ATP Barcellona e Belgrado, le entry list: Djokovic sfida Nadal a distanza. E gli soffia Thiem

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ATP Barcellona e Belgrado, le entry list: Djokovic sfida Nadal a distanza. E gli soffia Thiem

Undici top 20 in Catalogna, ma “250” di tutto rispetto in Serbia

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Rafa Nadal e Novak Djokovic - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

A un giorno di distanza dall’attesa conferma della partecipazione di Rafa Nadal a caccia del dodicesimo titolo sul centrale a lui stesso intitolato, l’organizzazione dell’ATP 500 di Barcellona comunica la lista dei giocatori che cercheranno di rendere ardua la missione al maiorchino.

L’entry list vanta ben 11 top 20, a cominciare appunto dal n. 3 del mondo Nadal, seguito dal finalista dell’edizione 2018 Stefanos Tsitsipas e da Diego Schwartzman, l’ultimo uomo ad aver battuto sulla terra il venti volte campione Slam. Completano l’élite Shapovalov, Bautista Agut, Goffin, Carreño Busta, Dimitrov, Fognini, Auger-Aliassime e Garin. Il solo altro azzurro direttamente ammesso in tabellone è Jannik Sinner, al suo esordio al Conte di Godó, anche perché, quando si è giocata l’ultima edizione, il nostro era ancora fuori dai primi 300 della classifica.

Sorprende la presenza di Nick Kyrgios, il cui ultimo torneo lontano da Melbourne risale a oltre un anno fa in quel di Acapulco, mentre l’ultima apparizione sulla terra rimane quella dal finale non proprio edificante di Roma 2019. Ci sarà anche Benoit Paire, che non avrà voglia, sarà pure sopraffatto dalla situazione legata alla pandemia e tutto quanto, ma, finché lo pagano per disturbare l’ambiente di lavoro, non si nega una gita in Catalogna. Sarà invece più interessante valutare se Nikoloz Basilashvili e Lloyd Harris sapranno dare seguito agli exploit rispettivamente di Doha e Dubai. E gli assenti? Il primo non pervenuto che salta all’occhio è il campione in carica, quell’austriaco peraltro in un periodo di forma non proprio esaltante, che giocherà quella settimana, ma altrove – una scelta inaspettata.

 

Passiamo quindi senza indugio all’ATP 250 di Belgrado, che quest’anno torna provvisoriamente in qualità di “Budapest trasferito” e che si pone in diretta concorrenza con Barcellona, vantando innanzitutto la partecipazione del n. 1 del mondo Novak Djokovic. Il direttore del torneo Djordje Djokovic deve aver fatto un ottimo lavoro se, oltre al più noto fratello, si daranno battaglia Dominic Thiem, Matteo Berrettini, Gael Monfils, Stan Wawrinka e l’uomo del momento, Aslan Karatsev, oltre che una nutrita schiera di tennisti balcanici. E ci sarà anche il nostro Stefano Travaglia. Utilizzando la stessa formula dell’ATP di Marbella, l’evento di Belgrado sarà preceduto da un torneo Challenger.

Le entry list aggiornate

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ATP Roma: Nadal annulla due match point e vince un match impressionante contro Shapovalov

Il pubblico sugli spalti del Foro è la miglior cornice per il match più bello del torneo. Rafa rimonta da 1-3 secondo e terzo set e chiude al tie-break decisivo: è nei quarti

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Non c’era modo migliore per riaccogliere il pubblico agli Internazionali d’Italia. Sul Campo Centrale del Foro Rafa Nadal e Denis Shapovalov hanno dato vita a un match di straordinaria intensità, pieno di soluzioni brillanti e colpi di scena. Alla fine però a esultare è sempre lui, il Re della terra, dopo 3 ore e 27 minuti e due match point salvati nell’undicesimo game del terzo set, prima di chiudere 7-3 il tie-break decisivo. 119 punti a 114 lo score finale. Non pochi i rimpianti per il canadese, che era sopra 3-1 in entrambi i set e ha chiuso con 41 colpi vincenti a fronte di 46 errori. Un match giocato con coraggio, anche nei momenti più delicati, ma deciso da qualche non forzato di troppo nel tie-break.

16esimo quarto di finale a Roma (97 complessivi nei Mille) su 17 partecipazioni invece per Rafa Nadal, che sfiderà il vincente del match tra Kei Nishikori e Alexander Zverev, proprio come una settimana fa a Madrid. Lo spagnolo non è sembrato tanto brillante come nel secondo turno contro Sinner. Non ha trovato la profondità sufficiente in risposta nelle fasi più importanti del match e ha messo a segno quasi 40 errori, una cifra insolita per lui sul rosso. Il decimo titolo a Roma, però, è ancora possibile.

LA CRONACA – Come accaduto nel secondo turno contro Sinner (presente sugli spalti), Nadal viene aggredito sin dal suo primo turno di battuta. Un sonorissimo ‘come on’ accompagna il break di Shapovalov, che dispone di una prima di servizio molto più penetrante rispetto a quella di Jannik. Inoltre le condizioni climatiche (qualche grado in più rispetto all’incontro della sera prima) permettono alla palla di Shapo di viaggiare bene: break confermato. Nadal, che nella conferenza stampa post partita si è lamentato della programmazione odierna, ha difficoltà a entrare in partita. Forse avrebbe preferito giocare di nuovo alla sera.

 

L’aggressività di Shapovalov non gli lascia spazio nei primi venti minuti di partita. Pur provando a caricare i colpi sul lato destro del suo avversario, Rafa deve gestire dei traccianti niente male. Addirittura il nove volte campione si ritrova sotto 4-0 e perde il controllo di un paio di colpi che aprono uno spiraglio per il terzo break di Shapovalov. Proprio mentre si iniziano a spulciare gli archivi per controllare quante volte Rafa ha subìto un 6-0 sul rosso (3 per la cronaca, da Federer, Coria e Gaudio), lo spagnolo reagisce e trova un po’ più di velocità col dritto. Infila tre giochi consecutivi, mettendo una certa pressione sul canadese.

Il momento positivo di Rafa si ferma sul 30-30 dell’ottavo game, su uno straordinario rovescio lungolinea di Shapovalov al termine di uno scambio lungo 21 colpi: con l’aiuto del servizio (2 punti su 3 vinti con la prima in campo nel primo set) il canadese sale 5-3. Qui è invece la risposta a salire in cattedra: Rafa si procura quattro palle del 4-5, ma complice anche qualche sbavatura a rete, al quarto set point concede un altro break per il 6-3 che chiude un set di 59 minuti.

Grande prova di Shapovalov sin qui, 14 vincenti e solo un non forzato in più dello spagnolo (11-10). Ciò che sorprende è che oggi giochi meglio di rovescio che di dritto, colpo col quale è andato spesso fuori giri a inizio scambio. Dal lato destro riesce a manovrare meglio e lo dimostra a inizio secondo set, quando per due punti consecutivi cambia in modo esemplare la traiettoria dall’incrociato al lungolinea e trova impreparato Nadal: c’è il break (nonostante un colpo di Shapo fosse largo). Sotto 3-0 Rafa si ritrova spalle al muro. È costretto ad annullare una palla del 4-0 e lo fa, come al solito, giocando in maniera offensiva. Non sembra che il canadese subisca il contraccolpo, perché sul 3-1 si porta su 40-0, ma offre uno spiraglio a Rafa, che trova il contro-break con un paio di accelerazioni in lungolinea.

Inizia perciò un’altra partita. Shapovalov sul 3-3 commette quattro errori non forzati e manda in vantaggio Nadal per la prima volta nel match. A fine set il canadese metterà a referto 12 non forzati, ma sono quasi tutti concentrati in questa fase. Rafa, da buon campione qual è, ne approfitta per azzannare la partita e forza un terzo set per la gioia del pubblico. Dagli ottavi di finale in poi infatti i tifosi daranno un po’ di colore al torneo nonostante la pandemia sia ancora in grado di incupire spettacoli meravigliosi come questo match.

Anche nel terzo parziale è Shapovalov a partire meglio. Un Nadal che arriva spesso al limite del tempo consentito dallo shot clock per servire concede il break perdendo il controllo del dritto sul 2-1, ma con lo stesso colpo si rimette in carreggiata nel game successivo. Da qui in poi lo spagnolo ha l’opportunità di brekkare in tre turni di risposta di fila. Prima manda lungo un rovescio a campo aperto che sul 3-3 l’avrebbe portato 0-40. Arriva comunque a palla break nel settimo game, ma con due ace da sinistra Denis resta avanti. Poi Rafa è molto impreciso sul 4-4 nonostante un rovescio lungolinea lo porti sul 15-30: un game che poteva portarlo a servire per il match finisce ancora nelle mani del suo avversario.

Gli ultimi due giochi prima del tie-break sono i più appassionanti dell’intera partita. Sul 5-5 Shapovalov commette doppio fallo sulla parità per due volte di fila, ma con grande coraggio e con il colpo che sentiva meno (il dritto) ha spinto per annullare ben tre break point e chiudere con l’ace un game lungo 8 minuti. Stessa durata del turno successivo di Nadal, che senza la prima di servizio è costretto sul 5-6 a salvare due match point. Approfitta di due errori grossolani di Shapovalov per stare ancora dentro la partita e ritrova la prima giusto in tempo per approdare al tie-break.

A fare la differenza sono 4 non forzati consecutivi del canadese (tra cui un altro doppio fallo) che mandano Rafa avanti 4-1. Un vantaggio impossibile da scialacquare per il 20 volte campione Slam, che tira un grosso sospiro di sollievo e continua la caccia al decimo titolo nella Città Eterna.

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Roma, Berrettini lotta un set ma alla lunga la spunta Tsitsipas

Un episodio sfavorevole condiziona il tie-break del primo set in sfavore di Matteo. Tsitsipas concede poco e niente, ci va lui nei quarti contro Djokovic

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Stefanos Tsitsipas - Roma 2021 (foto Twitter @internazionalibnlditalia)

[5] S. Tsitsipas b. [8] M. Berrettini 7-6(3) 6-2

La giornata di giovedì è indubbiamente quella di maggior sostanza agli Internazionali d’Italia, con tutti gli ottavi di finale sia maschili che femminili. Tra questi match spiccava quello tra Matteo Berrettini e Stefanos Tsitsipas, unico con due top 10 in campo. Deve avere una qualche tipo di calamita Tsitsipas verso i giocatori azzurri quando gioca a Roma, dato che questo è il terzo anno consecutivo che il n. 5 del mondo affronta un italiano in questo torneo (nel 2019 battè in successione Sinner e Fognini, nel 2020 perse da Sinner) e oggi si è preso lo scalpo del n. 9 Berrettini col punteggio di 7-6(3) 6-2 in un’ora e 36 minuti.

Proprio a partire da oggi nel torneo romano è stata ammessa la presenza del pubblico e sullo stadio Grandstand i due tennisti europei hanno offerto un grande spettacolo, soprattutto nel primo set il quale è stato macchiato da un episodio sul finale che potrebbe averne compromesso l’esito. Va detto comunque che la stanchezza si è fatta sentire per Berrettini – all’ottavo match in 10 giorni – quindi in ogni caso sarebbe stata dura per lui portare il match al terzo.

 

Questo match era rimasto in canna a Matteo, il quale avrebbe dovuto affrontare Stefanos nei quarti degli Australian Open nel primo Slam della stagione, ma dovette farsi da parte prima di scendere in campo per l’infortunio agli addominali che l’ha tenuto per mesi out. Com’era prevedibile gran parte del match è stato ad appannaggio del servizio con il n. 9 del mondo molto più a suo agio nei turni di battuta (nel primo set ha perso un solo ’15’ nell’ottavo game) mentre in quelli del greco ci sono stati qualche scambio in più dove le bordate vincenti di Matteo hanno infiammato gli spalti.

Nell’inevitabile tie-break il massimo della competitività di entrambi è emerso e purtroppo Berrettini si è sciolto nel finale, complice anche un episodio sfavorevole. Era stato comunque lui il primo a passare avanti di un mini-break ma i tentativi di Tsitsipas di far giocare il più possibile il suo avversario hanno pagato, inducendolo spesso all’errore. Dal 3-1 in poi infatti Berrettini non ha più vinto un punto e oltre al crollo mentale va aggiunta la frustrazione per quanto accaduto sul 5-3 per il greco: una smorzata di rovescio di Matteo è stata presa in allungo da Tsitsipas al secondo rimbalzo, ma il giudice di sedia Bernardes non ha rilevato l’infrazione e Matteo ha poi sbagliato il colpo successivo. Berrettini ha cercato di spiegare le sue ragioni all’arbitro brasiliano, senza minimamente eccedere nelle proteste, e il suo sconforto era evidente; comunque la scelta era stata presa e alla fine dopo un’ora di gioco si è concluso il primo parziale.


L’impatto negativo sul suo match purtroppo ha avuto effetto anche ad inizio secondo set dove si sono viste le prime palle break, in favore del greco, nel primo game. La grinta rimasta a Berrettini gli ha permesso di salvarsi in quell’occasione ma Tsitsipas col passare del tempo ha acquisito sempre più fiducia e con continuità è riuscito a rispondere ai servizi dell’italiano. L’equilibrio dunque si è interrotto nel terzo game e a quel punto l’italiano si è un po’ lasciato andare. Con un colpo di coda finale ha cercato di evitare il secondo break ma Tsitsipas è stato arcigno fino alla fine e ha chiuso al primo match point guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale del torneo romano. Per lui è la seconda volta che raggiunge questo traguardo e domani se la vedrà col n. 1 Novak Djokovic, oggi spedito come un treno su Davidovich Fokina. Inevitabilmente resta l’amarezza per Berrettini, ma molta di meno rispetto a quella di Sinner ieri e soprattutto rispetto a quella dello stesso Matteo nella finale di Madrid; tutto sommato quindi questi torneo hanno fatto vedere molte cose positive in vista del Roland Garros.

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ATP Roma: Karatsev dà ripetizioni di terra battuta a Medvedev, Thiem rischia ma avanza

Il derby russo va a Karatsev che sin dal primo punto indirizza il match contro un Medvedev estremamente nervoso e carico di insulti verso la terra battuta. L’austriaco vede la sconfitta con Fucsovics, poi dilaga nel terzo

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A. Karatsev b. [3] D. Medvedev 6-2 6-4 (Giorgio Di Maio)

Continua il poco feeling tra Daniil Medvedev e la terra battuta, anche se oggi a batterlo è stato un avversario di tutto rispetto come il connazionale Aslan Karatsev, che continua a stupire anche su questa superficie. Medvedev sembrava sicuramente poco felice di essere sulla terra ma ha provato comunque a lottare per un’ora e venti di partita, senza risultato. Troppo pesante e preciso il tennis di Karatsev, che aveva un’altra marcia rispetto il suo più illustre avversario. Daniil su questa superficie continua a sembrare un pesce fuor d’acqua, più a livello mentale (molto nervoso già dal primo punto) che a livello tennistico.

Poca storia nel primo set, sin dal primo momento è Karatsev a prendere il comando delle operazioni. Medvedev si sta anche impegnando oggi, ma tra le accelerazioni spaventose del suo connazionale e la poca adattabilità alla superficie il set gli scappa subito di mano. Il servizio pesante di Daniil non basta per essere competitivo e non riesce ad essere mai efficace nei turni di battuta di Karatsev. Tra frequenti soliloqui il numero 2 del mondo crolla già al terzo turno di servizio. Con due break consecutivi Medvedev regala un finale semplice di primo set a Karatsev, che chiude senza problemi con un netto 6-2.

 

La situazione di Medvedev migliora nel secondo set, con il russo che riesce a farsi sentire un po’ di più in risposta. La prima e unica occasione in partita di Medvedev arriva nel sesto game con uno splendido passante di dritto. Karatsev però non ne vuole sapere di abbassare il suo livello e tra rovesci incrociati al fulmicotone e comode chiusure a rete si salva. Il finalista degli Australian Open si innervosisce molto dalla strenua resistenza del suo avversario e Karatsev raccoglie i frutti del suo gioco nel game successivo. Il 27enne russo con la sua costante pressione offensiva riesce a disinnescare la difesa di un Medvedev sempre più disunito e nervoso e si prende il break nel settimo game.

Non ne arriveranno altri da entrambe le parti, ma è abbastanza per Karatsev per aggiudicarsi il derby e volare agli ottavi di finale per la seconda volta consecutiva, e la seconda in carriera. A Madrid era stato sconfitto da Bublik in tre set, qui invece troverà Reilly Opelka, vincitore ieri in maniera piuttosto netta contro Lorenzo Musetti e apparso in buona forma. Il russo è ovviamente favorito ma attenzione a sottovalutare la potenza di fuoco del bombardiere americano. Continua invece la passione di Medvedev sui campi in terra battuta, la cui presenza ormai sembra essere un vero martirio per il russo. Daniil sembra essersi autoconvinto che questa superficie non gli piace (legittimo) e non ci vincerà mai, basterà qualche vittoria per ritrovare fiducia e competitività sulla terra?

[4] D. Thiem b. M. Fucsovics 3-6 7-6(5) 6-0 (Carlo Galati)

Pur non giocando il suo miglior tennis, commettendo tanti, forse troppi errori (ne contiamo 27 alla fine dell’incontro) Dominic Thiem, dopo oltre 2h30 di gioco, bagna il suo esordio sulla terra di Roma battendo l’ungherese Marton Fucsovics con il punteggio di 3-6, 7-6(5), 6-0 e accedendo al terzo turno dove incontrerà il vincente del derby italiano tra Sonego e Mager.

I due, praticamente coetanei, ma con soli tre precedenti alle spalle, tutti a favore dell’austriaco, hanno dato vita ad un incontro che ha visto il proprio turning point nel decisivo tie break del secondo set, vinto dall’austriaco che, fino a quel momento aveva sempre inseguito il proprio avversario durante tutto l’incontro, grazie ad una prestazione solida di Fucsovics che ha giocato un tennis quasi perfetto, sempre votato all’attacco e non disdegnando più volete discese a rete impreziosite da volee d’autore. Ma come spesso accade, è stato nel momento decisivo dell’incontro, che, non arrendendosi a quella che sembrava una sconfitta scritta dall’altalenante e complicata prestazione finora mostrata in campo, l’austriaco è riuscito a piazzare la zampata decisiva al primo e unico set point fin lì avuto, cambiando di fatto la partita che nel terzo set non ha avuto storia, grazie al più classico dei 6-0-

IL MATCH

Nel primo set a partire subito col piede giusto e a marcare quel vantaggio che sarà proprio per buona parte del mach, è Fucsovics che, sfruttando la prima palla break, porta il parziale iniziale sul 2-0 a proprio favore. Vantaggio che dura fino al sesto gioco Thiem grazie ad un vincente di dritto riesce a raggiugere un’illusoria parità che dura pochissimo: dopo un game durato oltre 11 minuti, è l’ungherese a strappare nuovamente il servizio a Thiem grazie ad un tennis che trova l’esaltazione della propria aggressività, combinato al momento di difficoltà del proprio avversario in campo. I due game finali sono la logica conseguenza di quanto visto fino a quel momento e sono entrambi, ancora una volta, appannaggio dell’ungherese che tiene il proprio turno di battuta e consolida il punteggio con un ulteriore break finale, grazie ad un rovescio finito in rete di Thiem.

Il secondo set sembra partire sulla falsa riga del primo. È ancora l’austriaco a palesare una certa difficoltà ad inizio set ma questa volta, sotto 1-0 riesce ad annullare, nel proprio turno di battuta, due palle break che avrebbero forse indirizzato in maniera definitiva il match. Ma è qui che arriva la prima reazione da campione; grazie ad un vincente lungolinea, Thiem mette la parola fine ad un game che oseremo dire complicato. Ma è solo un rimandare. Nel quarto game le due palle break sono insormontabili per Thiem che, mandando in corridoio un dritto, concede il doppio vantaggio al magiaro. Quando però sembra tutto compromesso lo spirito del campione viene fuori, ancora una volta. Nella logica altalenante del set infatti, il controbreak sembra scritto nelle leggi aleatorie di questo sport: concedendo un solo 15, Thiem recupera il gap permettendo così al set di scivolare fino alla sua naturale conclusione figlia del 6 pari finale. È il tie break il momento cruciale dell’incontro, non solo del set. E vi assicuriamo, non sono fantasie o facili conclusioni ex post dello scrivente ma la logica alternanza del punteggio che, in assenza di mini break, dà a Thiem il primo ed unico set point fin lì ottenuto. A tremare questa volta è la solidità granitica di Fucsovics, fin lì inscalfibile. Palla in rete dell’ungherese e punto decisivo a Thiem.

Che fosse quello il punto decisivo non solo del set ma della partita, si è poi palesato nel terzo set. A vincerlo è il numero 4 al mondo nel più classico e mai troppo banale 6-0 finale, in cui segnaliamo soltanto tre palle del controbreak nel terzo gioco per Fucsovics, ça va sans dire, non sfruttate.

In conclusione una vittoria brutta sporca e cattiva per Thiem che per andare avanti nel torneo dovrà sicuramente ritrovare quella profondità di colpi, quella lunghezza di palla e quella solidità che oggi, mancando, lo hanno fatto tremare. Forse anche troppo. 

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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