WTA Roma: Pliskova giocherà la terza finale di fila. Tra lei e il titolo c'è Swiatek

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WTA Roma: Pliskova giocherà la terza finale di fila. Tra lei e il titolo c’è Swiatek

Swiatek vince la seconda partita in poche ore con grandi meriti. Proverà a impedire a Pliskova di vincere il secondo titolo al Foro Italico

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Karolina Pliskova - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Per il terzo anno di fila al Foro Italico ci sarà Karolina Pliskova in finale, ma gli applausi più scroscianti di questo sabato vanno a Iga Swiatek, capace di vincere due partite in poche ore contro due avversarie tutt’altro che banali: prima Elina Svitolina, nei quarti non disputati venerdì per pioggia, e poi Coco Gauff in semifinale, battuta per 7-6 (3) 6-3 in un’ora e 45 minuti.

Si può essere certi che questo sia stato il primo episodio di un lungo franchise che vedrà protagoniste le due, visto che si trattava della semifinale più giovane nella categoria 1000:

Il livello del match è stato buono fin da subito, con Swiatek che si è procurata una palla break nel terzo gioco quando Gauff (che in quel game ha faticato a mettere la prima) ha commesso due errori di dritto, salvandosi con un ace al centro. L’americana ha però avuto un momento di défaillance, e ha sbagliato completamente una smorzata prima di commettere un doppio fallo per il 2-1 Swiatek.

La polacca ha spesso alzato le traiettorie per allontanare l’avversaria dalla riga; a volte l’ha fatto in maniera un po’ passiva, ma spesso e volentieri la combinazione fra moonball e rapidi cambi ha mandato fuori giri l’avversaria, che non è riuscita a leggere le varie rotazioni della seconda di Iga (13/19 con la seconda nel set). Gauff ha però mostrato delle accelerazioni notevoli, sia con il rovescio che con il servizio (nonostante le percentuali basse), ed è riuscita a rimanere attaccata all’avversaria, procurandosi due palle break nel sesto gioco: Iga ha annullato la prima con un dritto in contropiede, mentre sulla seconda Gauff si è difesa benissimo dalle accelerazioni di rovescio dell’avversaria ma ha messo lungo il recupero su una stop volley.

I tempi erano però maturi per il contro-break: nel turno successivo ha mostrato un fantastico riflesso a rete seguito da uno schiaffo di rovescio che ha accarezzato la riga esterna sul 30-30, e ha pareggiato su un non forzato di dritto dell’avversaria. Con l’andare del set Gauff ha letto sempre meglio il servizio di Swiatek, giocando quasi tutti i punti in risposta su un piano più neutro, già di per sé una vittoria per il ribattitore, e la polacca ha stentato sempre di più a contenere la profondità dei suoi colpi. Sul 4-5 15-30 Gauff ha risposto di rovescio con i piedi abbondantemente dentro al campo, ma Swiatek ha trovato un passante bimane di rovescio in allungo, ed è riuscita a trascinare il set al tie-break.

Lì il match è completamente girato: Swiatek si è procurata il primo mini-break sul 3-1 su un dritto lungo dell’americana, e ha bissato su un unforced di rovescio di Gauff, senza più guardarsi indietro fino al 7-3 finale su un rovescio appena largo della teenager.

All’inizio del secondo Swiatek ha alzato ulteriormente il livello, vincendo i primi nove punti al servizio, inclusa una licenza poetica:

Sul 2-1 in suo favore ha trovato un vincente di rovescio che le ha dato il 15-30, ed è salita a palla break con una risposta incrociata seguita da un rovescio profondo che Gauff non è riuscita a gestire, salendo 3-1 grazie a un doppio fallo dell’avversaria. La statunitense ha però reagito e si è portata 30-40 con un dritto vincente, ma ha sparato in rete una risposta di rovescio non impossibile. Coco se n’è procurata un’altra con un ottimo passante di dritto, ma Swiatek si è salvata con servizio e rovescio e ha tenuto.

Di fatto il match si è chiuso lì: Gauff ha commesso un altro doppio fallo per la palla break, e ha regalato il 5-1 con uno schiaffo di rovescio finito lungo. Gauff ha recuperato uno dei due break con una risposta vincente di dritto seguita da un doppio fallo di Swiatek, ma quando è andata a servire per il match per la seconda volta la polacca è riuscita a chiudere, nonostante un altro doppio fallo sul secondo match point – alla terza chance ha trovato un rovescio in contropiede non controllato da Gauff, e ha conquistato la sua prima finale di categoria.

[9] K. Pliskova b. P. Martic 6-1 3-6 6-2

Poco prima, Karolina Pliskova si era garantita il primo posto in finale. La ceca dimostra di amare molto la terra del Foro Italico e approda per il terzo anno di fila all’ultimo atto del torneo romano, dopo aver eliminato in tre set Petra Martic. L’ultima a riuscire in una tale impresa era stata Amelie Mauresmo nel triennio 2003-2005 (sconfitta nel 2003 e vincitrice nelle successive edizioni). Una partita davvero di alta qualità da parte di Pliskova che ha dominato il primo e il terzo set, concedendosi uno dei suoi caratteristici momenti di amnesia nella parte finale del secondo. Dall’altra parte della rete, Martic è stata decisamente troppo discontinua e fallosa per poter impensierire davvero l’avversaria (ben 34 non forzati a fronte di 20 vincenti, mentre Karolina ha chiuso con un positivo 37-31).

Il primo set è stato di fatto un no contest. Pliskova ha mantenuto medie eccezionali al servizio, mettendo l’80% di prime e perdendo appena tre punti. Martic non è riuscita a farla muovere a sufficienza e ha tratto poco anche dalle smorzate, troppo lunghe e telefonate. Potendo colpire spesso da buona posizione, la ceca ha fatto valere la propria maggiore potenza di fuoco trovando molti vincenti anche direttamente con la risposta. Dopo 28 minuti le due sono andate a sedersi sul 6-1 Pliskova.

Nel secondo, Martic ha limato gli errori e finalmente ha iniziato a far correre l’avversaria. Dopo aver mancato tre palle break nel lunghissimo quinto game (ben sedici punti), la croata è riuscita a far breccia nel servizio di Pliskova, scappando sul 5-3. La ceca, forse con la testa già al terzo set, ha di fatto lasciato andare la presa, subendo il secondo break consecutivo e cedendo il parziale. Nel set decisivo, Karolina ha subito reagito, salendo sul 2-0, ma non prima di aver annullato ben tre palle break. Martic ha tentato di dire ancora la sua e si è rifatta sotto, strappando la battuta a Pliskova e impattando sul 2-2. Da qui in poi però la ceca ha nuovamente cambiato marcia. Con una serie di soluzioni vincenti di gran qualità, Pliskova ha infilato una serie di quattro giochi consecutivi e si è assicurata così la vittoria dopo quasi due ore di partita. Domenica giocherà la trentesima finale della sua carriera (16-13 il bilancio). Non ha mai affrontato Iga Swiatek in confronti ufficiali.

Il tabellone completo

Articolo a cura di Tommaso Villa e Lorenzo Colle

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Murray: “GOAT? Quello che ha fatto Djokovic è incredibile e lo mette al primo posto”

Intervistato prima del suo esordio al Queen’s Club di Londra, Murray dice la sua sulla questione: “Nole ha vinto due volte tutti i 1000 e tutti gli Slam, è stupefacente”

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Andy Murray - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

È l’argomento tennistico più dibattuto da domenica sera, da quando cioè Novak Djokovic, battendo Stepanos Tsitsipas in cinque set nella finale del Roland Garros, ha conquistato il suo 19° titolo Slam. Chi è il GOAT, ossia il più grande di tutti i tempi?

Le tesi sono trite e ritrite, affrontate in tutti i modi possibili, secondo le varie e possibili sfaccettature di questo tema, complesso e arzigogolato. Eppure piace e solletica i palati degli eserciti di tifosi (molto agguerriti) dei Big Three del tennis mondiale. Quando (e non se…) il serbo raggiungerà Federer e Nadal, che guidano questa speciale classifica a quota 20?

Ha detto la sua anche Andy Murray, il giocatore che forse più di tutti ha subito la presenza di questi tre mostri sacri, per intenderci uno di quelli che, nato in un altro periodo storico, avrebbe probabilmente ottenuto maggiori vittorie di quelle che ha effettivamente raggiunto.

 

Intervistato durante la conferenza stampa precedente alla sua partita d’esordio al Queen’s con Paire – oggi attorno alle 16 – nella quale ha parlato a lungo anche delle sue condizioni fisiche (ne daremo conto in un altro articolo), è stato abbastanza netto sul tema: “È vero, le tre carriere non si possono dire concluse, ma quello che ha fatto Djokovic, vincendo tutti i Masters 1000 due volte, e tutte le prove dello Slam, anche queste, per due volte, credo che lo metta già al primo posto di questa classifica; è stupefacente“.

Parole di grande rispetto sono comunque state riservate a Nadal e Federer: “Non possiamo nemmeno dimenticare Rafael Nadal, che ha vinto il Roland Garros tredici volte. Poi ovviamente c’è Roger. È ancora un tennista unico nonostante abbia affrontato diverse generazioni e continua a giocare ai massimi livelli. Detiene molti record e i risultati che ha raggiunto sull’erba sono irraggiungibili. Quindi tutti hanno ragioni sufficienti per essere il GOAT. L’unica cosa chiara è che stiamo vivendo l’epoca migliore della storia del tennis”.

So che la gente ha detto la stessa cosa di quando Sampras ha vinto 14 Slam. Era come Dio. Tutti pensavano che nessuno avrebbe mai battuto quel record; poi però sono arrivati tre ragazzi che probabilmente vinceranno più di 20 major e che rispetto a Pete rappresentavano la Next Generation”.

Non ha rimpianti Andy; anzi, alla soglia del crepuscolo tennistico si lascia andare a dichiarazioni di sincera ammirazione: “È incredibile quello che hanno fatto. È stato fantastico giocare in questo periodo, sicuramente anche molto impegnativo, ma, sì, penso che come fan del tennis sia stato un grande, grande momento nella storia di questo sport e ho avuto la possibilità di viverlo (e vincere n.d.c.) anche come giocatore”.

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Rogers Cup: c’è l’ok per Montreal, si attende per Toronto. Il Masters 1000 si dovrebbe giocare

Le autorità sanitarie di Quebec e Ontario collaborano con gli organizzatori del torneo. Scartata l’ipotesi di trasferimento negli USA, la disputa del torneo sembra probabile

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Se in condizioni normali organizzare un torneo di tennis è un compito difficile, diventa ancora più complesso farlo in regime di pandemia. In Canada ce la stanno mettendo tutta per evitare di saltare un’altra edizione della Rogers Cup come accaduto lo scorso anno, e al momento le possibilità di successo sembrano abbastanza alte.

Stando all’alternanza delle sedi che caratterizza l’evento, il circuito ATP dal 9 agosto farà tappa a Toronto mentre quello WTA a Montreal. In un comunicato rilasciato ieri dagli organizzatori viene fatto sapere che per quanto riguarda il torneo femminile le autorità sanitarie hanno approvato il protocollo, mentre è solo questione di giorni prima che ciò accada anche a Toronto.

“Tennis Canada ha confermato lunedì che il torneo National Bank Open di Montreal ha ricevuto una lettera di approvazione dalle autorità sanitarie provinciali del Quebec affinché l’evento si svolga secondo i protocolli presentati. Secondo i requisiti sanitari federali, questi protocolli sono ora in fase di revisione da parte della Agenzia della Sanità Pubblica del Canada. […] Per quanto riguarda il National Bank Open di Toronto, Tennis Canada continua a tenere discussioni produttive con tutti i livelli di governo riguardo alle loro linee guida sulla salute. Speriamo di ricevere presto la stessa approvazione dal governo dell’Ontario sui nostri protocolli a Toronto

 

Al momento queste approvazioni si riferiscono solamente allo svolgimento del torneo a porte chiuse, ma la Federazione Canadese auspica che con l’incremento del numero dei vaccinati e il calo dei contagi si possa consentire l’ingresso alle persone. Inoltre l’opzione di trasferire in torneo negli Stati Uniti è stata definitivamente abbandonata, e dunque a Cincinnati dovranno accontentarsi – si fa per dire – del solo Masters 1000 in programma dal 16 agosto.

Ricapitolando, ecco il calendario dei tornei maschili che si disputeranno a luglio e agosto, dopo Wimbledon (al via il 28 giugno).

  • dal 12 luglio
    ATP 500 Amburgo (terra)
    ATP 250 Newport (erba)
    ATP 250 Bastad (terra)
  • dal 19 luglio
    ATP 250 Umago (terra)
    ATP 250 Los Cabos (cemento)
    ATP 250 Gstaad (terra)
  • dal 24 luglio
    Olimpiadi Tokyo (cemento)
    ATP 250 Atlanta (cemento)
    ATP 250 Kitzbuhel (terra)
  • dal 2 agosto
    ATP 500 Washington (cemento)
  • dal 9 agosto
    ATP 1000 Toronto (cemento)
  • dal 15 agosto
    ATP 1000 Cincinnati (cemento)
  • dal 22 agosto
    ATP 250 Wiston-Salem (cemento)
  • dal 30 agosto
    US Open (cemento)

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Holger Rune è stato multato per aver pronunciato frasi omofobe durante il challenger di Biella

Il 18enne danese ha apostrofato in modo inappropriato il suo avversario (Etcheverry) nella semifinale del Biella Open, torneo che ha poi vinto

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Holger Rune - ITF 'Città di Santa Croce' 2019

Già qualche mese fa il talento danese si era fatto notare per le sue dichiarazioni ambiziose e forse un po’ esuberanti, ma questa volta l’impressione è che Holger Rune abbia esagerato. L’ATP lo ha infatti multato per aver infranto il codice di condotta nel corso della semifinale del Challenger di Biella VII.

“Il mio obiettivo è quello di entrare in top 100 entro la fine della stagione per poi raggiungere i primi 20-30 del mondo entro la fine del 2022” aveva dichiarato Rune a marzo, e per centrare questo traguardo si sta dedicando principalmente al circuito Challenger. Il risultato di maggior prestigio è arrivato la settimana scorsa, quando ha trionfato nel torneo di Biella VII conquistando il primo titolo di categoria. Il 18enne ha mostrato una grande tenuta fisica vincendo ben tre partite al set decisivo (compresa la finale contro Trungelliti durata oltre tre ore), ma ha dato anche qualche segno di insofferenza a livello mentale.

Il fatto in questione è accaduto durante la semifinale contro l’argentino Tomas Martin Etcheverry, quando nel primo set il punteggio era sul 5-4 on serve. Stando a quanto riportato dal sito danese TV 2, il n. 231 del mondo ha pronunciato commenti omofobi nei confronti del suo avversario. “Sei una fighetta”, “Stai giocando come un frocio” sono le frasi incriminate, dette in danese dal giocatore e riprese dai microfoni presenti in campo. A seguito di un’indagine condotta dall’ATP, a Rune è stato riconosciuta l’infrazione del codice di condotta ed è quindi stato multato di 1500 euro, che equivale al 24% del montepremi totale guadagnato per aver vinto il Biella Open (6.190 euro).

 

“Sono giovane e ho bisogno di imparare. Non che questo mi autorizzi di dire stupidaggini del genere. Mi è stata insegnata una lezione e penso sia giusto che le persone mi critichino. Mi dispiace davvero e spero che le persone accetteranno le mie scuse” sono state le dichiarazioni in risposta all’accaduto di Rune. La pena da parte dell’ATP non è stata troppo severa, perché è stato tenuto conto delle immediate scuse da parte del giocatore e del fatto che quest’ultimo non ha precedenti di cattiva condotta nel circuito.

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