ATP Roma, preview semifinali: Sinner e Darderi, quante chance per una finale tutta italiana?

Sinner e Darderi cercano la prima finale '1000' tutta italiana. Jannik favoritissimo contro Medvedev, Luciano cerca l'ennesima impresa del torneo contro Ruud

Di Giovanni Pelazzo
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Jannik Sinner - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)
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Venerdì 15 maggio l’Italtennis si prepara a scrivere un nuovo capitolo di storia. Al Foro Italico è tempo di semifinali maschili, con due match difficilmente pronosticabili a inizio torneo: Ruud-Darderi soprattutto, ma anche Sinner-Medvedev. Se la presenza di Sinner e Ruud a queste altezze non può essere una grande sorpresa, lo è decisamente di più quella di Darderi ma pure quella di Medvedev, che aveva giocato la sua ultima semifinale sul rosso proprio tre anni fa a Roma, quando vinse un tiolo a dir poco inaspettato. Ma andiamo con ordine.

Ruud-Darderi

Non prima delle 15.30 Luciano Darderi e Casper Ruud scenderanno in campo sul Centrale per conquistare la loro prima finale a Roma, che nel caso dell’azzurro sarebbe anche la prima in assoluto a livello ‘1000’ (per il norvegese invece la quarta dopo Miami 2022, Montecarlo 2024 e Madrid 2025). Curiosamente, tra i due non ci sono precedenti ufficiali.

Darderi arriva con un entusiasmo travolgente dopo gli straordinari successi su Zverev e Jódar (e mettiamoci pure la rimonta con Paul), anche se la battaglia terminata a tarda notte contro lo spagnolo potrebbe aver lasciato qualche strascico. Il giorno di riposo avuto giovedì è stato vitale per il 24enne azzurro per cercare di recuperare le numerose energie spese e fare ordine in vista di un’altra sfida che sulla carta pare proibitiva… ma non è che le altre si presentassero tanto diversamente.

Dall’inizio del 2024 Darderi è il giocatore che ha vinto più partite a livello ATP sulla terra battuta (55 come Francisco Cerundolo, che però ne ha perse 5 in più); seguono Zverev (54), lo stesso Ruud (47 come Baez) e Alcaraz (44). I bookies pagano un successo di Luli tra 3.30 e 3.50 – decisamente favorito Ruud, che si aggira sull’1.32/1.33 e che con un successo otterrebbe per la prima volta in carriera 4 vittorie contro top 20 nello stesso torneo – ma l’azzurro ha le carte in regola per regalarsi un’altra giornata da sogno. Servirà ancora una prestazione eccellente, soprattutto al servizio e a livello fisico, ma sognare è lecito.

Sinner-Medvedev

Decisamente più a senso unico pare invece la seconda semifinale (in programma, pioggia permettendo, non prima delle 19 – LIVE su Sky Sport e in streaming su NOW), con il primo incrocio su terra tra Jannik Sinner e Daniil Medvedev. Dopo aver perso tutti i primi 6 scontri diretti con il russo, il n. 1 del mondo ha ribaltato gli H2H, portandosi avanti 9-7 nel computo totale (tutte le sfide, a parte l’ultima vittoria di Medvedev a Wimbledon 2024, si sono disputate sul cemento).

Medvedev eviterebbe volentieri di diventare il terzo giocatore dopo De Minaur (13) e Zverev (10) a perdere almeno 10 volte contro Sinner, ma in questo momento Jannik sembra completamente inarrestabile. Ma come si fa a fermarlo? “Giocando come Landaluce nel primo set”, ha scherzato il russo, che se in finale a Indian Wells aveva offerto una grandissima prestazione, sulla terra proprio pare non avere armi, per di più su un campo presumibilmente lento e pesante come sarà il Centrale in serata.

Un eventuale vittoria consentirebbe a Sinner di diventare non solo il primo italiano nell’Era Open a raggiungere due finali di fila agli Internazionali BNL d’Italia, ma anche di eguagliare Nadal come l’unico capace di arrivare in finale in tutti i primi 5 Masters 1000 stagionali nello stesso anno (Rafa ci riuscì nel 2011, ma a Indian Wells, Miami, Madrid e Roma perse contro Djokovic) e, in senso più stretto, anche l’unico a fare finale in tutti e tre i ‘1000’ su terra nella stessa stagione. Come sempre, insomma, quando si tratta di Sinner ci sono numerosi record on the line, ma il diretto interessato pare non curarsene eccessivamente.

Certo assistere domenica a una finale tra Sinner e Darderi avrebbe del clamoroso, non solo perché sarebbe la prima finale tutta italiana a Roma nell’Era Open, ma anche perché darebbe all’Italia la certezza di tornare sull’albo d’oro 50 anni dopo l’ultima volta. Mai come quest’anno Adriano Panatta è vicino a non essere più l’ultimo azzurro a trionfare al Foro.

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