ATP Roma: Travaglia batte Paire e va al secondo turno, out Fognini

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ATP Roma: Travaglia batte Paire e va al secondo turno, out Fognini

Il marchigiano elimina Paire, mentre il ligure è stato battuto da Nishikori. Travaglia potrebbe trovare Shapovalov al secondo turno

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Si sono giocati sul Grandstand i primi due match dei giocatori italiani presenti a Roma, Stefano Travaglia e Fabio Fognini, con il primo che è riuscito a passare il turno. Di seguito il resoconto delle partite.

BENE TRAVAGLIA – Il tennista marchigiano ha battuto Benoit Paire per 6-4 6-3 in 78 minuti, e attende il vincente di Shapovalov-Majchrzak al secondo turno. Nel primo confronto fra i due, l’azzurro ha spinto convintamente dall’inizio, attaccando il fragile dritto del francese (anche perché sull’altra diagonale Paire ha iniziato benissimo, infilando sette vincenti a fronte di due soli non forzati nel primo set), e nel terzo game si è procurato una palla break su un controbalzo dell’avversario finito largo di poco. Paire si è salvato in quella circostanza con una smorzata seguita da un passante di rovescio, ma nel settimo gioco ha commesso un altro errore con il colpo meno sicuro e concesso un’altra opportunità; stavolta la sua scelta tattica è stata decisamente meno assennata, optando per il serve-and-volley, e Travaglia ne ha approfittato con un buon passante su cui Paire non è riuscito a tenere la volée in campo.

Il francese si è guadagnato una palla del contro-break con un passante in allungo di rovescio, ma Travaglia è stato lucido, usando servizio esterno e dritto in contropiede per annullarla e salire 5-3, chiudendo poi il set in 42 minuti. E proprio la lucidità è stata la chiave per il marchigiano, che ha fatto tutto ciò che serve per prevalere su un avversario che non dà ritmo, vincendo 29-21 gli scambi brevi, conquistando 14 punti su 16 con la prima e commettendo un solo non forzato.

 

Nel secondo, a dire il vero, Travaglia ha commesso qualche imprecisione di troppo, concedendo due palle break con un approccio di rovescio sbagliato nel secondo game. Ha salvato la prima con un buon servizio al corpo e la seconda con un ace al centro, ma Paire ha retto il successivo scambio sul dritto, sorprendendolo con un cambio lungolinea ed inducendolo a un altro errore di rovescio, e ha breakkato con una robusta risposta di rovescio che l’azzurro non è riuscito a gestire. Per sua fortuna, l’avversario ha commesso due doppi falli da sinistra nel game successivo, concedendo poi il contro-break con un rovescio lungo – Travaglia è riuscito a pareggiare gestendo un buon momento dell’avversario con altri servizi ben piazzati e l’occasionale slice.

A quel punto Paire sembrava solo alla ricerca di una scusa per mollare la partita, e dopo essersi lamentato di una prima esterna finita larga (ha anche scattato una foto al segno a fine partita) ha commesso tre doppi falli di fila che hanno dato il 3-2 a Stetone. Questo il fotogramma del servizio di Paire:

Per la prima volta Travaglia è sembrato distrarsi, mettendo lungo un rovescio per il 3-3, ma Paire gli ha subito concesso un’altra palla break cercando di colpire al volo da fondo. Pur salvandola con la prima esterna, il francese ha poi sbagliato due serve-and-volley che hanno dato il break decisivo a Travaglia, che ha vinto gli ultimi dieci punti dell’incontro per accedere al secondo turno.

FOGNINI – Nel secondo match sul Grandstand, Kei Nishikori ha eliminato Fabio Fognini per 6-3 6-4 in 79 minuti, prenotando un secondo turno potenzialmente molto equilibrato con Pablo Carreño Busta.

Avanti 2-1 nei confronti diretti prima di oggi, Nishikori ha sbagliato pochissimo all’inizio, esercitando grande pressione da fondo e dando sempre l’impressione di avere qualcosina di più in termini di spinta contro un Fognini che si è spesso lamentato degli appoggi. Il giapponese si è procurato una palla break nel secondo gioco quando l’italiano ha giocato un approccio poco convinto, finendo per sbagliare la seconda volée sul passante ravvicinato del nipponico che l’aveva costretto a rifugiarsi nella stop volley. Nishikori ha però fatto una scelta strana sulla palla break, girando attorno alla pallina per rispondere di dritto; quel tipo di risposta dev’essere un vincente per avere senso, cosa che in questo caso non è successa (ben lungi), consentendo a Fognini di chiudere a campo aperto. Nishikori si è però procurato un’altra opportunità con il rovescio lungolinea, e ha breakkato su un errore bimane del ligure.

Il primo set è vissuto di parziali: il giapponese ha infatti vinto i primi otto punti giocati sul suo servizio, e si è procurato tre palle non consecutive del 4-0. Fognini però ha trovato una prima al centro e una esterna intervallate da uno sventaglio in rete dell’avversario, e una volta accorciate le distanze e si è procurato uno 0-40 con un intelligente passantino slice su cui Nishikori ha fallito la demi-volée, trovando il contro-break con una risposta di rovescio e pareggiando con una striscia di 12 punti consecutivi. Smaltita la delusione, il giapponese ha però ripreso il controllo degli scambi da fondo, e ha ricominciato a trovare punti con la prima (12 su 13 nel set) e sul 4-3 in suo favore si è procurato un’altra palla break con un rovescio lungolinea, andando a servire su un errore di dritto dell’italiano, che ha conseguentemente sfasciato la racchetta. Fognini è riuscito a portarsi sul 30-30 con una buona profondità, ma ha concesso il set tirando un rovescio lungolinea in rete.

Nel secondo set Fognini ha provato ad essere un po’ più aggressivo, ma non è bastato: nel terzo game la profondità delle risposte di Kei ha continuato a sottrargli il controllo dello scambio, e uno sventaglio molto carico ha dato adito al 15-40. Fognini si è salvato nella prima circostanza con un servizio esterno, ma nulla ha potuto sul rovescio lungolinea successivo di un avversario in grande spolvero ed estremamente efficiente (cinque errori non forzati per set). La partita si è di fatto chiusa lì, perché nel game successivo Fognini è riuscito al massimo a portarsi al deuce, senza mai riuscire a tirarsi fuori dalla diagonale di sinistra e trovandosi spesso costretto a staccare la mano sinistra per colpi difensivi su cui Nishikori è sempre stato implacabile; negli ultimi due turni di servizio il nipponico ha concesso un solo punto, chiudendo con un ace all’incrocio delle righe.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik in altezza, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca ancora l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

LE PAROLE DI JANNIK – La sfida inedita tra classe 2001 si è chiusa con un risultato inaspettato vista la notevole differenza di classifica e di esperienza a livello ATP tra i due e un tale livello da parte di Draper potrebbe aver sorpreso l’azzurro. “È un buon giocatore, l’avevo visto a Miami. Non so se abbia giocato il torneo junior a Wimbledon e fatto dei buoni risultati [è arrivato in finale nel 2018, gli fanno notare, ed è a suo agio sull’erba], ma ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare io. All’inizio ha funzionato piuttosto bene, poi lui ha capito il mio gioco. Ha giocato i punti importanti meglio di me, mentre io non ho servito bene, cosa che mi capita già da un po’. ‘Sorpreso’ è una parola grossa, devi essere sempre preparato, ma credo che oggi lui abbia meritato la vittoria. Giornate così capitano. Si è allenato di più e ha maggiore esperienza di me sull’erba. Gli auguro buona fortuna, sperando che non abbia più infortuni – ne ha avuti un paio negli ultimi anni [frattura di un dito, tendinite al polso, ndr]. Nessun cambio di piani dopo l’uscita prematura al Queen’s, dove peraltro è iscritto anche al doppio insieme a Feliciano Lopez: “Abbiamo già il programma di allenamento per la prossima settimana, quindi giocherò solo a Wimbledon”.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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