ATP Washington, Sinner vince una maratona con McDonald: primo titolo 500 e ingresso in Top 15

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ATP Washington, Sinner vince una maratona con McDonald: primo titolo 500 e ingresso in Top 15

Pur fallendo diverse chance di chiudere, Sinner prevale in quasi tre ore e conquista il torneo più importante della sua carriera; è il più giovane vincitore di sempre in un 500

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Jannik Sinner – ATP Washington 2021 (fotp via Twitter @CitiOpen)
 
 

Al termine di una finale agonica, Jannik Sinner ha conquistato il Citi Open di Washington battendo un gagliardo Mackenzie McDonald per 7-5 4-6 7-5 in due ore e 52 minuti. Dopo un primo set complicato in cui si è fatto rimontare due volte e ha avuto bisogno di 11 set point per portarsi avanti, l’azzurro ha perso il secondo senza riuscire a fare molto in risposta ma alla lunga ha fatto valere la sua maggior freschezza e potenza, vincendo il suo primo 500 (il primo teenager di sempre a conquistarne uno) e battendo il quarto giocatore di casa della sua settimana. Dopo le polemiche per la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo, arrivate nel bel mezzo di un periodo difficile in termini di risultati, quella di Jannik è una grande risposta.

Indubbiamente avrebbe potuto vincere più rapidamente (5/21 nelle palle break, inclusi due match point falliti sul 5-2 nel terzo), ma si è scontrato contro un avversario estremamente preparato sia fisicamente che tatticamente. Si tratta del terzo successo della sua giovane carriera, successo che lo proietterà al nuovo best ranking di N.15 ATP, un salto in avanti importante in ottica US Open.

IL PERCORSO

Sinner aveva subito break solo nel match contro il compagno di doppio Sebastian Korda. Se si eccettua quell’incontro, aveva vinto sempre almeno l’83% dei punti con la prima e arrivava in finale con 21 turni di servizio tenuti consecutivamente. McDonald aveva passato molto più tempo in campo: privo di un seed, aveva giocato già a partire dal primo turno e affrontato un paio di match piuttosto intensi con Paire al secondo e con Nishikori nella semifinale di ieri. Alla fine l’alumnus di UCLA ha speso ben otto ore e 57 in campo durante la settimana contro le 5:54 di Sinner, finale esclusa – ha peraltro giocato molto di più anche nell’arco della stagione, 54 partite (con 37 vittorie, 13-10 nel circuito maggiore) contro 42 per Sinner (28 vittorie). Ha sempre vinto almeno la metà dei punti contro la seconda avversaria, ma Sinner ne ha sempre vinti almeno il 55% con il colpo.

 

LA PARTITA

Se McDonald doveva risentire del surmenage, qualcuno si è chiaramente dimenticato di avvertirlo. Nel primo confronto fra i due, ha scelto un piano partita estremamente aggressivo, sbagliando molto ma tenendo spesso in mano il pallino del gioco. Ha cercato di aggredire la seconda con i piedi ben dentro al campo fin dall’inizio, ma Sinner si è disimpegnato bene anche in un primo game in cui la prima è entrata poco. McDonald è stato molto bravo all’inizio, trovando un paio di discese a rete e verticalizzando presto per togliere la possibilità al rivale di impostare lo scambio in pressione dall’alto del suo superiore peso di palla.

Lo statunitense si è espresso davvero ad alto livello, cercando il lungolinea il più possibile con colpi dal rimbalzo basso, mentre Sinner è stato bravo a rimanere costante e profondo, nonché preciso con il kick da sinistra (ha vinto sette dei primo otto punti giocati con la seconda). Avanti 2-1, Jannik ha rimesso in campo tre risposte di rovescio non semplicissime, e si è procurato una palla break con una ottima difesa in back chiusa da un passante di dritto a campo aperto. McDonald si è salvato con il suo primo ace del pomeriggio, ma ha poi commesso il terzo errore di dritto del game, e Sinner stavolta ha smistato bene con il dritto inside-in per poi prendersi il 3-1 a rete. McDonald si è però riportato in gara rapidamente, trovando una risposta vincente per il 40-40 e approfittando di un errore a rete di Sinner per la palla del contro-break, ma il quasi non più teenager ha messo a segno un ace esterno. McDonald se n’è però procurate altre tre, passando con un lungolinea terra-aria per il contro-break:

Sinner si è però scosso rapidamente. Nel game successivo si è guadagnato tre palle break passando due volte l’avversario, che ha sbagliato un dritto per il terzo break di fila e incassato un parziale di sette punti di fila per il 5-2 Sinner, che questa settimana ha mostrato un’attitudine molto più spiccata a trovare punti gratis, anche grazie, forse, al ritorno alla platform stance (basti che pensare che prima di oggi aveva perso solo 22 punti con la prima in quattro incontri). Al momento di servire per il set, però, ha commesso un brutto errore di dritto per il 30-30 e ha concesso una palla break con un altro errore su una risposta un po’ fortunosa dell’americano, che ha giocato uno dei suoi punti migliori (due dritti aggressivi seguiti da una volée in allungo dalla terra di nessuno) per il secondo contro-break.

Quello che è seguito è un lento stillicidio. Nel decimo game Jannik ha trovato subito l’aggressività, e si è procurato due set point. Una stecca di rovescio e un servizio esterno hanno dato la parità a McDonald, che però ha commesso il suo primo doppio fallo e ha concesso il terzo, prima di trovare altri due gran dritti per il 40-40. Sinner è stato solido in difesa, e il sedicesimo errore di McDonald gli ha dato il quarto set point, ma un altro servizio esterno ha salvato lo statunitense. Nonostante gli errori di dritto dell’avversario, Sinner non è riuscito a sfruttare altre due palle set, e McDonald è riuscito a trovare il 5-5 con servizio e dritto salvando sei set point.

A quel punto Sinner è stato bravo a tenere un turno rapidissimo, rimandando McDonald a servire: lo statunitense è stato nuovamente tradito dal dritto, e ha concesso altri tre set point con l’unforced N.21, ma ha trovato due ace prima di un passante sbagliato da Sinner per il 40-40. McDonald ha sbagliato nuovamente di dritto, ma ha salvato il decimo set point grazie anche all’aiuto del nastro che gli ha accomodato il colpo. Altro errore di dritto e altro set point, stavolta accolto dall’urlo di Sinner, che ha infilato una buona risposta bimane provocando l’errore dell’americano per il terzo break (su 14 chance) e chiudendo il set dopo 66 minuti.

Nel secondo set McDonald ha continuato a fare la sua partita, e approfittando di qualche errore di troppo di Sinner (soprattutto di rovescio, stranamente) si è procurato una palla break sull’1-1, difendendosi strenuamente ma sbagliando con il colpo bimane in diagonale al momento di girare lo scambio. Rispetto al primo parziale, la partita tattica si è fatta più statica, con McDonald a difendersi tagliando i non forzati (solo otto) e Sinner a spingere ma con qualche errore di troppo.

Con l’andare dei minuti, Mackenzie ha ricominciato a concedere qualcosina, ma Sinner non è riuscito ad approfittarne. Sul 2-3 lo statunitense si è trovato indietro 15-40 con due errori di dritto; Sinner ha sbagliato un rovescio in manovra sulla prima palla break, mentre sulla seconda è stato punito nuovamente dal servizio esterno dell’avversario, scendendo a 3/16 nel computo delle palle break. Allora è stato McDonald a tornare a giocare ad alto livello, procurandosi due palle break con un passante di rovescio in spaccata, portandosi avanti 4-3 su un errore di rovescio dell’italiano e chiudendo rapidamente il set con grandi numeri al servizio – solo cinque punti persi, 84% con la prima e 75% con la seconda. Questo il passante dell’americano:

Nel terzo i due, visibilmente stanchi, hanno iniziato a giocare più smorzate, e il primo a trarne vantaggio è stato Sinner: sull’1-0 si è infatti procurato una palla break dapprima recuperandone una e poi giocandone un’altra da par suo, ma McDonald ha giocato un buon attacco in contropiede per salvarsi. I colpi del Next Gen hanno progressivamente ritrovato pesantezza, risultando in un’altra opportunità, e stavolta la difesa è stata la sua, capitalizzata con un passante bimane pesante che McDonald non è riuscito a contenere – break Sinner, confermato poco dopo per il 3-0.

Il classe 2001 ha avuto percentuali di prime in campo piuttosto basse (13/36 nel terzo), e ha così offerto uno spiraglio all’avversario. Un doppio fallo sul 3-1 ha offerto due palle break a McDonald, ma una ritrovata aggressività nello scambio ha impedito a quest’ultimo di fare molto per capitalizzare. Lo statunitense ha però giocato un intelligente chip-and-charge, guadagnandosene una terza, salvata da servizio e rovescio.

La prima è stata estremamente efficace per Sinner, che ha vinto i primi dieci colpi giocati con il colpo all’inizio del terzo (12/13 alla fine) e ne ha trovata una importante sul 4-2 30-30, tenendo a distanza un avversario ormai in riserva: rispondendo pesante con i due fondamentali, Sinner ha forzato un errore di rovescio per il doppio championship point. McDonald ovviamente ha però continuato a salvare punti pesanti, obbligando Sinner a colpire un difficile dritto in corsa e trovando successivamente servizi efficaci per il 3-5. Al momento di servire per il titolo, l’azzurro ha commesso due errori di rovescio per il 15-30, e ha scentrato un dritto per la doppia palla break McDonald, regalando il contro-break con un rovescio lungo di metri. Pur falloso, tuttavia, Jannik è riuscito a giocare dei punti solidi, e si è portato a due punti dal match con il punto più bello della partita, difendendosi a tutto campo e trovando un rovescio stretto in risposta al lob di McDonald, che è riuscito a trovare una buona stop volley su cui però l’azzurro ha staccato la mano sinistra e infilato il passante in back:

Nonostante la botta subita, McDonald è riuscito a tenere anche grazie al nastro, che ha deviato un passante dell’avversario, e ha impattato sul 5-5. Come nel primo set, però, Sinner ha tenuto enfaticamente nel momento in cui l’inerzia sembrava favorire il rivale, e si è dato la spinta per un ultimo break: ha trovato il passante in diagonale per il 15-30, e pur con qualche sbavatura si è procurato la terza palla del torneo vincendo l’attrito sulla diagonale di dritto, e ha infine chiuso su un errore di rovescio di McDonald, alzando le braccia al cielo in totale esaustione.

I NUMERI

Per Sinner questa è la terza vittoria in carriera su quattro finali, la seconda del 2021 su tre finali (vittoria a Melbourne 1, sconfitta a Miami). Prima finale in carriera per McDonald nel circuito maggiore: quest’anno ha però vinto quella del Challenger di Nur-Sultan. Sinner sale al N.15 (best ranking) in classifica, ed è decimo nella Race ma decisamente vicino all’ottavo posto di Casper Ruud (2280 punti per lo scandinavo, 2030 per Sinner). McDonald perde la sua prima finale in carriera, ma sale comunque al N.64. Nella Race è N.30, ma non riesce a diventare il primo vincitore americano del torneo dai tempi di Andy Roddick nel 2007.

Qui il tabellone completo di Washington e degli altri tornei della settimana

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Wimbledon: Vavassori piace e diverte, ma Tiafoe è troppo solido

LONDRA – Andrea attacca e gioca bene, Frances tira, corre e alla fine vince senza rischiare. Tanti applausi per l’italiano

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[23] F.Tiafoe b. [Q] A.Vavassori 6-4 6-4 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Inizio piuttosto teso sul court 17 di Wimbledon, con Frances Tiafoe che si presenta in campo quasi 9 minuti in ritardo, e Andrea Vavassori che dà il via al match perdendo subito il servizio. L’italiano è comprensibilmente contratto, lo si capisce dai lanci di palla sbagliati e da qualche accelerazione non abbastanza convinta, ma insomma, siamo davanti a un ragazzo che sta giocando una partita sognata chissà quante volte.

Frances da parte sua non sembra proprio in forma scintillante, nel secondo game concede un paio di occasioni a Vavassori per rientrare subito, e poi subisce la reazione di Andrea che dallo 0-2 recupera e sorpassa fino al 3-2. Poco dopo, sul 3 pari, inizia a piovere, ed è un peccato, perchè l’inerzia si era spostata, da bordocampo sento Tiafoe smoccolare parecchio per le difficoltà a stare in equilibrio, e questo ben prima dello scroscio. D’altronde, con quegli appoggi potenti e pesanti, l’erba intonsa delle prime giornate diventa traditrice, l’americano qui non è mai andato oltre il terzo turno.

 

Come era purtroppo prevedibile, la pausa (di un’oretta circa) permette a Frances di riordinare le idee, il che si traduce, a furia di botte da fondo, servizi e buoni passanti, in un break che viene capitalizzato per il 6-4. A inizio secondo set un doppio fallo, una bella risposta dell’americano, e un errore sottorete costano ancora un game di servizio a Vavassori. Da quel momento Tiafoe non rischia più (mentre Andrea si salva da uno 0-40) e siamo 2 set a zero, 6-4 6-4. Non è male la partita, anzi, Vavassori fa vedere cose belle in attacco e prende tanti applausi, ma il gap di cilindrata in favore di Frances si fa sentire, ogni volta che colpisce comodo l’americano fa male soprattutto al rovescio di Andrea, che ha un ottimo slice ma non basta.

“Che bello essere qui, peccato il primo set. Mi sento bene, ora testa al doppio di mercoledì!”

Ormai nei game di servizio di Vavassori c’è lotta, con palle break assortite, in quelli di Tiafoe non si gioca o quasi, e l’inevitabile break decisivo arriva nel nono game del terzo set. Il 6-4 6-4 6-4 conclusivo è giusto per quanto visto in campo, la speranza è di poter rivedere ancora Vavassori a questo livello. Nel frattempo, solo complimenti per Andrea.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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Clicca qui per ascoltare il video intero!

[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

 

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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ATP Maiorca: Tsitsipas rischia più volte ma si impone al fotofinish contro Bautista Agut, 1° titolo su erba

Stefanos Tsitsipas spreca un vantaggio di un set e un break, serve per il match, non chiude ma vince comunque. Nono titolo in carriera, il primo sui prati

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Stefanos Tsitsipas - ATP 250 Maiorca 2022 (foto Twitter)

Clicca qui per ascoltare il video intero!

[2/WC] S. Tsitsipas b. [5] R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-6(2)

I grandi complimenti di Toni Nadal, in veste di direttore dell’ATP 250 di Maiorca, sono emblematici della finale che Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut hanno interpretato. Un ultimo atto pieno di colpi di scena, in cui il greco è sempre stato avanti nel punteggio ma ha subito per ben due volte il ritorno dello spagnolo. Il tiebreak del terzo set, tuttavia, è stato un assolo del numero 6 del mondo, che lo ha dominato dal primo all’ultimo punto.

 

IL MATCHBautista Agut parte in maniera fallosa sia con le volée che col dritto, concedendo subito tre palle break consecutive al greco. Tsitsipas ha dalla sua anche la fortuna e un nastro beffardo gli smorza la palla quel tanto che basta per mandarla dall’altra parte, ritrovandosi 1-0 e servizio. Vantaggio mantenuto grazie ad un grande controllo degli scambi da fondo; Bautista Agut prova a fare restare a galla con palle arrotate e profonde, ma la potenza del dritto del 23enne di Atene continua a fare seri danni e in 11 minuti è 3-0 pesante. Poco dopo i punti vinti dal numero 20 del mondo eguagliano i game di Tsitsipas e si va 4-0. Per la prima volta Bautista riesce a vincere due quindici consecutivi e a sbloccarsi e, inaspettatamente, anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Aiutandosi con il servizio l’iberico risale fino al 3-4, accompagnando il tentativo di rimonta con diversi “Vamos!”. Bautista Agut è definitivamente entrato in partita e Tsitsipas rischia un po’ troppo, finendo subito sotto 0-30 anche per via di un doppio fallo. Da quel momento, però, il greco chiama in causa il suo gran servizio, conquistando quattro punti di fila e mantenendo il vantaggio. La testa di serie numero 5 prova a rimanere in scia, ma nel decimo game l’ellenico trova due ace e due prime vincenti e archivia 6-4 la prima frazione in cui, come spesso accade, ottiene molto dalla battuta (79% di punti vinti con la prima).

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

Il secondo parziale parte in modo più equilibrato rispetto al primo, ma quando sembra che possa esserci una partita vera Bautista Agut spegne nuovamente la luce. Nel terzo game, infatti, l’iberico commette tre gratuiti di rovescio e concede altrettante palle break (seppur non consecutive): sulle prime due è bravo a cancellarle, ma sulla terza sbaglia una comoda volée di rovescio sopra la rete. In men che non si dica Tsitsipas si porta in vantaggio 3-1 e sembra totalmente in controllo del match, ma Bautista Agut non è certo un giocatore arrendevole. Prima un suo gran rovescio lungolinea, quindi due non forzati del numero 6 del mondo gli valgono due palle break per rientrare in partita. La seconda chance è quella giusta, con il 34enne di Castellon De La Plana che riesce ad agguantare il suo avversario sul 3-3. Qualcosa sembra essersi inceppato nel gioco del greco, che smarrisce la prima, va spesso fuori giri e regala altre due chance di break a Bautista Agut. Lo spagnolo se le procura al termine di uno scambio spettacolare, facendo giocare a Tsitsipas una complicata volée bassa e infilandolo successivamente con il dritto. Alla prima possibilità la testa di serie numero 5 opera l’allungo e, al momento di chiudere, tira fuori il meglio si sé con un pallonetto millimetrico, una smorzata vincente e un ace. Diventano cinque i giochi consecutivi vinti da Bautista Agut, che chiude 6-3 e rimanda tutto al terzo set.

Il match si fa decisamente più combattuto, con i due giocatori che sono ben consci di quanto sia importante partire bene. Tsitsipas non ha problemi nei suoi primi due giochi al servizio, tenuti entrambi a 15, mentre Bautista Agut difende il suo primo turno ai vantaggi. Nel quarto gioco l’iberico si porta comodamente sul 40-0, ma abbassa la concentrazione e subisce il rientro del suo rivale, che con cinque punti consecutivi ottiene il break. Abbastanza clamoroso il modo in cui Tsitsipas opera l’allungo, dato che – esattamente come nel primo set – è un nastro beffardo a mettere fuori giri Bautista Agut, che stava per mettere a segno una comoda volée di rovescio. La palla, tuttavia, bacia il net e ricade tra i piedi dello spagnolo, bravo a salvarsi rapidamente ma impotente sul colpo successivo del numero due del seeding, che si scusa in tutti i modi. L’ellenico ne approfitta, sale velocemente 4-1 e poco dopo ha un’opportunità del doppio break, ma l’iberico è bravo a cancellarla a rete. Si procede on serve fino al 5-3, quando Tsitsipas è chiamato a chiudere. Il numero 6 del mondo avverte la tensione del momento, concede una chance di break e, questa volta, la fortuna sorride al suo avversario. Il numero 20 del mondo, infatti, risponde come può ad una corposa prima della testa di serie numero due, che manca completamente l’impatto con la palla per via di un rimbalzo irregolare e viene ancora raggiunto da Bautista Agut, che impatta sul 5-5. Tsitsipas si fa riprendere da 40-0 ma non concede break point, mentre lo spagnolo tiene a zero il suo ultimo turno di battuta: sarà il tiebreak a decretare il vincitore del torneo. Il primo minibreak è del greco, che trova un importante dritto sulla riga e proprio con questo colpo fa la differenza, portandosi sul 4-1. Con un altro punto spettacolare il numero 6 ATP allunga il suo vantaggio, si procura quattro match point consecutivi e chiude subito con una seconda vincente un tiebreak dominato dall’inizio alla fine. Termina 6-4 3-6 7-6 in 2h31 per Tsitsipas, che si è trovato prima avanti di un set e un break, poi ha servito per il torneo nel terzo set, ma in entrambe le occasioni era stato rimontato da un mai domo Bautista Agut. Questo successo è il 40esimo in stagione, che gli valgono anche il nono titolo in carriera, il primo in assoluto sull’erba. Grazie alla vittoria odierna, inoltre, l’ellenico scavalca Alcaraz e torna al secondo posto nella race, alle spalle soltanto di Rafael Nadal. Al termine di Wimbledon Tsitsipas salirà al numero 4 ATP, poiché usciranno a Novak Djokovic i 2000 punti ottenuti grazie alla vittoria dell’anno scorso. Il serbo scenderà dunque al numero 7 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

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