a cambiare la posizione in ribattuta, sempre molto vicina al campo sulla prima statunitense e raramente aggressiva sulla seconda, contrariamente a quanto proposto da Korda, che ora affronterà il vincente fra van de Zandschulp e Nishioka, un duello tra qualificati.

Prima di loro, Jan-Lennard Struff ha fatto suo in due set il confronto inedito con James Duckworth, il ventinovenne di Sydney tormentato da mille infortuni che ha iniziato la stagione fuori dai primi 100 e ora è un solo passo dal varcare per la prima volta la soglia della top 50. Nell’occasione, ha faticato eccessivamente sulla propria seconda e non è riuscito a prendersi il primo parziale pur servendo sul 5-3 anche per merito della reazione tedesca. Struff si scatena anche nel tie-break per poi incamerare 6-3 la seconda partita in virtù dello strappo in un quarto gioco da ventisei punti. Al secondo turno troverà Alexander Bublik che senza alcun problema apparente supera Evgenii Tiurnev con un break per set in poco più di un’ora. Il numero 304, wild card alla seconda apparizione nel Tour, è in realtà coetaneo e concittadino del naturalizzato kazako nativo però di Gatchina, in Russia, e il bell’abbraccio sorridente fra i due a fine match fa intuire che qualcosa li lega: “Non ci volevo giocare” dirà infatti Bublik. “Siamo cresciuti insieme, è stato un incontro difficile e molto emotivo”.

Risultati:

 

J-L. Struff b. J. Duckworth 7-6(3) 6-3
[8] S. Korda b. [WC] N. Serdarusic 7-6(2) 7-5
[7] A. Bublik b. [WC] E. Tiurnev 6-3 6-4

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Oggi l’ultimo saluto ad Alessio Ceccarelli, il fisioterapista sorridente del tennis

Aveva frequentato il circuito per molti anni facendo parte anche dello staff medico delle nazionali

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Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)
Alessio Ceccarelli (foto tratta dal suo profilo Instagram)

Ha frequentato per anni il circuito maschile come fisioterapista di Aleksandr Dolgopolov jr, e quello femminile al seguito di Laura Siegemund e Andrea Petkovic. Non solo: fino al 2011 è stato membro dello staff medico delle nazionali maschili e femminili di tennis. Alessio Ceccarelli, il “fisioterapista sorridente”, è morto a soli 38 anni nella sua Pisa ed oggi è stato il giorno del suo funerale, al cimitero di Calci. A strapparlo all’affetto del padre Alfredo, della madre Daniela, del fratello Daniele e dell’amata Barbora è stato un tumore fulminante, che se l’è portato via nel giro di pochi mesi.

Ceccarelli era un giovane professionista qualificato e molto onesto che ha sempre portato il suo entusiasmo nelle players lounge in giro per il mondo. “Non ci posso credere. Sono profondamente triste nell’apprendere questa notizia – ha commentato Alexander Dolgopolov -. Era mio amico e mi ha sostenuto per molti anni della mia carriera. Alessio aveva un attitudine positiva ed è dura credere ci abbia lasciato”. A piangere Ceccarelli è anche la FIT, che sul suo sito ufficiale ha esternato le condoglianze della federazione e di tutto il movimento tennistico.

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Coppa Davis

Le convocazioni dell’Italia per la Coppa Davis: prima volta in azzurro per Sinner e Musetti

L’Italia esordirà a Torino il 26 novembre contro gli Stati Uniti, i quali hanno anch’esso reso noti i nomi dei tennisti convocati quest’oggi

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Jannik Sinner - Anversa 2021 - BELGA PHOTO LAURIE DIEFFEMBACQ

Jannik Sinner e Lorenzo Musetti per la prima volta in Nazionale. Il capitano Filippo Volandri ha diramato le convocazioni per la Coppa Davis, con la fase a gironi che per gli azzurri si disputerà al Pala Alpitour di Torino (le altre sedi sono Innsbruck e Madrid, sempre sul cemento indoor) dal 25 al 28 novembre contro Stati Uniti e Colombia nel Gruppo E. Volandri ha chiamato Matteo Berrettini (numero 7 ATP), Jannik Sinner (numero 11), Lorenzo Sonego (23), Fabio Fognini (36) e Lorenzo Musetti (67). Per Sinner e Musetti si tratta appunto della prima convocazione di sempre in maglia azzurra.

Gli incontri prevedono due singolari (si scontrano i numeri 2 e i numeri 1 delle nazioni fra loro) e il doppio. L’esordio dell’Italia è fissato per le 16 di venerdì 26 novembre contro gli Stati Uniti: il capitano a stelle e strisce, Mardy Fish, ha diramato anch’egli le convocazioni oggi, chiamando John Isner (oggi numero 26 ATP), Reilly Opelka (27), Taylor Fritz (28), Jack Sock (152) e Rajeev Ram (numero 4 ATP in doppio). L’ultimo incontro tra Italia e Stati Uniti in Coppa Davis risale all’ultima edizione disputata, quella del 2019, quando gli azzurri persero 2-1 con Berrettini sconfitto da Fritz e Fognini vincitore su Opelka (l’eliminazione fu sancita, per gli incroci del tabellone, prima del doppio, che vide Querrey e Sock battere Bolelli e Fognini).

Per quanto riguarda la Colombia del capitano Alejandro Falla, i nominativi sono i seguenti: Daniel Galan (attualmente numero 106 ATP), Nicolas Mejia (274) e i doppisti Robert Farah e Juan Sebastian Cabal (rispettivamente numeri 11 e 14 della classifica ATP di doppio). Il quinto nominativo sarà ufficializzato a ridosso della competizione, che vedrà i sudamericani esordire contro l’Italia il 27 novembre.

 

La vincente del Gruppo E affronterà nei quarti di finale, lunedì 29 novembre, sempre a Torino, la prima classificata del girone D – con Australia, Croazia e Ungheria – anch’esso ospitato al Pala Alpitour.

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