Annata nera per Wawrinka: salterà anche lo US Open, rientro difficile nel 2021

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Annata nera per Wawrinka: salterà anche lo US Open, rientro difficile nel 2021

L’ex numero 3 del mondo è pronto per iniziare la riabilitazione al piede sinistro. Totale incertezza sulla data del rientro

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Stan Wawrinka - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Riuscire a togliere il sorriso a uno come Stan Wawrinka non è un’impresa facile, ma i problemi al piede sinistro ce la stanno mettendo tutta per riuscirci. L’ex numero 3 del mondo, dopo due operazioni al piede con la più recente che risale a giugno, salterà anche lo US Open e dunque la sua ultima apparizione stagionale rimarrà per (almeno) un altro mese quella del 9 marzo, giorno in cui è uscito sconfito dalla sfida contro Lloyd Harris al primo turno dell’ATP 250 di Doha. Azzardare una data per il ritorno in campo al momento lascia il tempo che trova, e oggettivamente sembra difficile pensare che possa avvenire nel 2021.

Intanto, la rinuncia di Warinka allo US Open ‘libera’ la wild card che sarebbe stata assegnata a Andy Murray, poiché lo scozzese entra direttamente nel tabellone principale.

Dal suo ultimo match in poi Stan si è occupato principalmente di attività extra-tennistiche. In particolare è stato molto attivo per quel che riguarda le sponsorizzazioni lavorando a stretto contatto soprattutto con Evian, marchio di acqua che in passato ha lavorato anche con Sharapova. Sul profilo Instagram dello svizzero, infatti, svariati post negli ultimi mesi sono stati fatti in collaborazione con questo brand.

 

A proposito di Instagram: il suo post più recente risale ad appena cinque giorni fa, nel quale Wawrinka ha annunciato finalmente di essere pronto per ricominciare la riabilitazione e di aver abbandonato l’utilizzo del tutore utilizzato nell’ultimo mese e mezzo. Emblematica la scritta luminosa che si legge sulla cima del resort dove ha alloggiato in questo periodo: “Everything is going to be alright“, ossia ‘tutto andrà bene’. Tra i primi a commentare questa foto è arrivata Serena Williams, che di ritorni sui grandi palcoscenici se ne intende. Il suo è un consiglio al collega: “Abbi fiducia nel percorso“.

Non è la prima volta che Wawrinka si trova costretto a tentare il rientro nel circuito dopo una lunga assenza. L’ultima volta era accaduto nel 2017 quando, dopo Wimbledon, fu costretto a chiudere la stagione anzitempo per un problema al ginocchio. Il ritorno in campo avvenne in Australia l’anno successivo, ma per raggiungere il suo livello precedente gli ci vollero parecchi mesi. Attualmente è n. 31 del mondo, anche se sappiamo quanto poco possa significare questo numero in questo periodo; è molto più attendibile, purtroppo per Stan, la posizione 264 nella Race to Torino, che tiene in considerazione soltanto i risultati del 2021. I match disputati quest’anno sono soltanto sei, tre vittorie e tre sconfitte, mentre nella scorsa stagione erano stati 30, otto dei quali però nel circuito challenger (Stan aveva preferito un rientro più soft dopo la pandemia, sulla terra ‘cadetta’ di Praga).

Ciò che conta parecchio invece è l’età. Stan ha compiuto 36 anni a marzo ed è quindi legittimo chiedersi quanto carburante gli sia rimasto in corpo e quanto sia ancora disposto a mettersi in discussione. Guardare le carismatiche prestazioni di Andy Murray sui prati londinesi forse gli avrà dato un po’ di grinta per affrontare i prossimi mesi di allenamenti, mentre una chiacchierata con Juan Martin del Potro – più o meno nella sua stessa situazione; un mese e mezzo fa ha rinunciato alle Olimpiadi, dicendosi ancora in piena riabilitazione – potrebbe essere utile per dividere con lui il peso della fatica. Se invece il suo sguardo è già rivolto alla sua carriera dopo il tennis, c’è un connazionale verosimilmente più vicino di lui al capitolo successivo della sua vita.

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Krajinovic: “Djokovic guiderà la Serbia in Davis. Non andrò all’Australian Open in caso di quarantena”

Il numero due serbo è pronto a mettere le mani sull’Insalatiera, ma non andrà in Australia se dovrà rimanere in isolamento per più di cinque giorni

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Filip Krajinovic a Sofia 2021 (Credit: Ivan Mrankov)

Ci sono pochi dubbi che la quarantena australiana di inizio 2021 non sia un’esperienza che i tennisti smaniano di ripetere, soprattutto gli sfortunati che sono capitati sullo stesso aereo di un collega risultato positivo al COVID-19 e costretti al completo isolamento per due settimane, ma anche coloro che potevano uscire solo per il tempo prefissato per gli allenamenti e poi dovevano tornare nelle loro stanze con le finestre sigillate. A peggiorare l’umore c’è stata l’evidente disparità con i privilegiati di Adelaide che, tra l’altro, potevano godere del balcone. Tra quelli sicuramente non disposti a sottostare di nuovo a due settimane di quarantena c’è Filip Krajinovic, appena eliminato dalla Kremlin Cup (è stato battuto da Pedro Martinez dopo il bye al primo turno), evento a cui pensava di rinunciare per riposarsi dopo il Indian Wells per poi giocare in seguito “a Vienna e Parigi, ma Medvedev si è ritirato da Mosca, sono entrato come quarta testa di serie, un bye al primo turno, quindi ho deciso di andare”, spiega a Sport Blic il ventinovenne di Sombor.

IPOTESI AUSTRALIANE – È notizia degli scorsi giorni che solo i tennisti con doppia dose riceveranno il visto per volare a Melbourne, dove, secondo Martin Pakula, ministro (anche) del Turismo, Sport e Grandi Eventi dello Stato della Victoria, essere vaccinati darà ai tennisti l’opportunità di giocare al meglio l’Australian Open, con le minori limitazioni possibili“. Limitazioni che, come anticipato, hanno un… limite per Krajinovic. “Sono molto rigorosi lì e onestamente, se devo stare in quarantena per quattordici giorni dopo l’arrivo a Melbourne, non andrò in Australia. Sono stato vaccinato, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per proteggere me stesso e le persone intorno a me, quindi non vedo davvero alcun motivo per sedermi lì per quattordici giorni in una stanza. Se dicono che dopo l’arrivo devo stare, diciamo, cinque giorni in isolamento, per me va bene, ma tutto ciò che va oltre è inaccettabile per me”. E ci sono anche i tempi piuttosto stretti, con la Coppa Davis che termina il 5 dicembre: “La stagione finisce tardi, avrò venti giorni per prepararmi e partire. Verranno ancora organizzati voli charter, l’ultimo dei quali è previsto per il 28 dicembre, l’ultima data utile per andare in Australia. Vedrò quale sarà la decisione finale di Melbourne, quindi deciderò la cosa migliore da fare”. In ogni caso, una decisione finale sulla durata di un’eventuale quarantena non è ancora stata presa da parte del governo locale.

IL RITORNO DI NOLE – Il numero 1 ATP ha dichiarato negli scorsi giorni che la sua programmazione di fine anno includerà Bercy, le Finals di Torino e la Davis. E proprio in quest’ultima manifestazione Krajinovic spera di ottenere un trionfo storico, con la compagine guidata da Djokovic in partenza il 25 novembre. “Avremo la formazione più forte perché vogliamo tentare di vincere l’Insalatiera come nel 2010”, rivela Filip, che userà i prossimi tre tornei per arrivare al meglio a Innsbruck (la Serbia è nel girone con Germania e Austria, prive rispettivamente di Zverev e Thiem) e a Madrid. Viaggiamo guidati da Novak e di certo non andremo lì per perdere. Eravamo già tutti d’accordo per giocare e provare a vincere”. In programma c’è una mini-preparazione a Belgrado prima di dirigersi verso l’Austria, “quattro o cinque giorni di allenamento insieme per rafforzare lo spirito di squadra, ma non so esattamente quando cominceremo perché dipende da chi gioca cosa da qui a fine stagione”.

 

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Race to Milano: Sinner vince il derby contro Musetti ad Anversa

SPONSORIZZATO – Le giovani stelle del tennis italiano si sono sfidate agli ottavi: è stato il campione uscente delle Next Gen ATP Finals a prevalere

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Riflettori puntati sullo European Open, dove agli ottavi di finale è andata in scena la sfida che gli appassionati italiani sperano possa ripetersi nella prossima decade su palcoscenici e in turni ben più prestigiosi, vale a dire quella fra il leader delle classifiche Next Gen Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, attualmente al sesto posto ma, ricordiamolo, più giovane di un anno. I due non si erano mai affrontati nel tour principale: la loro unica sfida risaliva infatti al 2019, quando si giocarono una wild card nelle prequalificazioni per gli Internazionali d’Italia al Foro Italico. Come allora, è stato Sinner ad aggiudicarsi la sfida, allungando in vetta alla Race to Milano e tenendo vive le speranze di qualificarsi per le ATP Finals di Torino.

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Sorpresa all’ATP di Mosca: Rublev eliminato da Mannarino. Avanza Karatsev

Il francese (sconfitto nella finale 2019) si prende una dolce rivincita sul numero 5 della Race ATP, salvando anche un match point

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Andrey Rublev - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

È una vera e propria storia d’amore (ma mai a lieto fine, sinora) quella che intercorre tra Adrian Mannarino e l’ATP di Mosca. Il francese ha raggiunto la finale per ben due volte nell’evento, nel 2019 e nel 2018 e un anno prima si è fermato solo in semifinale. Ancora non sa se riuscirà ad arrivare in fondo quest’anno, ma è comunque riuscito a conquistare un risultato di altissimo livello. Nel secondo turno ha infatti estromesso dal torneo la testa di serie numero 1 Andrey Rublev, salvando anche un match point sul 5-6 del secondo parziale. I due si erano affrontati nella sopra citata finale del 2019 a Mosca, quando Rublev si impose nettamente (6-4 6-0), alzando il trofeo di fronte alla sua gente.

Rublev conduceva 5-2 il primo parziale, ma ha rischiato di subire una clamorosa rimonta: sul 5-5 ha salvato un break point e ha chiuso il set nel dodicesimo gioco. Le difficoltà palesate sul finale del primo parziale sono state però un campanello d’allarme per Rublev. Nel secondo set ha ceduto per due volte il servizio e Mannarino sul 5-4 ha avuto sulla racchetta due set point. Il russo ha reagito e, come accaduto un’oretta prima, si è portato a un punto dalla conquista del set. Un rovescio in rete sul match point gli ha negato l’opportunità di archiviare una partita molto complessa con un doppio 7-5 e Mannarino ha forzato la partita al terzo set nel tie-break. Rublev è apparso affaticato nel finale, incapace di reagire al break subìto nel quinto game. “Siamo entrambi migliorati rispetto alla finale di due anni fa” ha detto il 33enne francese. Andrey è migliorato molto più di me, ma anche se un giocatore ti è superiore, tutto può succedere. Oggi sono stato un po’ fortunato, sono comunque contento della mia performance”. Lo attende Berankis nei quarti di finale, un match totalmente alla sua portata.

Il primo favorito del torneo è diventato dunque Aslan Karatsev che ha aperto il suo torneo (dopo il bye al primo round) contro Egor Gerasimov. Non ha impiegato molto più tempo del necessario a disfarsi del suo avversario, nemmeno 90 minuti ad essere precisi. Ha chiuso 6-4 6-3 e attende ora il vincente dell’incontro tra Simon e McDonald.

 

Il tabellone dell’ATP di Mosca

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