Il meraviglioso mondo di Carola e Vittoria: dopo l'incontro con Federer ora quello con Ursula von der Leyen

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Il meraviglioso mondo di Carola e Vittoria: dopo l’incontro con Federer ora quello con Ursula von der Leyen

Carola e Vittoria sempre più simbolo di coraggio e ottimismo. Dopo lo spot girato insieme a Federer, ora l’incontro a Roma con von der Leyen

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Da un tetto all’altro, i nomi di Carola Pessina e Vittoria Oliveri, 12 e 14 anni, hanno scritto una delle pagine più belle della storia contemporanea del tennis. Un tennis che, per una volta, non è quello giocato dai grandi campioni sui campi più prestigiosi del mondo, ma è quello di una grande passione condivisa da due amiche adolescenti, che abitano nella stessa città, Finale Ligure. Una passione che, l’anno scorso, le ha unite ancora di più quando la pandemia da coronavirus obbligava tutti a rimanere distanti, nel vero senso della parola e non era possibile ritrovarsi al circolo del tennis per allenarsi. E allora, pur di continuare a giocare, le due amiche hanno deciso di scambiarsi la pallina dai tetti dei loro rispettivi condomini (il caso vuole che abitino in due palazzi adiacenti). Insomma, il video del loro geniale palleggio è diventato virale e, ormai da un anno, le ha fatte conoscere al mondo intero, trasformandole in simbolo di volontà, ottimismo e perseveranza.

Un palleggio di resilienza in piena crisi pandemica ma nel rispetto delle regole, che non lascia indifferente neanche il Maestro dei maestri, Roger Federer. Il campionissimo l’anno scorso infatti le ha scelte per uno spot pubblicitario e, a sorpresa (le ragazze infatti non sapevano che sarebbe arrivato Roger), le ha raggiunte a Finale Ligure e, insieme a loro, si è cimentato nel palleggio da un tetto all’altro, con in mezzo il vuoto (proprio come avevano fatto Carola e Vittoria), per la gioia incontenibile delle due amiche. Concluso il palleggio, Federer ha poi proseguito l’incontro intrattenendosi con loro davanti ad un buon piatto di pasta. Insomma, le ragazze stanno vivendo una favola, e non finisce qui.

Dopo essere state nominate per il Laureus Awards nella categoria del più bel momento dell’anno, il 21 maggio hanno incontrato nientemeno che Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea, in occasione della sua venuta a Roma per il Global Health Summit. Von der Leyen non solo ha voluto incontrarle e conversare con loro durante il Summit ma è stata perfino spettatrice entusiasta di un loro palleggio sul palco della conferenza. Per loro una nuova consacrazione, europea e mondiale.

Già nel settembre scorso, durante una seduta del Parlamento Europeo, von der Leyen le aveva citate come esempio di resilienza di fronte agli ostacoli della vita:

 

Mentre noi cerchiamo di insegnare la vita ai nostri figli, a loro volta i nostri figli ci insegnano ciò che è la vita. Quest’anno ci ha mostrato fino a che punto questo sia vero. Possiamo parlare di milioni di giovani che chiedono un cambiamento per un pianeta più sano […] ma c’è un’immagine che mi è rimasta nella mente nel corso di questi ultimi sei mesi, un’immagine che è circolata in tutto il mondo attraverso gli occhi dei nostri figli, è l’immagine di Carola e di Vittoria, le due giovani che giocano a tennis sui tetti della Liguria, in Italia, durante il confinamento. Non è solo il talento e il coraggio delle ragazze che si vede in quest’immagine, è soprattutto la lezione che si nasconde dietro a questa immagine. Una lezione che ci dice che non dobbiamo mai lasciarci bloccare dagli ostacoli sul nostro cammino, mai farci frenare dalle convenzioni ma sempre cogliere il momento. Ecco quello che Carola, Vittoria e tutti i giovani d’Europa ci insegnano ogni giorno sulla vita […]”.

Una bellissima storia italiana, che diventa esempio per tutti i giovani europei e del mondo, uno sprone ad inseguire i propri sogni e a nutrire le proprie passioni nonostante le difficoltà. Palleggiando insieme. Perché il tennis è, sì, uno sport individuale ma, grazie anche a Carola e Vittoria, sta diventando sempre più una disciplina di unione e condivisione.

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ATP Sofia e Tel Aviv: sfumano i main draw per Andreas Seppi e Luca Nardi

Per Seppi l’ultimo tabellone principale fu a s’Hertogenbosch. Nardi manca l’occasione di giocare la quarta partita ufficiale ATP

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Si è concluso il cammino verso i tabelloni principali del Garanti Koza Sofia Open e del Watergen Open per Andreas Seppi e Luca Nardi.

Per Seppi, sconfitto in tre set dal francese Geoffrey Blancaneaux sfuma la possibilità di entrare per la sesta volta in stagione in un main draw ATP; l’ultima è stata a s’Hertogenbosch. Peccato perché l’altoatesino era partito forte vincendo il primo set in cui ha comandato gli scambi e servito con grande costanza. Il secondo set parte male con break immediato sull’ 1-0 per Blancaneaux che mette subito Seppi nella posizione di dover rincorrere. Il terzo set è deciso, come il precedente, da un unico break nel quinto gioco, dopo che l’italiano ha sprecata l’occasione di mettersi avanti nel punteggio nel game precedente. Dopo due ore e mezza di gioco Seppi cede 2-6 6-3 6-4.

Giornata amara anche per il diciannovenne Luca Nardi che all’ATP 250 di Tel Aviv esce per mano dell’israeliano Edan Leshem, 64 76(4), in poco più di un’ora e tre quarti di partita. Leshamn, già giustiziere di Lorenzo Giustino al primo turno di qualificazioni, toglie così la possibilità a Nardi di disputare la quarta partita della sua giovane carriera a livello ATP. Nel primo set il break arriva nel game più lungo della partita, il nono, dove Nardi è bravo a tornare sotto nel punteggio dopo essere stato in svantaggio 0-40. Il secondo è la cartina tornasole dell’attuale livello di Nardi: dopo il break inziale l’azzurro si ritrova sopra 5-2 nel punteggio ma la poca esperienza maturata ha permesso all’avversario di tornare in partita. Leshman recupera il break di svantaggio e porta Nardi al tie-break dove chiude i giochi per 7 punti a 4 aggiudicandosi così il main draw del Watergen Open.

 

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Federer e la Laver Cup, legame fortissimo: “Auguro ai miei avversari un ritiro dal tennis come il mio”

Prima di lasciare Londra, il fuoriclasse svizzero ha ribadito il suo apprezzamento per l’evento e il format, specificando: “Non sarò capitano di Team Europe, al momento non è nei piani. Non sono nemmeno interessato a rivestire ruoli politici. Ci sarò sempre, pur senza incarichi, se potrò dare una mano al tennis”.

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Roger Federer e Rafa Nadal - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Il legame tra Roger Federer e la Laver Cup è destinato a rimanere indissolubile, dopo che la quinta edizione di Europa-Resto del Mondo ha fatto da cornice all’ultimo atto della sua carriera. Innegabilmente, anche per il torneo – che già di per sé ha dimostrato di funzionare – essere stato “scelto” per un appuntamento da libri di storia dello sport ha rappresentato uno slancio promozionale significativo. Al punto da spingere gli addetti ai lavori a ragionare anche su quello che può essere un binomio d’immagine inscindibile, tra la Laver Cup e il marchio Federer, pur con un fisiologico cambio di prospettiva.

AMBASCIATORE – “Mi dispiace non aver ottenuto la vittoria,- ha raccontato prima di lasciare la capitale britannica -, l’ho detto anche negli spogliatoi a Andy (Murray), perdere non mai è divertente. Però questo fine settimana è stato per me comunque straordinario. Non vedo l’ora di essere a Vancouver per la prossima edizione, ovviamente in una veste diversa“. Pensiero che ha fatto venire in mente, a più di qualcuno, l’ipotesi di una suggestiva successione in panchina. “No, il mio ruolo non sarà quella di capitano – ha voluto subito smentire -, visto che Borg sta facendo un ottimo lavoro, la sua sostituzione non è nei piani attuali, un giorno chissà. Anche il format è solido e non subirà sostanziali modifiche, in cinque anni siamo stati in città fantastiche, anche Londra con la O2 Arena non ha tradito le attese. Magari più avanti estenderemo l’orizzonte anche oltre il Nord America. Come ho detto, intendo rimanere nel mondo del tennis e dare una mano, ma in questa fase senza un incarico ufficiale“.

L’AUGURIO – L’aspetto emotivo, allo scorrere dei titoli di coda, ha comunque avuto il predominio mediatico su quello del campo. Al netto delle considerazioni sulla prima vittoria di Team World, Federer ha tenuto a sottolineare come la Laver Cup sia intesa dai protagonisti come tutt’altro che un’esibizione: “C’è un bel clima, ma rimane sport e l’atmosfera agonistica in campo deve essere feroce, dura, così la manterremo sempre. Poi ci sono altri aspetti: durante la settimana mi è piaciuto molto cenare con Novak ed Andy, li ho conosciuti meglio, sono felice di aver trascorso del tempo con loro, vedere come lavorano gli altri campioni. Momenti che non tolgono nulla all’intensità di una rivalità sportiva. Venerdì essere circondato da quelli che sono stati i miei più grandi avversari è stata un’emozione unica. Auguro a loro di vivere le stesse sensazioni uniche e speciali nel giorno in cui decideranno di lasciare il tennis giocato. Per me è stato davvero bellissimo.

 

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John McEnroe soddisfatto: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito”

“I miei ragazzi andranno forte, anche oltre la Laver Cup, l’evento più bello di tutti”, così il capitano del Team World dopo aver vinto la competizione per la prima volta

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Team World festeggia la vittoria della Laver CUp 2022 (Twitter @LaverCup)

Con la soddisfazione per il trofeo per la prima volta conquistato dal Team World, John McEnroe ha colto l’occasione per un omaggio al suo vecchio amico scomparso Vitas Gerulaitis: “Nessuno batte il Team World cinque volte di seguito – ha sorriso -, e voglio così ricordare una delle più grandi citazioni dello sport, quando Vitas disse ‘Nessuno batte Gerulaitis 17 volte di seguito’. Questo risultato è fantastico per noi, e ottima per l’evento. Ringrazio Rod Laver e Roger Federer per l’amore dimostrato; la verità è che si tratta di un evento spettacolare, ma si spera che possa diventare ancora più grande in futuro”.

Il capitano della squadra ‘Resto del Mondo’ ha espresso parole di elogio anche per i membri del suo team: “In questo formato del torneo, che ha dimostrato ancora una volta di funzionare, le cose possono cambiare rapidamente: Sock è stato fantastico per il gruppo, ringrazio anche Auger-Aliassime, abbiamo avuto un grande spirito di squadra lottando dall’inizio alla fine. Questi ragazzi andranno forte nell’immediato futuro, non solo in Laver Cup. Abbiamo avuto un grande spirito di squadra, abbiamo lottato fin dall’inizio, le circostanze sono totalmente diverse da quelle di cinque anni fa. Aggiungo anche che i doppi sono molti importanti per questo evento, al netto del dibattito che c’è su questa specialità: questo, per me, è l’evento più bello di tutti, e parlo dopo aver giocato per 15 edizioni la Coppa Davis“.

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