Roland Garros, favola Krejcikova: è lei la regina di Parigi!

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Roland Garros, favola Krejcikova: è lei la regina di Parigi!

Con appena cinque Slam alle spalle in singolare, la venticinquenne ceca batte Anastasia Pavlyuchenkova in tre set. Domani cercherà il bis in doppio

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Barbora Krejcikova vince il Roland Garros 2021 (Credit: @WTA_insider on Twitter)
 

Barbora Krejcikova ha conquistato il suo primo Slam battendo Anastasia Pavlyuchenkova per 6-1 2-6 6-4 in un’ora e 58 minuti. Incredibile ascesa per la tennista ceca, che è entrata fra le prime 100 giocatrici al mondo solo lo scorso ottobre e suggella così una striscia di 12 vittorie consecutive che l’ha vista trionfare due volte in tre settimane sul suolo transalpino, prima a Strasburgo e poi sul palcoscenico decisamente più importante dello Chatrier. Peccato per Pavlyuchenkova, alla prima finale Slam alla cinquantaduesima partecipazione: la russa ha rimontato un set, ma dalla fine del secondo ha risentito di un problema alla coscia sinistra che ne ha limitato la mobilità per tutto il parziale decisivo.

Krejcikova, che ha trionfato alla sua quinta partecipazione Slam, salirà al quindicesimo posto del ranking, ed è stata premiata dalla connazionale Martina Navratilova; domani giocherà anche la finale di doppio in coppia con Siniakova, cercando una combinata che a Parigi non accade dal 2000, quando a riuscirvi fu Mary Pierce. “La partita è stata molto equilibrata, Anastasia è una grande campionessa”, ha detto durante la premiazione. “Ho sempre sognato di vincere un titolo così, di fronte a grandi campioni del mio Paese come Martina Navratilova e Jan Kodes. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine perché mi danno la forza per lottare su ogni palla, e sono contenta che il mio idolo Justine Henin ora sappia chi sono!” Non è mancata una dedica a Jana Novotna, grande campionessa ceca scomparsa nel 2017 e sua mentore per circa tre anni.

IL PERCORSO

Krejcikova è entrata in Top 50 a marzo grazie alla finale nel WTA 1000 di Dubai contro Muguruza, e al momento è al best ranking di N.33. Ha raggiunto questa finale alla sua quinta partecipazione Slam, ma l’esperienza ad altissimi livelli non le manca in assoluto: ha giocato tre finali Slam in doppio femminile (due vittorie nel 2018 a Parigi e Londra e una finale quest’anno a Melbourne) e tre nel misto (vincendo le ultime tre edizioni dell’Australian Open).

 

La ceca era reduce da una striscia vincente di 11 partite (solo Badosa e Gauff hanno più vittorie su terra di lei nel 2021), avendo vinto il suo primo torneo in carriera a Strasburgo subito prima del Roland Garros, come detto. Durante quest’ultimo ha perso il primo set giocato contro Krystina Pliskova per poi viaggiare spedita fino alla semifinale con vittorie su giocatrici come Svitolina e Stephens. Nel match di giovedì contro Sakkari ha salvato un match point sul 3-5 del terzo set prima di spuntarla per 9-7.

I trascorsi di Pavlyuchenkova sono invece molto diversi, visto che ha raggiunto la sua prima semifinale (e finale) alla cinquantaduesima partecipazione in un Major, come detto, con sei sconfitte ai quarti prima di questo exploit. Fino ai giorni scorsi la carriera della russa era considerata un filino sotto le attese, visti i tre titoli Slam a livello juniores, ma il suo record contro le migliori fa capire che il DNA sia sempre stato da campionessa: ha infatti battuto 37 Top 10, il numero più elevato per una tennista che non abbia mai raggiunto la Top 10.

Il suo best ranking è di N.13 (raggiunto nel lontano 2011), ranking che il Roland Garros 2021 le permetterà di avvicinare: lunedì salirà al N.19. Come la sua avversaria veniva da un gran momento di forma, avendo vinto 10 delle sue ultime 11 partite (ha raggiunto la semifinale a Madrid), e durante le due settimane a Porte d’Auteuil si è visto: ha infatti vinto tre partite al terzo contro avversarie più quotate, servendo un bagel a Sabalenka prima di rimontare Azarenka e la sua partner di doppio Rybakina, continuando a colpire Wawrinkamente senza curarsi dello scorrere del tempo.

I CONFRONTI DIRETTI

Quello di oggi è stato il primo confronto fra le due in singolare, anche se Krejcikova è avanti 2-0 in doppio. Proprio in questa specialità hanno rischiato di incontrarsi in semifinale: Pavlyuchenkova ha perso ai quarti insieme a Rybakina contro Linette/Pera, poi slavate da Krejcikova/Siniakova in semi.

IL MATCH

PRIMO SETKrejcikova è partita con grande nervosismo, perdendo subito la battuta con due doppi falli e cercando principalmente di non sbagliare. In risposta ha invece verticalizzato molto bene, procurandosi una palla del contro-break, ma Pavlyuchenkova l’ha tratta in inganno con uno slice corto. La ceca ha però iniziato ad usare efficacemente il dritto tagliato per aprirsi il campo e spingere, e ha contro-breakkato quando Pavlyuchenkova le ha restituito la svista, giudicando lungo un campanile della ceca.

I colpi liftati e vari di Krejcikova hanno costretto Pavlyuchenkova a coprire molto più terreno, dando sovente alla ceca il comando dello scambio (13 vincenti a 7 Krejcikova nel set, 16-6 negli scambi sopra i quattro colpi). Passata la tensione iniziale, la classe 1995 non ha dato punti di riferimento alla russa, salendo a doppia palla break con una smorzata; Anastasia le ha reso la pariglia per salvare la prima, mentre sulla seconda ha scheggiato un micron di riga con un rovescio lungolinea coraggioso. Due errori di rovescio hanno però dato il 3-1 alla ceca.

La prima di Pavlyuchenkova non ha minimamente disturbato Krejcikova (3/13 con il colpo all’inizio), andando in totale confusione e concedendo lo 0-40 nel sesto game con uno smash in rete. La palla corta l’ha salvata nella prima occasione, ma la profondità del rovescio di Krejcikova l’ha costretta a sbagliare un dritto, mandando Barbora a servire per il set. La russa è riuscita a portarsi 0-30, ma Krejcikova ha trovato due servizi slice perfetti, e ha chiuso il set su una risposta lunga dell’avversaria in appena 31 minuti.

SECONDO SET – Pavlyuchenkova ha cercato di proporre maggiore varietà all’inizio del parziale, sia in termini di direzioni che di ritmi, ma inizialmente la sua difficoltà nel creare punti con il servizio è tornata a manifestarsi. Già nel primo game Krejcikova ha affettato a volontà con lo slice ed è salita a palla break con una risposta vincente di dritto in cross, ma Anastasia si è salvata con uno schiaffo al volo di dritto ed è riuscita a tenere su due rare risposte sbagliate dalla ceca.

A quel punto il match è girato completamente. La russa si è sbloccata, e nel game successivo si è portata sullo 0-30 con due vincenti di dritto (una risposta lungolinea ed un passante incrociato), conquistando la tripla palla break con una smorzata, l’unico colpo che ha funzionato sin dall’inizio. Pavlyuchenkova ha sbagliato due dritti, ma ha poi breakkato con un vincente di rovescio lungolinea. La russa ha trovato molto più spesso la botta al centro da destra, e questo le ha permesso di essere molto più aggressiva con i colpi in uscita dal servizio, soprattutto sulla diagonale di rovescio, dove ha dominato: 4 vincenti senza errori per la russa, 0 vincenti e 5 non forzati per la ceca. Nel sesto game è arrivato l’allungo decisivo: Krejcikova ha salvato due palle break, ma ha poi commesso un doppio fallo regalandone una terza, e non è riuscita a gestire la risposta di Pavlyuchenkova.

Nel finale di set è arrivato il momento che ha forse deciso il match. Krejcikova è riuscita a recuperare il break, contenendo il passivo, ma soprattutto Pavlyuchenkova ha avuto un problema fisico, accusando un dolore alla coscia sinistra. Pesantemente fasciata, la tds N.31 si è messa giustamente a tirare tutte le risposte per muoversi meno, e la cosa le ha inizialmente portato bene: Krejcikova, sotto pressione, ha sbagliato una palla corta, concedendo un set point sfruttato dalla russa con un rovescio vincente.

TERZO SET – Krejcikova si è presa un lungo toilet break, ma una volta tornata in campo è sembrata completamente scollegata, commettendo diversi non forzati a inizio scambio, non riuscendo così a testare la tenuta fisica della sua avversaria. Dopo un primo game negativo, però, la ceca ha iniziato a ritrovare la risposta, pungolando l’avversaria al corpo per due volte e portandosi 15-40 nel terzo gioco con una palla corta di dritto, salendo poi 2-1 e servizio su un doppio fallo della russa. Pavlyuchenkova ha continuato a rispondere bene, però, e si è portata 0-40 nel gioco successivo: Krejcikova si è salvata prima con smorzata-lob e poi con un bellissimo contropiede bimane, ma ha ceduto quando la russa ha intelligentemente alzato la traiettoria per poi chiudere con lo sventaglio.

Con il passare dei minuti, però, Pavlyuchenkova è calata visibilmente, forse risentendo dell’infortunio: è riuscita a ritrovare la velocità con la prima, usando tre servizi vincenti per tirarsi fuori da un 15-30 nel quinto gioco, ma nel turno successivo è stata molto lenta in uscita dal servizio, concedendo il break a zero su due vincenti, uno per parte, di Krejcikova.

La ceca è sembrata ritrovare l’equilibrio interiore, e ha rintuzzato l’aggressività in risposta dell’avversaria con i lungolinea: tenuto il servizio, si è portata a due punti dal match con un vincente di dritto, ed è salita a doppio match point con uno splendido rovescio incrociato che è schizzato sulla riga. Pavlyuchenkova ha controllato bene il primo a partire da un buon servizio al centro, mentre sulla seconda Krejcikova ha messo lunga una risposta su una seconda non irresistibile. Sul proprio servizio, Barbora si è portata a due punti dal titolo con un bello scambio in manovra, e si è procurata due championship point con un dritto inside-in dopo aver costretto la russa a staccare la mano in allungo verso sinistra. Ha commesso un doppio fallo sul primo, ma sul secondo Pavlyuchenkova ha messo appena lungo un rovescio, chiudendo la partita.

I NUMERI DELLA VITTORIA

Krejcikova è la terza unseeded a vincere a Parigi dopo Swiatek ed Ostapenko, e la prima ceca a vincere a Parigi da Mandlikova (all’epoca cecoslovacca) nel 1981; Navratilova ha vinto il titolo quando era già cittadina americana. Per lei è il secondo titolo della sua carriera alla quarta finale: fino ad un mese fa non ne aveva mai vinto uno. Krejcikova è la diciottesima giocatrice in attività a vincere uno Slam, la sesta campionessa consecutiva del Roland Garros a conquistare il suo primo Major qui a Parigi.

Il tabellone aggiornato del Roland Garros 2021

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WTA Parma: Sakkari pronto per il doppio turno non sbaglia la partenza, finale contro Sherif

Sesta finale della carriera per la n. 7 WTA, la terza del 2022 dopo San Pietroburgo e Miami. Maria andrà alla ricerca del secondo alloro, il primo arrivò a Rabat 2019. Sfiderà l’egiziana N.74

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Maria Sakkari - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[1] M. Sakkari b. D. Kovinic 7-5 6-2

Il sole è tornato a splendere più forte che mai. E’ questa la grande notizia della mattinata emiliana, per gli organizzatori del Parma Ladies Open, che dopo essere stati costretti a cancellare l’intera giornata di ieri causa maltempo e precipitazioni a dirotto; oggi possono finalmente tirare un sospiro di sollievo perché il clima pare aver compreso la situazione straordinaria del torneo romagnolo, dimostrandosi clemente. Infatti, ulteriori rinvii e posticipazioni non sarebbero state accolte col sorriso, poiché questo avrebbe significato ulteriori salti mortali per completare l’evento. Quindi, per fortuna basta e avanzano i doppi turni.

Sarà forse proprio per questa certezza, qualora avesse fatto sua la semi, di sapere di dover riscendere in campo per giocarsi il titolo nel pomeriggio – attorno alle 18:00 – che la favorita numero uno Maria Sakkari è riuscita per una volta in questa settimana a partire con il piede giusto, salvo poi perdersi e ritrovarsi. Tutto questo nell’arco nel primo parziale, insomma nel perfetto stile della 27enne di Atene. L’aver resistito al momento di difficoltà senza farsi travolgere definitivamente, le ha permesso di acquisire quella fiducia necessaria per dominare il secondo parziale imponendosi sulla montenegrina Danka Kovinic per 7-5 6-2 in 1h32′.

 

Ora l’obbiettivo per l’ex n. 3 del mondo è chiarissimo, mettere in bacheca il secondo titolo della carriera dopo quello, sempre conquistato su terra, a Rabat nel 2019. La greca sembra essersi ritrovata in Italia, sarà stato l’incontro con il proprio idolo Gigi Buffondel quale ha dichiarato, di imitare le gesta in allenamento parando a rete come il grande portiere campione del mondo nel 2006 – a rivitalizzarla; ma sta di fatto che ha ritrovato un quarto di finale dopo oltre tre mesi e ha aggiunto una vittoria al suo non invidiabile record di 6-16 nelle semifinali disputate sul Tour mondiale. Adesso, inoltre, dopo aver centrato la terza finale stagionaleSan Pietroburgo in febbraio, e quella al WTA 1000 di Miami in marzo: entrambe perse, per mano di Kontaveit e Swiatek -, ha voglia di migliorare un altro record personale, non proprio brillante, che la vede 1-4 negli ultimi atti del circuito maggiore.

IL MATCH – In totale contro tendenza, con quanto fatto vedere nell’intera settimana emiliana – nelle sue tre precedenti partite ha sempre perso il primo set, per poi puntualmente mettere a segno la rimonta -, Sakkari ha un avvio di incontro perfetto: parziale di 12 punti a 3 per la tennista greca, e così il 3-0 “pesante” nello score è presto servito. Al contrario inizio peggiore non poteva esserci per Kovinic, un approccio alla sfida a dir poco da incubo. La 27enne montenegrina infatti, si dimentica la prima negli spogliatoi facendo registrare nei suoi primi due turni di servizio, un deludente 25% per quanto riguarda la resa della prima palla (1/4); inoltre non contenta non è riuscita a racimolare neanche un quindici quando ha dovuto servire la seconda (0/5).

In questi primi scampoli di match, si ammira una versione della 27enne ateniese assolutamente centrata, certamente per ora la migliore della sette giorni in quel di Parma. Maria non lascia mai, in nessun caso, l’iniziativa all’avversaria comandando a spada tratta ogni singolo scambio: in particolar modo a far decisamente male è il suo dritto dal centro, con cui decide da quale lato del campo la n. 78 WTA debba incominciare a fare il tergicristallo in difesa. Tuttavia, e non sorprende più di tanto conoscendo la solita tenuta ondivaga della n. 1 del seeding – specialmente in una stagione con più ombre che luci -, all’improvviso l’interruttore della luce dell’ex n. 3 del ranking si spegne fragorosamente. In verità in un periodo di crisi energetica, con le bollette incontrollabili, come quello che stiamo vivendo non sarebbe una cattiva notizia; ma certamente non era né il momento giusto per farlo né ovviamente era questa l’intenzione della semifinalista del Roland Garros 2021. Tant’è comunque: contro filotto di Danka, che vince quattro giochi consecutivi portandosi in vantaggio sul 4-3 e mettendosi finalmente alla testa della contesa.

14 punti a 6 per la nativa di Cettigne, un parziale che ribalta completamente l’inerzia del duello. Sul piano tattico è cambiato poco, ma tanto basta per modificare le dinamiche dello scontro. Prima di tutto è salito il rendimento della battuta montenegrina, tuttavia era abbastanza irrealizzabile pensare che l’ex n. 46 al mondo potesse mantenere i numeri citati in precedenza per la durata complessiva del confronto. Statistiche che ovviamente fanno riflettere maggiormente sull’inizio del match, dove di certo Sakkari ha giocato esprimendo un livello alto ma è pur vero che è stata notevolmente avvantaggiata dal – praticamente – assente fondamentale di avvio gioco dell’avversaria. Ma se si vuole realmente scovare ciò che ha mandato in tilt la giocatrice ellenica, è stata una palla corta eseguita nel quarto game; sulla quale Danka si è superata con un recupero eccezionale.

Dunque perché allora la n. 7 WTA è andata in bambola, quando i meriti dell’altra erano di gran lunga superiori ai suoi demeriti in questo specifico punto? E’ facile, non appena una come Maria esce dalla sua confort zone di picchiatrice da fondo campo, e non ottiene ciò che sperava, non può che piantarsi e smarrire, oltre che la fiducia nel rigiocare nuovamente una variazione di quel tipo, anche le certezze nei suoi punti di forza. Brava però Kovinic, che acuisce le insicurezze altrui mediante l’utilizzo di colpi più arrotati, ma soprattutto alzando decisamente la traiettoria delle proprie esecuzioni: ciò provoca conseguentemente diversi non forzati della semifinalista dello US Open 2021, rispetto ad una prima parte di match in cui era infallibile.

Conosciamo però questo sublime, ma allo stesso tempo maledetto sport, basta un’inezia per rimescolare ancora ed ancora i rapporti di forza di una partita. Quello che bisognare fare è saper resistere, reggere l’urto della mareggiata quando arriva, e aggrapparsi come delle sanguisughe a qualunque appiglio. E’ Sakkari rispetta alla lettera questo diktat, affidandosi al suo servizio. Grazie alla battuta riesce a tenersi in vita, riacquistando a poco a poco la fiducia persa. Seguendo questo percorso, l’ateniese ritrova d’incanto il proprio tennis e potendo nuovamente contare su di un dritto, che frulla meravigliosamente breakka incredibilmente nell’undicesimo game; per poi andare ad appore il sigillo qualche istante dopo per il 7-5 (55 minuiti).

Ora sembra essere stati catapultati, tramite improba macchina del tempo, ai primi game della partita dove Maria faceva il bello ed il cattivo tempo. Allora Kovinic comprende che, continuando su questa scia ci sarebbe ben poco per lei da raccogliere. Così con coraggio e spavalderia inizia a prendere la rete, cancella una palla break in apertura di parziale che aveva sentore di match point, e si salva evitando di dover subito rincorrere. Ma oramai la strada è stata tracciata, nel terzo game grazie ad un moto d’orgoglio evita ancora – per la seconda volta, seppur solo ai vantaggi senza concede break point – di mandare la n. 1 del tabellone in vantaggio. Tuttavia al terzo tentativo l’inevitabile si manifesta. Sakkari allunga, perciò, sul 3-2 confermando poi prontamente per il 4-2. Danka non c’è più in campo e, attraverso una striscia di quattro game consecutivi – dal 2-2 – concede all’ex n. 3 del ranking di potersi giocare la sesta finale della carriera; la terza del 2022: l’ultima persa a Miami contro Swiatek.

[6] A. Bogdan b. M. Sherif 4-6 6-3

IL MATCH – Nella seconda semifinale, quella della parte bassa, si affrontano per la prima volta la tds n. 6 Ana Bogdan e l’egiziana Mayar Sherif. La 29enne rumena, reduce dal derby vinto nei quarti contro Irina Camelia Begu, si aggiudica la frazione d’apertura per 6-4 dopo 53 minuti di gioco. Un primo set veramente duro sul piano della richiesta fisica, ma anche per quanto riguarda il dispendio delle energie mentali, per le giocatrici: basti pensare che per completare i primi due game della partita sono stati impiegati 10 minuti esatti, mentre per raggiungere la prima metà del parziale – sul 3-3 – ben 33 giri di lancette. Tuttavia vi è stata un’assoluta dominatrice del parziale inaugurale, almeno in termini di occasioni costruite in ribattuta, e questa è stata la 26enne del Cairo. Mayar ha avuto chance di break già nel primo gioco dell’incontro, partendo a razza e issandosi immediatamente sullo 0-40. Ma Ana, con grande forza di volontà, è riuscita rialzarsi dalle sabbie mobili di un game che avrebbe potuto segnare in maniera indissolubile il resto della frazione. I problemi per la n. 53 WTA però, come detto, non sono terminate qui: ha sofferto anche sul 1-1, essendo costretta ai vantaggi, per capitolare definitivamente nel sempre dirimente settimo “malefico” turno di servizio della contesa. Lo strappo si è rivelato decisivo, visto che la n. 74 del ranking ha chiuso poco istanti dopo. A delineare realmente la differenza, è stata la leggera superiorità in termini di efficacia della battuta egiziana rispetto a quella rumena: 71% contro il 67% di trasformazione con la prima, ma soprattutto il 63% di realizzazione con la seconda al cospetto del solo 50% dell’avversaria. E questi numeri sulla seconda di servizio, inevitabilmente, si ripercuotono anche sulla efficienza delle ribattute a questo fondamentale: Bogdan raccoglie solo il 38% dei punti rispondendo alla seconda, mentre il 50% (6/12) di Sherif è il dato che veramente ha cambiato le carte in tavola.

La partita è molto piacevole da guardare, sicuramente sta offrendo maggiori spunti tecnici rispetto alla prima semifinale dove le protagoniste se le sono date di santa ragione da fondo senza mostrare qualche tipo di variazione con una certa costanza. Invece in questo incontro di giornata, entrambe le giocatrici in campo non disdegnano di prendere la rete o di eseguire puntuali drop-shot per sorprendere la diretta contendente. Anche il secondo set si rivela una vera battaglia agonistica, a livello di chilometraggio addirittura più dura. Se nella precedente frazione erano stati impiegati poco più di 30 minuti, per giungere sul 3-3; in questo caso mezz’ora serve solo per portare lo score sul 2-2. Due i game maratona, colpevoli di questa durata prolungata: il secondo da 12 punti e due palle break cancellate dall’egiziana; il quarto con ancora Mayar a vedere i sorci verdi, in questa situazione la bellezza di 16 punti giocati. Ma la giocatrice africana, mai doma, frantuma tutte e cinque i break point concessi. Sempre di ripercorrere quanto visto nella frazione inaugurale, ma a parti invertite. La 29enne di Sinaia continua a costruirsi opportunità a pioggia, e dopo essersi salvata per l’ennesima volta sul 3-3 ad oltranza cade nell’ottavo gioco. L’ex n. 59, non si fa sfuggire l’occasione tanto sudata, e non perdona: 6-3 in 54 minuti. Si va la terzo. Un set vinto grazie ad un innalzamento sensibile del rendimento del proprio servizio da parte dell’ex n. 59 WTA – che comunque vada rientrerà in Top 50 -, e pari merito un contestuale calo di quello avversario: 70% di prime contro il 68%, soprattutto l’88% di punti vinti con la prima (64% per Sherif). Tuttavia più di tutto a creare il vuoto, tra le due, l’86% di concretizzazione con la seconda contro un misero 31%, infatti la tds n. 6 si è intascata il 69% rispondendo alla seconda, al contrario della nativa della città che sorge sul Nilo che ha raccolto un punto ribattendo la seconda altrui (1/7; 14%). Non è che sia andata meglio per Sherif sulla prima, anzi, ha vinto solo il 13% (2/16) in risposta.

Nel terzo set battaglia infinita: dopo break e controbreak nel terzo e quarto gioco, si arriva alla stretta finale con 3 game fiume dopo il 3 pari: Bogdan però chiamata a servire per restare nel match sul 4-5 cede il servizio a zero, lanciando l’egiziana verso la sua seconda finale nel Tour.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA 2022

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Fiori d’arancio per Roberto Dell’Olivo e Marta Magni

Convolano oggi a nozze i due fotografi collaboratori di Ubitennis. Loro foto sono state pubblicate su questo sito e su le principali testate italiane

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Roberto Dell'Olivo, Ubaldo Scanagatta e Luca Baldissera

Siamo lieti di dare notizia del matrimonio tra Roberto Dell’Olivo e Marta Magni, due fotografi di grande qualità e altrettanto grande passione per il tennis che hanno collaborato e collaborano attualmente con Ubitennis. Le nozze oggi 1° ottobre a Todi.

Sono innumerevoli gli eventi seguiti in veste di fotografo da parte di Dell’Olivo: dai tornei del Grande Slam agli scontri di Coppa Davis, passando per i vari eventi ATP e WTA. Decine e decine di tornei. Le foto di Roberto hanno fatto il giro del mondo e sono state pubblicate dai principali quotidiani d’Italia e non solo da Ubitennis che ne ha forse battezzato i primi passi tanti anni fa. Proprio quest’anno, al Rolex Monte-Carlo Masters, a Roberto è stato assegnato il primo premio del concorso fotografico relativo al torneo del 2019, riconoscimento che certifica la sua spiccata dote artistica nel suo ruolo di fotografo. Il premio è stato conegnat con ritardo a causa del COVID che aveva cancellato un’edizione del torneo. Dunque felicitazioni da parte di tutta la redazione di Ubitennis per il matrimonio tra Marta e Roberto.

E a questo punto una domanda sorge spontanea: ad un matrimonio tra due fotografi, chi mai potrà prendersi la responsabilità di fare il fotografo nuziale?

 

Io posso solo dire che sono molto riconoscente nei confronti di Roberto Dell’Olivo che ha cominciato a collaborare con Ubitennis tanti anni fa, ma pubblicando foto anche per La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, accomunando la sua grande passione per il tennis a quella per fotografia e dotandosi di apparecchiature fotografiche sempre più sofisticate. Roberto si è creato all’interno della Ubitennis community tanti amici, e non solo partecipando ad alcuni Ubiday celebrati nella mia casa di Firenze fino a quando la pandemia non ce lo ha impedito. Ma riprenderemo quanto prima l’antica tradizione. E conto di avere insieme a Roberto sua moglie Marta che, conosciuta nel corso di alcuni tornei challenger (nella sua Todi e altrove) dove esercitava il suo lavoro di fotografa (con la stessa passione per il tennis di Roberto), è sbocciato l’amore che oggi li unisce in matrimonio. Ai due coniugi vanno i miei affettuosissimi auguri personali e quelli di tutta la redazione in cui Roberto negli anni ha conquistato tante meritate amicizie.

Luca Baldissera, Vanni Gibertini, Ubaldo Scanagatta e Roberto Dell’Olivo – Australian Open
Roberto Dell’Olivo, Ilvo Vidovich e Michelangelo Sottili
Roberto Dell’Olivo al centro, con i giornalisti di Ubitennis Ilvo Vidovich e Antonio Garofalo
Alain Manigley e Roberto Dell’Olivo, premiazione fotografi – Montecarlo 2022

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Djokovic e Swiatek stelle della World Tennis League, esibizione di lusso

Oltre al serbo e alla n.1 al mondo, protagonisti anche Zverev, Kyrgios, Aliassime, Sabalenka, Halep e altri. A Dubai dal 19 al 24 dicembre

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Coca-Cola Arena, Dubai

La stagione non è ancora finita ma già le principali città del Medio Oriente stanno programmando le esibizioni che accompagneranno tennisti e fan verso la trasferta australiana che inaugurerà la stagione 2023. Se negli Emirati un appuntamento classico è quello di Abu Dhabi, con il Mubadala World Tennis Championships, che ha visto trionfare lo scorso anno Rublev, quest’anno vi è un altro emirato che punta ad avere tutti i riflettori puntati. Infatti, chi sembra non volersi porre limiti nell’attrare il meglio del tennis mondiale sia maschile sia femminile sono gli organizzatori di Dubai, che dal 19 al 24 dicembre, porteranno negli Emirati 16 top player per un evento ribattezzato World Tennis League.

L’evento si svolgerà alla Coca-Cola Arena e offrirà match sia di singolare sia di doppio misto, che si giocheranno al meglio dei tre set, con il super tie-break a 10 punti che sostituirà il terzo set. La lista degli otto uomini al via vede come nome più rilevante quello di Novak Djokovic. L’elenco delle otto donne presenti a Dubai sarà guidato dalla numero 1 al mondo Iga Swiatek.

Gli otto uomini che saranno presenti a Dubai saranno i seguenti: Novak Djokovic, Alexander Zverev, Felix Auger-Aliassime, Dominic Thiem, Grigor Dimitrov, Nick Kyrgios, Rohan Bopanna e Gael Monfils.
Le otto rappresentanti del tennis femminile oltre alla già citata Swiatek saranno, invece, Anett Kontaveit, Paula Badosa, Aryna Sabalenka, Simona Halep, Elena Rybakina, Bianca Andreescu e Sania Mirza.

 

Il format del torneo vedrà i 16 giocatori divisi in quattro team ognuno composto da quattro atleti e la definizione delle squadre avverrà per mezzo di un sorteggio che si svolgerà il prossimo primo novembre. Il pubblico presente a Dubai potrà assistere ad un numero significativo di match, assicurati dal formato round robin. Le due migliori squadre si affronteranno il 24 dicembre per determinare il team vincitore della World Tennis League. Evento che sarà un’unione tra tennis e musica. I possessori dei biglietti potranno assistere a concerti di diversi artisti di livello mondiale, con la presenza assicurata dei due DJ olandesi, Tiesto e Armin Van Buuren.

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