ATP Roma: rimonta pazzesca di Djokovic su Tsitsipas, è in semifinale con Sonego

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ATP Roma: rimonta pazzesca di Djokovic su Tsitsipas, è in semifinale con Sonego

Il numero 1 del mondo rimonta un break di svantaggio nel secondo e terzo set dopo l’interruzione di venerdì sera. Raggiunge la semifinale dopo tre ore e un quarto

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Novak Djokovic - Roma 2021 ((via Twitter, @InteBNLdItalia)

[1] N. Djokovic b. [5] S. Tsitsipas 4-6 7-5 7-5

Ha ricordato tanto la partita tra Rafa Nadal e Denis Shapovalov il quarto di finale tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas. Nei panni del vincitore ci sono sempre loro però, Rafa e Nole, che potrebbero sfidarsi solo in finale eventualmente. Stavolta è stato Djokovic a rimettere in piedi un match già perso contro il più giovane avversario. 4-6 7-5 7-5 in favore del campione in carica, che nella mattinata di sabato ha recuperato un break di svantaggio nel secondo (dopo l’interruzione per pioggia di venerdì sera) e nel terzo set, ha salvato il match mentre Tsitsipas serviva per vincere sul 5-4 del terzo e ha raggiunto l’undicesima semifinale al Foro Italico dopo 3 ore e 16 minuti.

A livello Masters 1000 è la sua 70esima semifinale, ma dovrà giocarla in condizioni non ottimali, perché a differenza di Nadal e Opelka dovrà scendere di nuovo in campo per un doppio turno contro Lorenzo Sonego, nella sessione serale. Lorenzo ha già battuto Djokovic nella scorsa stagione, addiruttira in due set sul veloce a Vienna.

 

Per Tsitsipas arriva invece un’altra delusione cocente dopo quella della finale di Barcellona, persa dopo 3 ore e mezzo e un match point a favore contro Rafa Nadal. Ha dimostrato in entrambi i casi di poter battere i due fenomeni, ma a un passo dalla mèta ha ceduto il passo all’avversario.

LA CRONACA – Appena Djokovic scaglia il primo servizio del match (doppio fallo, tra l’altro) sul Foro Italico inizia a scendere con un certo ritmo la pioggia. Le condizioni precarie sembrano infastidire più il numero uno del mondo, che concede subito una palla break. Tsitsipas con la prima vera azione della sua partita chiude con il dritto al volo e si mette al comando. Tuttavia entrambi hanno difficoltà a spingere le palle appesantite dalla pioggia battente. Il primo turno di servizio del greco è tanto incerto quanto il primo di Nole, ma con l’aiuto sia del servizio che del suo avversario salva cinque palle break nel secondo e quarto game per salire 3-1.

Ogni momento sembra quello buono per interrompere il match, ma si continua. Il servizio aiuta poco Djokovic, che con un doppio fallo sulla palla break manda Stefanos avanti 4-1 e servizio. La, seppur piccola, reazione di Novak arriva nel game successivo: sulla diagonale di rovescio non riesce mai a far male all’avversario, ma sulla palla del contro-break pizzica la linea bagnata, che fa schizzare via la palla mandando fuori tempo Tsitsipas. Sul 4-3 però il giudice di sedia Aurelie Tourte blocca la partita.

Al rientro in campo dopo oltre 3 ore, il greco è chiamato a difendere un prezioso break di vantaggio e, nonostante la bassa temperatura e la pioggia che picchietta ancora fastidiosamente il campo, lo fa alla grande. Due prime vincenti dal 30-30 per portarsi 5-3. Novak avrebbe qualche piccola occasione anche nel game in cui Tsitsipas serve per il set, ma è poco reattivo: dopo 50 minuti (effettivi) è 6-4 per il numero 1 della Race 2021.

La musica non cambia nel secondo parziale (anche lo scenario climatico è lo stesso). Stavolta Tsitsipas aspetta il terzo game per piazzare la zampata. Dritto vincente per prendersi la palla break, ennesimo dritto sbagliato di Djokovic per concedere il break. Ma con la pioggia che diventa di nuovo insistente, i giocatori sono di nuovo costretti a tornare negli spogliatoi alle 19.15 locali. Per il numero uno del mondo è tutto sommato positivo mettere in archivio una cattiva giornata e riprovarci il giorno successivo.

LA RIPRESA DEL GIOCO – In condizioni totalmente diverse rispetto al pomeriggio di venerdì (sole e oltre 20 gradi) si riprende il sabato mattina. Tuttavia nei primi 15 minuti è ancora Tsitsipas il miglior giocatore in campo. Muove bene il serbo sfruttando bene gli angoli sale fino al 4-2. Le prime vere difficoltà arrivano però un game più tardi. Prima si salva da 0-40 con l’aiuto del servizio, poi è impreciso con i colpi in uscita dal servizio e spreca tre occasioni di salire 5-3. È qui che Djokovic sente l’odore del sangue e con un dritto che si stampa sulla riga recupera il break, chiamando il pubblico come spesso fa a Roma.

Un segnale della crescita di Djokovic è dato dal fatto che sul 4-4 salva per la prima volta una palla break in tutto l’incontro. Ne salva tre (due consecutive) per rimediare a tre errori di dritto in apertura di game. Poco più tardi arrivano anche i set point in favore del campione in carica. Tsitsipas salva alla grande i primi due, ma Djokovic ha inserito una marcia superiore: gli ultimi 3 punti del set sono i migliori del match e da momenti del genere non può che uscire il numero 1 del mondo, che incamera 7-5 il secondo parziale.

Sale il livello della partita a inizio terzo set, ma Djokovic – caricato dal set vinto in rimonta – sembra comunque nervoso sul campo. Ci si mette anche la sfortuna, perché la smorzata che potrebbe cancellare la palla break in favore di Tsitsipas sull’1-2 balla sul nastro e ricade nel suo campo. Brutta la reazione: racchetta scagliata sulle fioriere a bordo campo. Il match sembra andare ancora una volta verso il lato del greco, ma in un game lungo 12 minuti Nole salva ben quattro palle break in modo coraggioso, giocando in tre occasioni la palla corta, che gli permette di sventare un secondo break. Il suo rovescio (e, naturalmente, anche la sua fiducia) inizia a calare nel game successivo, mentre dal lato destro Djokovic è più solido: c’è il break, tutto da rifare per Tsitsipas.

Il greco però a un’altra chance: con uno dei punti più belli del torneo piazza il break e va a servire per la vittoria, ma dopo una serie di punti straordinari Djokovic la spunta ancora. I colpi decisivi li trova col rovescio incrociato stretto, buttando fuori dal campo Tsitsipas che inizia a sentire la fatica e il disappunto per le tantissime occasioni sprecate. Avrebbe l’occasione di brekkare anche sul 5-5, ma Djokovic è ancora perfetto con il servizio, che gli permette di entrare dentro il campo e salvarsi. A questo punto sembra quasi scontato l’esito finale: Tsitsipas è poco lucido nel dodicesimo game e con un rovescio largo, in modo incredibile (ma ormai dovremmo essere abituati) manda Djokovic in semifinale.

“È come se avessimo giocato due partite” ha detto Djokovic al termine del match. “Oggi è stato ancora lui a iniziare meglio ma in qualche modo ho tenuto i nervi saldi nel secondo e nel terzo per brekkarlo. Il tifo del pubblico è stato incredibile, sono grato. Una grande atmosfera. La vittoria è data da un mix di fortuna, forza mentale e tattiche intelligenti. È stato un colpo a determinare il vincitore oggi, nemmeno un punto”.

Ora dovrà recuperare le energie per rientrare in campo alle 19 e di sicuro il pubblico non sarà dalla sua parte… “Per me è la partita più dura dell’anno per ora” ma forse dimentica quella con Karatsev in semifinale a Belgrado. Non mi sento molto stanco, perché non ho giocato tanti match quest’anno a essere onesti”.

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Bella vittoria di Sonego a Metz, ma va fuori Mager. Sconfitta inattesa per Seppi a Nur-Sultan

Lorenzo straripante contro Fucsovics, mentre Andreas si incarta con la wild card Skatov

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ATP 250 Nur-Sultan

La giornata azzurra inizia con la brutta sconfitta di Andreas Seppi nel suo match di esordio all’Astana Open contro la wild card locale Timofey Skatov, n. 280 ATP, al suo secondo incontro del circuito maggiore. 7-6 (3) 4-6 6-1 per quasi tre ore di battaglia in cui è stato decisivo il lunghissimo primo parziale, andato al ventenne kazako (di nascita, non frutto della campagna acquisti della federtennis nazionale) dopo aver recuperato un break e annullato quattro set point. Troppo incostante Andreas nel corso del match e alla fine la stanchezza si è fatta sentire.

Peccato, perché tutto era iniziato come previsto: il nostro fa valere la differenza di livello in termini di ritmo e solidità, arrivando 4-1 in virtù del break al secondo gioco. Skatov, con la sua eastern di rovescio, serve praticamente solo kick a velocità contenute verso il lato sinistro di Seppi. Batti sul rovescio, girati sul dritto: più semplice di così… Il trentasettenne di Caldaro allenta un po’ la presa, incappa in un brutto game di servizio mentre l’altro trova continuità e la partita si riapre. Determinante il turno di battuta di Skatov sul 4-5, quando risale da 15-40 e salva due vantaggi esterni per poi chiudere dopo ventidue punti. Sui quattro set point per Andreas, l’allievo di José Altur ha invece indirizzato la battuta verso il dritto avversario, in un paio di occasioni ottenendo il punto diretto, nelle altre due uscendo vincitore dallo scambio prolungato. Tie-break con Skatov che non sbaglia più e mette le mani sull’insperato primo set dopo un’ora e venti minuti.

Il suo momento prosegue fino al 3-0 del secondo set, poi la Seppia nazionale torna nei propri panni (e anche Timofey, diciamolo), infila una serie di cinque giochi e pareggia con un 6-4 che potrebbe far svanire qualsiasi velleità kazaka. Invece resta lì, Skatov, fa suoi i primi tre game ai vantaggi che restano nella gambe e nella testa dell’azzurro, il quale peraltro mette in campo meno di una prima su tre nel parziale (46% nel match). Dopo dieci punti di fila per il 173 cm di Petropavlovsk, c’è il moto di seppioso orgoglio finale che tuttavia non evita il 6-1. Prima vittoria ATP per Skatov e secondo turno contro Ymer o Ivashka, assente, come del resto Gerasimov, nel tie di Coppa Davis contro l’Argentina a Baires.

 

Martedì, secondo incontro dalle ore 8 italiane, tocca invece a Lorenzo Musetti che incrocerà per la prima volta il qualificato australiano Marc Polmans.

Il tabellone aggiornato di Nur-Sultan

ATP 250 Metz

Va meglio in Francia, con la convincente vittoria di Lorenzo Sonego che pareggia il bilancio negli scontri diretti con il (quasi) sempre ostico Marton Fucsovics, n. 41 ATP, ma 26° della Race. Un 6-3 6-2 in un’ora e dodici minuti che lascia poco spazio alle interpretazioni, con un Lorenzo tornato in grande spolvero, dopo le delusioni post-Wimbledon, in quella che è in ogni caso la sua miglior stagione: vittoria n. 25 (18 sconfitte), best ranking al 23° posto raggiunto un mese fa, titolo a Cagliari, finale a Eastbourne e la splendida semifinale contro Djokovic a Roma. I piedi che di nuovo girano a mille hanno supportato l’aggressività, i recuperi, l’agonismo – insomma, tutte le caratteristiche del miglior Sonego. Anche Fucsovics sta avendo un’ottima annata e anch’egli ha un po’ tirato il fiato dopo i quarti raggiunti sui Sacri Prati, ma nel lunedì francese c’è stato poco da fare con questo avversario.

Il primo parziale si decide con il break al quarto gioco, propiziato da un grossolano errore sullo smash del ventinovenne di Nyiregyhaza; Sonego va a prendersi i successivi due punti a rete senza dare tempo di riordinare le idee all’altro che si fa infine sorprendere dalla risposta azzurra (o, forse, dal suo stesso servizio). Meno di metà di prime in campo per Lorenzo, che però vince tanti e più punti con la seconda.

Fucsovics, grande atleta e solidissimo negli scambi, è il classico tennista che non si batte da solo. Tranne quando lo fa. In questa sfida, sono senz’altro più i meriti dell’azzurro che, inesorabile in risposta sulle seconde, passa subito avanti dopo il riposo. Marton si inguaia ancora al quinto gioco, che finisce con il cedere con un doppio fallo e un dritto al volo comodamente appoggiato sul grigio oltre la linea di fondo. Non si arrende, però, e si fa ammirare quando gira uno scambio con un recupero incredibile su un contropiede che pareva irraggiungibile e poi, fintando la smorzata, scodella il dritto vincente con nonchalance. Al punto successivo, che potrebbe riaprire il game, tocca a Sonego l’ottimo recupero sul notevole lob magiaro in sensibile mezza volata – sensibilità che però svanisce del tutto sul successivo tentativo di drop shot. Sul 5-1 è ormai show, Fucsovics vince uno scambio ravvicinato con un passante in tweener spalle alla rete, ma può solo accorciare lo svantaggio perché Sonego chiude con la battuta a disposizione.

73% di punti vinti al servizio e nessuna palla break concessa – di più, mai permesso all’avversario di arrivare a “40” in risposta. Quinta testa di serie sorteggiato nel quarto inferiore presidiato da Carreño Busta, al secondo turno Sonego troverà il vincente fra il qualificato Holger Rune e un lucky loser, non ancora annunciato, che sostituirà in tabellone Popyrin.

Niente da fare invece per Gianluca Mager, fermato 6-3 7-6(5) dal n. 36 ATP Nikoloz Basilashvili nel primo confronto diretto in assoluto. Il risultato del primo set è frutto di una partenza dell’azzurro praticamente senza la prima di servizio (uno su dieci). In grossa difficoltà sulla seconda, rischia addirittura lo 0-4 ma, sulla palla del doppio break, la risposta resta sulle corde di Basilashvili. Mager si procura poi un’opportunità del rientro anche grazie a una delle classiche pause del ventinovenne di Tbilisi, il quale si riprende però in tempo per cancellare l’occasione giocando con la sua solita spinta. Ritrovata in fretta la solidità, Nikoloz si fa bastare l’iniziale vantaggio per assicurarsi il set.

Gianluca non controlla la risposta sulla pesante prima georgiana e sfuma il possibile 2-0, ma il servizio è finalmente arrivato a dargli una mano e anche negli scambi da fondo riesce a essere meno falloso. Tra gran colpi e brutture, il ventiseienne di Sanremo salva il settimo gioco, mentre sul 5-4 sbaglia un dritto in palleggio a due punti dal set. L’impressione è che ci sia spesso un’immotivata fretta da parte di Mager e il testa a testa nel tie-break è risolto dal passante di Basilashvili che punisce l’avventurosa – se non precipitosa – discesa a rete del nostro.

Il tabellone aggiornato di Metz

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ATP

Il futuro dell’ATP: dal 2023 tornei Masters 1000 sempre più grandi, sempre più ricchi

Gaudenzi presenta l’ATP del futuro: dieci Masters 1000 di cui sette nel formato di 11-12 giorni. Montepremi in aumento con orizzonte fino al 2030

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In un documento che L’Équipe ha avuto modo di consultare, Andrea Gaudenzi, presidente dell’ATP, ha confermato alcuni punti del piano strategico su cui l’organo di governance del tennis maschile sta lavorando da 18 mesi, che sarebbero stati già approvati dal Board e dovrebbero essere applicati a partire dal 2023. Si tratta nello specifico di un accordo su una nuova formula di spartizione degli utili tra tornei e giocatori, livelli più alti di montepremi garantiti a lungo termine e l’aumento del numero dei tornei Masters 1000, sette dei quali avranno l’opportunità di disputarsi sulla lunga distanza di 12 giorni (come Indian Wells e Miami già oggi) causando una modifica sostanziale nell’equilibrio del calendario maschile.

“Queste misure rappresentano un passo avanti significativo per il nostro sport e nel modo in cui i nostri giocatori e gli organizzatori dei tornei operano nell’ambito della partnership paritaria dell’ATP Tour“, ha affermato Gaudenzi. “È solo attraverso questo spirito di partnership, trasparenza e coincidenza di interessi che possiamo davvero massimizzare il nostro potenziale e concentrarci sulla concorrenza che affrontiamo nel sempre più ampio panorama dello sport e dell’intrattenimento“.

Queste misure arrivano in un momento in cui sono in forte aumento le controversie sulla legittimità della governance ATP mentre crescono le recriminazioni di molti giocatori, che si considerano finanziariamente danneggiati dai tornei. Creata sotto la guida di Novak Djokovic e Vasek Pospisil, la PTPA (Associazione Giocatori di Tennis Professionisti) è il simbolo di questa ribellione interna rispetto alla quale, in un certo senso, questa riforma dell’ATP costituisce una reazione.

 

Le principali misure da ricordare

  • Nella categoria Masters 1000, il montepremi ‘globale’ dovrebbe aumentare dagli attuali 62,5 milioni di dollari (53,2 milioni di euro) del 2021 ai 76,4 milioni di dollari (65 milioni di euro, +22%) durante la prima stagione in cui entrerà in azione questo piano (2023), con incrementi annuali del 2,5% a seguire.
  • Il bonus di fine anno derivante dai Masters 1000 passerà da 11,5 milioni di dollari (9,8 milioni di euro) a 15,5 milioni di dollari (13,2 milioni di euro) per arrivare a 18,4 milioni di dollari (15,6 milioni di euro) nel 2030. Sarà diviso tra trenta giocatori (attualmente sono 12).
  • Maggiore trasparenza attraverso dati finanziari verificati da organismi indipendenti per i Masters 1000, che forniscano piena trasparenza ai giocatori per un periodo di 31 anni.
  • Per quanto riguarda il calendario: aumento del numero di tornei Masters 1000 chiamati a diventare eventi di 11-12 giorni, con altri cinque tornei che adotteranno un formato simile a quello già utilizzato oggi per Indian Wells e Miami, per un totale quindi di sette Masters 1000 ‘allungati. Ci saranno venti giorni aggiuntivi di gioco in questa categoria e “305 “posti di lavoro” in più all’anno per i giocatori tra singolare, doppio e tornei di qualificazione grazie a questi tabelloni ampliati“, ha detto Gaudenzi. 
  • Saranno previsti 10 Masters 1000 (invece dei 9 attuali) e 16 ATP 500 (invece dei 13 attuali) .

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ATP

ATP Winston-Salem: Ilya Ivashka vince il primo titolo in carriera

Il bielorusso demolisce in meno di un’ora lo svedese Mikael Ymer, concedendo solo due giochi. Sesto giocatore fuori dalla top 50 a vincere un titolo nel 2021

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Ilya Ivashka - ATP Winston-Salem 2021 (via Twitter, @WSOpen)

L’atto finale del Winston-Salem Open si è rivelato un incontro a senso unico con il bielorusso Ilya Ivashka, numero 63 ATP, che ha coronato la sua settimana d’oro sconfiggendo in 56 minuti lo svedese Mikael Ymer, numero 90 ATP, con il punteggio di 6-0 6-2.

Nella strada verso il primo titolo in carriera, alla prima finale, il bielorusso ha eliminato tre teste di serie: CIlic (match in cui è stato a due punti dalla sconfitta), Struff e soprattutto il numero 1 del tabellone Carreno Busta, concedendo solo un set in tutto il torneo. Ivashka è diventato l’ottavo giocatore a conquistare il suo primo titolo in questo 2021 e il sesto fuori dalla top 50 a sollevare un trofeo quest’anno.

I numeri del match spiegano chiaramente il dominio del bielorusso: 100% di punti vinti con la prima di servizio, nessun punto concesso sul suo servizio nel primo set a Ymer e solo due punti nell’intero match. Ymer non è stato in grado di gestire il servizio del bielorusso e spesso è stato portato all’errore dai colpi profondi di Ivashka.

 

Ivashka con questo successo lunedì raggiungerà il suo best ranking al numero 53. “Questa settimana ho avuto tutto” ha affermato Ivashka durante la cerimonia di premiazione. “Nel secondo turno sono stato a due punti dalla sconfitta e ora sono qui. È incredibile quante cose cambiano in un match”. Ivashka ha riportato la Bielorussia al successo quasi vent’anni dopo il titolo vinto da Max Mirnyi a Rotterdam, nel 2003. “Sono cresciuto guardando Max giocare, era un idolo per noi” ha affermato Ilya. “Volevo un successo sin da bambino. Non molte persone in Bielorussia hanno vinto un titolo ATP, è una grandissima sensazione”. Per Ivashka adesso l’attenzione si sposta sullo US Open, dove martedì lo attende la sfida con lo statunitense Sandgren.

Per Ymer, nonostante la sconfitta, rimane la gioia per la prima finale a livello ATP in carriera – ottenuta battendo in semifinale Alcaraz – e la risalita in classifica al numero 72, non lontano dal suo best ranking al numero 67 raggiunto a marzo 2020. Anche lo svedese volerà a New York, dove al primo turno lo attende la sfida non proibitiva contro lo statunitense Brooksby.

A cura di Giuseppe Di Paola

Il tabellone completo di Winston-Salem

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