ATP Cincinnati: eliminati anche gli ultimi italiani, Sonego e Berrettini

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ATP Cincinnati: eliminati anche gli ultimi italiani, Sonego e Berrettini

Lorenzo Sonego vince il primo set contro Stefanos Tsitsipas ma poi deve cedere alla distanza. Giornata da dimenticare per Matteo Berrettini, sconfitto nettamente da Felix Auger-Aliassime

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Matteo Berrettini - Cincinnati 2021 (via Twitter, @CincyTennis)

[2] S. Tsitsipas b. L. Sonego 5-7 6-3 6-4

L’attitudine gladiatoria di Lorenzo Sonego è ormai nota a tutti gli appassionati, specialmente dopo le memorabili battaglie al Foro Italico contro Thiem, Rublev e Djokovic, e anche il pubblico del Midwest americano ne ha avuto un assaggio durante il match di ottavi di finale tra Sonego e la testa di serie n. 2 Stefanos Tsitsipas.

Un match giocato come sempre gettando il cuore oltre l’ostacolo, tenendo per quasi due ore e mezzo il ritmo forsennato di un Top 3 e restando in partita fino all’ultimo game. Un match dal livello qualitativo elevatissimo, come dimostra il bilancio tra vincenti ed errori gratuiti di entrambi i protagonisti (+15 per Sonego, +9 per Tsitsipas), nel quale Sonego non ha molto di cui rimproverarsi, se non forse un diritto andato lungo di pochissimo su una palla break nel gioco che ha cambiato l’inerzia del match e probabilmente ha anche deciso il risultato.

 

Dopo aver vinto il primo set per 7-5, sfruttando un game giocato meno bene da Tsitsipas che ha commesso due gratuiti da fondo e ha chiuso con un doppio fallo sulla palla break, Sonego si è trovato con tre chance consecutive per breakkare di nuovo il greco nel game d’apertura del secondo set. L’ottima reazione di Stefanos e il successivo parziale di 13 punti a 3 ha dato un vantaggio di 3-0 a Tsitsipas che lo ha fatto giocare sempre da una posizione di vantaggio.

Da quel momento in poi Sonego si è sempre trovato a rincorrere nel punteggio: infatti dopo aver ceduto il secondo parziale per 6-3, ha subito il break in apertura anche nel terzo set, rimanendo comunque attaccato all’avversario fino alla fine del match, annullando per ben due volte chance per il doppio break a Tsitsipas, e costringendo il suo più blasonato avversario a sudarsi la vittoria fino alla fine.

Devo ancora avere un po’ più di continuità con il servizio – ha detto Sonego dopo la partita – perché in certi momenti ho servito con meno energia e con meno percentuali. Purtroppo il secondo set è girato male all’inizio, quando ho sbagliato un diritto sulla palla break dello 0-40 e poi ho preso il break subito dopo con due diritti lunghi di poco. Queste partite si giocano su pochi punti, e si è visto che lui ha più continuità di me, ha più esperienza di partite a questo livello, e credo che tra qualche anno anch’io potrò esprimere questo gioco”.

[12] F. Auger-Aliassime b. [5] M. Berrettini 6-4 6-3

Nella notte di Cincinnati, anche l’ultimo italiano rimasto in tabellone nel Western&Southern Open è uscito dal torneo: Matteo Berrettini, testa di serie n. 5, ha ceduto piuttosto nettamente in poco più di un’ora e mezzo al suo grande amico Felix Auger Aliassime (i due abitano a poca distanza l’uno dall’altro a Montecarlo e le rispettive fidanzate sono cugine), senza mai riuscire ad esprimere il suo tennis migliore, probabilmente a causa del problema alla gamba sinistra che ormai lo perseguita dalla finale di Wimbledon.

Berrettini ha dovuto affrontare palle break in tutti i turni di servizio del primo set, arrivando poi a concedere battuta e set al decimo gioco. È stata necessaria oltre un’ora perché Matteo arrivasse in doppia cifra nel numero di vincenti, mentre gli errori gratuiti erano arrivati a 21 già nei 57 minuti del primo set. Una giornata con le polveri decisamente bagnate per il “martello” italiano, che si è lasciato andare anche a qualche inconsueto gesto di insofferenza come una pallina scagliata in tribuna, segno di grande frustrazione per l’incapacità di poter competere al meglio.

Le mie armi non hanno funzionato al meglio, soprattutto il diritto, ma è normale quando non si gioca da un po’ di tempo e quando si ritrova una superficie sulla quale non si giocava da tempo – ha spiegato Berrettini dopo il match – poi mentalmente non sono entrato con il giusto atteggiamento. Felix ha sicuramente meritato la vittoria, si va avanti e si pensa al prossimo torneo. Ho preferito giocare con la fasciatura alla gamba perché mi sono reso conto di stare inconsciamente proteggendo l’area, causando quindi un superlavoro per le altre zone. Spero di poter giocare lo US Open senza la fasciatura, mi aiuterebbe parecchio anche dal punto di vista mentale. Ovviamente non sono nella migliore forma di quest’anno ma per fortuna ci sono ancora 10 giorni nei quali posso ancora lavorare per prepararmi al meglio. Non avevo giocato punti prima di arrivare qui, per cui credo che sfrutterò ogni giorno da qui allo US Open per stare in campo il più possibile”.

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ATP Anversa: Schwartzman piega Murray in due set. Redivivo Malisse in semifinale di doppio

Sir Andy spreca un vantaggio di 4-1 nel primo, lotta fino all’ultimo, ma prevale l’argentino. Convince Lloyd Harris, nei quarti in singolo e in ‘semi’ in doppio col suo coach 41enne

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Diego Schwartzman - Anversa 2021 (foto Instagram @europeantennisopen)

Due giorni dopo aver giocato il match più lungo in assoluto di tutta la stagione 2021, Andy Murray è tornato in campo per il match di ottavi di finale all’ATP di Anversa, il torneo in cui tornò al successo nel 2019 a seguito dell’operazione all’anca. Si è trovato di fronte uno degli avversari peggiori da affrontare quando non si è fisicamente pronti a giocare un continuo braccio di ferro da fondo: Diego Schwartzman. L’argentino ha lavorato ai fianchi Murray per 2 ore e un quarto e ha raggiunto i quarti di finale vincendo per 6-4 7-6(6): anche lui ha un ottimo rapporto con il torneo, avendo raggiunto la finale in due occasioni (2016 e 2017).

Murray ha iniziato meglio la partita, portandosi in vantaggio 4-1 grazie alle ottime verticalizzazioni che non hanno permesso a Schwartzman di tessere la sua tela sin dalle prime battute. Il servizio però non ha aiutato lo scozzese e nel settimo game ha dovuto subire il controbreak, perdendo l’intensità necessaria per tenere Dieguito con la testa sott’acqua. Un game abbastanza confusionario da parte di Andy (condito con un doppio fallo sulla parità) ha dato a Schwartzman l’opportunità di servire per il set sul 5-4, sfruttata prontamente dall’argentino.

La profondità dei colpi di Diego ha continuato a far male a Murray anche a inizio secondo parziale. Stavolta il break in favore di Schwartzman è arrivato sul 2-2, ma con il solito orgoglio Andy l’ha riacciuffato, allungando il match al tie-break. Annullato un primo match point, non è riuscito a prolungare l’incontro, perdendo 8-6 il gioco decisivo. Le fatiche del match precedente senza dubbio hanno influito sull’esplosività e sulla continuità di Murray, ma va riconosciuta a Schwartzman la buonissima prova sul campo, a pochi giorni di distanza dalla pesante sconfitta (6-0 6-2) contro Norrie nei quarti di Indian Wells. Ora affronterà Nakashima (7-6 6-7 6-3 a Laaksonen), una buona opportunità per arrivare in fondo.

 

Nella parte di tabellone presieduta da Jannik Sinner, ha perso Roberto Bautista Agut (sventato l’ennesimo incrocio stagionale con Jannik), rimontato da Fucsovics dopo aver portato a casa un dispendioso primo set. Incrocerà Lloyd Harris che all’inizio del programma di giovedì ha smaltito molto velocemente il suo impegno in singolare – battendo 6-2 6-3 Struff in 70 minuti – per poi dedicarsi al doppio. I riflettori sono tutti puntati sulla coppia formata da lui e dal suo coach, Xavier Malisse. A 41 anni il belga è tornato in gioco in un evento ufficiale otto anni dopo l’ultima volta e sembra averci preso gusto: Harris e Malisse hanno superato al debutto Arneodo e Reid 6-4 7-6(4) e nei quarti di finale sono riusciti a battere la coppia numero 1 del tabellone formata da Ivan Dodig e Marcelo Melo, 6-4 3-6 10-7. La loro corsa verso quello che sarebbe un clamoroso e insperato titolo continuerà contro Koolhof e Rojer in semifinale.

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I prezzi dei biglietti per il torneo di Montecarlo (9-17 aprile 2022): “Meglio 8 giorni che 12”

Il direttore del torneo Zeljko Franulovic ha presentato l’edizione 2022 del Rolex Masters 1000 del Principato

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La data è 9-17 aprile e a 6 mesi dal torneo non si può sapere quale sarà la situazione della pandemia. Ma al momento si prevede la necessità del Green Pass o del test-tampone per tutti gli spettatori e anche per i giocatori che, ove non volessero vaccinarsi, dovranno però sottoporsi ai tamponi secondo le regole che stabilirà il Governo francese, sotto la cui giurisdizione cade il Country Club di Montecarlo che risiede in territorio francese, a Roquebrune.

Sotto il profilo logistico poche saranno le novità, dopo che nel 2020 il torneo fu cancellato e nel 2021 si è giocato senza pubblico ma il torneo (vinto da Tsitsipas su Rublev che battè Nadal) è stato ugualmente coperto televisivamente da 113 Paesi. Ma negli ultimi anni il Country Club ha visto sorgere due nuovi edifici, una players lounge con ristorante per i giocatori, una sala interviste e altro.

Nel 2019, l’edizione vinta da Fabio Fognini, gli spettatori furono 130.000 e Franulovic, che ha spiegato come la ripartizione degli incassi sia collegata per un 30% alla biglietteria, per un altro 30% agli sponsor (e l’anno prossimo ce ne saranno almeno due in più, entrambi italiani, Generali e Maserati), per un altro 30% ai diritti tv e media (“che speriamo di veder crescere…”) e il restante 10% a merchandising, ha raccontato che a seguito del traguardo raggiunto da Fognini (a spese di Nadal e dopo la sconfitta anche di Djokovic e Zverev) nel 2019 “ci furono cancellazioni di biglietti da parte di inglesi, tedeschi e spagnoli, ma arrivarono prenotazioni da parte degli italiani che di solito acquistano fra il 30 e il 40% dei biglietti che si vendono a Montecarlo”.

 

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Il buon momento del tennis italiano naturalmente potrebbe giovare in modo consistente al successo del torneo del Principato.

Se le cose andranno bene nel 2022, quando ancora non si può prevedere se la capienza sarà piena al 100% – ma ovviamente tutti ce lo auguriamo – Franulovic ha detto che il Country Club programmerà la copertura del campo 2, che oggi ha un tetto non all’altezza della necessità.

Per acquistare i biglietti del torneo basterà collegarsi al sito del torneo, ma intanto Franulovic ha subito avvertito che “nel caso disposizioni governative  di concerto con le autorità sanitarie al tempo del torneo decidessero di ridurre il numero dei biglietti, i biglietti verrebbero immediatamente rimborsati”.

Questo è un aspetto non secondario, dopo quanto è invece a suo tempo successo agli Internazionali d’Italia. Franulovic non ha menzionato ipotesi di voucher sostitutivo per il mancato utilizzo dei biglietti, ma soltanto di rimborso.

 I prezzi, aumentati soltanto del 2/3% rispetto al 2019, prevedono forbici (a seconda della posizione dei psoti) fra i 30 e i 60 euro per i giorni del weekend delle qualificazioni, i primi turni (dal lunedì)  dai 39 euro ai 90, nei gg più importanti (tipo il venerdì quando si giocano tutti i quattro quarti di finale) da 5 a 155/160la finale da 75 a 180, mentre gli abbonamenti per 9 gg dai 415 euro ai 1465. Franulovic li ha definiti prezzi competitivi rispetto agli altri tornei della stessa categoria.

Franulovic ha espresso soddisfazione anche per la decisione dell’ATP, portata avanti da Andrea Gaudenzi, di stabilire e bloccare i montepremi per i prossimi 10 anni. Sulla partecipazione dei migliori giocatori Franulovic si è detto fiducioso. Le presenze di Djokovic, Medvedev, il campione in carica Tsitsipas e dei migliori italiani che oltretutto risiedono nel Principato (Berrettini, Sinner, Musetti più Sonego)  non si dubita. Ovviamente si spera che Nadal abbia risolto i suoi problemi fisici (il piede) e Franulovic ha  anche buttato lì…il seme della speranza. “Sono certo che Federer farà di tutto per tornare a giocare l’anno prossimo, anche se ancora nessuno può sapere dove. Però forse per lui, piuttosto che cimentarsi sui 3 su 5 del Roland Garros, potrebbe esser meglio giocare qualche torneo sulla terra battuta sui due set su tre, tipo Montecarlo e, perché no?, Roma…”.

Se Madrid e Roma puntano ad ampliare il numero dei giorni di gara, e vorrebbero averne 12 invece degli attuali 8, a Montecarlo invece sono contenti di averne solo 8. E’ anche vero che nel Principato non c’è il torneo femminile…

Altre cose interessanti Franulovic le ha detto nel video esclusivo che abbiamo qui messo su Ubitennis.com in italiano, e altre cose ancora sul video che Ubitennis.net metterà on line fra stasera più tardi e domani

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ATP Mosca: passano Cilic e Millman

L’australiano supera Marchenko al terzo e sfiderà Khachanov ai quarti. Giovedì l’esordio delle primi due teste di serie Rublev e Karatsev

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Marin Cilic - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

Più sofferta del previsto la vittoria di Federico Coria contro la wild card locale Alibek Kachmazov, numero 638 ATP. L’argentino dopo aver vinto piuttosto comodamente il primo set 6-2 si è un po’ distratto nel secondo, rischiando di finire sotto di 5-2 (con doppio break). Coria ha poi rimontato fino al 4-4, ma si è poi lasciato scippare il parziale con un break nell’undicesimo game. Nel terzo set però il gioco è tornato a seguire lo spartito imposto dall’argentino, che si è infine aggiudicato l’incontro con un altro 6-2. Tutto tranquillo invece per Mackenzie McDonald, che ha disposto di Yoshihito Nishioka con un comodo 6-3 6-4.

Molto interessante la partita tra John Millman e Ilya Marchenko. Il primo set vinto agevolmente dall’australiano per 6-1 non sembrava lasciare spazio alla possibilità di un match equilibrato, invece Marchenko è riuscito a superare i tantissimi errori del primo parziale e ha dato vita a una battaglia molto godibile, anche se alla fine ha comunque perso. Secondo e terzo set si sono protratti per un’oretta ciascuno, contro i 22 minuti del primo, e già questo dato lascia capire quanto sia stato drastico il cambio di atteggiamento dell’ucraino. Millman dal canto suo ha mantenuto alto il livello della pressione da fondocampo con ambedue i fondamentali e nel parziale decisivo ha sfruttato un piccolo calo atletico dell’avversario (forse rallentato anche da un problemino alla gamba) per prendersi un break di vantaggio. Marchenko ha mostrato orgoglio fino alla fine, annullando tre match point sul 5-3 e procurandosi una palla break nel game successivo prima di cedere alla quinta palla del match.

Buona vittoria anche per Cilic, che supera in due set Tommy Paul. Il croato ha sofferto molto nel primo parziale: prima ha recuperato due break di svantaggio e poi ha annullato una palla break sia sul 3-3 che sul 5-5, trovando poi lo strappo decisivo. Il secondo set è stato invece molto più semplice per Marin che ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco, chiudendo col punteggio di 6-3.

 

Il tabellone aggiornato

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