ATP Washington, Sinner vince una maratona con McDonald: primo titolo 500 e ingresso in Top 15

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ATP Washington, Sinner vince una maratona con McDonald: primo titolo 500 e ingresso in Top 15

Pur fallendo diverse chance di chiudere, Sinner prevale in quasi tre ore e conquista il torneo più importante della sua carriera; è il più giovane vincitore di sempre in un 500

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Jannik Sinner – ATP Washington 2021 (fotp via Twitter @CitiOpen)

Al termine di una finale agonica, Jannik Sinner ha conquistato il Citi Open di Washington battendo un gagliardo Mackenzie McDonald per 7-5 4-6 7-5 in due ore e 52 minuti. Dopo un primo set complicato in cui si è fatto rimontare due volte e ha avuto bisogno di 11 set point per portarsi avanti, l’azzurro ha perso il secondo senza riuscire a fare molto in risposta ma alla lunga ha fatto valere la sua maggior freschezza e potenza, vincendo il suo primo 500 (il primo teenager di sempre a conquistarne uno) e battendo il quarto giocatore di casa della sua settimana. Dopo le polemiche per la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo, arrivate nel bel mezzo di un periodo difficile in termini di risultati, quella di Jannik è una grande risposta.

Indubbiamente avrebbe potuto vincere più rapidamente (5/21 nelle palle break, inclusi due match point falliti sul 5-2 nel terzo), ma si è scontrato contro un avversario estremamente preparato sia fisicamente che tatticamente. Si tratta del terzo successo della sua giovane carriera, successo che lo proietterà al nuovo best ranking di N.15 ATP, un salto in avanti importante in ottica US Open.

IL PERCORSO

Sinner aveva subito break solo nel match contro il compagno di doppio Sebastian Korda. Se si eccettua quell’incontro, aveva vinto sempre almeno l’83% dei punti con la prima e arrivava in finale con 21 turni di servizio tenuti consecutivamente. McDonald aveva passato molto più tempo in campo: privo di un seed, aveva giocato già a partire dal primo turno e affrontato un paio di match piuttosto intensi con Paire al secondo e con Nishikori nella semifinale di ieri. Alla fine l’alumnus di UCLA ha speso ben otto ore e 57 in campo durante la settimana contro le 5:54 di Sinner, finale esclusa – ha peraltro giocato molto di più anche nell’arco della stagione, 54 partite (con 37 vittorie, 13-10 nel circuito maggiore) contro 42 per Sinner (28 vittorie). Ha sempre vinto almeno la metà dei punti contro la seconda avversaria, ma Sinner ne ha sempre vinti almeno il 55% con il colpo.

 

LA PARTITA

Se McDonald doveva risentire del surmenage, qualcuno si è chiaramente dimenticato di avvertirlo. Nel primo confronto fra i due, ha scelto un piano partita estremamente aggressivo, sbagliando molto ma tenendo spesso in mano il pallino del gioco. Ha cercato di aggredire la seconda con i piedi ben dentro al campo fin dall’inizio, ma Sinner si è disimpegnato bene anche in un primo game in cui la prima è entrata poco. McDonald è stato molto bravo all’inizio, trovando un paio di discese a rete e verticalizzando presto per togliere la possibilità al rivale di impostare lo scambio in pressione dall’alto del suo superiore peso di palla.

Lo statunitense si è espresso davvero ad alto livello, cercando il lungolinea il più possibile con colpi dal rimbalzo basso, mentre Sinner è stato bravo a rimanere costante e profondo, nonché preciso con il kick da sinistra (ha vinto sette dei primo otto punti giocati con la seconda). Avanti 2-1, Jannik ha rimesso in campo tre risposte di rovescio non semplicissime, e si è procurato una palla break con una ottima difesa in back chiusa da un passante di dritto a campo aperto. McDonald si è salvato con il suo primo ace del pomeriggio, ma ha poi commesso il terzo errore di dritto del game, e Sinner stavolta ha smistato bene con il dritto inside-in per poi prendersi il 3-1 a rete. McDonald si è però riportato in gara rapidamente, trovando una risposta vincente per il 40-40 e approfittando di un errore a rete di Sinner per la palla del contro-break, ma il quasi non più teenager ha messo a segno un ace esterno. McDonald se n’è però procurate altre tre, passando con un lungolinea terra-aria per il contro-break:

Sinner si è però scosso rapidamente. Nel game successivo si è guadagnato tre palle break passando due volte l’avversario, che ha sbagliato un dritto per il terzo break di fila e incassato un parziale di sette punti di fila per il 5-2 Sinner, che questa settimana ha mostrato un’attitudine molto più spiccata a trovare punti gratis, anche grazie, forse, al ritorno alla platform stance (basti che pensare che prima di oggi aveva perso solo 22 punti con la prima in quattro incontri). Al momento di servire per il set, però, ha commesso un brutto errore di dritto per il 30-30 e ha concesso una palla break con un altro errore su una risposta un po’ fortunosa dell’americano, che ha giocato uno dei suoi punti migliori (due dritti aggressivi seguiti da una volée in allungo dalla terra di nessuno) per il secondo contro-break.

Quello che è seguito è un lento stillicidio. Nel decimo game Jannik ha trovato subito l’aggressività, e si è procurato due set point. Una stecca di rovescio e un servizio esterno hanno dato la parità a McDonald, che però ha commesso il suo primo doppio fallo e ha concesso il terzo, prima di trovare altri due gran dritti per il 40-40. Sinner è stato solido in difesa, e il sedicesimo errore di McDonald gli ha dato il quarto set point, ma un altro servizio esterno ha salvato lo statunitense. Nonostante gli errori di dritto dell’avversario, Sinner non è riuscito a sfruttare altre due palle set, e McDonald è riuscito a trovare il 5-5 con servizio e dritto salvando sei set point.

A quel punto Sinner è stato bravo a tenere un turno rapidissimo, rimandando McDonald a servire: lo statunitense è stato nuovamente tradito dal dritto, e ha concesso altri tre set point con l’unforced N.21, ma ha trovato due ace prima di un passante sbagliato da Sinner per il 40-40. McDonald ha sbagliato nuovamente di dritto, ma ha salvato il decimo set point grazie anche all’aiuto del nastro che gli ha accomodato il colpo. Altro errore di dritto e altro set point, stavolta accolto dall’urlo di Sinner, che ha infilato una buona risposta bimane provocando l’errore dell’americano per il terzo break (su 14 chance) e chiudendo il set dopo 66 minuti.

Nel secondo set McDonald ha continuato a fare la sua partita, e approfittando di qualche errore di troppo di Sinner (soprattutto di rovescio, stranamente) si è procurato una palla break sull’1-1, difendendosi strenuamente ma sbagliando con il colpo bimane in diagonale al momento di girare lo scambio. Rispetto al primo parziale, la partita tattica si è fatta più statica, con McDonald a difendersi tagliando i non forzati (solo otto) e Sinner a spingere ma con qualche errore di troppo.

Con l’andare dei minuti, Mackenzie ha ricominciato a concedere qualcosina, ma Sinner non è riuscito ad approfittarne. Sul 2-3 lo statunitense si è trovato indietro 15-40 con due errori di dritto; Sinner ha sbagliato un rovescio in manovra sulla prima palla break, mentre sulla seconda è stato punito nuovamente dal servizio esterno dell’avversario, scendendo a 3/16 nel computo delle palle break. Allora è stato McDonald a tornare a giocare ad alto livello, procurandosi due palle break con un passante di rovescio in spaccata, portandosi avanti 4-3 su un errore di rovescio dell’italiano e chiudendo rapidamente il set con grandi numeri al servizio – solo cinque punti persi, 84% con la prima e 75% con la seconda. Questo il passante dell’americano:

Nel terzo i due, visibilmente stanchi, hanno iniziato a giocare più smorzate, e il primo a trarne vantaggio è stato Sinner: sull’1-0 si è infatti procurato una palla break dapprima recuperandone una e poi giocandone un’altra da par suo, ma McDonald ha giocato un buon attacco in contropiede per salvarsi. I colpi del Next Gen hanno progressivamente ritrovato pesantezza, risultando in un’altra opportunità, e stavolta la difesa è stata la sua, capitalizzata con un passante bimane pesante che McDonald non è riuscito a contenere – break Sinner, confermato poco dopo per il 3-0.

Il classe 2001 ha avuto percentuali di prime in campo piuttosto basse (13/36 nel terzo), e ha così offerto uno spiraglio all’avversario. Un doppio fallo sul 3-1 ha offerto due palle break a McDonald, ma una ritrovata aggressività nello scambio ha impedito a quest’ultimo di fare molto per capitalizzare. Lo statunitense ha però giocato un intelligente chip-and-charge, guadagnandosene una terza, salvata da servizio e rovescio.

La prima è stata estremamente efficace per Sinner, che ha vinto i primi dieci colpi giocati con il colpo all’inizio del terzo (12/13 alla fine) e ne ha trovata una importante sul 4-2 30-30, tenendo a distanza un avversario ormai in riserva: rispondendo pesante con i due fondamentali, Sinner ha forzato un errore di rovescio per il doppio championship point. McDonald ovviamente ha però continuato a salvare punti pesanti, obbligando Sinner a colpire un difficile dritto in corsa e trovando successivamente servizi efficaci per il 3-5. Al momento di servire per il titolo, l’azzurro ha commesso due errori di rovescio per il 15-30, e ha scentrato un dritto per la doppia palla break McDonald, regalando il contro-break con un rovescio lungo di metri. Pur falloso, tuttavia, Jannik è riuscito a giocare dei punti solidi, e si è portato a due punti dal match con il punto più bello della partita, difendendosi a tutto campo e trovando un rovescio stretto in risposta al lob di McDonald, che è riuscito a trovare una buona stop volley su cui però l’azzurro ha staccato la mano sinistra e infilato il passante in back:

Nonostante la botta subita, McDonald è riuscito a tenere anche grazie al nastro, che ha deviato un passante dell’avversario, e ha impattato sul 5-5. Come nel primo set, però, Sinner ha tenuto enfaticamente nel momento in cui l’inerzia sembrava favorire il rivale, e si è dato la spinta per un ultimo break: ha trovato il passante in diagonale per il 15-30, e pur con qualche sbavatura si è procurato la terza palla del torneo vincendo l’attrito sulla diagonale di dritto, e ha infine chiuso su un errore di rovescio di McDonald, alzando le braccia al cielo in totale esaustione.

I NUMERI

Per Sinner questa è la terza vittoria in carriera su quattro finali, la seconda del 2021 su tre finali (vittoria a Melbourne 1, sconfitta a Miami). Prima finale in carriera per McDonald nel circuito maggiore: quest’anno ha però vinto quella del Challenger di Nur-Sultan. Sinner sale al N.15 (best ranking) in classifica, ed è decimo nella Race ma decisamente vicino all’ottavo posto di Casper Ruud (2280 punti per lo scandinavo, 2030 per Sinner). McDonald perde la sua prima finale in carriera, ma sale comunque al N.64. Nella Race è N.30, ma non riesce a diventare il primo vincitore americano del torneo dai tempi di Andy Roddick nel 2007.

Qui il tabellone completo di Washington e degli altri tornei della settimana

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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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Australian Open uomini: Tsitsipas in quattro set su Baez. Paire sorprende Dimitrov, De Minaur facile [VIDEO]

Il greco perde un set ma passa su Baez, mentre Benoit fa lo scherzo al bulgaro. Bene in tre set De Minaur, Auger-Aliassime vince una battaglia di oltre quattro ore con Davidovich Fokina

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Il resoconto di alcuni match del tabellone singolare maschile dell’Australian Open giocati nella prima mattinata (qui l’approfondimento su alcuni match della notte italiana). Tsitsipas soffre la tenacia dell’argentino Baez, vittoria a sorpresa di Paire su Dimitrov. L’idolo di casa De Minaur avanza facilmente.

[4] S. Tsitsipas b. S. Baez 7-6(1) 6-7(5) 6-3 6-4

Continua a correre Stefanos Tsitsipas. Il greco, arrivato a Melbourne con poche partite sulle gambe (due di doppio e una persa all’ATP Cup) a causa di un infortunio al gomito, ha battuto in quattro set Sebastian Baez sulla Margaret Court Arena. Una vittoria anche di carattere per il N.4 del seeding, che ha dovuto lottare vedendosi riprendere sull’1-1 dal ventunenne argentino, semifinalista alle ultime Next Gen Finals di Milano in cui sconfisse tra gli altri Musetti.

 

Nel primo set Tsitsipas si è visto annullare sette palle break nei primi due turni in risposta. Sarebbe potuto sembrare il segnale che il greco avrebbe avuto vita facile, invece è stato Baez a dare il primo squillo alla partita. A sorpresa l’argentino ha strappato il servizio al N. 4 del mondo nel nono game, giocando un tennis molto offensivo. Ma, nel momento di servire per il primo set, sono tremate le gambe al classe 2000. Baez ha immediatamente riconsegnato la battuta a Tsitsipas, anche grazie ad un gioco in risposta molto profondo del greco, per poi veder sfuggire il primo parziale in un tie-break in cui Stefanos gli ha lasciato un solo punto.

Il giovane argentino (N. 88 del ranking) si sarebbe potuto sconfortare dopo l’andamento del primo set, ma nel secondo ha dimostrato tutto il carattere che contraddistingue gli sportivi albiceleste. Un secondo parziale in cui a dominare sono stati i servizi, senza opportunità di break per nessuno dei due giocatori e con Baez che ha messo in campo l’85% di prime palle (contro il 74% dell’avversario) oltre a 13 vincenti. Arrivati all’inevitabile tie-break, il sudamericano ha vinto quattro punti di fila dal 3-5 per rimettere in parità la partita.

Baez, all’esordio nel tabellone principale dell’Australian Open, ha visto però sciogliersi le proprie sicurezze nel terzo set. Tsitsipas ha ritrovato la rapidità di gambe che lo contraddistingue e, affidandosi specialmente al proprio dritto, ha operato il break nel secondo e nel quarto gioco. Dopo aver rimandato la conquista del parziale sul 5-2 e servizio, il greco ha definitivamente messo la testa avanti. Nella quarta frazione c’è stato poco da fare per Baez. Strappata la battuta all’avversario nel terzo game, Stefanos ha controllato il prosieguo dell’incontro, chiudendo poi la pratica in in tre ore e ventidue minuti.

Baez è un grande giocatore” – ha dichiarato il greco sull’avversario a fine partita – “ha uno dei migliori dritti che abbia mai affrontato“. Tsitsipas, che raggiunge così il terzo turno all’Australian Open per il quarto anno consecutivo, proverà a difendere la semifinale conquistata nella scorsa stagione e persa da Medvedev. Avversario del prossimo round sarà Benoit Paire.

B. Paire b. [26] G. Dimitrov 6-4 6-4 6-7(4) 7-6(2)

Sul campo 3 il francese si è reso infatti protagonista di una delle soprese di giornata. L’estroso ma spesso troppo discontinuo Paire ha infatti battuto in tre ore e diciotto minuti Grigor Dimitrov, semifinalista a Melbourne nel 2017. Dai numeri di fine partita si può notare come sia stato il servizio l’arma vincente per il transalpino. Benoit ha infatti messo a segno il doppio degli ace rispetto all’avversario (14 a 7) e, nonostante la percentuale di prime in campo sia poco superiore alla metà, ha vinto l’82% di punti col primo servizio.

Il N.56 del ranking ha conquistato le prime due frazioni con lo stesso risultato, anche se nella seconda ha dovuto faticare maggiormente subendo un break nel quarto gioco ma riconquistandolo immediatamente nel game successivo. In questo frangente di partita Dimitrov è risultato più falloso dell’avversario, commettendo 28 errori non forzati contro i 17 di Paire e con 5 doppi falli solo nel secondo set.

Nella terza frazione il bulgaro ha ritrovato buone percentuali e, nonostante i 9 ace di Paire (su 14 totali), ha portato la partita al tie-break, vincendolo poi per 7-4. Gioco decisivo anche nel quarto set quando, dopo un break per parte conquistato, il francese ha vinto il game finale mettendo a segno cinque punti consecutivi dal 2-2.

[32] A. De Minaur b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-2

L’idolo di casa Alex De Minaur è sceso in campo nella notte italiana sulla Rod Laver Arena. Vittoria facile per il tennista di Sydney, che ha battuto il polacco Kamil Majchrzak (N. 107 ATP) in un’ora e 39 minuti. Partita con poca storia tra i due, con la tds N. 32 che si è fatto bastare un break nelle prime due frazioni, per poi dilagare nella terza in appena ventisei minuti.

De Minaur, che al primo turno aveva avuto la meglio su Musetti, ha nel complesso dominato anche le statistiche, mettendo a segno 11 ace (contro i 3 del polacco) e 35 vincenti, conquistando anche l’85% dei punti con il primo servizio. L’australiano conquista così per la terza volta l’accesso al terzo turno degli Australian Open e nella prossima partita contro il 35enne Pablo Andujar potrebbe raggiungere il miglior risultato della carriera al Melbourne Park.

[9] F. Auger-Aliassime b. A. Davidovich Fokina 7-6(4) 6-7(4) 7-6(5) 7-6(4)

Grande spettacolo sulla nuovissima Kia Arena, dove Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina hanno dato vita ad uno dei match più entusiasmanti di questo Day 4. A prevalere è stato alla fine il N. 9 del mondo e fresco vincitore dell’ATP Cup con il suo Canada. Ma lo spagnolo, che a Melbourne ha vinto la sua prima partita Slam nel 2020, ha dato dimostrazione ancora una volta di carattere e di buona predilezione per il veloce, mettendo in difficoltà Felix e costringendolo a una vittoria dopo quattro tie-break.

Decisivi per il canadese i 28 ace sfoderati in tutta la partita (contro i 6 dello spagnolo N. 50 ATP) a conferma dell’ottimo lavoro svolto nell’ultimo periodo per quanto riguarda il servizio. Più combattuti nel complesso il primo e il quarto set in cui, a differenza delle altre due frazioni, i giocatori sono riusciti a conquistare un break a testa in entrambe le partite. Il rendimento con il servizio di Auger-Aliassime ha avuto alla fine la meglio e il classe 2000 al terzo match point ha chiuso i giochi. Nel prossimo turno, il canadese è atteso da una sfida che promette spettacolo contro la tds N. 24 Daniel Evans.

QUI IL TABELLONE MASCHILE DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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