Wimbledon: gli ottavi di Berrettini e Sonego allungano una serie storica per l'Italia

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Wimbledon: gli ottavi di Berrettini e Sonego allungano una serie storica per l’Italia

Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego confezionano un Wimbledon da favola per gli italiani: quarto Slam di fila con almeno due azzurri agli ottavi. Quando era successo? Ovviamente mai

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Matteo Berrettini - Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)
 
 

Due tennisti italiani agli ottavi di Wimbledon – di sesso maschile e in Era Open, due precisazioni d’obbligo – non li avevamo mai avuti. Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego sono riusciti laddove nessuna coppia di tennisti italiani era riuscita a spingersi dal 1968 al 2019; quante poche volte fossimo andati vicini a questo traguardo in mezzo secolo lo prova il numero di edizioni in cui l’Italia ha piazzato un tennista agli ottavi, appena quattro (1979, 1998, 2013 e 2019), e il numero di edizioni in cui ha invece espresso almeno due tennisti al terzo turno (sette prima del 2021).

Numeri ben distanti dalle dodici edizioni di Wimbledon con almeno una tennista italiana agli ottavi. Di queste, una ha avuto il carattere della doppietta (Silvia Farina e Rita Grande agli ottavi nel 2004) e ben due quello della tripletta: Giorgi, Schiavone e Vinci sono arrivate agli ottavi nel 2012, Vinci si è ripetuta l’anno successivo assieme a Pennetta e Knapp.

Con il tennis femminile italiano che oggi arranca, questo è invece un periodo decisamente favorevole agli uomini. L’edizione 2021 di Wimbledon – lo Slam storicamente più complicato per gli italiani assieme all’Australian Open – lo conferma su più fronti. È il quarto Major consecutivo in cui almeno due tennisti italiani si qualificano agli ottavi: al Roland Garros autunnale del 2020 ci erano riusciti Sinner e Sonego, agli Australian Open di quest’anno Berrettini e Fognini e al Roland Garros 2021 Berrettini, Sinner e Musetti. Va da sé che non era mai successo prima, così come non ci eravamo mai trovati a contare nove Slam di fila con almeno un tennista italiano agli ottavi; la serie positiva è iniziata dopo l’Australian Open 2019, torneo in cui Fabbiano, Seppi e Fognini furono sconfitti al terzo turno. Si andrà dunque a New York con l’ambizioso obiettivo della doppia cifra.

 

Siamo tutti consapevoli che il tennis è diventato il tennis che conosciamo con l’inizio dell’Era Open, ma per dovere di cronaca e di statistica dobbiamo citare le due edizioni pre-Open in cui due tennisti italiani hanno disputato gli ottavi a Wimbledon. Nel 1949 Giovanni Cucelli e Rolando del Bello furono sconfitti rispettivamente dal sudafricano Sturgess e dall’australiano Bromwich, mentre nel 1955 Giuseppe Merlo si ritirò al terzo set di una partita fino a quel momento dominata da Rosewall e Nicola Pietrangeli riuscì a superare gli ottavi per poi fermarsi ai quarti, sconfitto in cinque set dal danese Kurt Nielsen che avrebbe poi raggiunto la finale.

MATTEO E LORENZO – Il rischio di soffermarsi troppo sui numeri italiani è spersonalizzare il risultato ottenuto da Matteo e Lorenzo, il cui raggiungimento della seconda settimana non assume certo il carattere della sorpresa e forse per questo è ancora più rimarchevole, trattandosi comunque di due tennisti che hanno imparato a convivere da poco con i piani alti (o altissimi) della classifica. Berrettini ha vinto venti delle ultime ventidue partite giocate sull’erba, dal 6-4 6-3 all’indiano Gunneswaran nel tie di Davis del febbraio 2019 al successo in tre set su Bedene che lo ha portato agli ottavi quest’anno; le due sole sconfitte sono arrivate entrambe nel 2019, in semifinale ad Halle contro Goffin e agli ottavi di Wimbledon contro Sua Maestà Federer (non serve ricordare fin dove sarebbe arrivato lo svizzero, in quel torneo). Nel mezzo, i due titoli di Stoccarda (2019) e Queen’s (2021). Insomma, come confermano i bookies è uno dei tennisti più forti sull’erba in questo momento e diverse ragioni tecniche possono confermare la tesi evidenziata dai numeri.

Lorenzo Sonego, unico italiano capace di vincere un titolo sull’erba assieme a Seppi e Berrettini, si è presentato a Wimbledon fresco di finale a Eastbourne – nella quale ha subito la rimonta di de Minaur. Anche per lui è essenzialmente una questione di servizio e dritto, come per qualunque tennista si metta in testa di poter fare bene su questa superficie, ma l’erba impone diverse altre logiche che riguardano soprattutto gli appoggi, la sicurezza negli spostamenti e la capacità di colpire la palla con maggiore reattività dopo il rimbalzo. Logiche che storicamente i tennisti italiani hanno fatto fatica a digerire, concentrati come sono stati per diverse decadi sulla costruzione del punto, sulla capacità di tenere il palleggio prolungato e sulla reazione più che sull’azione.

Logiche che Matteo e Lorenzo hanno invece dimostrato di poter digerire più che volentieri, certo sospinti da un servizio che quasi avevamo perso le speranze potesse caratterizzare un tennista nato entro i nostri confini. Dopo i primi tre turni, Berrettini è primo per ace totali (60, assieme a Bublik) e nettamente primo per percentuale di servizi che non hanno ricevuto risposta (il 62%, quasi due sue tre); Sonego non possiede la stessa potenza di fuoco, ma è quello che mette in campo più prime di tutti e le converte in punto in ben otto casi su dieci (79%).

Insomma, quando servi così è più facile. E siccome non siamo venditori di tappeti, senza voler sminuire il ragguardevole risultato raggiunto dai due tennisti (che sono anche grandi amici e si sostengono a vicenda), dobbiamo anche sottolineare il valore non eccelso degli avversari affrontati sinora. Berrettini ha battuto i numeri 59, 139 e 64 del mondo, ossia Pella, Van de Zandschulp e Bedene: in tre vantano appena 22 vittorie sull’erba in carriera a livello ATP, e la maggior parte sono di Bedene (13).

Sonego ha sconfitto tre avversari il cui ranking medio supera addirittura la soglia della top 100. Si tratta di Pedro Sousa, Galan e Duckworth, due dei quali esordienti nel main draw di Wimbledon – non che Sonego, che ha centrato quest’anno la prima vittoria ed è appena alla terza partecipazione, sia invece un habitué dei prati di Church Road. Vantaggi di avere una testa di serie sulle spalle, replicherebbe qualcuno, ma si tratta comunque di due percorsi piuttosto agevoli.

D’altro canto la fortuna bisogna fare in modo di meritarsela, e chissà se Lorenzo interpreterà come un intervento della buona sorte il suo accoppiamento con Roger Federer agli ottavi. Avrà il centrale di Wimbledon per la prima volta in carriera, sfiderà il più forte tennista della storia del torneo e potrà tentare l’impervia strada della rivincita dell’unico precedente, perso al primo turno del Roland Garros 2019.

Più probabilmente avrebbe voluto scambiare i suoi panni con quelli di Matteo, che al trittico di avversari favorevoli ne aggiungerà un quarto, il relativamente morbido Ilya Ivashka che occupa la 79° posizione del ranking. Lusso vero per essere un ottavo Slam, lusso e occasione imperdibile per andare a sfidare uno tra Auger-Aliassime e Zverev. Lui non avrà un campo prestigioso (‘Spero che nei prossimi anni il centrale mi verrà dato comunque perché sono Berrettini e non per l’avversario che sfido‘, ha raccontato con una punta d’orgoglio in conferenza) ma fatichiamo a immaginarlo formulare una lamentela. Meglio Ivashka sul campo settordici per avere maggiori chance di guadagnarsi il Centre Court in occasione dei quarti di finale, decisamente.

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Roland Garros: dopo un set di assestamento, procede in scioltezza Alcaraz. Già visto anche il primo super tie-break

Inizio un po’ in sordina, poi lo spagnolo prende il controllo. Il primo quinto set che si decide al cardiopalma è di Ugo Carabelli su Karatsev

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[6] C.Alcaraz b. J.I.Londero 6-4 6-2 6-0

Come suggerisce anche il punteggio, l’esordio di Carlos Alcaraz, tds n.6 e tra i favoriti per la vittoria finale, è andato in crescendo, passando da un primo set poco brillante a un secondo e un terzo in cui ha spiegato tennis, per così dire. Il tutto è anche conciso con un calo, dalla fine del primo parziale in poi(in cui ha piazzato 6 dei suoi 10 vincenti), di Juan Ignacio Londero, che ha retto botta finché ha potuto, e accusato però quasi un certo scoramento nel momento in cui lo spagnolo ha ritrovato il suo livello abituale. Una prestazione in ogni caso convincente di Carlitos(a segno 21 vincenti e neanche una palla break concessa), che per la prima volta parte nel novero dei grandi favoriti in uno Slam, dopo un paio di settimane di riposo post vittoria a Madrid, che sono un’ottima spiegazione per un inizio un po’ lento, sempre con le dovute proporzioni, come vedremo.

Il match – da segnalare l’inizio in spinta di Londero, a fronte di un inizio poco brillante dello spagnolo, quasi in affanno alle volte e alle volte anche costretto a rinculare. Ma alla fine, nonostante un primo set altalenante, il ragazzo di Murcia lo porta a casa con il punteggio di 6-4, sfruttando un piccolo passaggio a vuoto di Londero nel suo ultimo game al servizio, come se sentisse un po’ la pressione, che lo porta a sbagliare colpi che aveva infilato con sicurezza in tutto il parziale. Nel secondo parziale, cinque game di cui solo il secondo sul servizio di Londero va ai vantaggi, scorrono via rapidamente senza niente da segnalare, se non un Alcaraz che non riesce ad affermare grande superiorità da fondo e permette all’operosità di Londero di rimanere in scia, specie calcando la mano sul lato del rovescio, un gran bel colpo. Nel sesto game lo spagnolo si procura il break, approfitta di un paio di errori banali di Londero e riesce a salire bene sulla palla e tracciare il campo, causando il non forzato che gli consente di allungare. Alla fine, senza un particolare solco scavato, lo spagnolo con un altro break porta a casa anche il secondo set, stavolta per 6-2: oggettivamente si vede un po’ di arrendevolezza in Londero, che percepisce come ora Carlitos sia entrato in partita e sarà sempre più dura fare punti senza sudare o giocare scambi ai limiti dell’impossibile, e non a caso gli ultimi due punti del set sono due errori.

 

Dopo aver fatto un po’ rodare il motore, in questo terzo set Alcaraz sembra aver ingranato la marcia: break immediato nel secondo gioco, pazientando in attesa degli errori di Londero, che puntualmente arrivano(ora molto meno brillante da fondo l’argentino) e chiude con una dolce smorzata e un violento passante. Ora la disparità si vede eccome, ed infatti la partita va ad incanalarsi senza più dubbi nel quarto game, il più lungo del match: Londero annulla ben 6 palle break, alcune anche giocando dei punti davvero sensazionali, solleticando anche le capacità atletiche di Alcaraz, ma alla fine capitola su un banale schiaffo al volo. Il n.6 del seeding si porta poi sul 5-0, e da rivedere la giocata(anche se un po’ fortunosa) sul punto che gli regala questo punteggio. Alla fine, com’era già nell’aria, Alcaraz serve un bel bagel in questo terzo set del suo match d’esordio, con Londero decisamente arrendevole, consapevole che la partita è ormai andata, e soprattutto che un Alcaraz anche al 70% è troppo per lui. Per lui al secondo turno ci sarà il derby con un altro esperto della mattonella rossa, Albert Ramos-Vinolas, che in una maratona di 4 ore e passa ha avuto ragione per 6-4 4-6 6-4 7-6(5) di Thanasi Kokkinakis, l’australiano che sta trovando finalmente sensazioni e continuità. Ramos ha chiuso con 57 vincenti, 16 più dei non forzati, e tanta intensità messa in campo; ma soprattutto 88% di punti a rete, statistica che contro Alcaraz può pesare.

Ma un’altra notizia che viene da questo pomeriggio parigino riguarda una partita che porta in dote ben due prime volte: una, più importante, riguarda un giocatore, cioè Camilo Ugo Carabelli, argentino n.154 al mondo, all’esordio in un tabellone principale Slam, che ha anche portato a casa la prima vittoria: battuto 6-3 4-6 6-4 3-6 7(10)-6(5) Aslan Karatsev, russo anche ex semifinalista in un Major, vittima di una discesa sempre più nera. E l’altra prima volta riguarda il risultato, dato che già nel primo giorno di torneo abbiamo potuto godere dell’emozione di un super tie-break nel set decisivo, vinto 10 punti a 5 dall’argentino, giocatore di lotta e di governo. Chiude infatti la sua giornata da sogno con 30 vincenti in meno di Karatsev(25 a 55), ma anche con soli 36 non forzati contro gli 84 del russo. Affronterà, per continuare l’impresa, Auger Aliassime, n.9 del seeding, anche lui vincente dopo 5 set quest’oggi, seppur con decisamente meno emozioni.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Fognini: “A Wimbledon senza punti? Porto la famiglia a Formentera…”

“Ho giocato il mio 15esimo RG. Mi piacerebbe giocare anche il 16esimo…vedremo a fine anno”. Così Fognini che sulla questione ATP/WImbedon dice: “Se resta così porto la famiglia a Formentera”

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Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nonostante l’inevitabilità del tempo che passa, Fabio Fognini è ancora lì a tenere alto lo stendardo del tennis italiano. Non sembri una casualità la vittoria del giocatore ligure nei confronti di Popiryn, al primo turno di quello che è il suo 15esimo Roland Garros: “non sapevo fosse il 15esimo. Fa piacere essere qui a giocarmela con giocatori più giovani di me e soprattutto sentire quelle sensazioni che mi fanno sentire bene in campo. Vincere 3-0 al primo turno di uno Slam non è mai semplice, farlo a quasi 35 anni ha un gusto sicuramente più bello. Ho gestito bene il match, sapevo di dover insistere sul suo rovescio e che questo mi avrebbe dato tanti punti. Così è stato. Vincere nel torneo che amo di più di tutti, è sempre speciale”. 

E’ sinceramente felice Fabio, lo si legge nello sguardo di chi ha vinto, giocato bene e sa di non avere tante altre stagioni davanti a se. “Mi piacerebbe giocare anche il 16esimo, ma come detto a fine stagione tireremo le somme e vedremo. Negli ultimi anni ho sicuramente fatto molta fatica, sono stati difficili per diversi motivi, ma se continuo ad avere questo spirito, questa condizione, non ci sono dubbi sul fatto che possa continuare a giocare. Lo ammetto, mi piacerebbe tornare ad alzare un trofeo, ma devo anche considerare che la mia famiglia inizia a reclamarmi ogni giorno di più. E’ vero, c’è Flavia che mi aiuta, ma tre figli non sono semplici da gestire, soprattutto il prossimo anno, quando il più grande dei tre inizierà ad andare a scuola… ne parleremo e vedrò cosa fare”.

Ed è proprio ricollegandosi alla famiglia, utilizzando tutta la schiettezza e la franchezza che l’hanno sempre contraddistinto, che Fognini non usa mezzi termini per commentare la decisione dell’ATP sulla questione Wimbledon: “ho personalmente parlato con Gaudenzi e gli ho fatto i complimenti: si vocifera che riducano anche il price money. Se così fosse, visto anche il non grandissimo feeling con l’erba, in quelle due settimane potrei portare la famiglia a Formentera…”; che aggiungere? Il messaggio sembra essere abbastanza chiaro.

 

Come abbastanza chiara è l’idea sul ruolo che Carlos Alcaraz (per i bookmakers favorito numero 2 del torneo) ricopre in questa edizione del Roland Garros: “E’ sicuramente il giocatore che ha fatto il percorso di crescita, sia fisica che tennistica, migliore. Bisogna dargli atto di questo, ma starei molto cauto nel metterlo, in questa ipotetica classifica, davanti a gente come Rafa”. 

Ultima considerazione, vista la domenica di sport, non poteva non essere per la “sua” Inter: “Tutti dicono che l’Inter abbia perso lo scudetto a Bologna; non sono d’accordo. Secondo me l’ha perso a febbraio. La stagione la considero comunque positiva, abbiamo battuto tre volte la Juve e vinto due trofei”

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Roland Garros: Auger-Aliassime sopravvive rimontando da 0-2, Van De Zandschulp raggiunge Fognini. Out Davidovich Fokina

Il canadese ottiene la prima vittoria in carriera nello slam parigino rimontando da uno svantaggio di due set. cade il finalista di Montecarlo

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Felix Auger-Aliassime - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[9] F. Auger-Aliassime d. [Q] J. P. Varillas 2-6 2-6 6-1 6-3 6-3

Sembrava una partita scontata e, invece, si è rivelato tutt’altro che banale l’esordio di Felix Auger-Aliassime al Roland Garros. Il suo avversario è Juan Pablo Varillas, qualificato numero 122 del mondo, che non gli ha fatto capire niente (o quasi) per i primi due set, nei quali il canadese ha racimolato appena quattro game. La tensione della prima partecipazione assoluta in un main draw di uno slam ha però presentato il conto al peruviano, che dal terzo set in poi si è via via spento fino a capitolare al quinto. Nonostante la sconfitta, questo per lui sarà comunque un giorno da ricordare (dato che era anche la sua prima partita contro un top10).

IL MATCH Auger-Aliassime viene immediatamente sorpreso nel primo game dell’incontro, cedendo la battuta a 30 e vedendo poi il suo avversario scappare sul 2-0. È un avvio traumatico per il canadese, che sbaglia ogni scelta ed esecuzione possibile con entrambi i fondamentali. Sia il dritto che il rovescio, infatti, non funzionano come la testa di serie numero 9 vorrebbe, che dopo circa 20 minuti si ritrova incredibilmente in ritardo di due break. Avanti 40-0 nel quinti game, infatti, Auger-Aliassime perde altri cinque punti consecutivi e finisce sotto 5-1. Non bisogna comunque togliere evidenti meriti a Varillas, che domina la maggior parte degli scambi e non sbaglia praticamente mai. Il peruviano ha addirittura una possibilità per chiudere 6-1 il primo set con triplo break, ma il numero nove del mondo la cancella con una buona prima. Poco male, comunque, perché due grandi seconde negli ultimi due punti del set consegnano a Varillas un primo parziale mai in discussione: 6-2. È evidente, come si diceva, quanto i troppi errori non forzati di Auger-Aliassime (13, solo tre invece per il peruviano) abbiano indirizzato il set, in cui il canadese ha racimolato appena due punti su dieci con la seconda.

 

Con due ace in apertura di secondo parziale (tanti quanti quelli messi a segno nell’intero primo set), il 21enne di Montreal passa a condurre per la prima volta nel match, ma un concentratissimo Varillas rimane attaccato nel punteggio. Il peruviano gioca su una nuvola, si procura altri tre break point consecutivi e, alla prima occasione, c’entra un nuovo allungo. Auger-Aliassime sotterra in rete un comodo smash e manda avanti il suo avversario, solidissimo e dominante da fondocampo: 3-1. Le gentili concessioni della testa di serie numero nove non accennano a fermarsi e regalano a Varillas altre tre palle break consecutive, tutte però sventate grazie all’aiuto del servizio. In qualche modo, l’allievo di Toni Nadal riesce a rimanere a galla, ma nei turni di risposta continua a faticare enormemente, non riuscendo a trovare soluzioni per fermare l’impeto del suo avversario. Addirittura, nel settimo game il numero 122 ATP ha due nuove possibilità di break che, questa volta, sfrutta anche grazie ad un gran punto in difesa. Auger-Aliassime continua a non trovare alternative e a concedere troppo, subendo un nuovo 6-2 anche nel secondo set. Se i quattro non forzati di Varillas non stupiscono (visto l’andamento del match), fanno certamente più clamore i suoi 11 vincenti, dato che nel primo parziale erano stati solo quattro. È grande resa anche in battuta (85% di punti vinti con la prima e 71% con la seconda), contando che nei suoi turni di servizio ha lasciato per strada appena quattro punti.

Il terzo set sembra portare con sé un’aria di cambiamento, con Auger-Aliassime che (una volta tanto) non fa fatica a tenere i suoi primi due game di battuta e, nel quarto gioco, ottiene le prime palle break della sua partita. Due insoliti errori di marca peruviana permettono al canadese di allungare e di approdare sul 4-1. Incamerata un po’ di fiducia, il numero nove del mondo riesce finalmente a prendere in mano le redini dello scambio, utilizzando meglio le traiettorie al servizio e approfittando di qualche fisiologico errore in più di Varillas. Anche nel game successivo, il 26enne di Lima sbaglia qualcosina di troppo e si vede nuovamente costretto a cedere il servizio, venendo poi travolto 6-1 dal canadese, che dimezza lo svantaggio nei set. Decisivo l’incremento dei punti vinti con la prima (14/16) e gli otto non forzati di Varillas, più di quanti registrati sommando primo e secondo set.

Anche il quarto parziale si apre com’era finito il terzo, ossia con un break a freddo di Auger-Aliassime, il terzo consecutivo. Il numero 122 del mondo pare aver smarrito tutte le sue certezze e raccoglie appena uno dei primi nove punti del set, con il canadese che si porta subito sul 2-0. Quel break maturato all’inizio sarà decisivo nell’economia del set, mantenendo sempre le distanze tra i due giocatori. Nonostante sia sempre costretto ad inseguire, il peruviano continua a caricarsi, provando a tornare sui livelli dei primi sue set. Non che ci sia lontano, ma purtroppo per lui l’Auger-Aliassime visto nella prima ora e mezza non c’è più. Il canadese concede appena due punti in battuta nell’intera frazione, entrambi nell’ottavo gioco dove, sul 30 pari, conduce alla perfezione un punto delicato, chiuso con una bella stop volley. Nel game successivo, Varillas regala ancora qualcosa e la testa di serie numero nove fiuta, oltre alla possibilità di chiudere, anche quella di servire per primo nel quinto. Con l’autorità mancata per buona parte della partita, il canadese chiude 6-3 il quarto set, completa la rimonta e rimanda tutto al set decisivo. Troppa la differenza tra i vincenti (13-2) e, soprattutto, i punti ottenuti con la prima di servizio: 100% per l’allievo di Toni Nadal, appena 41% per il peruviano.

Fin dall’inizio della resa dei conti definitiva si percepisce un po’ di comprensibile tensione da entrambe le parti, anche se per buona parte del set a regnare sarà l’equilibrio. Auger-Aliassime, come più o meno da due set a questa parte, continua a soffrire pochissimo al servizio, lasciando per strada pochissimi punti. Varillas insegue e, nonostante sia maggiormente in difficoltà rispetto al suo avversario, rimane attaccato ad un treno unico (almeno fino ad oggi) nella sua carriera. Raggiunto il canadese sul 3-3, il numero 122 del ranking ci crede, si incita e chiama a raccolta il pubblico, ma da quel momento non vincerà più un game. Auger-Aliassime tiene facilmente il servizio a 15 nel settimo gioco e, in quello successivo, si conquista tre palle break consecutive grazie ad un grande attacco e due vincenti. Varillas prova a rimanere vivo con tre grandi dritti – due dei quali vincenti – con cui arriva alla parità. Il peruviano ha anche un’opportunità per impattare sul 4-4, ma la sciupa e, alla quarta chance del game, la testa di serie numero nove centra l’allungo definitivo. Simbolico, in tal senso, il fatto che il break arrivi con un dritto vincente inside out, colpo che gli aveva regalato pochissime soddisfazioni ad inizio match. Con due prime vincenti Auger-Aliassime si costruisce tre match point consecutivi e, al secondo, chiude con un dritto vincente, trovando la sua prima vittoria in carriera al Roland Garros. I dati complessivi del match sono il succo di quelle che, alla fine, sono state due partite diverse: i primi due set, di marca totalmente peruviana, e gli ultimi tre fortemente canadesi. Il numero nove ATP chiude con più vincenti (52-23) e più gratuiti (44-29), oltre a 14 ace e all’83% dei punti vinti con la prima. Male, invece, il rendimento della seconda (40%), ma questo sarà un aspetto su cui lavorare nei prossimi giorni. Ora, ad attenderlo al secondo turno, ci sarà uno tra il qualificato argentino Ugo Carabelli e il russo Karatsev.

GLI ALTRI INCONTRI Dopo la vittoria di Dimitrov e la prematura uscita di scena di Thiem in mattinata, il programma è continuato senza enormi sorprese. Buona affermazione di Borna Coric su Carlos Taberner, sconfitto 3-6 6-2 6-3 6-1, così come di Diego Schwartzman, vincitore sempre in quattro set su Andrey Kuznetsov (6-3 1-6 6-4 6-2). Perdono un set ma avanzano anche Van De Zandschulp (6-3 3-6 6-3 6-2 a Pavel Kotov), prossimo avversario di Fabio Fognini, e John Isner (7-6 4-6 7-6 7-6 a Quentin Halys). Cade invece il finalista dell’ultimo torneo di Montecarlo Alejandro Davidovich Fokina, sconfitto 2-6 6-0 6-4 6-3 da Tallon Griekspoor.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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