Sinner: "Gli Internazionali già mi appartengono. Studio per diventare numero 1"

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Sinner: “Gli Internazionali già mi appartengono. Studio per diventare numero 1”

Intervista esclusiva di Jannik per la Gazzetta dello Sport: ora Roma, poi forse le Finals e tra qualche anno il primo posto in classifica, con il sostegno di una persona speciale

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Jannik Sinner - ATP Montecarlo 2021 (ph. Agence Carte Blanche / Réalis)
 

Per il terzo anno consecutivo Jannik Sinner sarà ai nastri di partenza degli Internazionali BNL d’Italia, al via già questa domenica con i primi incontri di main draw. Si fermò al secondo turno nel 2019, al terzo nel 2020 e ora i tempi sembrano già maturi per un ulteriore passo in avanti nel parco del Foro Italico. E potrebbe ammetterlo Jannik in persona, che al primo turno affronterà Ugo Humbert per guadagnarsi un secondo turno di fuoco contro Rafael Nadal, che si disputerebbe (purtroppo) senza pubblico poiché le porte del Foro apriranno solo dagli ottavi di finale.

Nella lunga intervista rilasciata a Riccardo Crivelli per lo speciale tennis della Gazzetta dello Sport prima del sorteggio, però, la scaramanzia non trova spazio. L’altoatesino è consapevole dei suoi mezzi e concentrato sull’unico obiettivo che uno sportivo a 19 anni deve avere: migliorare.

Non è un gran risultato isolato che consacra un giovane tennista, perché le battute d’arresto arrivano e vanno accettate, come tappe del percorso di crescita. Lo dimostra la sconfitta subìta dallo stesso Jannik a Madrid contro Alexei Popyrin. Ma la mentalità del ragazzo di San Candido è quella giusta, non lo scopriamo certo oggi: “Non penso alle aspettative su di me e continuo a lavorare sodo. Ho sempre detto che un giocatore la pressione se la mette da solo, se vuole ottenere risultati importanti. Ogni partita che vinco o perdo mi serve per imparare qualcosa. Non si può chiedere a un ragazzo di 19 anni di avere l’esperienza dei migliori. Soprattutto non si può giudicarlo da un solo match, che sia una vittoria o una sconfitta. Mi è successo questo a Miami”.

 

Dopo la delusione madrilena, c’è subito un altro torneo. E che torneo. Il torneo di casa per tutti gli azzurri: “Ho giocato gli Internazionali solo due volte, ma sento che già mi appartengono, come succede a tutti i giocatori italiani. Respiri un’atmosfera e una partecipazione assolutamente diverse da ogni altro posto. È vero che per noi italiani la pressione è più alta e forse ci perdonano meno, ma quando sei in difficoltà il pubblico è un grande aiuto”. Secondo coach Sartori, che l’ha consigliato a Riccardo Piatti, le caratteristiche di Jannik si adattano molto bene al rosso e il ragazzo, finalista sul cemento a Miami in marzo, lo sa bene: “Serve dimostrare di essere competitivi con continuità, non basta un solo torneo. Tra l’altro io non sono cresciuto sulla terra, perché in Alto Adige per via del freddo ti obbliga a giocare quasi tutto l’anno sui campi veloci indoor. Serve adattarsi”.

Jannik Sinner – ATP Barcellona 2021 (via Twitter, @atptour)

La vita nel Tour, in giro per il mondo, piace a Sinner, anche se ammette che per un ragazzo stare così tanto tempo lontano da casa “è un peso enorme. Sento spesso la mia famiglia al telefono in videochiamata e ho un rapporto molto stretto con mio fratello. Quando ho voglia di fare qualcosa di elaborato in cucina chiamo mio padre che è cuoco e mi aiuta passo passo, altrimenti una pasta sono sempre in grado di tirarla fuori”. Ma da un po’ di tempo c’è un’altra persona che fa compagnia al nostro Jannik, la fidanzata Maria Braccini, classe 2000 oramai entrata nel largo universo delle influencer. “Siamo due ragazzi giovani che adesso stanno condividendo una bella esperienza insieme”. Nonostante l’ufficialità del rapporto, i due non hanno ancora pubblicato scatti assieme, sottolinea Crivelli, ma Jannik ribatte: “Non vedo perché dovremmo farlo sapere a tutti”.

È bello tornare a casa la sera, magari dopo una giornata complicata o faticosa per gli allenamenti, e trovare qualcuno che si prende cura di te” continua Sinner. “Maria è molto tenera e affettuosa, ma anche molto indipendente e questa è la qualità che mi colpisce di più. Si è sintonizzata sulle mi esigenze, sa che la mia priorità è allo sport, soprattutto ora perché sono agli inizi e devo imparare ancora tutto per diventare un campione. Io sto investendo le mie energie per costruire qualcosa di importante e lei sta al mio fianco. E credo sia la persona migliore per fare questo percorso con me”.

Un percorso che speriamo possa portarlo più in alto possibile: “L’ho detto: studio per diventare numero unoammette Sinner. “Ora ho solo l’obiettivo di fare esperienza, giocare tante partite e maturare per approdare a un livello alto e restarci costantemente. Questo percorso richiede 4 o 5 anni, ogni passo non meditato rischia di riportarti indietro”. Al momento Jannik è nono nella classifica Race (appena superato da Berrettini) che premierà con un biglietto per il Masters di fine anno i migliori otto giocatori dell’annata 2021. Quest’anno la posta in palio assume un valore ancora più grande per gli italiani, perché si giocherà a Torino. La qualificazione resta un obiettivo concreto per Sinner: Se in estate sarò ancora in corsa per le Finals, sarà giusto provare a cogliere l’occasione. Ma non dovrà essere un’ossessione”.

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Australian Open

Djokovic-Australian Open, l’apertura di Craig Tiley: “Siamo sulla buona strada per avere tutti i migliori giocatori del mondo”.

Il nuovo ministro dell’Immigrazione, Andrew Giles, dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al Novak Djokovic

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L’apertura su un possibile ritorno di Novak Djokovic a Melbourne nel 2023 arriva direttamente da Craig Tiley, CEO di Tennis Australia nonché direttore degli Australian Open: “Siamo sulla buona strada per cercare di avere tutti i migliori giocatori del mondo – si legge su The Age Fortunatamente oggi ci troviamo in una situazione sanitaria molto diversa da quella di qualche mese fa, con persone che si muovono liberamente nel mondo e con pochissime restrizioni. Questo è ciò che mi porta a dire e pensare che potremo contare su tutti i tennisti del circuito“.

Quel messaggio implicito “potremo contare su tutti i tennisti del circuito” fa pensare che con “tutti” sia compreso pure Novak Djokovic. Al serbo, come è noto, gli era stato revocato il visto per 3 anni a causa dell’obbligo vigente all’Australian Open 2022 del vaccino anti-Covid, e all’orizzonte niente faceva presagire un lieto fine. Poi l’apertura di Tiley ha riacceso qualche speranza. Il futuro di Nole ora è nelle mani di Andrew Giles, il nuovo ministro dell’Immigrazione, che dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al serbo.

Intervistato in occasione dell’Open di Francia del maggio scorso a Djokovic era stato chiesto se fosse a conoscenza del cambio di governo in Australia. “Sì, ho sentito la notizia“, ​​ha detto il serbo. “Ma, voglio dire – ha aggiunto – non so ancora se il mio visto verrà ripristinato o se mi sarà permesso di tornare in Australia”. Una decisone verrà presa a breve, ma tutto fa presagire che il torneo potrà riaccogliere il suo nove volte campione.

 

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ATP

ATP Tokyo: Shapovalov concreto supera Johnson. Kecmanovic e Kwon la spuntano al terzo

Il canadese ha dimostrato un ottimo stato di forma nei due set contro Johnson. Sfuma la vittoria per Nishioka davanti al suo pubblico

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Denis Shapovalov - US Open 2022 (foto Twitter @tenniscanada)

[7] D. Shapovalov b. S. Johnson 6-3 7-6(3)

Buona la prima a Tokyo per il candese Danis Shapovalov che ha la meglio in due set sull’americano Steve Johnson 6-3 7-6(3). Il canadese è reduce dalla sconfitta in finale al Korea Open contro Nishioka; anche Johnson viene dal Korea Open dov’è però uscito agli ottavi per mano di Albot. Tra i due solo un precedente, ad Indian Wells 2019 con vittoria di Shapovalov in due set.

PRIMO SET – Il primo game della partita è subito molto serrato: il canadese ha due palle break che però non sfrutta. Poco importa però perché Shapovalov comincia ad imporre il suo ritmo alla partita; un ritmo scandito dai suoi turni al servizio pressoché immacolati. Johnson non può far molto in risposta e finisce per essere breakkato nel settimo e successivamente anche nel nono game dopo un gioco estenuante. Il primo set si chiude 6-3 in favore di Shapovalov.

 

SECONDO SET – Anche ad inizio secondo set le percentuali al servizio del canadese restano eccellenti. Shapovalvov serve spesso sul rovescio dell’americano per ottenere punti immediati. Nel quinto gioco il n.22 piazza tre ace per ipotecare il game. Ora i turni al servizio si susseguono rapidamente per via dell’alto rendimento alla battuta di entrambi. Il settimo game è il terzo consecutivo che il canadese tiene a 0. Johnson ora è più incisivo rispetto alla passività del primo set grazie alla combinazione servizio-dritto con cui apre il campo a piacimento. Come logica conseguenza il secondo set si deciderà al tie-break. Shapovalov comincia subito alla grande con un mini break; il canadese si porta sul 4-1 dopo un rovescio dei suoi che spiazza Johnson. Dopo un altro paio di gemme il candese ottiene tre match point: basta il primo dopo l’errore di dritto di Johnson. Shapovalov chiude il tie-break per 7 punti a 3; per il canadese ora il qualificato Rio Noguchi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. McDonald b. S. Kwon 3-6 7-6(4) 2-6

Vittoria per il sudcoreano Kwon contro lo statunitense McDonald in tre set 3-6 7-6 (4) 2-6. Il primo set è deciso dal break in apertura in favore di Kwon. McDonald ha più volte la chances di riaggiustare il set ma il break definitivo nel nono game affossale sue speranze. Il secondo set è invece molto equilibrato, nessuno dei due giocatori arriva a palla break, il tie-break è la giusta conclusione. Inizialmente è McDonald a venir breakkato ma successivamente due errori di Kwon gli costano il tie-break e il secondo set.

Nel terzo calano le percentuali al servizio dell’americano mentre quelle del sudcoreano rimangono solide, specie con la prima palla. McDonald non arriva mai a palla break a differenza di Kwon che ne ha due, e le sfrutta pure bene. Il break arriva, come nel primo, in apertura di set; il secondo, sul 2-4 Kwon, è la resa americana.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

M. Kecmanovic b. Y. Nishioka. 2-6 7-6(1) 6-2

Di nuovo davanti al pubblico giapponese per la prima volta dal 2019, Nishioka ha provato in tutti i modi a rendere questa giornata speciale ma alla fine si è arreso al serbo Kecmanovic in tre set 2-6 7-6 (1) 6-2 . Dopo essere andato sotto 0-2, il 27enne giapponese ha inserito la sesta marcia vincendo sei game consecutivi, trovando con il suo dritto punti a valanga, e chiudendo il set 2-6. Nella ripresa Kecmanovic ha trovato la sua posizione in campo e ha iniziato a giocare a braccio sciolto, facendo male a Nishioka. Il serbo breakka il giapponese nel sesto gioco ma si fa recuperare nel nono; il set finisce dunque al tie-break dove una sequenza di errori costano a Nishioka il set.

Il numero 33 del mondo ha continuato a dettare il gioco nel terzo set, breakkando due volte su due Nishioka per costruire un vantaggio di 4-0. Il giapponese ha lottato fino all’ultimo palla, salvando un match point sull’1-5 con un ace, e altri due in risposta sul 2-5. Ma un errore di rovescio ha segnato il suo destino. Kecmanovic si impone nel terzo set per 6-2. Nel prossimo turno affronterà l’ottava testa di serie Daniel Evans per un posto nei quarti di finale.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 500 DI TOKYO

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Violenza privata: la difesa di Nick Kyrgios basata sull’infermità mentale

Svelato il contenuto della richiesta dell’avvocato di Kyrgios perché le accuse siano respinte dal tribunale

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Nick Kyrgios - Indian Wells 2022 (foto Twitter @bnpparibasopen)

Accusato di violenza privata dalla ex Chiara Passari, Nick Kyrgios non sarebbe punibile perché infermo di mente. Lo sostiene il suo avvocato Michael Kukulies-Smith illustrando la richiesta che presenterà per far respingere le accuse dal tribunale. Un colpo di scena degno di un legal thriller. Ma riavvolgiamo velocemente il nastro.

Le accuse risalgono a fatti avvenuti nel gennaio 2021, e avevamo lasciato il cittadino Kyrgios alle prese con la richiesta di rinvio della sua udienza a fine novembre, respinta. L’avvocato l’aveva presentata per avere il tempo di produrre (oppure no) un documento (il cui contenuto non poteva essere anticipato) che, nel caso, avrebbe sicuramente risolto la questione. Le parti qui indicate tra parentesi non avevano convinto il giudice che aveva aggiornato al 4 ottobre.

È così arrivata la fatidica data dell’udienza per la quale non era obbligatoria la presenza di Kyrgios, peraltro impegnato nella vittoria di primo turno all’ATP 500 di Tokyo, e in questa circostanza il difensore di Nick ha illustrato il contenuto della application, che consiste appunto nel richiedere che le accuse vengano respinte sulla base dello stato di salute mentale del suo assistito. Come riporta la BBC, l’avvocato ha detto di aver preparato la richiesta dopo aver esaminato “l’anamnesi di Kyrgios dal 2015, comprese le rivelazioni dei suoi problemi di salute mentale”. Nick ne ha fatto cenno più di una volta, l’ultima lo scorso febbraio quando ha parlato di depressione in un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

 

Nella Parte 13 del Crimes Act, “Incapacità dell’imputato di comprendere il procedimento e disabilità mentale”, l’articolo 334 definisce i poteri del Magistrates’ Court, il tribunale di primo livello, che può infatti rigettare le accuse. Simon Atkinson, il corrispondente da Canberra, fa notare che l’asticella è alta perché una richiesta di questo genere di venga accolta ed è anche necessaria l’approvazione l’Ufficio preposto all’azione penale per conto del procuratore generale.

Con lo stesso Kyrgios desideroso che i tempi siano i più brevi possibile, l’udienza per questa application è fissata per il prossimo 3 febbraio, appuntamento in aula al quale lo stesso Nick dovrebbe presenziare, come ha fatto sapere il diretto interessato.

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