Il rientro di Nadal è una battaglia: tre ore per battere Sock a Washington

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Il rientro di Nadal è una battaglia: tre ore per battere Sock a Washington

Esordio memorabile per il maiorchino al Citi Open: supera l’ex top 10 al tie-break decisivo. “Quando la partita è entrata nel vivo anche il dolore al piede si è fatto sentire” ha fatto sapere Rafa

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Rafael Nadal - ATP Washington 2021 (Mike Lawrence_Citi Open)

[1] R. Nadal b. [WC] J. Sock 6-2 4-6 7-6(1)

L’esordio assoluto di Rafael Nadal all’ATP 500 di Washington si è concluso con una vittoria al tie-break decisivo contro Jack Sock, e il folto pubblico del campo centrale del Rock Creek Park Tennis Center non poteva chiedere una partita migliore. Il programma si è concluso infatti con la testa di serie n. 1 opposta alla wild card americana e non era affatto scontato che in campo ci fosse così tanto equilibrio. I due sono rimasti in campo per oltre tre ore e Nadal ha dovuto sudare sette camicie già per aggiudicarsi il primo set (6-2), nel quale addirittura il primo a rischiare di subire il break era stato lui. Alla fine, con una dimostrazione di grande superiorità con il dritto mancino, Rafa ha preso il largo dal 2-2 ed è passato in vantaggio.

Nel secondo set, l’ex top 10 Sock ha tentato di sfruttare al massimo l’euforia del pubblico e il suo gioco potente ha continuato a mettere in difficoltà Nadal il quale, forse stuzzicato dai numerosi serve-and-volley tentati da Djokovic a Tokyo, si è cimentato anche lui in questa soluzione con risultati altalenanti. Sul 3-3 c’è stato il break che ha deciso il parziale in favore di un agguerritissimo Sock; sull’onda dell’entusiasmo del pareggio appena agguantato, è stato proprio Sock a passare in vantaggio ad inizio di terzo set.

 

Nadal però non si è scomposto e si è affidato ancora una volta alla sua arma principale: il dritto. Gli scambi hanno continuato a restare lunghi e faticosi, e giunti al tie-break decisivo il n. 3 del mondo ha lasciato un solo punto al suo avversario, prima di chiudere con l’ennesimo dritto vincente. Al di là della sconfitta, questa prestazione per Sock è sicuramente un segnale positivo in vista del proseguo della sua carriera: il ritorno in top 100 entro la fine dell’anno sembra alla sua portata se continuerà ad esprimersi su questi livelli.

Questa la disamina sulla partita da parte del maiorchino: “Non è stato facile. Penso di aver iniziato più o meno bene il primo set. Poi ho giocato un brutto secondo set. Va detto che quando la partita è entrata nel vivo anche il dolore al piede ha iniziato a farsi sentire. Ho iniziato a soffrire un po’ troppo. Poi Jack ha giocato dei grandi punti. Non sono riuscito a metterlo in difficoltà con i miei colpi e non sono riuscito a rifarmi sotto negli scambi quando lui aveva l’iniziativa. È stata dura, ma ho finito la partita giocando meglio.”

Per Nadal questo è stato il primo match dopo due mesi di pausa a seguito della stagione sulla terra rossa, ma tre ore in campo non sembrano aver pesato più di tanto, anzi. “La mia forma fisica va bene. Ho solo bisogno di sentire un po’ meno dolore al piede, onestamente. Ma fisicamente mi sento più o meno bene. Partite come questa sono necessarie per essere più in forma dopo un mese senza gareggiare. Ma questo fa parte del processo e so come funziona. Ho affrontato tutte queste cose molte volte nella mia carriera, quindi è qualcosa di cui non mi preoccupo. Vincere questo tipo di partite ti aiuta a migliorare. Poi, se il dolore al piede diminuisce, penso che il resto delle cose verrà passo dopo passo“.

Rafa sarà in campo per gli ottavi di finale di nuovo in chiusura di programma, quindi all’una di notte italiana, e il suo avversario sarà il sudafricano Lloyd Harris – un incrocio inedito nel circuito maggiore. Ma a prescindere dal prossimo avversario, un amante della competizione come Nadal non può che rinvigorirsi di fronte a sfide del genere, le cui difficoltà vanno crescendo; il problema al piede non è così grave da tenerlo fermo. Mi sono già riposato abbastanza. […] Domani è un altro giorno, un’altra occasione per giocare davanti a questo pubblico fantastico. Voglio godermi di nuovo l’esperienza.”

Il tabellone completo

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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