ATP Washington: Brooksby batte Auger-Aliassime, Sinner è in semifinale di doppio

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ATP Washington: Brooksby batte Auger-Aliassime, Sinner è in semifinale di doppio

Fuori anche Norrie (con Nishikori) e Opelka. Sinner è la testa di serie più alta ancora in gioco, e in coppia con Korda batte Kyrgios/Tiafoe

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Jenson Brooksby a Washington 2021 (Credit: Ryan Loco)

Pioggia di eliminazioni nobili al Citi Open di Washington DC. Oltre a quella del favorito Rafa Nadal, sono infatti arrivate anche quelle di Félix Auger-Aliassime, Cameron Norrie e Reilly Opelka, che, unite a quelle dei vari De Minaur, Dimitrov, Evans e Bublik dei giorni scorsi, fanno sì che solo tre seed siano rimasti in gioco: Sinner (N.5), Millman (N.11) e Harris (N.14). Orfani di star, gli organizzatori possono però sorridere per la folta presenza di tennisti americani fra i primi otto: saranno quattro i giocatori di casa a cercare un posto in semifinale, due dei quali (McDonald e Kudla) se la vedranno in un derby.

PARTE BASSA: PROSEGUE L’ASCESA DI BROOKSBY

Sorprendente, ma solo fino a un certo punto, l’eliminazione di Félix Auger-Aliassime, battuto 6-3 6-4 dal coetaneo statunitense Jenson Brooksby, che quest’anno ha vinto 37 incontri su 44 e possiede un tennis sincopato capace di mandare fuori giri gli amanti dello scambio breve e lineare quale appunto è FAA, non brillantissimo nel post-Wimbledon (ha perso al primo turno Olimpico con il doppista Purcell e in questo torneo aveva perso il primo set contro Seppi). Brooksby è al primo 500 della carriera, ma dopo aver raggiunto la finale a Newport poche settimane fa sembra essersi acclimatato al circuito principale, e ieri ha ottenuto la sua prima vittoria contro un Top 50 in maniera anche piuttosto netta: solo due palle break concesse (entrambe salvate), 81% di punti con la prima, 76% con la seconda e zero ace subiti contro un avversario che nell’ultimo anno ne ha mediamente infilati nove a partita.

Brooksby è stato avanti fin dall’inizio, conquistando 12 dei primi 14 punti dell’incontro per il rapido 3-0 grazie a delle risposte brillanti e profonde con i piedi vicini alla linea di fondo. Preso il vantaggio, ha gestito con relativa tranquillità ma regalando alcune delle sue (presto) note smorzate bimani e mostrando una copertura di campo che per un giocatore abbondantemente sopra il metro e novanta ricorda un po’ Daniil Medvedev:

 

L’unico momento di sofferenza per Brooksby è arrivato al momento di servire per il set sul 5-3, quando ha concesso una palla break con un rovescio lungolinea in rete. Mostrando notevole panache, l’ha cancellata con una seconda esterna che ha buttato FAA fuori dal campo dandogli lo spazio di tirare l’inside-in vincente. Trovatosi nelle medesime ambasce dopo aver perso il braccio di ferro sulla diagonale di destra ha poi giocato un altro punto esemplare, passando con il rovescio lungolinea dopo aver attirato il canadese a rete prima di vincere il set con una prima esterna. Il secondo set si è invece deciso nella parte centrale, quando Brooksby ha inanellato un parziale di 12-1 che l’ha portato sul 4-2, breakkando nel quinto gioco grazie ad un doppio fallo. Aliassime ha salvato un match point sul 3-5, ma solo per perdere l’ultimo game di risposta a zero. Se Brooksby dovesse vincere il prossimo incontro si assicurerebbe l’ingresso in Top 100.

E il suo prossimo avversario sarà John Millman, che ha battuto Reilly Opelka per 6-3 7-6(4). L’aussie ha risposto benissimo contro uno dei migliori battitori del circuito, finendo addirittura per vincere più punti di lui sulla prima (73 percento a 72). Nel primo set ha avuto un’occasione già nel quarto game, ma Opelka si è salvato con l’ace centrale. Salvatane una a sua volta sul 2-2, Millman è passato nel sesto gioco con un bel vincente di dritto lungolinea ed uno scambio vinto sulla diagonale di destra, incamerando il parziale in tranquillità. La partita sembrava destinata ad allungarsi, perché nel secondo Opelka ha breakkato a zero andando a servire sul 5-3: Millman ha però trovato un complicatissimo passante in corsa di rovescio, e si è riportato in partita grazie ad un errore bimane dell’avversario. Al tie-break è bastato un solo mini-break all’australiano, giunto sul 2-2 quando Opelka ha perso l’equilibrio e toccato la rete dopo aver giocato una volée di rovescio; Millman a quel punto ha tenuto i quattro servizi successivi e si è guadagnato i quarti di finale.

PARTE ALTA: RILANCIO NISHIKORI

L’avversario del regicida Harris sarà un Kei Nishikori che nelle ultime settimane sembra essere tornato a buoni livelli: nell’incontro di ieri, il finalista dello US Open 2014 ha rimontato uno dei migliori giocatori della stagione, Cameron Norrie, con il punteggio di 3-6 6-3 6-3 grazie soprattutto al superiore magistero con la seconda (67 percento di punti vinti a 30). Nel primo set Kei aveva colpito per primo, salendo 2-1 e servizio con una poderosa risposta vincente di dritto inside-in. Da lì però Norrie ha vinto quattro game di fila, tenendo due turni di battuta agonici da 26 punti complessivi (due palle break salvate sul 4-2) e chiudendo il set sul 6-3.

Nel secondo i due hanno servito molto meglio (Nishikori ha perso appena quattro punti al servizio, Norrie sei), ma il nipponico ha saputo trovare il pertugio: avanti 4-3, è salito 15-30 con un bel lob che la veronica di Norrie non è riuscita a controllare; guadagnatosi una palla break su un tentativo di smorzata risibile del recente campione di Los Cabos, Nishikori ha stampato un dritto sulla riga laterale (la sua abilità nel cambiare direzione al colpo è stata uno dei fattori decisivi in una partita dagli scambi sovente prolungati), strappandogli la battuta e pareggiando i conti dei set.

Il terzo è stato l’esatto contrario del precedente: i due si sono tolti il servizio sei volte in nove game, complice il 10/20 con la prima di Nishikori e il misero 2/11 con la seconda di Norrie. Nishikori è scappato avanti due volte, sul 2-1 (con due splendidi vincenti lungolinea) e sul 3-2 (quando è stato il rovescio in cross a menare le danze e Norrie ha chiesto un MTO), e sembrava aver staccato il biglietto per i quarti con l’ulteriore break che gli ha dato il 5-2. Cameron ha ritrovato un po’ di verve, recuperandone uno con una bella risposta di rovescio e apparentemente riaprendo l’incontro, ma il rovescio di Nishikori è salito nuovamente in cattedra, e in vari gusti: passante, cross anticipato, risposta allo slice da sinistra e doppio match point per lui. Norrie ha salvato il primo con la botta al centro, ma quando Kei ha risposto nuovamente al servizio esterno ha messo un dritto in corridoio, abbandonando il torneo.

L’altro quarto di finale della parte alta vedrà invece un derby Made in USA fra Denis Kudla e Mackenzie McDonald. Il primo ha battuto Brandon Nakashima (alla sua tredicesima partita in due settimane e mezzo) per 3-6 7-6(3) 6-4 pur vincendo otto punti in meno rispetto all’avversario. Dopo essersi fatto recuperare un break nel secondo, Kudla ha salvato tre palle che avrebbero mandato l’avversario a servire per il match (una sul 4-4 e due non consecutive sul 5-5) prima di scappare nel tie-break vincendo gli ultimi quattro punti. Dopo uno scambio di break all’inizio del terzo, ha trovato le energie necessarie per vincere 12 degli ultimi 13 punti della contesa, strappando la battuta a zero a Nakashima nel nono gioco e chiudendo rapidamente. Decisamente più lineare il successo di McDonald, che ha inferto un doppio 6-4 ad Ivashka trovando il break decisivo nel nono game di entrambi i parziali.

SINNER IN SEMIFINALE DI DOPPIO: BATTUTO KYRGIOS

Jannik Sinner sembra divertirsi sempre di più nella specialità di coppia. Il rosso e Sebastian Korda (da lui eliminato poche ore prima) hanno infatti eliminato Frances Tiafoe e Nick Kyrgios con un doppio 6-4, raggiungendo la semifinale – per Sinner si tratta della sesta vittoria consecutiva in doppio dopo aver vinto il titolo ad Atlanta la scorsa settimana. Dopo uno scambio di break iniziale, i vincitori hanno piazzato i break decisivi nel settimo game del primo e nel nono del secondo. I loro prossimi avversari saranno le tds N.2 Skupski e Venus. Questo il punto più bello dell’incontro:

Qui il tabellone aggiornato di Washington

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Caso Djokovic, l’ATP: “L’assenza di Novak una perdita per l’Australian Open. Ma la vaccinazione è raccomandata”

L’ATP descrive gli eventi degli ultimi giorni come “profondamente deplorevoli” e augura buona fortuna al numero uno del mondo

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Novak Djokovic alle Nitto ATP Finals 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

A poche ore dal termine dell’udienza che ha visto i giudici australiani della Corte Federale revocare il visto a Novak Djokovic, si è espressa con un breve comunicato anche l’Association of Tennis Professionals. Qui la traduzione integrale del documento firmato ATP:

“La decisione odierna di confermare la cancellazione del visto australiano di Novak Djokovic segna la fine di una serie di eventi profondamente deplorevoli. In definitiva, devono essere rispettate le decisioni delle autorità giudiziarie in materia di salute pubblica. È necessario più tempo per fare il punto sui fatti e per trarre gli insegnamenti da questa situazione. Indipendentemente da come è stato raggiunto questo punto, Novak è uno dei più grandi campioni del nostro sport e la sua assenza dagli Australian Open è una perdita per il nostro gioco. Sappiamo quanto siano stati turbolenti gli ultimi giorni per Novak e quanto volesse difendere il suo titolo a Melbourne. Gli auguriamo ogni bene e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo. L’ATP continua a raccomandare vivamente la vaccinazione a tutti i giocatori.”

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Il torneo di Rotterdam si giocherà a porte chiuse anche nel 2022

Già lo scorso anno l’ATP 500 olandese si era disputato senza pubblico. Entry list di lusso con Sinner, Medvedev, Rublev e Tsitsipas

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Rotterdam (foto via Twitter, @abnamrowtt)

Ondata dopo ondata, il tennis ricomincia ad andare in sofferenza a causa di nuove chiusure, ed è scontato che siano i tornei indoor (naturalmente più portati a diffondere il virus) a pagare lo scotto maggiore. L’ABN AMRO World Tennis Tournament di Rotterdam, evento principale della stagione indoor europea di febbraio giunto all’edizione N.49, si disputerà infatti a porte chiuse per il secondo anno di fila, come ha comunicato il direttore del torneo Richard Krajicek nei giorni scorsi.

È una grossa delusione“, sono state le parole del vincitore di Wimbledon ’96. “Per i giocatori, per noi, ma soprattutto per gli appassionati. Per il secondo anno di fila avremo un gruppo fantastico di giocatori ma nessuno sugli spalti per via delle misure attualmente in vigore. La consolazione, seppur piccola, è che il torneo può comunque essere seguito attraverso Ziggo Sport e NOS nei Paesi Bassi e su Tennis TV e altre piattaforme nel resto del mondo“. Chi ha comprato i biglietti li potrà automaticamente riutilizzare nel 2023.

Secondo il comunicato stampa del torneo, la decisione scaturisce da due fattori: da un lato le misure anti-Covid vigenti nel Paese; dall’altro il poco tempo a disposizione degli organizzatori per preparare soluzioni alternative per quello che è il più grande evento sportivo al chiuso organizzato nei Paesi Bassi. Jolanda Jansen, CEO della Rotterdam Ahoy (il complesso dove si svolge il 500) ha infatti detto: “Anche qualora ci fosse accordata una piccola percentuale di pubblico all’ultimo minuto, non saremmo in grado di offrire il tipo di evento a cui i nostri visitatori sono abituati. Non è realistico pensare di organizzare un VIP Village o altre attività pensate per gli avventori in così poco tempo. L’ABN AMRO World Tennis Tournament è molto più che un torneo, è un’esperienza completa che assorbe i tifosi per tutta la giornata“.

 

QUASI UN MASTERS 1000

E come ha detto Krajicek, il dispiacere è doppio perché una corte dei miracoli era (ed è) attesa al via del torneo. Fra gli iscritti figurano infatti Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas, il campione uscente Andrey Rublev, Jannik Sinner, Hubert Hurkacz, Felix Auger-Aliassime, Denis Shapovalov e Gael Monfils, vincitore delle ultime due edizioni con il pubblico nel 2019 e 2020. Ben cinque Top 10 e undici Top 20 per un torneo sempre ben frequentato.

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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