Challenger, Alex Bolt vince a Nottingham: avrà una wild card per Wimbledon

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Challenger, Alex Bolt vince a Nottingham: avrà una wild card per Wimbledon

Mager fuori a sorpresa nella semifinale di Prostejov, mentre De Jong vince il suo primo Challenger e Moraing festeggia il compleanno a Forlì

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Alex Bolt - ATP Challenger Nottingham 2 2021 (via Twitter, @ATPChallenger)

Al Challenger 100 di Prostejov il nostro Gianluca Mager esce contro lo slovacco Alex Molcan (N.180 ATP). Purtroppo il punteggio è stato talmente netto (6-1 6-3) da non lasciare spazio ad alcuna recriminazione. Peccato perché il sanremese aveva una buona occasione per mettere in bacheca il secondo titolo stagionale (dopo Marbella in aprile), anche se Molcan, pur senza essere un fenomeno, è un giocatore insidioso, come può confermare Lorenzo Musetti che in febbraio a Gran Canaria sperimentò la stessa medicina – poche settimane fa, Alex ha peraltro raggiunto la finale contro Djokovic all’ATP 250 di Belgrado 2 (dove non ha affatto sfigurato). Giunto all’ultimo atto, il mancino slovacco (nuovo best ranking al N.158 ATP) aveva forse esaurito la carica nervosa e così, pur lottando con orgoglio per tutto il primo set, è stato costretto a cedere 7-6 (1) 6-3 alla maggior forza di Federico Coria (n.103 ATP). Per l’argentino è il secondo Challenger in carriera dopo Savannah 2019. Con questo successo rientra in Top 100 (precisamente al N.89), anche se pensiamo che difficilmente potrà migliorare, perché i 29 anni già compiuti non sembrano concedergli la chance di centrare un obiettivo finora mai raggiunto.

Al Challenger 125 di Nottingham vince l’australiano Alex Bolt (N.195 ATP) che non parte benissimo contro il polacco Kamil Majchrzak (N.112 ATP) ma poi riesce a far valere la sua maggiore abitudine all’erba e, grazie anche ai suoi 12 aces, porta a casa (4-6 6-4 6-3) il terzo trofeo in carriera, dopo le due vittorie in Cina nel 2014 e 2018. Questa però ha delle connotazioni molto più prestigiose, visto che si tradurrà in una wild card per il tabellone principale di Wimbledon, dove il ventottenne mancino ha giocato un solo match in carriera, perdendo all’esordio nel 2018. Doppia beffa per Majchrzak, che sarà costretto a giocare le qualificazioni per i Championships, ancorché da prima testa di serie – è andato ad un set e/o un infortunio di un Top 100 dall’accesso diretto.

Mats Moraing batte in rimonta il francese Quentin Halys (N.219 ATP) 3-6 6-1 7-5 e vince il Challenger 80 di Forlì, sollevando il suo terzo trofeo in carriera dopo Koblenz 2018 e Amersfoort 2019. Non era certo la finale più attesa né il tedesco giocatore più pronosticato, ma Moraing è stato bravo a sfruttare le opportunità che il tabellone gli  ha offerto e, in tutte le sue partite, ha lottato su ogni palla per superare i momenti di difficoltà. Come gli è capitato anche in finale quando è riuscito a ribaltare l’inerzia del match, che sembrava tutta a favore di Halys, soprattutto nel set decisivo quando, servendo sul 4-5, si è trovato a dover fronteggiare due match point consecutivi.

 

È stato bravo allora ad aprire il campo prima col servizio e poi col suo diritto mancino anomalo, per poi approfittare del momento di confusione del francese che si fa strappare il servizio, concedendo un vantaggio decisivo a Moraing che chiude, quasi incredulo, al secondo match point. Il tedesco ha avuto di più dal servizio, ottenendo tre break a uno, contro un avversario che proprio nel servizio ha il suo colpo migliore. Moraing festeggia così nel modo migliore, con un giorno di anticipo, il suo 29esimo compleanno, recupera qualche posizione in classifica risalendo al n.213 ATP e fa professione di modestia “È stata una grande battaglia, e probabilmente Halys aveva meritato anche più di me”.

Soddisfatto anche patron Marchesini, felicissimo per il ritorno del pubblico sugli spalti: “Una cosa importante, non solo per i giocatori ma anche per noi organizzatori, è un segnale di come le cose stiano tornando alla normalità. Adesso appuntamento a Perugia e Todi a inizio luglio”.

Ad Almaty il secondo Challenger 80 disputato nella località kazaka vede la vittoria di Jesper de Jong, che batte 6-1 6-2 in un’ora esatta il cileno Marcelo Tomas Barrios Vera (N.232 ATP, ora 210 col nuovo best ranking). È la prima vittoria Challenger per il 21enne olandese che guadagna 59 piazze e migliora anche il proprio best ranking alla posizione N.260.

Lo spagnolo Carlos Taberner (N.134 ATP) vince la finale del Challenger 125 di Aix-en-Provence superando facilmente (6-2 6-2) in nemmeno un’ora di gioco il 25enne padrone di casa Manuel Guinard (N.301 ATP). Se la finale è stata facile, in realtà Taberner la vittoria se l’era meritata in semifinale, battendo in tre combattuti set la grande promessa francese Kyrian Jacquet (N.430 ATP, salito di ben 93 posizioni fino alla 337 grazie a questo exploit). Il ragazzo ha appena compiuto vent’anni e siamo sicuri che ne risentiremo parlare.

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ATP Challenger: a Lussino, Cecchinato si ritira prima della finale e trionfa Taberner

Il siciliano, costretto al forfait per un problema fisico, riesce comunque a rientrare in top 100. A Buenos Aires, Luciano Darderi vince il torneo di doppio

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Marco Cecchinato - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Marco Cecchinato, a causa di un problema al gomito, non è riuscito a giocare la finale del Challenger 80 di Lussino (Croazia, terra battuta), lasciando la vittoria allo spagnolo Carlos Taberner. L’ha costretto al forfait una forte epicondilite (Questa mattina non riuscivo nemmeno a sollevare la tazzina del caffè. Devo per forza fermarmi e chiudere qui questa stagione, ha affermato l’azzurro), probabilmente aggravata da un sovraffaticamento dovuto al doppio impegno di sabato quando Ceck ha dovuto giocare ben due incontri, per colpa del maltempo che aveva fatto saltare la sessione del giorno prima. Prima la vittoria sul francese Mathias Bourgue (n.228 ATP) dopo oltre due ore di gioco col punteggio di 6-0 2-6 7-5, poi quella sul bosniaco Nerman Fatic 7-6(6) 6-2 in un incontro tutt’altro che scontato. In totale quattro ore di gioco che, come visto, hanno poi presentato un conto molto salato.

Buon per Taberner che alza così il suo quarto trofeo ed entra, per la prima volta in carriera, in top 100, esattamente al n.93. Cecchinato, pur rimanendo fermo a cinque vittorie Challenger (l’ultima a Santiago nel 2018), si consola guadagnando nove posizioni in classifica e risalendo al n.95 ATP, centrando così quello che in fin dei conti era il suo vero obiettivo di questa settimana.

Si era fermato in semifinale Alessandro Giannessi che, costretto pure lui a due match consecutivi, prima ha superato Raul Brancaccio 6-3 6-7(6) 6-1, sprecando però un match point sul 6-5 del secondo parziale e altri tre nel tie-break. Costretto al terzo set, ha così sprecato energie importanti che poi gli sono mancate in semifinale. Infatti contro Taberner è partito forte andando a condurre 3-1, poi gli è finita la benzina e il 6-4 6-3 finale è stato quasi inevitabile. Andrea Arnaboldi nei quarti non aveva offerto grande resistenza (6-2 6-0) allo stesso Carlos Taberner (sempre lui, vero giustiziere degli italiani in questo torneo croato) che, dall’alto della sua classifica, partiva certo favorito ma che il match potesse finire in soli 50 minuti non ce l’aspettavamo proprio.

Al Challenger 80 di Buenos Aires (terra battuta) il padrone di casa Sebastian Baez ha battuto nettamente (6-4 6-0) in poco più di un’ora il brasiliano Thiago Monteiro (n.97 ATP) che probabilmente è arrivato un po’ scarico alla finale dopo un torneo per lui durissimo che lo ha costretto per ben tre volte al parziale decisivo. Poi è chiaro che perdere con Baez ci sta eccome, se consideriamo che il quasi sosia di Diego Schwartzman (sono connazionali, alti entrambi 1,70 e molto simili nella gestualità) ha disputato una stagione straordinaria con quattro vittorie Challenger e tre finali. Grazie a questo successo Baez stabilisce il suo nuovo best ranking alla posizione n.112 e la top 100 non sembra molto lontana.

Nel torneo di doppio c’è stata la bella sorpresa della vittoria del 19enne italo-argentino Luciano Darderi che, in coppia con il coetaneo Juan Bautista Torres, ha battuto 7-6(5) 7-6(10) gli argentini Hernan Casanova e Santiago Rodriguez Taverna (che curiosamente aveva già perso contro di lui in singolo la finale del Future di Monastir). Per il teenager italo-argentino è la prima vittoria a livello Challenger e, raggiunto telefonicamente grazie alla collaborazione di Valerio Ridolfi, ci ha detto: “Giocare in casa, davanti ai propri genitori, è stata un’esperienza fantastica. Soprattutto considerando che sono entrato in tabellone solo all’ultimo momento. Adesso spero di poter giocare i Challenger anche in singolo, ma sono consapevole di come la strada sia lunga e difficile“.

A Bogotà la finale dell’altro Challenger 80 sudamericano (terra battuta) se la sono giocata l’austriaco Gerald Melzer (n.421 ATP ma n.68 nel 2016 prima che un grave infortunio ai legamenti della caviglia lo costringessero ad uno stop di due anni) e l’argentino Facundo Mena (n.234 ATP). Al termine di un incontro tormentato dalla pioggia e più volte rinviato, ha vinto Melzer 6-2 3-6 7-6(5). Per il 31enne austriaco è l’ottavo successo Challenger (l’ultimo era stato nel 2017 a Guayaquil), certo niente di memorabile in confronto a quello che ottenne il fratello Jurgen, che fu anche top 10, ma una buona base per regalarsi un soddisfacente ultimo scorcio di carriera.

 

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Molto bene gli italiani al Challenger 80 di Lussino

Sono quattro gli azzurri che raggiungono i quarti nel torneo croato, Giannessi, Arnaboldi, Brancaccio e un nervosissimo Cecchinato

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Marco Cecchinato - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Altra grande settimana per il tennis italiano che piazza ben quattro atleti nei quarti di finale del Challenger 80 di Lussino, Losinj in croato (la splendida isola situata nella parte meridionale dell’arcipelago del Quarnaro). Davvero un ottimo risultato se pensiamo che gli azzurri al via erano solo cinque e che l’unico eliminato (Franco Agamenone) è caduto nel derby contro Giannessi.

Cominciamo da Marco Cecchinato che, dopo una stagione non troppo positiva, sta cercando in questi ultimi tornei Challenger quei punti che gli servono disperatamente per rimanere in Top 100 (al momento in cui scriviamo è N.104). Ma non lo fa con animo sereno come ha purtroppo dimostrato nel primo turno quando, durante il match contro il modesto Lopez San Martin (N.341 ATP), si è reso protagonista di un episodio veramente spiacevole. Sul 5-5 del primo set lo spagnolo ha servito un ace all’incrocio delle righe e Ceck, indicando polemicamente l’avversario, ha iniziato a lamentarsi ad alta voce dicendo “Mi prende anche per il culo, questa sega“. Forse l’arbitro non ha capito e quindi non ha preso provvedimenti, noi che invece abbiamo capito benissimo vorremmo ricordare all’azzurro che se non è stato capace di confermare i livelli stellari del 2018 non è certo per colpa del malcapitato Lopez San Martin. Certo, comprendiamo benissimo che giocare sul Centrale parigino contro Djokovic sia molto più gratificante, ma questa non è giustificazione sufficiente.

Comunque sia, portato a casa l’incontro con un doppio tie-break, il siciliano ha dovuto sudare non poco anche al turno successivo in cui ha avuto la meglio sul padrone di casa Nino Serdarusic (N.244 ATP) col punteggio di 6-7(4) 7-6(4) 6-1. Ora lo attende il bombardiere francese Mathias Bourgue (N.228 ATP), contro cui parte leggermente favorito.

 

Bravissimo Alessandro Giannessi che, nonostante i problemi al gomito che lo tormentano da un po’ di tempo, ha eliminato prima il veterano olandese Robin Haase col punteggio di 7-6(4) 7-5 e poi l’italo-argentino Franco Agamenone, che ha resistito stoicamente per oltre due ore e mezza ma alla fine è stato costretto alla resa 7-6(7) 3-6 6-1. Agamenone nel primo set ha recuperato dal 2-5 per poi avere anche due set point nel tie-break. Nel secondo parziale ha pareggiato i conti ed è anche sembrato in controllo, senonché nel set decisivo si è letteralmente sciolto, confermando di essere arrivato a questo finale di stagione con la spia della riserva accesa.

Ai quarti anche Raul Brancaccio che, senza troppi clamori, replica il risultato già ottenuto a Napoli, Forlì e Oeiras. Eliminati il turco Ergi Kirkin (N.303 ATP) e lo spagnolo Carlos Gimeno Valero (N.301 ATP), nei quarti lo aspetta il derby con Giannessi.

Ultimo a qualificarsi Andrea Arnaboldi, che batte nell’ordine Jay Clarke (N.194 ATP e settima testa di serie) e il ceco Jonas Forejtek (N.316 ATP), in entrambi i casi in tre set. Adesso lo attende lo spagnolo Carlos Taberner (N.111 ATP) che, dall’alto della sua seconda testa di serie, parte favorito. Ma, come già più volte detto, al tennista milanese non mancano certo i mezzi per confezionare una piccola sorpresa.

Nessun italiano in gara negli altri due Challenger 80 (entrambi su terra battuta) che si disputano questa settimana in Sudamerica, a Bogotà e Buenos Aires. Anche questi tornei si sono allineati ai quarti nel corso della notte tra giovedì e venerdì.

Grandi sorprese negli ottavi colombiani, dove sono caduti i primi due favoriti, il colombiano Daniel Elahi Galan Riveros (N.107 ATP out contro Gerald Melzer, fratello minore di nove anni del ben più blasonato Jurgen) e il tedesco Daniel Altmaier (N.110 ATP, battuto dal canadese Alexis Galarneau in tre). Il seed più alto rimasto in gioco è il quinto, vale a dire l’argentino Facundo Mena (N.234 ATP), ma se dovessimo esporci alle sabbie mobili dei pronostici indicheremmo il colombiano Nicolas Mejia (N.286 ATP), che quest’anno è già arrivato due volte in finale (Orlando e Salinas).

A Buenos Aires, invece, ben sette degli otto favoriti hanno raggiunto i quarti, ed è inevitabile indicare le prime due teste di serie, Thiago Monteiro (N.92 ATP e fresco vincitore a Braga) e Juan Manuel Cerundolo (N.102 ATP). In terra argentina la mina vagante è la settima testa di serie Sebastian Baez (N.124 ATP), il quale in stagione vanta già tre vittorie e tre finali. Un po’ in calo di condizione invece Francisco Cerundolo (il fratello maggiore di Juan Manuel) che è a secco dal Challenger di Cordenons. Ma il talento per sorprendere non gli manca di certo: il suo prossimo avversario sarà un altro “fratello d’arte”, vale a dire l’uruguagio Mario Cuevas.

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Tallon Griekspoor trionfa ad Ercolano e conquista il suo sesto Challenger stagionale

L’olandese bissa il successo di Napoli ed eguaglia il recente record di Benjamin Bonzi. Rivincita italiana in doppio con Marco Bortolotti

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Tallon Griekspoor con il trofeo della Vesuvio Cup (Photo Courtesy of the Tournament)

Sul centrale dello Sporting Poseidon l’olandese Tallon Griekspoor vince facile (6-3 6-2) la finale del Challenger 80 di Ercolano (terra battuta) contro il sorprendente Alexander Ritschard, proveniente dalle qualificazioni.

Troppo rapido Griekspoor e troppo veloce la sua palla: l’82% di punti sulla prima contro il 52% dell’avversario hanno partorito quattro break contro nessuno, raccontando in maniera esauriente un match che si è concluso in poco più di un’ora. Ritschard, americano di origini svizzere, aveva evidentemente ormai finito la sua dotazione di miracoli, perché altrimenti non possono definirsi le sue vittorie nei turni precedenti contro Agamenone, Moroni e Hanfmann.

Griekspoor da parte sua ha visto aprirsi davanti a sé il tabellone come Mosè sul Mar Rosso, complicandosi appena un attimo la vita nei quarti contro il francese Manuel Guinard, l’unico che è riuscito a strappargli un set. Ma, tutto sommato, la sua è stata una settimana abbastanza rilassante che gli ha regalato la sesta vittoria Challenger in stagione, permettendogli così di eguagliare il record appena stabilito da Benjamin Bonzi. E sei vittorie in un anno sono evento assai raro, tanto che gli unici precedenti risalgono al 2016 (Facundo Bagnis), al 2001 (Juan Ignacio Chela) e al 1998 (Younes El Aynaoui). Domani tutti questi trofei si tradurranno finalmente nell’ingresso in Top 100, alla posizione 89.

 

Si fermano in semifinale entrambi gli italiani. Flavio Cobolli perde 6-4 6-4 dal vincitore, forse accusando il peso di una stagione molto lunga ed intensa. Ricordiamo che il teenager romano a inizio anno frequentava senza brillare particolarmente i Futures, mentre adesso è salito addirittura al N.219 ATP, conquistando il diritto di partecipare alle qualificazioni del prossimo Australian Open. Una scalata semplicemente vertiginosa.

Anche Franco Agamenone stabilisce il suo nuovo best (N.210 ATP, dopo che aveva iniziato l’anno al N.675), ma forse è arrivato un po’ stanco al termine di questa incredibile stagione che lo ha visto finalmente affacciarsi sui palcoscenici che contano, dopo che a 28 anni compiuti sembrava ormai perso per il grande tennis. In questo indimenticabile 2021 ha messo in bacheca due Challenger e cinque Futures, dimostrando non solo una grande padronanza tecnica ma soprattutto una convinzione che raramente ha vacillato. E anche se è vero che in questo momento rischia di voler spremere troppo da questo incredibile periodo, onestamente chi avrebbe il coraggio di criticarlo?

Rivincita per l’Italia nel doppio: ha infatti vinto Marco Bortolotti che, in coppia con lo spagnolo Sergio Martos Gornes, ha battuto 6-4 3-6 10-7 la coppia del momento Vavassori/Brown, i quali hanno così visto interrompersi una fantastica striscia di ben undici successi consecutivi. Per il tennista di Guastalla è la seconda vittoria in carriera a livello Challenger (dopo qualcosa come 41 vittorie Futures) che gli consente di conquistare la posizione N.207 ATP, a soli cinque posti dal suo best ranking. Bortolotti dopo la premiazione ha detto: “Non partivamo certo con i favori del pronostico visto che i nostri avversari venivano da due tornei vinti di fila. Quindi abbiamo giocato a braccio sciolto fino all’8-1 del match tie-break, quando ci siamo un po’ bloccati per la tensione. Fortunatamente abbiamo messo due prime di servizio e siamo riusciti ad alzare il trofeo”.

Ad Alicante (Challenger 80 cemento outdoor) la vittoria è di Constant Lestienne (N.258 ATP) che in finale batte 6-4 6-3 il connazionale Hugo Grenier (N.203 ATP). Il tennista di Amiens strappa sul 5-4 il servizio al connazionale alla prima palla break con uno splendido pallonetto. È evidente come la velocità e la leggerezza di piedi di Lestienne mettano in difficoltà l’avversario, troppo macchinoso nella preparazione dei colpi e quindi raramente in grado di dispiegare tutta la sua potenza. Un altro break nel sesto game del secondo parziale pone praticamente fine alla contesa, che si chiude sulla prima palla utile in poco meno di un’ora e mezzo. Lestienne, col suo terzo successo Challenger (Ostrava 2016 e Portorose 2018 i precedenti), risale al N.208 (lontano comunque dal 142 che toccò nel 2019), mentre Grenier si consola con il nuovo best ranking di N.188 ATP.

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