Roland Garros, favola Krejcikova: è lei la regina di Parigi!

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Roland Garros, favola Krejcikova: è lei la regina di Parigi!

Con appena cinque Slam alle spalle in singolare, la venticinquenne ceca batte Anastasia Pavlyuchenkova in tre set. Domani cercherà il bis in doppio

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)

Barbora Krejcikova ha conquistato il suo primo Slam battendo Anastasia Pavlyuchenkova per 6-1 2-6 6-4 in un’ora e 58 minuti. Incredibile ascesa per la tennista ceca, che è entrata fra le prime 100 giocatrici al mondo solo lo scorso ottobre e suggella così una striscia di 12 vittorie consecutive che l’ha vista trionfare due volte in tre settimane sul suolo transalpino, prima a Strasburgo e poi sul palcoscenico decisamente più importante dello Chatrier. Peccato per Pavlyuchenkova, alla prima finale Slam alla cinquantaduesima partecipazione: la russa ha rimontato un set, ma dalla fine del secondo ha risentito di un problema alla coscia sinistra che ne ha limitato la mobilità per tutto il parziale decisivo.

Krejcikova, che ha trionfato alla sua quinta partecipazione Slam, salirà al quindicesimo posto del ranking, ed è stata premiata dalla connazionale Martina Navratilova; domani giocherà anche la finale di doppio in coppia con Siniakova, cercando una combinata che a Parigi non accade dal 2000, quando a riuscirvi fu Mary Pierce. “La partita è stata molto equilibrata, Anastasia è una grande campionessa”, ha detto durante la premiazione. “Ho sempre sognato di vincere un titolo così, di fronte a grandi campioni del mio Paese come Martina Navratilova e Jan Kodes. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine perché mi danno la forza per lottare su ogni palla, e sono contenta che il mio idolo Justine Henin ora sappia chi sono!” Non è mancata una dedica a Jana Novotna, grande campionessa ceca scomparsa nel 2017 e sua mentore per circa tre anni.

IL PERCORSO

Krejcikova è entrata in Top 50 a marzo grazie alla finale nel WTA 1000 di Dubai contro Muguruza, e al momento è al best ranking di N.33. Ha raggiunto questa finale alla sua quinta partecipazione Slam, ma l’esperienza ad altissimi livelli non le manca in assoluto: ha giocato tre finali Slam in doppio femminile (due vittorie nel 2018 a Parigi e Londra e una finale quest’anno a Melbourne) e tre nel misto (vincendo le ultime tre edizioni dell’Australian Open).

 

La ceca era reduce da una striscia vincente di 11 partite (solo Badosa e Gauff hanno più vittorie su terra di lei nel 2021), avendo vinto il suo primo torneo in carriera a Strasburgo subito prima del Roland Garros, come detto. Durante quest’ultimo ha perso il primo set giocato contro Krystina Pliskova per poi viaggiare spedita fino alla semifinale con vittorie su giocatrici come Svitolina e Stephens. Nel match di giovedì contro Sakkari ha salvato un match point sul 3-5 del terzo set prima di spuntarla per 9-7.

I trascorsi di Pavlyuchenkova sono invece molto diversi, visto che ha raggiunto la sua prima semifinale (e finale) alla cinquantaduesima partecipazione in un Major, come detto, con sei sconfitte ai quarti prima di questo exploit. Fino ai giorni scorsi la carriera della russa era considerata un filino sotto le attese, visti i tre titoli Slam a livello juniores, ma il suo record contro le migliori fa capire che il DNA sia sempre stato da campionessa: ha infatti battuto 37 Top 10, il numero più elevato per una tennista che non abbia mai raggiunto la Top 10.

Il suo best ranking è di N.13 (raggiunto nel lontano 2011), ranking che il Roland Garros 2021 le permetterà di avvicinare: lunedì salirà al N.19. Come la sua avversaria veniva da un gran momento di forma, avendo vinto 10 delle sue ultime 11 partite (ha raggiunto la semifinale a Madrid), e durante le due settimane a Porte d’Auteuil si è visto: ha infatti vinto tre partite al terzo contro avversarie più quotate, servendo un bagel a Sabalenka prima di rimontare Azarenka e la sua partner di doppio Rybakina, continuando a colpire Wawrinkamente senza curarsi dello scorrere del tempo.

I CONFRONTI DIRETTI

Quello di oggi è stato il primo confronto fra le due in singolare, anche se Krejcikova è avanti 2-0 in doppio. Proprio in questa specialità hanno rischiato di incontrarsi in semifinale: Pavlyuchenkova ha perso ai quarti insieme a Rybakina contro Linette/Pera, poi slavate da Krejcikova/Siniakova in semi.

IL MATCH

PRIMO SETKrejcikova è partita con grande nervosismo, perdendo subito la battuta con due doppi falli e cercando principalmente di non sbagliare. In risposta ha invece verticalizzato molto bene, procurandosi una palla del contro-break, ma Pavlyuchenkova l’ha tratta in inganno con uno slice corto. La ceca ha però iniziato ad usare efficacemente il dritto tagliato per aprirsi il campo e spingere, e ha contro-breakkato quando Pavlyuchenkova le ha restituito la svista, giudicando lungo un campanile della ceca.

I colpi liftati e vari di Krejcikova hanno costretto Pavlyuchenkova a coprire molto più terreno, dando sovente alla ceca il comando dello scambio (13 vincenti a 7 Krejcikova nel set, 16-6 negli scambi sopra i quattro colpi). Passata la tensione iniziale, la classe 1995 non ha dato punti di riferimento alla russa, salendo a doppia palla break con una smorzata; Anastasia le ha reso la pariglia per salvare la prima, mentre sulla seconda ha scheggiato un micron di riga con un rovescio lungolinea coraggioso. Due errori di rovescio hanno però dato il 3-1 alla ceca.

La prima di Pavlyuchenkova non ha minimamente disturbato Krejcikova (3/13 con il colpo all’inizio), andando in totale confusione e concedendo lo 0-40 nel sesto game con uno smash in rete. La palla corta l’ha salvata nella prima occasione, ma la profondità del rovescio di Krejcikova l’ha costretta a sbagliare un dritto, mandando Barbora a servire per il set. La russa è riuscita a portarsi 0-30, ma Krejcikova ha trovato due servizi slice perfetti, e ha chiuso il set su una risposta lunga dell’avversaria in appena 31 minuti.

SECONDO SET – Pavlyuchenkova ha cercato di proporre maggiore varietà all’inizio del parziale, sia in termini di direzioni che di ritmi, ma inizialmente la sua difficoltà nel creare punti con il servizio è tornata a manifestarsi. Già nel primo game Krejcikova ha affettato a volontà con lo slice ed è salita a palla break con una risposta vincente di dritto in cross, ma Anastasia si è salvata con uno schiaffo al volo di dritto ed è riuscita a tenere su due rare risposte sbagliate dalla ceca.

A quel punto il match è girato completamente. La russa si è sbloccata, e nel game successivo si è portata sullo 0-30 con due vincenti di dritto (una risposta lungolinea ed un passante incrociato), conquistando la tripla palla break con una smorzata, l’unico colpo che ha funzionato sin dall’inizio. Pavlyuchenkova ha sbagliato due dritti, ma ha poi breakkato con un vincente di rovescio lungolinea. La russa ha trovato molto più spesso la botta al centro da destra, e questo le ha permesso di essere molto più aggressiva con i colpi in uscita dal servizio, soprattutto sulla diagonale di rovescio, dove ha dominato: 4 vincenti senza errori per la russa, 0 vincenti e 5 non forzati per la ceca. Nel sesto game è arrivato l’allungo decisivo: Krejcikova ha salvato due palle break, ma ha poi commesso un doppio fallo regalandone una terza, e non è riuscita a gestire la risposta di Pavlyuchenkova.

Nel finale di set è arrivato il momento che ha forse deciso il match. Krejcikova è riuscita a recuperare il break, contenendo il passivo, ma soprattutto Pavlyuchenkova ha avuto un problema fisico, accusando un dolore alla coscia sinistra. Pesantemente fasciata, la tds N.31 si è messa giustamente a tirare tutte le risposte per muoversi meno, e la cosa le ha inizialmente portato bene: Krejcikova, sotto pressione, ha sbagliato una palla corta, concedendo un set point sfruttato dalla russa con un rovescio vincente.

TERZO SET – Krejcikova si è presa un lungo toilet break, ma una volta tornata in campo è sembrata completamente scollegata, commettendo diversi non forzati a inizio scambio, non riuscendo così a testare la tenuta fisica della sua avversaria. Dopo un primo game negativo, però, la ceca ha iniziato a ritrovare la risposta, pungolando l’avversaria al corpo per due volte e portandosi 15-40 nel terzo gioco con una palla corta di dritto, salendo poi 2-1 e servizio su un doppio fallo della russa. Pavlyuchenkova ha continuato a rispondere bene, però, e si è portata 0-40 nel gioco successivo: Krejcikova si è salvata prima con smorzata-lob e poi con un bellissimo contropiede bimane, ma ha ceduto quando la russa ha intelligentemente alzato la traiettoria per poi chiudere con lo sventaglio.

Con il passare dei minuti, però, Pavlyuchenkova è calata visibilmente, forse risentendo dell’infortunio: è riuscita a ritrovare la velocità con la prima, usando tre servizi vincenti per tirarsi fuori da un 15-30 nel quinto gioco, ma nel turno successivo è stata molto lenta in uscita dal servizio, concedendo il break a zero su due vincenti, uno per parte, di Krejcikova.

La ceca è sembrata ritrovare l’equilibrio interiore, e ha rintuzzato l’aggressività in risposta dell’avversaria con i lungolinea: tenuto il servizio, si è portata a due punti dal match con un vincente di dritto, ed è salita a doppio match point con uno splendido rovescio incrociato che è schizzato sulla riga. Pavlyuchenkova ha controllato bene il primo a partire da un buon servizio al centro, mentre sulla seconda Krejcikova ha messo lunga una risposta su una seconda non irresistibile. Sul proprio servizio, Barbora si è portata a due punti dal titolo con un bello scambio in manovra, e si è procurata due championship point con un dritto inside-in dopo aver costretto la russa a staccare la mano in allungo verso sinistra. Ha commesso un doppio fallo sul primo, ma sul secondo Pavlyuchenkova ha messo appena lungo un rovescio, chiudendo la partita.

I NUMERI DELLA VITTORIA

Krejcikova è la terza unseeded a vincere a Parigi dopo Swiatek ed Ostapenko, e la prima ceca a vincere a Parigi da Mandlikova (all’epoca cecoslovacca) nel 1981; Navratilova ha vinto il titolo quando era già cittadina americana. Per lei è il secondo titolo della sua carriera alla quarta finale: fino ad un mese fa non ne aveva mai vinto uno. Krejcikova è la diciottesima giocatrice in attività a vincere uno Slam, la sesta campionessa consecutiva del Roland Garros a conquistare il suo primo Major qui a Parigi.

Il tabellone aggiornato del Roland Garros 2021

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ATP Anversa, è Schwartzman l’avversario di Sinner in finale (domenica ore 16:30 SKY/Supertennis)

L’argentino batte facilmente Brooksby e proverà a vincere il torneo belga al terzo tentativo. Né lui né Sinner hanno ancora perso un set

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Diego Schwartzman ad Anversa 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

Diego Schwartzman continua ad impressionare allo European Open di Anversa, battendo il qualificato Jenson Brooksby per 6-4 6-0 in 85 minuti, risultato ottenuto conquistando gli ultimi nove game dell’incontro. Come a Sofia, quindi, Jannik Sinner affronterà la tds N.2 del torneo in finale, finale a cui arrivano entrambi senza aver ancora perso un set in tre incontri disputati; sarà inoltre la loro prima sfida in assoluto.

LA PARTITA – Il primo set ha viaggiato sui binari dell’incertezza, mettendo di fronte due giocatori che amano mischiare le carte in tavola e allungare lo scambio (a dispetto di taglie fisiche e stili decisamente differenti). Schwartzman non ha mai sofferto la prima di Brooksby (solo il 53% di conversione nel parziale), mettendogli pressione fin dalle prime battute: dopo aver mancato due palle break consecutive nel game d’apertura, El Peque ha tolto il servizio a zero all’avversario nel terzo game, allungando fino al 3-1. Il classe 2000 ha però ritrovato convinzione ed è riuscito a portarsi in vantaggio 4-3.

Sul 4-4, tuttavia, Brooksby ha giocato un pessimo game, commettendo un errore dopo l’altro e perdendo di nuovo la battuta a zero. Schwartzman ha preso l’abbrivio, e l’ha sfruttato per breakkare anche all’inizio del secondo. A quel punto Brooksby sembrava avere ancora qualcosa da dire: 0-40 immediato e tripla chance di rientrare nella contesa; l’argentino è però riuscito a difendersi in qualche modo, e la partita si è di fatto chiusa su quelle occasioni scialacquate – Dieguito ha infatti chiuso l’incontro con un tonitruante parziale di 21-3, confermando la condizione atletica strepitosa già mostrata contro Murray e Nakashima.

 

I NUMERI – Per Schwartzman è la dodicesima finale in carriera (quattro titoli), la seconda del 2021 dopo la vittoria di Buenos Aires dello scorso marzo. Per lui sarà inoltre la terza finale ad Anversa (le altre nel 2016 e 2017 contro Gasquet e Tsonga) e la quinta sul cemento indoor: finora è sempre uscito battuto. Brooksby esce ridimensionato dall’incontro, ma solo fino a un certo punto: ricordiamo che per lo statunitense questo era il sesto incontro del torneo, il doppio di quelli giocati dal Peque; inoltre, i punti racimolati questa settimana gli consentiranno di ottenere la qualificazione matematica per le Next Gen Finals di Milano, dove sarà una sicura mina vagante con il suo gioco poco tradizionale e per nulla standardizzato ai canoni del tennis contemporaneo.

Il tabellone completo

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WTA Mosca, la finale è Kontaveit-Alexandrova

La tennista estone batte Vondrousova, mentre la padrona di casa beneficia del ritiro di Sakkari (al primo turno anche Jabeur si era ritirata contro di lei)

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Anett Kontaveit conferma il proprio grande momento di forma battendo Marketa Vondrousova per 6-3 6-4 in 74 minuti e guadagnandosi così l’accesso alla finale della Kremlin Cup dove a sorpresa troverà Ekaterina Alexandrova, aiutata dal ritiro di Maria Sakkari (apparentemente per un calo di pressione, anche se la natura esatta del problema non è ancora stata chiarita) sul 4-1 per la tennista di casa. I confronti diretti fra le due finaliste sono sull’1-0 per Kontaveit, che lo scorso anno prevalse per 8-6 al tie-break del terzo set al 500 di Ostrava.

[9/WC] A. Kontaveit b. M. Vondrousova 6-3 6-4

Da quando ha iniziato a lavorare con Dmitry Tursunov, Anett Kontaveit ha letteralmente spiccato il volo, vincendo 20 partite su 22 e conquistando i tornei di Cleveland e Ostrava. La forma dell’estone non accenna a scemare per il momento, e una conferma di questa verità l’ha avuta oggi l’argento olimpico Marketa Vondrousova, battuta piuttosto rapidamente e con un punteggio “generoso” rispetto alla differenza vista in campo; Kontaveit è infatti scappata avanti di due break in entrambi i set, e solo qualche esitazione al momento di chiudere ha permesso alla rivale di contenere il passivo.

 

Vondrousova ha faticato terribilmente a tenere il servizio, in particolare nel primo set: partita 1-0 e servizio, ha perso cinque giochi di fila per il 5-1 Kontaveit. A quel punto la testa di serie n. 9 ha come detto tentennato, mancando due set point consecutivi in ribattuta e trovandosi 5-3 15-40 sul proprio servizio grazie ad una risposta di rovescio di Vondrousova resa imparabile dal nastro, una sliding door che avrebbe potuto riportare in partita la finalista del Roland Garros 2019. Kontaveit è però stata bravissima a ricomporsi, rubando una pagina dal manuale delle palle corte della rivale per salvare la prima e spingendo bene con il dritto sulla seconda, riuscendo così ad incamerare il set.

Nel secondo Vondrousova ha sprecato un’altra opportunità per cambiare il corso degli eventi: sul 2-1 in suo favore, si è procurata una palla break grazie ad un errore di dritto dell’avversaria, ma non è riuscita a far partire lo scambio. L’errore ha dato il là ad un parziale di 15-4 in favore di Kontaveit, che si è trovata quindi a servire per il match sul 6-3 5-2; anche in questa circostanza ha tremato, smarrendo uno dei due break e buttando due match point di fila in risposta, ma stavolta è riuscita a ritrovare il suo tennis potente (26 vincenti a 13) senza farsi lambire troppo da vicino dalla rivale, chiudendo a 15 l’ultimo game

Questa sarà la decima finale in carriera per Kontaveit (tre titoli più uno “condiviso” al torneo di Melbourne 3 di quest’anno, dove la finale venne cancellata), la quinta del 2021 (due titoli più la patta sopracitata) e la quinta in un 500 (un titolo poche settimane fa ad Ostrava più, ormai l’avete capito, la finale non disputata contro Li in Australia).

In caso di vittoria del titolo, Kontaveit si avvicinerebbe ulteriormente alle WTA Finals: supererebbe infatti Naomi Osaka al decimo posto, piazzamento che la renderebbe la prima riserva in virtù dell’annunciato forfait di Ashleigh Barty. Il distacco dell’estone dal nono posto di Ons Jabeur sarebbe di soli 110 punti, gap teoricamente colmabile raggiungendo la finale in Transilvania la prossima settimana (va detto però che Jabeur sarà la prima favorita a Courmayeur, dove potrebbe incamerare i punti decisivi per volare in Messico). In caso di vittoria domani, poi, Kontaveit eguaglierebbe il proprio best ranking di N.14 WTA.

E. Alexandrova b. [3] M. Sakkari 4-1 rit.

E per la settima edizione consecutiva ci sarà una tennista russa nella finale del 500 moscovita: Maria Sakkari si è infatti dovuta ritirare sull’1-4 del primo set contro Ekaterina Alexandrova, che raggiunge così la terza finale in carriera (sconfitta a Linz 2018 e vittoria a Shenzhen 2020), la prima stagionale e la prima in un 500. Percorso piuttosto particolare quello di Alexandrova, che ha beneficiato dei ritiri di due Top 10 quali Sakkari e, al primo turno, Ons Jabeur; al momento risalirebbe al trentunesimo posto del ranking, ma in caso di vittoria si porterebbe in zona seed negli Slam alla posizione N.31.

La tennista greca, che nei giorni scorsi ha ottenuto la matematica certezza di partecipare alle WTA Finals di Guadalajara per la prima volta in carriera, è rapidamente finita in svantaggio per 3-0, e, dopo aver richiesto un medical time out in cui le sono state misurati i parametri vitali, ha giustamente preferito non rischiare, lasciando il posto in finale all’avversaria. Sakkari è peraltro la giocatrice con più semifinali raggiunte nel 2021, ben sette.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Mosca e degli altri tornei della settimana

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WTA Tenerife, Giorgi sprecona: in finale va Osorio Serrano

Camila va in vantaggio nel primo set e serve per il secondo sul 5-4, subendo in entrambi i casi la rimonta dell’avversaria

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M. Osorio Serrano b. [4] C. Giorgi 6-4 7-5

Finisce in semifinale – e non senza rimpianti – la corsa di Camila Giorgi nel torneo di Tenerife. A frapporsi tra lei e la finale è stata l’omonima Maria Camila Osorio Serrano, giocatrice molto difficile da affrontare soprattutto per una tennista come Giorgi. La colombiana infatti è riuscita ad assorbire i colpi dell’azzurra costringendola col passare del tempo a giocare sempre un colpo in più e finendo col mandarla fuori giri. A pesare sono stati comunque i molti errori di Camila nei momenti più delicati dell’incontro, in particolare quando ha mancato tre consecutive palle del 5-3 nel primo set e poi quando ha subìto il break sul 5-4 del secondo set. Osorio Serrano giocherà dunque la seconda finale in carriera dopo quella vinta nel torneo di casa a Bogotà lo scorso aprile. Nel discorso post partita la colombiana ha scherzato in maniera molto simpatica sull’omonimia con Giorgi: “So che qualcuno di voi stava facendo il tifo per lei, ma visto che abbiamo lo stesso nome ho fatto finta che fossero tutti per me”. La sua prossima avversaria sarò Ann Li che ha dominato Alizé Cornet 6-2 6-1

IL MATCH – L’avvio di match della marchigiana è molto promettente: nel primo game si procura infatti ben cinque palle break (tre consecutive), ma non riesce a sfruttarle. Il suo rendimento alla battuta è ottimo e le permette di trovare diversi punti gratis, mentre Osorio Serrano mostra la solita solidità e intelligenza tattica. Entrambe mantengono una posizione molto aggressiva in risposta sulla seconda dell’avversaria. La partita è decisamente godibile. Sul 2-2, Osorio Serrano avanti 40-15 si fa trascinare ai vantaggi e con un doppio fallo concede ancora palla break, sulla quale Giorgi entra prepotentemente col dritto. L’azzurra avrebbe una mini occasione di aumentare il vantaggio quando si ritrova avanti 4-2 0-30, ma il tutto si risolve in un nulla di fatto. Il set (e probabilmente il match) gira sul 4-3, quando Giorgi perde il servizio da 40-0 in maniera piuttosto sorprendente, commettendo anche un doppio fallo sulla palla break. Sul 5-4 Giorgi sale 40-15, ma ancora una volta subisce il ritorno di Osorio che gioca due ottimi punti e si porta ai vantaggi. Giorgi le dà una bella mano affossando in rete due dritti e permettendole di completare la rimonta.

 

Nel secondo set, Osorio prova a spezzare ulteriormente il ritmo con slice e smorzate intelligenti che effettivamente mettono in crisi Camila. Gli errori dell’italiana aumentano, così come la sua fretta di chiudere i punti, il che non fa altro che fare gioco alla colombiana. Fortunatamente al servizio Giorgi riesce a difendersi con relativo agio e a mantenersi in scia nel punteggio. L’azzurra pesca un paio di risposte profonde sul 3-3 e si procura ben due palle break, senza però riuscire a convertirle. L’occasione persa non demoralizza Camila e anzi sembra scuoterla un po’: nel successivo turno di risposta riesce infatti a trovare il break e si presenta a servire sul 5-4. Al momento di chiudere però commette troppi errori e rimette in carreggiata l’avversaria. Ancora la fretta la tradisce sul 6-5 consegnando a Osorio due match point consecutivi: alla colombiana basta il primo, vinto con l’ennesimo smorzata che costringe Giorgi a una lunga rincorsa in avanti.

Il tabellone completo

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