ATP Madrid: Zverev non lascia scampo a Nadal. Giocherà la semifinale contro Thiem

ATP

ATP Madrid: Zverev non lascia scampo a Nadal. Giocherà la semifinale contro Thiem

MADRID – Zverev batte Nadal per la terza volta di fila, la prima sulla terra. Incontrerà Thiem, sconfitto nella finale di Madrid 2018

Pubblicato

il

Alexander Zverev - ATP Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

[5] A. Zverev b. [1] R. Nadal 6-4 6-4

Per la seconda volta in carriera Alexander Zverev giocherà la semifinale del Masters 1000 di Madrid (la prima nel 2018, quando vinse il titolo). Ci riesce eliminando il primo favorito del torneo Rafael Nadal, oggi apparso molto spento e falloso, che batte per la terza volta di fila. Alcuni scaramantici daranno la colpa della sconfitta al completo viola di Nadal – colore ritenuto sfortunato nell’ambiente dello spettacolo – ma la verità è che il tedesco è stato decisamente più incisivo sia col gioco da fondo (28 vincenti conto 6 di Rafa) sia mentalmente (ha gestito al meglio quasi tutti i momenti chiave). Il tennis dello spagnolo non è stato affatto brillante e il dritto è stato un lontano parente del suo classico mancino vincente. Basta pensare che il primo vincente di dritto è arrivato a metà secondo set. 

IL MATCH – La calda giornata di oggi – oltre 25° – inizialmente sembrava poter regalare al pubblico di casa un’altra classica vittoria di Nadal, alla ricerca della sua 75° semifinale a livello 1000. Le cose infatti non si erano messe male per lui: al sesto game una stecca, due errori di lunghezza e un doppio fallo, tutti commessi dal tedesco, lo avevano mandato avanti 4-2. Zverev però ha dimostrato con caparbietà che quello è stato solo un leggero passaggio a vuoto al quale ha rimediato all’istante. Il maiorchino, oltre al suo estenuante palleggio da fondo, ha provato anche a prendere la rete ma con due passanti fulminei Sascha si è preso il contro-break.

 

Visti gli infelici risultati con le volée, il maiorchino ha preferito tornare a controllare gli scambi da fondo trasferendo lo scontro sul piano fisico. Il tedesco però, considerando anche la minor età, non ha sofferto problemi di resistenza ed è riuscito spesso e volentieri a ribaltare l’andamento dello scambio. Le sue accelerazioni di rovescio hanno messo in seria difficoltà il n. 2 del mondo, il quale alla fine ha finito per cedure il primo set. Nel game in cui ha subìto il break, Nadal era stato anche avanti 40-30 ma con un doppio fallo si è complicato la vita. Zver,,ev invece, in connessione continua con il suo box attraverso intensi sguardi, ha mostrato una solidità quasi insolita per lui di questi tempi e dopo essere passato in vantaggio ha chiuso senza patemi 6-4 con un ace a 230km/h. 

Ancora una volta è stato il rovescio incrociato l’arma in più di Zverev, che andava sì ad impattare contro il dritto mancino di Rafa ma a una velocità tale che a malapena lo spagnolo riusciva a giocare di rimessa. Il pubblico del Manolo Santana Stadium, a dire il vero non completamente pieno, ha fatto di tutto per sostenere il suo beniamino ma ben presto, anziché spingere per una rimonta, si è visto costretto a incitarlo per non soccombere ai colpi del tedesco.

Col passare dei game, infatti, l’ago della bilancia si è sempre più rivolto verso il n.6 del mondo il quale nel quinto game ha piazzato il break decisivo, ma già in precedenza in tempi erano sembrati maturi per passare in vantaggio. Alla battuta Zverev non ha mai tremato (un solo doppio fallo nel secondo set) e alla fine con l’ennesimo rovescio incrociato, al quale è seguito un dritto a metà rete di Nadal, si è conclusa la sfida. Un’ora e 44 minuti sono bastati ad Alexander per avere la meglio 6-4 6-4 per la volta terza volta in carriera – la prima sulla terra – contro il cinque volte vincitore di questo torneo. Con questo successo inoltre Zverev entra nella speciale elite di giocatori capaci di battere Federer sull’erba, Djokovic sul cemento e appunto Nadal sulla terra; gli altri due sono Andy Murray e Dominic Thiem. Proprio l’avversario che affronterà in semifinale.

[3] D. Thiem b. J. Isner 3-6 6-3 6-4

Il primo semifinalista del Masters 1000 di Madrid è Dominic Thiem, che si è imposto in poco meno di due ore su un John Isner che nella Caja Mágica ha ritrovato uno smalto assente già da un paio di anni. Long John, che al turno precedente contro Rublev aveva messo a segno la decima vittoria in carriera pur senza procurarsi una sola palla break, è partito fortissimo, mettendo in difficoltà Thiem fin dalla risposta e senza lasciare il minimo spiraglio quando era lui in battuta. Dal canto suo, Dominic ha avuto il merito di rimanere aggrappato a un match – anzi, di illudersi di restarci aggrappato, perché l’orizzonte non poteva non apparirgli completamente buio. C’è riuscito, invece, annullando quattro palle break in quel quinto gioco del secondo parziale che, da potenziale pietra tombale sulla sfida, ne è diventato il punto di svolta, consentendo una rimonta di fronte a un avversario che ha viepiù accusato il calo di energie.

IL MATCH – Se non stupisce che Isner scelga di partire al servizio, a far alzare le sopracciglia è la qualità della sua risposta: piedi sulla riga di fondo, si traveste da Agassi rispedendo al mittente qualsiasi cosa gli arrivi sul dritto o sul rovescio. Prima di rendersi conto di quello che sta accadendo (“credo che abbia attaccato proprio tutti i miei servizi e mi ci è voluto un po’ per abituarmici”, dirà alla fine), Dominic si ritrova a dover annullare due palle dello 0-4. Non cambia molto perché, con quattro punti lasciati nei propri turni di battuta, il trentaseienne di Greensboro fa suo il primo parziale per 6-3 (“partire sotto di un break con John, è come cominciare sotto di un set”).

Nulla pare cambiare alla ripresa, con la solidità in battuta che permette a Isner di giocare estremamente rilassato rischiando le risposte, mentre tutta la pressione rimane su Thiem che scambia sapendo di non poter permettersi alcun passo falso. Passo che sembra arrivare sul 2 pari, annunciato spedendo in rete una volée che sarebbe più comoda senza la pressione di cui sopra; il 15-40 e i due successivi vantaggi esterni sono registrati dalle statistiche come palle break, ma assomigliano molto a dei match point salvati. Con il senno di poi, sarà il momento di svolta (“l’inerzia è cambiata quando ho salvato quelle palle break nel secondo”), ma non è che diventi una passeggiata per il due volte finalista nella Scatola Magica che, in ogni caso, strappa addirittura a zero il gioco successivo, aiutato anche da una brutta scelta di Isner che, sullo 0-30, segue a rete una seconda servita al corpo; il problema è che il corpo di Dominator è alcuni metri dietro la linea di fondo, quindi c’è tutto il tempo per scatenare il dritto.

Il break vale il set e Thiem sembra poter approfittare dell’inerzia favorevole aprendo la terza partita con la risposta vincente che prelude alla palla break, sulla quale sbaglia però la risposta sulla seconda seguita a rete. Non solo la percentuale, ma la velocità media della prima di Isner è scesa progressivamente nel corse dei tre set, passando da 212 km/h a 203, nonostante il numero di ace mantenga il trend (18 complessivi, alla fine). Ma a essere anche più evidente è il calo di lucidità del lungo statunitense, sia in risposta, sia nello scambio. I turni di battuta austriaci non sono più in discussione e pare solo una questione di tempo perché si materializzi un’altra occasione per il sorpasso da parte di Domi. La semplice presenza delle condizioni, tuttavia, non significa che necessariamente si manifesterà una palla break e pure giocabile, a maggior ragione contro un big server come l’Isner che ha piantato 89 ace nei suoi tre precedenti incontri madrileni.

Dominic Thiem – Madrid 2021 (ph. Mateo Villalba)

Sul 4 pari, un gratuito dell’altrui dritto promette bene per Thiem che vola a recuperare una smorzata, poi risponde tra i piedi e passa. La prima opportunità è cancellata dal serve&volley, ma ne arriva un’altra. Sempre avanti dietro al servizio, John non chiude due volée piuttosto comode sulle quali il n. 4 del mondo mette in mostra la sue doti nello scatto: è break. Con Isner in riserva e non da pochi minuti, Thiem non trova più resistenza e chiude il duello trasformando il match point con servizio-dritto-volée.

Il tabellone completo di Madrid

Continua a leggere
Commenti

ATP

Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

Pubblicato

il

La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

Continua a leggere

ATP

Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

Pubblicato

il

[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

Pubblicato

il

Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement