Lungo programma sull’Andy Murray Arena del Queen’s di Londra. Nel corso della giornata di venerdì, oltre ai consueti quattro quarti degli HSBC Championships, è stato anche recuperato l’ultimo ottavo di finale, tra Humbert e Medjedovic, interrotto per oscurità.
B. Nakashima b. [1] A. De Minaur 7-5 6-3
Il match inaugurale dei quarti di finale, sull’erba del Queen’s, serve una sorpresa inaspettata al pubblico londinese, che ha visto Brandon Nakashima sconfiggere il favorito del torneo, Alex De Minaur. Lo statunitense, che ha sempre dimostrato di avere un buon feeling sui manti verdi, ha eliminato in due set il numero uno del seeding, migliorando il risultato dell’altr’anno – quando si fermò ai quarti, battuto da Jack Draper -, e centrando la terza semifinale del 2026, dopo Brisbane e Acapulco.
Una prestazione stupefacente, da parte del giovane americano, che nelle uscite precedenti non aveva concesso respiro nemmeno al talentuoso Ignacio Buse. Contro il velocipede australiano, Brandon, non partiva affatto favorito, ma il suo tennis devastante ha smentito il pronostico. Sull’erba londinese, i colpi pesanti di Nakashima hanno piegato in due Demon, che ha sofferto specialmente gli attacchi in back dell’avversario, praticamente perfetti. Il primo parziale è stato pressoché equilibrato, ma appena prima dell’ipotetico tiebreak, è arrivata l’irruzione del ventiquattrenne californiano, che ha messo a dura prova il numero uno del seeding, sollecitando lo slice e il rovescio di Alex, che all’ennesima bordata, si è arreso con un colpo finito a metà rete. Ancora più scaltro e chirurgico nel set point, Nakashima, che ha approcciato la rete con una volée complicatissima, per poi vedere il lob di De Minaur finire lungo di diversi metri.
Nel secondo parziale – leggermente più frizzante e godibile del primo – lo statunitense ha tentato di variare di più, depistando un De Minaur non particolarmente eccellente. I recuperi di Nakashima hanno fatto la differenza in un paio di occasioni, conducendo quest’ultimo verso il break decisivo. Il classe 2001 ha rischiato di pasticciare nell’ultimo game, concedendo la palla del contro break, ma il servizio gli ha dato un supporto abnorme. Nakashima accede dunque alla terza semifinale dell’anno, battendo Alex De Minaur per 7-5 6-3.
U. Humbert b. H. Medjedovic 2-6 7-6(4) 7-6(5)
Rimonta completata per Ugo Humbert, nella “due giorni” del Queen’s. Il match contro Medjedovic è stato sospeso per oscurità nella giornata di giovedì, e poco prima dell’arrivo delle tenebre, il francese è stato glaciale nel salvare quattro match point, conquistando il secondo parziale e rimandando tutto in data odierna. Il set decisivo – disputato venerdì – è stato altrettanto serrato, e con un ulteriore tiebreak, Humbert ha messo il timbro sulla vittoria, eliminando Medjedovic in tre set. Qualche ora di riposo, per poi affrontare Hijikata nel suo quarto di finale numero 38, a livello Tour.
[7] F. Cerundolo b. [WC] A. Fery 7-6(1) 3-6 6-4
Francisco Cerundolo lo sapeva già. Affrontare la wild card di casa, Arthur Fery, sul prato del Queen’s, non poteva essere un gioco da ragazzi. L’inglese, partito in maniera un po’ timida, si è sciolto dopo un di game, mettendo in seria difficoltà il numero 7 del seeding. Buon ritmo, soluzioni rapide. E da una situazione di svantaggio, Fery si porta addirittura avanti di un break. La wildcard del torneo serve per mettere in cassaforte il primo parziale, ma trema, spedendo il dritto fuori di metri. Arthur lancia la racchetta, e perde la calma, oltre al primo set. Cerundolo capovolge l’inerzia dell’incontro, mettendosi a dettare il passo anche all’alba del secondo parziale. Cisco subisce anche una pallata ravvicinata da Fery – senza malizia -, ma nonostante ciò, l’argentino s’invola indisturbato sul 3-1. Il traguardo sembra lì a pochi passi, ma come d’incanto, il padrone di casa risorge dalle ceneri.
Il rovescio del britannico cambia ancora una volta gli equilibri, tornando a incidere come nella fase centrale del primo set. 9 vincenti, col bimane, per Fery, che lascia più volte sul posto uno spaesato Cerundolo. Il ritorno in campo, nel terzo parziale, conferma che l’argentino sia un po’ a corto di idee. Dopo il doppio fallo commesso, approccia la rete – zona del campo che non gli compete particolarmente -, eseguendo una demi-volée disastrosa.
La testa di serie numero 7 riprende coraggio, scavando nel suo repertorio, e aggrappandosi sugli specchi pur di sopravvivere in questo quarto di finale. Cisco conquista un break point importantissimo nel bel mezzo del set decisivo, convertita grazie ad una buona pressione esercitata da fondo campo. Il decimo game del terzo set, si rivela cruciale. Cerundolo agisce con cautela, attendendo l’errore di un Fery non più così sicuro dei propri mezzi. Dopo 2 ore e trenta di lotta, l’inglese si arrende Cisco Cerundolo, uscito vincente con lo score di 7-6 3-6 6-4.
[8] T. Paul b. [4] A. Davidovich Fokina 6-3 7-6(4)
(Di Beatrice Becattini)
Prosegue il sogno di Tommy Paul di ritornare campione del Queen’s, dopo il titolo del 2024. Grazie alla vittoria in due set, per 6-3 7-6(4), su Alejandro Davidovich Fokina, lo statunitense intanto è nuovamente in semifinale, dove se la vedrà con Ugo Humbert.
Per lo spagnolo l’incubo a stelle e strisce continua. Perché contro Paul non ha mai vinto in carriera in sei testa a testa. E c’è una statistica ad inguaiare ancora di più il numero 22 del mondo. I tre soli set vinti – di cui durante il primo precedente all‘Australian Open 2023, e 15 parziali lasciati a Tommy. Insomma, un incrocio che davvero pare non esaltare le caratteristiche di Davidovich Fokina.
Nel primo set è palese come il tennis del 29enne del New Jersey infastidisca oltremodo l’iberico. Nonostante sia un solo break, quello nel sesto gioco, a fare la differenza, Paul dimostra di sentirsi oltremodo a suo agio sull’erba londinese. L’attitudine propositiva da costruttore del punto sostiene Tommy, che è arrembante nella sua azione. Lo quarta testa di serie tiene con agio i propri turni di servizio, con quell’unica eccezione, ma in risposta non trova la chiave per scardinare i turni dello statunitense, che non gli lascia neppure una chance.
Nel secondo parziale la pressione dell’ottava forza del seeding va scemando. La conseguenza diretta sono due palle break sul 3-2 per Davidovich Fokina. Tuttavia, Alejandro manca la zampata decisiva in entrambe le occasioni e non ripeterà questo grado di pericolosità in risposta. È dunque il tiebreak a sigillare il match. L’americano si innalza subito 3-0 con un minibreak, salvo poi cedere a un calo di attenzione. Due colpi steccati e qualche errore di troppo consentono al 27enne andaluso di mettere la testa avanti per la prima volta, operando il sorpasso sul 4-3 e con due servizi a disposizione. La tendenza a sbagliare con il diritto non abbandona Davidovich Fokina per tutta la partita e si ripresenta proprio quando deve capitalizzare il piccolo vantaggio accumulato. Lo spagnolo perde entrambi i punti alla battuta e, in pratica, consegna il match al numero 28 delle classifiche, che chiude con il servizio.
U. Humbert b. [Q] R. Hijikata 6-1 6-2
(Di Beatrice Becattini)
Ugo Humbert, al secondo impegno di giornata, sbarra la strada a Rinky Hijikata ai quarti di finale e si guadagna un posto tra i migliori quattro dell’ATP 500 del Queen’s.
Un match a senso unico sin dai primi scambi, terminato 6-1 6-2, non può cancellare quanto di buono fatto dall’australiano in tutto il torneo. Partito dalle qualificazioni, Hijikata si è fatto largo battendo, tra gli altri, la seconda testa di serie Jiri Lehecka, prima di fermarsi contro il numero 33 del mondo. Grazie a questi risultati, il 25enne di Sydney torna in top 100. Per Humbert, invece, adesso c’è Tommy Paul.
Nel primo set il francese ha palla break in ciascuno dei tre giochi in risposta, con due turni di servizio strappati all’avversario, sul 2-1 e sul 4-1.
Nel secondo parziale Ugo mette la situazione in chiaro già in avvio, piazzando il break. Hijikata non si rassegna alla sconfitta e sul 3-2 ha sulla racchetta la possibilità di parità, ma non riesce a portare a casa il primo gioco in risposta. Per non rischiare, allora, il transalpino raddoppia il proprio vantaggio, per poi chiudere per 6-2 dopo un’ora e 6 minuti.
