ATP Cincinnati: Alcaraz accede al tabellone principale, dentro anche Gasquet e Anderson

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ATP Cincinnati: Alcaraz accede al tabellone principale, dentro anche Gasquet e Anderson

Il giovane tennista spagnolo conquista il secondo tabellone di un 1000 su cemento in carriera, Gasquet supera l’ostacolo Munar

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Giornata di qualificazioni nel Master 1000 di Cincinnati, con in palio sette posti per il tabellone principale. Nella prima partita di giornata sfida tra due vecchie conoscenze dei campi veloci, il sudafricano Kevin Anderson e l’americano Steve Johnson. L’ex finalista di Wimbledon, già giustiziere di Lorenzo Musetti al primo turno, ha superato in due set Johnson, che ha avuto anche la possibilità di servire per il primo set. Dopo essersi fatto breakkare nel momento decisivo ed aver perso il tie-break, il tennista americano ha perso lucidità fino al break avvenuto nel nono game che ha indirizzato definitivamente la partita nelle mani di Anderson.

Secondo main draw in un 1000 sul cemento in carriera per Carlos Alcaraz, che dopo aver superato nettamente Thiago Monteiro al primo turno ha avuto ragione di un tennista molto pericoloso come Ilya Ivashka. Una partita equilibrata nonostante il punteggio, con entrambi bravi a creare tante opportunità di break ma con il tennista murciano più freddo nei momenti importanti. Non sarà con lui il connazionale Jaume Munar, sconfitto in tre set dall’esperto Richard Gasquet, autore di una grande rimonta. Gioia anche per Yoshihito Nishioka, il tennista giapponese ha superato anche lui in rimonta il lituano Berankis per assicurarsi un posto nel tabellone principale.

Buone notizie per quanto riguarda i tennisti di casa, Marcos Giron e Tommy Paul. Il primo ha superato il tedesco Dominik Koepfer, che ha giocato negli anni del college proprio in America, a Tulane. Il secondo ha avuto la meglio di Tennys Sandgren nell’unico derby tutto americano di questa giornata di tennis. Continua invece il momento no di Alexei Popyrin, che non vince due partite di fila dal Master 1000 di Madrid. Il tennista australiano si è fatto rimontare dal francese Corentin Moutet, bravissimo ad annullare tre match point nel finale di terzo set.

 

Di seguito i risultati del secondo turno delle qualificazioni:

Moutet b. [14] Popyrin 3-6 7-6(2) 7-5
Anderson b. Johnson 7-6(3) 6-4
[2] Alcaraz b. [9] Ivashka 6-3 6-4
[3] Paul b. Sandgren 6-7(5) 7-6(4) 6-3
[4] Nishioka b. Berankis 6-7(8) 7-5 6-2
[8] Giron b. [5] Koepfer 7-6(6) 6-4
[1] Gasquet b. [10] Munar 5-7 6-4 6-4

Qui il tabellone completo di Cincinnati 2021

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Australian Open

Australian Open: rese note le esenzioni mediche per i giocatori non vaccinati

Un giocatore che potrebbe beneficiarne è Jeremy Chardy, che ha dichiarato di aver dovuto chiudere prematuramente la stagione a causa degli effetti collaterali legati all’inoculazione

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Jeremy Chardy - Queen's 2018 (© Alberto Pezzali per Ubitennis)

Anche se la Coppa Davis non è ancora stata archiviata, è già tempo di pensare alla nuova stagione che prenderà il via in Australia il primo gennaio. Ad accompagnare l’avvicinamento all’Australian Open vi è la tematica relativa ai requisiti per poter accedere nello stato australiano del Victoria, di cui Melbourne è la capitale, e quindi essere definiti idonei per poter partecipare al primo torneo stagionale del Grande Slam.

Dopo molte speculazioni, Tennis Australia, l’organo di governo tennistico australiano, ha confermato nelle scorse settimane che sarà necessario il completamento del ciclo vaccinale contro il COVID-19 per poter partecipare all’Happy Slam.  La decisione ha ricalcato quanto stabilito dal premier dello stato Daniel Andrews, che aveva dichiarato che nessuna deroga sarebbe stata concessa agli atleti non vaccinati, classificandoli come “lavoratori essenziali” ai sensi della normativa vigente e richiedendone quindi la vaccinazione.

Tuttavia, vi è ancora la possibilità per alcuni giocatori di poter competere agli Australian Open senza aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino (o l’unica dose nel caso di Johnson & Johnson). Infatti, secondo quanto stabilito da Tennis Australia, sono stati individuati quattro requisiti che potranno consentire agli atleti di ottenere un’esenzione medica:

 
  • L’atleta ha una storia di anafilassi (una reazione allergica) a tutte le vaccinazioni COVID-19 approvate
  • L’atleta ha sofferto di “gravi effetti collaterali” legati alla prima dose di un vaccino approvato che hanno comportato il ricovero in ospedale o una disabilità/incapacità significativa
  • L’atleta soffre attualmente di una condizione medica acuta
  • L’atleta negli ultimi sei mesi ha sofferto di una malattia cardiaca infiammatoria.

Le autorità australiane hanno anche confermato che non sarà concessa nessuna esenzione alle atlete in gravidanza né agli atleti che soffrono di una condizione medica cronica di base o che in famiglia hanno registrato eventi di “effetti collaterali”.

Tra gli atleti che potrebbero soddisfare i requisiti sopra indicati potrebbe esserci Jeremy Chardy che, come dichiarato lo scorso settembre, ha sospeso la sua attività agonistica nel 2021 a causa di una reazione avversa al vaccino senza fornire, tuttavia, dettagli su quanto accaduto.

Oltre alla vaccinazione, gli atleti che viaggeranno in Australia dovranno sottoporsi al tampone prima del volo e ancora una volta appena atterrati. Per minimizzare le possibilità di contagio che potrebbero accadere in voli di linea, secondo quanto scritto da Marca, Tennis Australia ha organizzato diversi voli charter, consigliando caldamente agli atleti di utilizzare uno di questi voli. I sei aeroporti ritenuti strategici da cui partiranno i suddetti voli sono i seguenti: Dubai, Abu Dhabi, Los Angeles, Tokyo, Singapore e Santiago del Cile.

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Tennis Australia perde 100 milioni di dollari in un anno: quasi mezzo miliardo di spese per l’Australian Open 2021

Le spese aggiuntive dovute alle misure anti-COVID (e le perdite legate al pubblico contingentato) comportano un debito ingente: la speranza è che l’edizione 2022 possa risanarlo almeno in parte

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https://twitter.com/AnnaK_4ever/status/1467142104312958976

Lo straordinario sforzo organizzativo messo in atto per far disputare l’Australian Open 2021 costa caro a Tennis Australia, che ha dichiarato perdite da circa 100 milioni di dollari australiani (circa 62 milioni di euro) nel periodo che va dal 30 giugno 2020 al 30 settembre 2021. Il report annuale è consultabile pubblicamente a questo link, e quantifica le perdite in 75.182.525 dollari nei dodici mesi che vanno dal 30 settembre 2020 al 30 settembre 2021 più altri 24.837.411 dollari fra il 30 giugno 2020 e il 30 settembre 2020.

Trovatasi a dover organizzare il torneo in una delle aree più rigorose dal punto di vista della prevenzione anti-COVID, vale a dire lo stato del Victoria (Melbourne detiene il record mondiale per il lockdown più lungo), Tennis Australia e il governo locale hanno compiuto uno sforzo eccezionale per far sì che l’Happy Slam avesse luogo senza un numero eccessivo di forfait e senza rischiare di scatenare una nuova ondata pandemica.

Queste necessità si sono tradotte in grandi spese legate al testing di giocatori e dipendenti, alle prenotazioni alberghiere e all’utilizzo di voli charter per trasportare i giocatori a Melbourne (o ad Adelaide, nel caso di una ristretta minoranza di top players ed entourage annessi) da località come Doha, Dubai e Los Angeles. Per questo, nonostante circa 360 milioni di incassi (cifra già di per sé lontana dai 455 milioni del 2020, un calo dovuto al contingentamento del pubblico e al breve lockdown occorso durante il torneo che è risultato nelle porte chiuse per cinque giorni) a cui si sono aggiunti 25 milioni di introiti aggiuntivi, le spese totali hanno ammontato a circa 486 milioni.

 

Tennis Australia aveva inoltre a disposizione un tesoretto da 80 milioni che è stato interamente prosciugato dalla scorsa edizione dell’Happy Slam. Non solo: la federtennis Down Under ha dovuto chiedere un ulteriore prestito da 40 milioni per sostenere le spese aggiuntive. Ora la speranza degli organizzatori è che la capienza al 100% della prossima edizione del torneo (nonché di tutti gli eventi di preparazione, su tutte la ATP Cup in programma a Sydney) possa consentire di iniziare a colmare un gap davvero importante.

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Coppa Davis, Medvedev provoca il pubblico di Madrid: “Battere la Spagna è stato il momento migliore della settimana!”

“Dovete tifare per me, altrimenti continuerò a vincere!” Daniil non è nuovo a questo tipo di episodi, dalle monetine di Wimbledon 2018 al dito medio dello US Open 2019

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Che Daniil Medvedev sia un tennista oramai ai vertici del tennis mondiale nessuno osa metterlo più in dubbio, soprattutto dopo i risultati del 2021 (attualmente numero due nel ranking ATP). Che il russo però allo stesso tempo sia caratterialmente un provocatore nemmeno lo si può più nascondere.

Al termine della semifinale vittoriosa contro la Germania in cui ha battuto Struff nel secondo singolare, il numero uno russo ha esultato calpestando polemicamente il cemento della Madrid Arena:

Al momento dell’intervista post-partita, Daniil è stato subissato di fischi, e non ha fatto niente (ma proprio niente) per chetarli: “Sono felice che la squadra abbia raggiunto la finale. Sono state due settimane fantastiche: battere la Spagna a Madrid è stata la cosa migliore della settimana, in spogliatoio eravamo davvero contenti di aver eliminato la squadra di casa, è una bella sensazione”.

Ha poi aggiunto: “È molto divertente, e lo dico dal 2019, la gente non ha ancora capito come farmi perdere: dovete tifare per me, altrimenti continuerò a vincere; comunque va bene, continuate così!”. Dichiarazioni sicuramente pesanti che non porteranno molti spettatori neutrali dalla parte della RTF durante la finale di domani (domenica 5 dicembre, ore 16) contro la Croazia.

Medvedev non è nuovo a questi episodi. Allo US Open del 2019, impegnato da Feliciano Lopez, strappò letteralmente di mano un asciugamano ad un raccattapalle venendo beccato non solo in quel match, ma anche nel prosieguo del torneo, dal pubblico, che poi seppe però con astuzia portare dalla sua parte.

Contro il belga Bemelmans durante il secondo turno a Wimbledon 2017, dove fu sconfitto al quinto set, Medvedev a fine partita aprì il portafoglio e tirò delle monete al giudice di sedia.

Così come nel 2016 fu squalificato durante un match contro Donald Young per un commento che fu ritenuto razzista:

Insomma un campionario di mini-follie per un personaggio mai banale che sembra felice di essere considerato il cattivo del circuito.

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