BMW Open Monaco: la finale è Struff-Basilashvili [VIDEO]

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BMW Open Monaco: la finale è Struff-Basilashvili [VIDEO]

Due semifinali senza storia in Baviera: Ivashka e Ruud raccolgono 8 giochi in due.

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MUNICH, GERMANY - APRIL 30: during day 7 of the BMW Open at MTTC IPHITOS on April 30, 2021 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)
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Il classico appuntamento su terra battuta a Monaco di Baviera, quello del BMW Open, avrà in campo un finalista tedesco ma non quello che ci si aspettava: eliminato nei quarti di finale Alexander Zverev, gli onori di casa li farà Jan-Lennard Struff che raggiunge a 31 anni la sua prima finale nel circuito maggiore: nell’atto conclusivo sfiderà invece un giocatore dal curriculum ben più ricco: Nikoloz Basilashvili, recente vincitore al torneo di Doha e già due volte vincitore sulla terra battuta tedesca nel prestigioso ATP 500 di Amburgo.

La giornata è iniziata presto questa mattina, con il georgiano e il suo futuro avversario in semifinale Casper Ruud che hanno dovuto prima ultimare i loro match dei quarti di finale interrotti venerdì per la pioggia battente. Basilashvili ha liquidato lo slovacco Gombos con un doppio 6-4, punteggio simile per il norvegese contro l’australiano Millman (6-4 6-4).

Le due semifinali del pomeriggio, se possibile, hanno avuto ancora meno storia: in quella della parte alta Struff ha vendicato la sconfitta di Zverev dominando il suo giustiziere, il qualificato bielorusso Ilya Ivashka con un perentorio 6-4 6-1 in poco meno di un’ora e mezza. La seconda semifinale che vedeva appunto in campo in due vincitori della mattinata è stata ancora più rapida, poiché Basilashvili – a grande sorpresa – ha liquidato Ruud 6-1 6-2 in appena 68 minuti.

 

I precedenti tra i due finalisti sono in perfetta parità 2-2 con Basilashvili che ha vinto la recentissima sfida nei quarti di finale del torneo di Cagliari per 6-3 al terzo set. Si tratta dell’unico precedente su terra battuta.

Risultati:

Semifinali

[7] J. Struff b. [Q] I. Ivashka 6-4 6-1
[5] N. Basilashvili b. [2] C. Ruud 6-1 6-2

Quarti di finale

[5] N. Basilashvili b. [LL] N. Gombos 6-4 6-4
[2] C. Ruud b. [8] J. Millman 6-3 6-4

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ATP Roma: Musetti convince, Hurkacz si ritira nel secondo set [VIDEO]

All’inizio del secondo set il polacco lascia improvvisamente il campo, Lorenzo capitalizza una buona partita e domani se la vedrà con Opelka

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[WC] L. Musetti b. [15] H. Hurkacz 6-4 2-0 rit.

Pochi grattacapi per Lorenzo Musetti: l’Hurkacz dopo il trionfo di Miami non sembra vogliosissimo di sudare sullo sgradito rosso, e già a Madrid contro Millman aveva ostentato una certa insolenza: la prestazione del kid di Carrara ha però restituito sensazioni confortanti, soprattutto in considerazione del prosieguo del torneo. Perso un primo set condotto interamente sul cornicione, pressato da un’ottima versione del prodigio di Carrara, il polacco ha passivamente incassato un break all’alba del secondo, deciso di lì a poco che la rimonta sarebbe stata oltremodo impervia e si è ritirato. “Un ritiro molto strano – ha detto Musetti nel corso dell’intervista in campo -, non ho capito a cosa fosse dovuto“. La tattica eccessivamente offensiva adottata da Hubert, da subito intenzionato a demineralizzare al massimo gli scambi, è stata forse forzata da qualche inghippo fisico, lo scopriremo più avanti. Certo diciannove discese a rete (dieci punti) in una sola frazione non sono il tipico menù del giorno al Foro.

Musetti ha giocato bene, accorto, anche se al solito un pizzico troppo lontano dalla linea di fondo: preparazioni ampie a parte, la strategia è parsa vincente per contrastare il servizio violentissimo del rivale odierno – “soprattutto sulla seconda esterna in kick, che sa usare molto bene” -. Un rivale del tutto insondabile, incline a seguire a rete la seconda e a tirare tutto, rigorosamente piatto, con strettissimi margine d’errore. Lorenzo allora ha variato – “con tagli e palle alte sulla rete, per non fargli giocare il suo tennis” – e già nel secondo gioco si è procurato una palla break, cancellata dal servizio vincente di Hurkacz. I rischi, per il ragazzo, sono arrivati tutti nel terzo gioco, quando il polacco con una deliziosa smorzata si è procurato due palle per il due a uno: bravo Musetti a schivarle.

 

Bravo anche Hubert a coprire egregiamente la rete sulle due palle break conquistate dal toscano nel sesto gioco, ultimo sussulto prima del rettilineo finale del set. Nel decimo gioco, Hurkacz ha combinato un paio di disastri con dritto e volée in uscita dal servizio e offerto due set point a Musetti, il quale ha inteso convertire il secondo in modo discretamente scenografico con gran dritto vincente in corsa. Del finale di partita abbiamo accennato: break per Lorenzo nel secondo gioco, ace per il quaranta-zero nel terzo e stretta di mano offerta in anticipo da Hurkacz: tutte energie risparmiate e un buon test, in vista del secondo turno di domani contro un altro battitore-pivot come Reilly Opelka.

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ATP Roma: Sinner facile su Humbert, sfiderà Nadal

Jannik ha solo un momento di difficoltà all’inizio del secondo set, poi si libera del francese ma lo spettro di Rafa già incombe: “Non vedo l’ora di entrare in campo”

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Jannik Sinner - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

J. Sinner b. U. Humbert 6-4 6-2

A dispetto di un numero piuttosto alto nella casella degli unforced, è un Jannik Sinner da corsa quello che supera in un’ora e mezza il n. 32 ATP Ugo Humbert, prendendosi la rivincita dell’unico precedente tra i due, la sfida nel girone delle Next Gen Finals 2019 vinte proprio dal diciannovenne di Sesto, e allo stesso tempo staccando il biglietto per quell’appuntamento con Rafa Nadal che aveva mancato la settimana scorsa a Madrid a causa delle passo falso contro Alexei Popyrin. “Tornerò più forte” aveva promesso l’azzurro e la sua versione del soleggiato lunedì romano ha mantenuto l’impegno.

IL MATCH – Jannik rende subito chiaro a Humbert che dovrà sudarsi i propri turni di servizio rispondendo spesso profondo e carico. Ugo non mette molte prime e, se salva il game di apertura risalendo da 15-40, non può impedire l’allungo azzurro che varia la posizione in ribattuta, sia sulla prima, cercando di tagliare l’angolo mancino a sinistra, sua sulla seconda, più spesso arretrato ma anche con i piedi sulla linea. Quando tocca a lui a iniziare il gioco, Sinner non concede opportunità, forte sì delle tre prime su quattro in campo, ma mantenendo il pallino del gioco anche in quella “quarta circostanza”. Non c’è quasi gara negli scambi da fondo campo e, dopo il 4-1 pesante, Jannik può amministrare fino al 6-2.

 

Humbert chiede l’intervento del fisioterapista per un massaggio al collo e, come nel primo parziale, esce in qualche modo indenne dal gioco di apertura, nonostante Sinner si guadagni gli applausi con chiudendo a rete dopo la smorzata. Si fa però più aggressivo, Ugo, meritandosi la sua prima e anche unica palla break, trasformata dal doppio fallo azzurro. Per nulla impressionato, il nostro ricomincia a menare forte e, con la complicità del dritto e di una prima battuta francesi spesso assente (e che in ogni caso porta poco più della metà dei punti), infila ancora quattro giochi consecutivi, mentre a Humbert non resta che lamentarsi dell’avvertimento per coaching inflittogli da Raluca Andrei e accontentarsi di un leggero vantaggio negli scambi più brevi che non compensa il considerevole divario a favore di Sinner quando si superano i quattro colpi. Nessuna sofferenza al momento di chiudere e scontro con Nadal fissato. Anche con il campione maiorchino sarà (tentativo di) rivincita, dopo il duello di Parigi dello scorso ottobre.

LE PAROLE DI SINNER – Sicuramente a uno come Nadal non piace perdere contro un ragazzino di 18 o 19 anni, ma forse dovresti chiederlo a lui risponde Jannik a chi gli domanda se Rafa metta in campo qualcosa in più quando affronta i più giovani. Poiché nella prima parte della stagione rossa abbiamo visto il mancino di Manacor non sfoderare al meglio tutte le armi che possiede, non sembra banale chiedere all’azzurro cosa gli toglierebbe prima del match. “Purtroppo è una domanda inutile” taglia però corto il rossocrinito, “perché non posso togliergli nulla! So che quando scenderà in campo contro di me avrà a disposizione tutti i colpi: dritto, rovescio e volée. Forse la sua qualità principale è che riesce sempre a cambiare gioco quando ne ha bisogno. Questi giocatori, Djokovic o Nadal, ti portano molto più spesso a giocare in certe situazioni. Non è che gli altri non lo facciano, ma loro lo fanno più spesso perché hanno più esperienza”.

Infine, a proposito del loro incontro al Roland Garros, “la mentalità era quella giusta. Dovrò fare la stessa cosa, anche perché so di avere più armi perché credo di essere migliorato. Ma sono cose che devi provare a mettere in campo ed è la cosa più difficile, anche perché credo che adesso lui mi conosca un po’ meglio. Non vedo l’ora di entrare in campo”.

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Berrettini illude per un set e mezzo, poi la rimonta di Zverev: è lui il campione di Madrid

MADRID – Berrettini vince il primo set dopo un tie-break folle, ma a metà del secondo accusa un calo e Zverev ne approfitta. Secondo titolo a Madrid, quarto Masters 1000

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Matteo Berrettini - ATP Madrid 2021 (ph. Diego González) (2)

da Madrid, il nostro inviato

[5] A. Zverev b. [8] M. Berrettini 6-7(8) 6-4 6-3

Sascha Zverev vince il Mutua Madrid Open 2021, quarto Masters 1000 della sua carriera e secondo vinto nella capitale spagnola. A metà del secondo set, con Berrettini apparentemente in controllo del match e decisamente intoccabile al servizio, un epilogo di questo tipo sembrava poco probabile. Invece Zverev è rimasto a ruota, ha lasciato passare la tempesta e ha colpito appena il servizio di Berrettini è leggermente calato. Il terzo set ha poi risentito degli strascichi del secondo, con il tedesco più convinto di riuscire a tessere la sua tela e Berrettini più falloso, quel tanto che è bastato per consegnare al tedesco il break decisivo nel quinto game.

 

A Berrettini rimane la soddisfazione della seconda finale consecutiva dopo quella vinta a Belgrado, la prima in un Masters 1000, ma un (bel) po’ di amaro in bocca per come si erano messe le cose nella prima metà di partita. Nella classifica di domani guadagnerà una posizione, sistemandosi al numero 9.

IL MATCH – Negli ultimi due giorni aveva faticato a farsi spazio nel cielo madrileno e oggi il sole è stato completamente soverchiato dalle nuvole, con un inevitabile crollo delle temperature. Fin dalla mattina infatti il cielo è stato grigio e dal primo pomeriggio in poi ha iniziato a piovere ad intermittenza e in certi momenti anche con una certa intensità. Gli spagnoli però non si sono fatti impensierire e nonostate l’assenza di un loro connazionale, il pubblico era quello delle grandi occasioni e per la prima volta questa settimana anche Manolo Santana in prima fila ha presieduto al match nello stadio a lui intitolato. I compagni di posto del direttore del torneo Feliciano Lopez invece seduto poco più dietro, erano il sindaco di Madrid José Luis Martínez-Almeida e la presidentessa della Cominuta de Marrid Isabel Diaz Ayuso, quest’ultima rieletta con furor di popolo nelle elezioni di questa settimana, entrambi del Partito Popolare. A metà primo set poi c’è anche stato il tempo per cantare ‘tanti auguri’ al proprietario del torneo Ion Tiriac, che oggi ha compiuto 82 anni. 
Il match è iniziato 15 minuti prima delle 19, col tetto rigorosamente chiuso, e Berrettini dopo aver vinto il sorteggio ha preferito rispondere. Matteo è stato costretto a sfoderare tutte le sue armi già al suo primo turno di battuta durante il quale ha annullato una palla break con una smorzata deliziosa, e che ha chiuso dopo qualche minuto con un ace a 230kmh tutt’altro che delizioso ma di ugual efficacia. 

Dopo questo sussulto iniziale non si sono rilevati altri scossoni se non quelli causati dalle bordate da fondo dei due giocatori. Entrambi hanno giocato a viso aperto senza farsi troppi scrupoli nel cercare il colpo vincente, il ché inevitabilmente ha comportato scambi brevi spesso sotto i 4 colpi. 
La musica però è presto cambiata e pian piano il n. 10 del mondo ha iniziato a ingranare anche nei game di risposta. Una svolta c’è stata nel settimo gioco nel quale Berrettini è riuscito a rispondere sempre profondo e sui piedi del tedesco e complice anche l’ennesima smorzata efficace, c’è stato il primo break del match. Purttoppo però il vantaggio non è durato a lungo: il tedesco sotto nel punteggio ha ridotto il numero degli errori prendendosi meno rischi, e una volta effettuato subito il controbreak è tornato a martellare alla battuta.
 
Il giocatore romano è stato bravo a non subire il contraccolpo psicologico giungendo tranquillamente al tie-break. Anche qui è stato lui il primo a passare in vantaggio riuscendo sempre a prendere il controllo degli scambi con il dritto e i tre mini break ottenuti in rapida successione sembravano averlo messo al sicuro sul 5-0. Alexander invece ha saputo tener duro e l’eccessiva pressione ha impedito a Matteo di chiudere subito. Due set point non sfruttati (il primo un lungo scambio vinto da Zverev che l’ha indotto all’errore, il secondo un’accelerazione di dritto in rete) potevano restargli sul groppone e la situazione sembrava esser precipitata dopo che con un ace a 220km/h era stato il tedesco a guadagnarsi una chance di chiudere il set. Il dritto di Berrettini invece è tornato a funzionare nel momento più critico e con questo fondamentale si è salvato. La testa di Zverev ha mostrato segni di imprevedibilità dopo che, con una seconda palla a 227km/h ha commesso doppio fallo e alla quarta chance Berrettini ha chiuso 10 punti a 8 dopo 69 minuti di cardiopalma. 
Nel secondo set, complice anche la stanchezza, il servizio dei due ha perso un po’ di efficacia e gli scambi si sono fatti lunghi ed estenuanti. Berrettini è sembrato esser leggermente più contratto, avendo più da perdere a questo punto, e con tre gratuiti da fondo è stato il primo a concedere palla break sul 3 pari. L’italiano però è anche quello con maggior manualità e con la smorzata si è tolto dai guai. Proprio questo colpo invece poco più tardi non gli ha portato fortuna: Zverev infatti ha brekkato il suo avversario nel momento meno opportuno (complice anche un doppio fallo) e poco dopo si è riportato in parità con un 6-4.

Il tedesco raramente oggi ha mostrato i denti per agguantare la vittoria e il dritto di Berrettini, sin dal primo colpo in uscita dal servizio, è stata la sua arma principale alla quale il tedesco non ha saputo reagire. Banalmente si può dire che per avere la meglio a Matteo sarebbe bastato limitare gli errori e la vittoria sarebbe arrivata da sé. Ma la controprova non l’avremo mai perché l’italiano gli errori ha iniziato a farli, dettati più dalla pressione del momento che da quella impostagli dall’avversario e con due break, uno nel quinto game e uno in quello finale, ha ceduto definitivamente 6-3 dopo due ore e 41 minuti. 
Si interrompe dunque a 8 la serie di vittorie consecutive di Berrettini e se non altro c’è la consolazione di aver impensierito eccome il suo avversario, il quale a fine partita ha subito ammesso: ” Questo è stato il match più duro della settimana.” Se impieghera poco a digerire il risultato, il tennista romano arriverà al torneo di casa con la fiducia alle stelle e, senza chiedere troppo al fisico, si può arrivare in fondo anche nella capitale. Il 24enne tedesco invece, almeno a livello 1000, si conferma principale alternativa ai Big Three e con la doppietta a Madrid si porta a quota 4 di eventi conquistati in questa categoria. 

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