ATP Montecarlo, Karatsev batte e impressiona Musetti: "Col rovescio è incredibile"

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ATP Montecarlo, Karatsev batte e impressiona Musetti: “Col rovescio è incredibile”

In un match diviso in due parti causa pioggia, il russo vince in due set senza particolari difficoltà e avanza al secondo turno

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Lorenzo Musetti - ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)

A. Karatsev b. [WC] L. Musetti 6-3 6-4

Finisce subito l’avventura monegasca di Lorenzo Musetti, sconfitto in due set da un Aslan Karatsev al suo esordio su terra battuta nel circuito maggiore. Le premesse per una sfida godibile c’erano tutte, ma i tanti errori, anche in manovra e spesso nelle primissime fasi dello scambio, ne hanno abbassato la qualità a dispetto di alcune di quelle giocate che ci aspettavamo. Davvero troppi gli unforced di Lorenzo per contenere un avversario che sbaglia di più ma tira tanti più vincenti e parte aggressivo fin dalla risposta. Musetti, viceversa lontano in ribattuta, ha cercato con relativo successo di non perdere troppo campo davanti a un Karatsev che ha sì una palla pesante ma sa anche trovare angoli ingestibili da posizioni eccessivamente arretrate.

Oggi non sentivo la palla bene, forse non sono entrato in campo convinto di poter vincere” ha detto Musetti in conferenza stampa. “Mi ha messo i piedi in testa fin dal primo game, non mi faceva entrare nello scambio e ho fatto molta fatica a colpire la palla. Le condizioni erano un po’ diverse rispetto a Cagliari, sentivo la palla molto pesante sulla racchetta e non riuscivo a spingere“. Un po’ per via del clima, un po’ per via di un avversario che anche a Musetti sembra davvero forte: “Sul cemento è un altro giocatore, di sicuro è già di vertice, ma credo che salirà ancora e stupirà (anche sulla terra, ndr). È un giocatore di un livello molto alto e toglie spesso il tempo. Risponde bene e col rovescio è incredibile“.

 

Del resto, la scorsa estate il russo aveva avuto un record di 17-2 sulla terra a livello Challenger e di qualificazioni per il Roland Garros, quindi è un avversario che può far bene su questa superficie. La sua ascesa è ormai nota, oltre 230 posizioni in poco più di un anno, con la semifinale raggiunta a Melbourne e la vittoria di Dubai a catapultarlo nella Top 30. Il suo ultimo match a Miami, tuttavia, è stato sintomatico di uno stile di gioco estremamente rischioso – una sconfitta per 6-3 6-0 contro Sebastian Korda in cui non è praticamente mai riuscito a trovare il campo, cosa peraltro successa anche a Dubai, dove quattro dei suoi sei match sono andati al terzo. Un incontro quindi dall’esito non facilmente pronosticabile, proprio a causa del livello che può esprimere Aslan, top player oppure “colui che si batte da sé” a prescindere dall’avversario.

PRIMO SET Nel primo confronto fra i due, il Karatsev di inizio partita ha ricordato sinistramente quello delle migliori uscite del primo scampolo di 2021: quattro risposte coperte, tutte anticipate, tutte profonde (una vincente), e break a zero. Gli unici punti fatti da Musetti nei primi due giochi sono stati doppi falli dell’avversario, che ha da subito mostrato un buon servizio esterno da sinistra, fondamentale contro un monomane. Due doppi falli nel terzo gioco hanno poi regalato due palle del 3-0 e servizio a Karatsev: sulla prima Musetti ha trovato un servizio potente chiuso con un tocco sotto rete, mentre sulla seconda è stato graziato da una risposta appena lunga. Aslan si è poi procurato altre due chance, manovrando a piacimento con il rovescio, ma il toscano si è salvato, chiudendo il gioco con tre servizi vincenti che l’hanno cavato d’impaccio.

Va dato atto a Musetti di aver saputo mettere giù la testa e lottare nei propri turni di battuta, alzando le percentuali e colpendo più dritti possibile per controllare lo scambio, cosa non facile quando l’avversario mette i piedi in campo senza posa. Pur rimanendo a volte preciso in risposta, ha anche iniziato a mischiare di più le traiettorie, propiziando qualche errore con il dritto del russo, che ogni tanto perde questo colpo. Passata la tempesta, il consueto momento di pausa di Karatsev è arrivato, stavolta nel sesto gioco: prima Musetti ha bloccato bene una risposta di dritto ed è scivolato sulla volée del russo per scavalcarlo con un lob di rovescio, e poi ha sfruttato un non forzato bimane dell’avversario per salire 15-40. Karatsev si è salvato con autorità in quelle due circostanze e poi in altre due non consecutive, trovando due gran prime al centro da sinistra e un eccellente kick.

Se il suo gioco da fondo è risultato sostanzialmente invariato rispetto alla consueta gragnuola di colpi anticipati, Karatsev ha in realtà mostrato grande discernimento con il servizio, alternando velocità e traiettorie anche con la prima e aprendosi così tante diverse possibilità con il primo colpo in uscita, di fatto senza mai perdere il controllo dello scambio.

Sul 4-3 e servizio Karatsev, il match è stato interrotto per pioggia.

SI RICOMINCIA – Rieccoli in campo alle 16.30, i due contendenti. Karatsev, subito in partita, tiene agevolmente il turno di battuta e mette in difficoltà il nostro rispondendo profondo, in un caso seguendo con profitto a rete, zona del campo che non frequenta spesso a dispetto di quella che pare una buona tecnica al volo. I due set point consecutivi sono merito suo, ma sul secondo arriva l’aiuto da casa Italia sotto forma di doppio fallo. Più vincenti ma anche più errori per Aslan (entrambi sbagliano molto di rovescio), che domina i punti tra i cinque e i nove colpi. A dispetto di condizioni che certo non possono essere velocissime, solo tre volte gli scambi si sono prolungati.

SECONDO SET – Al terzo gioco, è bravo Musetti a risalire dallo 0-40 originato dall’assenza della prima battuta e dalle aperture di campo russe chiuse ora a rete, ora con la smorzata. Il ventisettenne di Vladikavkaz continua a proporre il suo gioco che richiede la quasi perfezione sotto ogni aspetto, sia sotto sia fuori il suo controllo, un gioco per cui un granello di mattone fuori posto significa una pallata abbondantemente oltre il corridoio. Ci sono più scambi lunghi rispetto al primo parziale, ma il leimotiv non cambia, con Musetti troppo falloso per essere così poco propositivo. Il teenager di Carrara apre il nono gioco con un passantone di dritto, ma la speranza di mettere pressione alla battuta svanisce con un brutto gratuito dallo stesso lato.

Sornione, Karatsev sale di livello nel game successivo: prima risponde in allungo a una prima esterna che non si pensava potesse tornare indietro, poi non rimugina sul doppio fallo “annullato” dall’arbitro che dà buona la seconda di servizio di Lorenzo (per quel che vale, era fuori secondo la grafica non ufficiale di Hawk-eye) e si prende il punto a rete. Accetta di buon grado un errore dell’avversario e, dopo un’ottima risposta anticipata, chiude con un tracciante bimane che gli permette di raggiungere Stefanos Tsitsipas al secondo turno. Musetti invece farà rotta verso Barcellona: “Nelle ultime settimane ho sempre migliorato il mio ranking, anche da questa settimana prenderò molta esperienza – era la mia prima partecipazione qui. Ora focus su Barcellona, cercherò di passare le quali e preparare Roma al meglio“.

Ha contribuito Tommaso Villa

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settima, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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