I segreti di un campione: Matteo Berrettini

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I segreti di un campione: Matteo Berrettini

Esploriamo insieme le caratteristiche di gioco del finalista di Wimbledon. Ovviamente tutto parte dal servizio: col 58% sulla seconda, Matteo vince sempre

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Matteo Berrettini a Wimbledon 2021 (Credit: AELTC/Florian Eisele)
 

Dopo Tsitsipas e Zverev, in questo nuovo articolo per la rubrica “I segreti di un campione” ci occupiamo di un tennista che ha saputo, specie nel 2021, essere la punta di diamante del movimento tennistico italiano e che sta vivendo una stagione da sogno, con già cinque titoli ATP vinti da tre giocatori diversi (lo stesso Berrettini, Sinner e Sonego).

Cercheremo di inquadrare i punti di forza di Matteo Berrettini, così come quei possibili ulteriori margini di miglioramento che potrebbero forse consentirgli di sognare, se possibile, ancora più in grande.

PALMARÈS

È nel 2017 che il ventunenne Berrettini, dopo essersi aggiudicato il suo secondo titolo Futures a Oberentfelden superando per 6-2 6-4 la prima testa di serie Laurent Lokoli, riceve una wild card che gli consente di fare il suo esordio nel circuito ATP agli Internazionali d’Italia. Il tabellone lo vede opposto all’allora numero 1 italiano Fabio Fognini, che lo sconfigge in due set con il punteggio di 6-1 6-3.

 

Il talento di Berrettini, però, così come la sua forza fisica, non sono in discussione, e i risultati non tardano ad arrivare. Nella stagione successiva, proprio a inizio anno (2 gennaio 2018) conquista la sua prima vittoria ATP, superando in tre set un cliente difficile come Viktor Troicki. A Indian Wells costringe Medvedev al terzo set. Dopo aver esordito a livello Slam nel Roland Garros, superando i primi due turni e cedendo a Thiem al terzo, si aggiudica, il 29 luglio 2018, il suo primo titolo ATP, a Gstaad. Chiuderà la stagione alla posizione numero 54 del ranking, con un balzo di 81 posizioni rispetto alla stagione precedente.

La cavalcata di Berrettini sembra inarrestabile: nel corso del 2019, si aggiudica altri due titoli ATP 250 (a Budapest e a Stoccarda) e, soprattutto, con una vittoria all’ultimo respiro su Monfils, si qualifica per la prima volta per una semifinale Slam, a Flushing Meadows. Chiude la stagione all’ottavo posto in classifica mondiale, qualificandosi per le ATP Finals. Non supera il round robin, ma è il primo italiano a vincere un incontro alle Finals (si tratta del terzo match del girone, purtroppo ormai ininfluente, in cui supera Thiem in due set).

Complice la pandemia di COVID-19, che costringe a un calendario ridotto, la stagione 2020 è più avara di successi. Si ricorda, soprattutto, l’approdo ai quarti di finale degli Internazionali d’Italia: forse un’occasione perduta, anche se non era facile avere ragione di uno specialista della terra come Ruud, che vince in tre set.

Il 2021, dopo la finale di ATP Cup, comincia con il piede sbagliato: Berrettini si infortuna durante il match di terzo turno dell’Australian Open con Karen Khachanov. Riesce comunque a portare a termine vittoriosamente l’incontro, ma è costretto al forfait nel match di ottavi di finale, che lo avrebbe visto opposto a Tsitsipas. Il rientro non è dei migliori: a Monte-Carlo, Davidovich Fokina lo sconfigge in due set.

Da quel momento in poi però, Matteo ritrova la vena dei giorni migliori. Vince l’ATP 250 di Belgrado 1, per la prima volta raggiunge la finale di un torneo Master 1000 a Madrid (facendo sudare la vittoria a Zverev) e, soprattutto, dopo i quarti di finale a Parigi, è il primo italiano nella storia a vincere il torneo del Queen’s (ATP 500) e a conquistare la finale nel torneo di Wimbledon. Non solo, ma riesce a strappare il primo set a una vera e propria leggenda come Novak Djokovic, che conquisterà proprio a Wimbledon il suo ventesimo titolo Slam in carriera.

Purtroppo, Matteo subisce un altro infortunio ed è costretto a rinunciare all’avventura olimpica. Naturale però che, al suo rientro, molti occhi siano puntati su di lui, specialmente vista la crisi vissuta da Djokovic a Tokyo. Ma quali sono le caratteristiche tecniche che distinguono il gioco di Berrettini e che gli consentono ormai di soggiornare con una certa stabilità nella Top 10 dei tennisti a livello mondiale?  

UNO SGUARDO D’INSIEME

Prima di approfondire l’analisi alla ricerca di pattern vincenti e perdenti, cerchiamo di averne una visione d’insieme, inquadrando lo stile di gioco di Matteo con una serie di statistiche relativi agli Slam i cui valori medi sono mostrati in Figura 1, separatamente per superficie di gioco.

Figura 1. Statistiche medie di gioco per Matteo Berrettini, match di singolare in tornei del Grande Slam

Possiamo osservare, in primo luogo, come il saldo tra ace e doppi falli sia decisamente positivo su tutte le superfici: la cosa naturalmente non ci stupisce, dato che Matteo ha nel servizio la sua principale (ma non unica) arma offensiva. Analizzando invece il saldo tra vincenti ed errori non forzati possiamo apprezzare come, caratteristica storicamente inusuale per un tennista italiano, Matteo si esprima al meglio sull’erba.

Da non dimenticare però come, su ogni superficie (anche se in misura diversa) il tennista romano sappia procurarsi più palle break di quelle che concede, e il fatto che questo saldo sia particolarmente positivo sulla terra battuta, la superficie più lenta, su cui è più difficile ottenere punti diretti col servizio, la dice lunga sulla completezza del suo gioco.

Un secondo set di statistiche, mostrato in Figura 2, può esserci d’aiuto nel farci un’idea ancora più precisa:

Figura 2. Ulteriori statistiche medie di gioco per Matteo Berrettini, match di singolare in tornei del Grande Slam

Notiamo, in particolare, oltre a una percentuale di prime in campo mediamente superiore al 60%, anche l’eccellente rendimento sia della prima che della seconda palla di servizio. Assistendo ai match di Berrettini, specialmente nei momenti più delicati, si sarebbe in effetti tentati di definire la sua seconda palla di servizio come la migliore dell’intero circuito, non solo per potenza ma anche e soprattutto per varietà. Il rendimento infatti è superiore al 50% su tutte le superfici e, soprattutto, il servizio (direttamente o indirettamente, anche con la seconda) consente molto spesso a Matteo di cavarsi d’impaccio quando deve fronteggiare una palla break, come dimostra ad esempio l’impressionante statistica sulla percentuale di palle break salvate sulla terra (superiore all’80%).

Fino a questo momento, ci siamo concentrati sul gioco di Berrettini esaminando un aspetto alla volta: proviamo ora invece, con l’aiuto della tecnologia, a considerare più aspetti contemporaneamente, ovvero a sviluppare un’analisi multivariata.

I PATTERN PIÙ SIGNIFICATIVI DEL GIOCO DI BERRETTINI

In particolare, ci chiederemo quale o quali tra le varie statistiche di gioco (che rappresentano le nostre variabili di input) si rivelino decisive, e in che modo, rispetto alla vittoria o alla sconfitta nel match (che rappresenta la nostra variabile di output). Impostiamo cioè, in altre parole, un problema di classificazione. Per maggiore chiarezza, faremo in modo che l’algoritmo di classificazione utilizzato restituisca automaticamente, sulla base delle variabili a disposizione, un modello costituito da un insieme di regole che rappresentano i pattern statisticamente più significativi che conducono Berrettini alla vittoria o alla sconfitta.

Di seguito, illustriamo le tre regole più significative così calcolate:

  1. Se Berrettini mette a segno in media almeno 2.2 vincenti per set più dell’avversario e commette mediamente non oltre 5.5 errori non forzati più dell’avversario, allora vince il match”. Il pattern è piuttosto generale, ed estremamente preciso: si verifica nell’80% dei match vinti da Berrettini in tornei del Grande Slam (ovvero in 24 partite) e in nessuna delle 12 sconfitte.
  2. Se Berrettini vince più del 58% di punti con la seconda di servizio, allora si aggiudica la partita”. Il pattern è un po’ meno generale, ma estremamente preciso: si è verificato in 19 casi e, in tutti e 19, Berrettini ha vinto il match.
  3. Se Berrettini non ha una percentuale di punti vinti sulla prima migliore del proprio avversario e non si procura almeno 12 palle break, viene sconfitto”. La regola in questo caso è particolarmente forte: si è verificata, fino a oggi, undici volte. Si tratta di undici tra le dodici occasioni in cui il tennista italiano è stato sconfitto.

Sulla base di regole come queste, considerando che quanto più una caratteristica del gioco compare come condizione rilevante all’interno di tali pattern, tanto più potremo definirla un elemento-chiave del gioco del campione italiano. Potremo quindi, sulla base dei dati, stilare un feature ranking, ovvero una sorta di classifica dei vari aspetti del gioco, distinguendo quelli che, in misura maggiore, da soli o in combinazione con altri, si rivelano decisivi.

Figura 3. Feature ranking associato ai match di Grande Slam di Berrettini. La lunghezza della barra rappresenta la rilevanza della feature, la direzione rappresenta il verso della correlazione (diretta per barre che si sviluppano verso destra, inversa per barre che si sviluppano verso sinistra)

Come possiamo osservare in Figura 3, le due statistiche più rilevanti, da sole o in combinazione con altre, sono relative al servizio: si tratta della differenza tra la percentuale di punti vinti con la prima di Berrettini e del suo avversario (feature più importante) e della stessa differenza in percentuale di punti vinti con la seconda in campo (seconda feature in ordine di importanza).

Possiamo interpretare la cosa in questo modo: se Berrettini si impone nei game di servizio più di quanto non riesca a farlo il suo avversario, allora si avvicina alla vittoria. In effetti, assistendo alle partite del numero 1 italiano, si ha l’impressione, nelle sue giornate di maggiore forma, che l’avversario non abbia quasi chance di strappargli il servizio, non soltanto per il numero di ace (che infatti non figura tra i cinque elementi più significativi) ma quanto perché, se l’avversario si limita a giocare una palla lenta, non particolarmente pericolosa, anche sul lato sinistro di Berrettini, il tennista italiano gira intorno alla palla e può indifferentemente giocare un vincente in lungolinea o colpire con l’inside-out. Non solo: si serve spesso anche della palla corta, arma usata molto raramente (e, a dire il vero, non molto efficacemente) da un giocatore a cui è stato spesso paragonato, vale a dire Andy Roddick.

Ed è questa facilità e varietà di colpi, oltre alla presenza di un ottimo rovescio in back (arma difensiva e non solo) a rendere probabilmente improprio il paragone fra i due. Certo: lui e l’americano hanno in comune la capacità di generare grandi velocità di palla con il servizio e con il dritto, oltre a una certa predilezione per l’erba (Roddick è stato tre volte finalista a Wimbledon, sempre sconfitto da Federer, e proprio a Wimbledon anche Matteo ha centrato la sua prima finale Slam).

Tuttavia, Berrettini, anche attraverso il suo rendimento sulla terra battuta (ha già raggiunto i quarti a Parigi a venticinque anni, mentre Roddick non andò mai oltre gli ottavi, centrati nel 2009) dimostra di poter vincere anche con altre armi, specialmente se riesce a essere concentrato e preciso. Non a caso, la terza caratteristica in ordine di importanza nel feature ranking rappresenta la differenza media per set in termini di errori non forzati rispetto all’avversario. Naturalmente, in questo caso, la correlazione è inversa: tanto meno Berrettini sbaglia rispetto all’avversario, tanto più è probabile che si aggiudichi la vittoria.

Anche la quarta e la quinta feature vanno in questa direzione, mostrando quanto sia importante (e possibile) per Berrettini crearsi e sfruttare delle occasioni in risposta. La quarta feature misura infatti la differenza, in termini di percentuale di trasformazione delle palle break, rispetto all’avversario, mentre la quinta feature misura la pura e semplice percentuale di trasformazione delle palle break di Berrettini, prescindendo dal rendimento dell’avversario.

Non soltanto servizio quindi, e non soltanto potenza. Se Berrettini sta bene fisicamente, forte anche di una consapevolezza dei suoi mezzi che viene da risultati sempre più importanti, può essere un cliente difficile davvero per chiunque (Djokovic docet, così a Londra come a Parigi), regalandosi e regalandoci ancora grandi soddisfazioni. Forse soddisfazioni persino più grandi di quelle vissute finora.

Nota: l’analisi e i grafici inseriti nell’articolo sono realizzati per mezzo del software Rulex


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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Coppa Davis

Félix Auger-Aliassime MVP della Coppa Davis: ora il canadese si candida per un 2023 da urlo

Quattro match vinti su quattro, nessun break subito e una solidità impressionante. L’eroe del Canada è il suo giocatore più giovane e competitivo

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Félix Auger-Aliassime - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Inscalfibile. È forse questo uno degli aggettivi che meglio si addice all’ultima, clamorosa settimana di Félix Auger-Aliassime in questo già di per sé fantastico 2022.

La stagione appena conclusa, per il 22enne di Montréal, è stata quella della definitiva consacrazione. A gennaio, insieme al compagno e amico Denis Shapovalov, è arrivato il primo grande successo nel circuito maggiore, con il trionfo nell’ormai accantonata ATP Cup. A febbraio poi, al ‘500’ di Rotterdam, il canadese ha finalmente conquistato il primo titolo in carriera, spezzando una maledizione di otto finali perse consecutivamente.

Davvero devastante è stato poi il suo post-US Open, periodo nel quale Auger-Aliassime a livello individuale – escludendo quindi la fase a gironi di Coppa Davis e la Laver Cup – ha raccolto 17 vittorie nei suoi ultimi 21 incontri, tra cui l’impressionante striscia di 16 affermazioni consecutive (e tre titoli di fila) tra il ‘250’ di Firenze e il Masters1000 di Parigi Bercy.

 

La parte di stagione disputata sul cemento indoor ha messo ancora di più in luce i suoi grandi miglioramenti, specialmente al servizio e da fondo. Le percentuali di resa con la prima rasentano la perfezione, mentre con dritto e rovescio ha mostrato una solidità invidiabile.

Nei tre match da lui giocati in singolare non ha mai dato la sensazione di poter perdere. Contro Otte, Musetti e De Minaur ha sempre vinto in due set, con la consapevolezza che, nelle prime due occasioni, un suo passo falso sarebbe equivalso all’eliminazione. La forza mentale è il passo in avanti più grande di Felix negli ultimi sei mesi, dopo alcune sconfitte inopinate dovute in gran parte alla difficoltà nel fronteggiare le pressioni.

Oggi, nonostante i soli 22 anni, in campo Auger-Aliassime sembra già un veterano, capace di alzare ancor di più il livello nei momenti importanti. Basti pensare che in quattro incontri – considerando anche il doppio contro l’Italia – il canadese non ha mai ceduto il servizio, annullando complessivamente 11 palle break. Tra l’altro, nei due tie-break disputati contro Otte e Berrettini/Fognini, non ha mai neanche concesso un mini-break.

Che poi Auger-Aliassime abbia uno dei servizi migliori di tutto il circuito già si sapeva e i dati al servizio dell’ultima settimana, in particolare alla resa con la prima palla, ne sono un’ulteriore conferma:

  • 15 ace e 89% (31/35) di punti vinti con la prima contro Otte
  • 12 ace e 91% (30/33) di punti vinti con la prima contro Musetti
  • 6 ace e 70% (23/33) di punti vinti con la prima contro De Minaur

33 ace in tre incontri – media perfetta di 11 a partita – e un invidiabile 84/101 di punti vinti con la prima di servizio. Con questo colpo, in sostanza, Auger-Aliassime ha concesso solamente 17 punti in tre match. Mediamente, quando ha messo la prima ha perso meno di sei punti.

Tutte le volte che è stato chiamato in causa non ha mai fatto trasparire segni di nervosismo. La tranquillità nella gestione dei momenti importanti, unita ad una giustificata e tutt’altro che ostentata consapevolezza dei propri mezzi, ha restituito al Canada un giocatore ultracompetitivo, su cui poter fare grande affidamento nei prossimi anni.

Chiuso l’anno da n°6 ATP, suo best ranking, chissà che ora il prossimo obiettivo non sia quello di raggiungere vette esplorate finora soltanto da Milos Raonic, quali una finale Slam e la top3. E a soli 22 anni, i margini per ottenere quei risultati – e superarli – ci sono tutti: Felix Auger-Aliassime si candida a un 2023 da grandissimo protagonista.

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Circoli in vista

Serie A1 femminile: pareggio tra TC Rungg e Canottieri Casale nell’andata dei playoff

Nell’altra semifinale di andata vittoria per il TC Parioli. Nei play-out successi per il TC Italia e TC Genova

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Giulia Gatto Monticone e Giulia Pairone - Tennis Beinasco (Credit: Elena Vetere)

Entra nelle fasi finali la Serie A1 femminile 2022 con il weekend del 26 e 27 novembre dedicato alle gare di andata dei play off scudetto e dei play out. Le sfide di ritorno andranno in scena il prossimo weekend (sabato 3 e domenica 4 dicembre) e decideranno quali saranno le due squadre finaliste che si giocheranno il titolo di Campione d’Italia nella finale di Torino e quali saranno i team che eviteranno la retrocessione in Serie A2.

PLAY OFF

Si è chiusa con un pareggio la prima sfida del weekend, giocata sabato ad Appiano, tra TC Rungg e Canottieri Casale. Risultato finale di 2-2 nella gara di andata delle semifinali che lascia aperto qualsiasi scenario per il match di ritorno, con il team altoatesino che andrà alla caccia della seconda finale consecutiva.

 

Al termine dei tre singolari in programma aveva chiuso in vantaggio per 2-1 la squadra piemontese. Il primo punto era stato conquistato dalla giovane Lisa Pigato, che imponendosi per 6-3 6-4 su Martina Spigarelli aveva portato in vantaggio Casale. Pareggio immediato per il TC Rungg grazie all’ottima prestazione della mancina olandese Quirine Lemoine. Due ottimi tie-break giocati hanno permesso all’olandese di portare a casa una sfida tirata contro la finlandese Anastasia Kulikova, numero 274 del ranking mondiale. Nel terzo singolare 68 minuti sono stati sufficienti a Jessica Pieri per imporsi con un netto 6-1 6-3 su Verena Meliss. Pronto riscatto per Meliss, nel doppio insieme a Lemoine, nella sfida che le vedeva opposte a Pigato e Deborah Chiesa. Sfida decisa da pochi dettagli, vinta dal Rungg per 7-5, 6-4.

Nella seconda semifinale le campionesse in carica nel TC Parioli hanno sconfitto per 3-1 l’US Tennis Beinasco. Sfida che rimane aperta grazie al successo in doppio delle piemontesi dopo che i primi tre singolari avevano visto trionfare le ragazze del TC Parioli. Beinasco ha pagato l’assenza delle proprie straniere con Giulia Gatto Monticone, schierata da numero 1, che ha ceduto per 6-3 6-2 contro Martina Di Giuseppe. In contemporanea è arrivato il successo di Beatrice Lombardo per 6-3 6-2 su Giulia Pairone. Terzo punto per il circolo romano firmato Nastassia Burnett che ha concesso un solo game ad Anna Turco (6-1 6-0).  Giulia Gatto Monticone e Giulia Pairone continuano il loro percorso da imbattute in doppio in questa serie A1 sconfiggendo per 6-2 7-6(4) la coppia Lombardo/Di Giuseppe, recuperando nel secondo set uno svantaggio di 2-5.

Risultati dell’andata dei playoff:

TC Rungg Sudtirol – Società Canottieri Casale 2-2

Lisa Pigato (C) b. Martina Spigarelli (R) 6-4 6-3

Quirine Yannicke Lemoine (R) b. Anastasia Kulikova (C) 7-6(4) 7-6(6)

Jessica Pieri (C) b. Verena Meliss (R) 6-1 6-3

Quirine Yannicke Lemoine/Verena Meliss (R) c. Lisa Pigato/Deborah Chiesa (C) 7-5 6-4

Tc Parioli – Tennis Beinasco 3-1

Martina Di Giuseppe (P) b. Giulia Gatto-Monticone (B) 6-3 6-2

Beatrice Lombardo (P) b. Giulia Pairone (B) 6-3 6-1

Nastassja Burnett (P) b. Anna Turco (B) 6-1 6-0

Giulia Gatto-Monticone/Giulia Pairone (B) b. Martina Di Giuseppe/Beatrice Lombardo (P) 6-2 7-6(4)

PLAY OUT

Dopo una fase a gironi con poche luci e molte ombre chiusa con un solo successo e l’ultimo posto nel Girone 2 arriva il pronto riscatto del TC Genova che ha regolato per 3-1 nella gara di andata dei play-out la matricola AT Falconeri Verona, che era stata condannata a disputare i playout nonostante sia stata capace di conquistare 10 punti nella fase a gironi.

Trascinatrici della squadra ligure Lucia Bronzetti e Denise Valente, vincitrici sia in singolo che in doppio. Bronzetti ha archiviato la pratica Grammatikopolou con un facile 6-4 6-2, prendendosi la rivincita dopo che la greca aveva impedito alla tennista italiana di festeggiare a Vancouver il suo primo titolo WTA125. Denise Valente dal canto suo ha rifilato un doppio bagel alla malcapitata Angelica Raggi. A tenere vive le speranze di Verona è stata Angelica Moratelli che sconfitto 6-0 7-5 Martina Caregaro. Il definitivo 3-1 è stato fissato come detto dal duo Bronzetti/Valente che in due set ha sconfitto il tandem Grammatikopoulou/Moratelli.

Continua la complicata stagione di Serie A1 per il BAL Lumezzane. Fase a gironi chiusa con zero punti e anche il match di andata dei play-out si rivela un calvario. Vittoria per 4-0 del TC Italia che espugna Lumezzane e si mette quasi al sicuro. Al club toscano basterà vincere un solo match nella sfida di ritorno per assicurarsi la salvezza. Successo per il TC Italia Forte dei Marmi arrivato senza cedere un solo set. Jasmine Paolini regola Chiara Catini con un doppio 6-1 e poi si aggiudica anche il doppio in coppia con Anastasia Bertacchi contro Catini e De Ponti. Gli altri due punti in singolare sono arrivati per mano di Bertacchi e Giovine.

Risultati dell’andata dei playout:

Tc Genova – AT Verona Falconeri 3-1

Lucia Bronzetti (G) b. Valentini Grammatikopoulou (V) 6-4 6-2

Angelica Moratelli (V) b. Martina Caregaro (G) 6-0 7-5

Denise Valente (G) b. Angelica Raggi (V) 6-0 6-0

Lucia Bronzetti/ Denise Valente (G) b. Valentini Grammatikopoulou/Angelica Moratelli (V) 6-3 7-5

BAL Lumezzane – TC Italia 0-4

Jasmine Paolini (I) b. Chiara Catini (L) 6-1 6-1

Anastasia Bertacchi (I) b. Anastasia Piangerelli (L) 7-6(4) 7-6(10) 

Claudia Giovine (I) b. Rubina Marta De Ponti (L) 6-2 6-4

Anastasia Bertacchi/Jasmine Paolini (I) b. Chiara Catini/Rubina Marta De Ponti (L) 6-2 6-2

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Circoli in vista

Serie A1 maschile: sconfitte per TC Rungg e Park Genova nell’andata dei playoff

Successi per le matricole Sinalunga e Palermo nelle gare di andata. Nei playout sconfitta per il TC Prato. Quasi retrocessi i campioni in carica del New Tennis

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Gianluca Mager- Park Tennis Club Genova

Continuano a stupire le matricole terribili TC Sinalunga e CT Palermo che, dopo aver sorpreso tutti nella fase a gironi della Serie A1 Maschile 2022, sulle ali dell’entusiasmo sfoderano due solide prestazioni nel weekend dedicato alle sfide di andata dei playoff. Tra sabato 26 e domenica 27 novembre si sono, infatti, disputati gli incontri di andata dei playoff e dei playout di serie A1 Maschile. Le sfide di ritorno sono previste tra sabato 3 e domenica 4 dicembre. Al termine di questi incontri si scoprirà quali saranno le due squadre che si giocheranno lo scudetto nella finale di Torino e le quattro squadre condannate alla retrocessione in Serie A2.

PLAYOFF

Non inizia nel migliore dei modi la seconda apparizione consecutiva nelle semifinali scudetto per il TC Rungg. Il team altoatesimo, guidato da Manuel Gasbarri, ha ceduto per 4-2 nella sfida di andata con il CT Palermo.

 

Il primo punto per i siciliani è stato conquistato dallo spagnolo Carlos Gomez Herrera che ha regolato con un doppio 6-1 il giovane Figl. Il pareggio degli altoatesini è stato firmato dal tedesco Ejupovic, che nella sfida più lunga di giornata (2 ore e 44 minuti) ha sconfitto 6-4 al terzo Gabriele Piraino. Siciliani che hanno preso il largo negli altri due singolari: Giacalone ha sconfitto Winkler in due facili set, Caruso ha domato a distanza Federico Gaio nel match più atteso di giornata chiudendo per 6-2 al terzo dopo due ore di gioco. Il TC Rungg ha riaperto la sfida grazie al 6-3 6-0 con cui Bortolotti e Figl hanno regolato Giacalone e Piraino. La firma sul successo dei siciliani arriva per mano di Caruso e Gomez Herrera che hanno disposto in due set del tandem Gaio/Brzezinski.

Vittoria in trasferta anche per il TC Sinalunga Siena che ha espugnato con il punteggio di 4-2 il campo del Park Tennis Genova, orfano dei tre davisman italiani (Musetti, Fognini e Bolelli) e dei due stranieri (Andujar, fresco di esordio come direttore del torneo di Valencia, e Coppejans). Equilibrato e ricchi di spettacolo i 4 singolari, chiusi con il punteggio di 2-2. I due punti dei liguri sono arrivati per mano di Alessandro Giannessi, vincitore in rimonta contro lo spagnolo Roca Batalla, e di Gianluca Mager, che soffre contro Matteo Gigante ma vince 6-4 al terzo, dopo aver annullato un matchpoint al suo giovane avversario nel tie-break del secondo. Più semplici i successi dei toscani arrivati grazie a Serafini, che regola il giovane Sorrentino penalizzato anche da un problema al ginocchio nel secondo set, e Miceli che supera Ceppellini.

Decisivi per la sfida sono stati i doppi che hanno fatto pendere l’ago della bilancia per Sinalunga. Vanni e Gigante hanno avuto la meglio per 6-3 6-4 il duo Mager/Giannessi mentre Roca Batalla e Serafini hanno impiegato 58 minuti per sconfiggere 6-3 6-2 il tandem Cortimiglia/Ceppellini.

Risultati dell’andata dei playoff:

TC Rungg Sudtirol – CT Palermo 2-4

Carlos Gomez Herrera (P) b. Maximilian Figl (R) 6-1 6-1

Elmar Ejupovic (R) b. Gabriele Piraino (P) 7-6(4) 4-6 6-4

Omar Giacalone (P) b. Georg Winkler (R) 6-3 6-2

Salvatore Caruso (P) b. Federico Gaio (R) 4-6 6-3 6-2

Marco Bortolotti/Maximilian Figl (R) b. Omar Giacalone/Gabriele Piraino (P) 6-3 6-0

Salvatore Caruso/Carlos Gomez Herrera (P) b. Federico Gaio/Sebastian Krzysztof Brzezinski (R) 7-6(5) 6-4

Park Tennis Genova – TC Sinalunga Siena 2-4

Marcello Serafini (S) b. Luigi Sorrentino (G) 7-6(2) 6-0

Alessandro Giannessi (G) b. Oriol Roca Batalla (S) 3-6 6-3 6-1

Marco Miceli (S) b. Alessandro Ceppellini (G) 6-3 6-1

Gianluca Mager (G) b. Matteo Gigante (S) 5-7 7-6(11) 6-4

Luca Vanni/Matteo Gigante (S) b. Gianluca Mager/Alessandro Giannessi (G) 6-3 6-4

Oriol Roca Batalla/Marcello Serafini (S) b. Davide Cortimiglia/Alessandro Ceppellini (G) 6-3 6-2

PLAYOUT

Continua la stagione complicata per il TC Prato. Ancora a caccia di un successo in questa stagione (1 pareggio e 5 sconfitte nella fase a gironi) il club toscano si arrende per 4-2 al TC Crema nella sfida di andata dei playout. Singolari che avevano visto la sfida chiudersi in parità con due successi a testa. Prato era andato in vantaggio due a zero grazie ai successi di Baroni e Iannaccone.  Vincent Ruggeri e Golubev rimettono la sfida in equilibrio vincendo gli altri due singolari. Doppi senza storia con due netti successi per le coppie Golubev/Vincent Ruggeri e Ungur/Bresciani, che spianano la strada al TC Crema in vista della sfida di ritorno.

Stagione da incubo per i campioni in carica del New Tennis Torre del Greco. Dopo essere stati condannati ai playout per la sconfitta a tavolino subita contro il TC Pistoia nell’ultima giornata a causa dell’impraticabilità del campo, il team campano ha subito una pesante sconfitta nell’andata dei play-out contro lo Junior Perugia. 6-0 il risultato finale che vede Torre del Greco con un piede e mezzo in A2.

Netto successo anche per lo Sporting Club Sassuolo che esce vincitore in maniera netta dalla trasferta genovese. 5-1 il risultato a favore del club emiliano contro il TC Genova. Bondioli, Della Valle e Masur i trascinatori del Sassuolo, vittoriosi sia in singolo sia in doppio. L’unico punto che tiene in vita Genova è siglato da Francesco Picco.

Equilibrio che regna sovrano a Casale Monferrato nella sfida tra Società Canottieri e TC Italia Forte dei Marmi. 3-3 finale che lascia possibile qualsiasi scenario in vista della sfida di ritorno prevista in Toscana. Equilibrio che è stato il filo conduttore di tutto il match, con i singolari che hanno registrato due successi per parte. Per Casale ottime prestazioni del francese Denolly e di Alessio Demichelis. Forte dei Marmi ha risposto grazie al contributo di Stefano Travaglia e Lorenzo Carboni. Nei doppi il duo Denolly/Bella ha sconfitto Carboni/Furlanetto per 10-5 al super tie-break portando in vantaggio Casale, ma qualche minuto dopo Trusendi e Travaglia hanno riportato il match in equilibrio grazie al successo in due set su Demichelis/Biondolillo.

Risultati dell’andata dei playout – domenica 27 novembre:

Società Canottieri Casale – TC Italia Forte dei Marmi 3-3

Lorenzo Carboni (I) b. Gregorio Biondolillo (C) 7-6(5) 6-3

Corentin Denolly (C) b. Walter Trusendi (I) 7-6(3) 6-1

Stefano Travaglia (I) b. Facundo Juarez (C) 6-2 6-4

Alessio Demichelis (C) b. Marco Furlanetto (I) 3-6 6-3 7-6(1)

Corentin Denolly/Marco Bella (C) c. Lorenzo Carboni/Marco Furlanetto (I) 6-7(8) 6-2 10-5

Stefano Travaglia/Walter Trusendi (I) b. Alessio Demichelis/Gregorio Biondolillo (C) 7-6(8) 6-3

TC Prato – TC Crema 2-4 (giocata sabato 26 novembre)

Niccolò Baroni (P) b. Lorenzo Bresciani (C) 6-1 3-6 7-5

Federico Iannaccone (P) b. Adrian Ungur (C) 6-2 6-3

Samuel Vincent Ruggeri (C) b. Nicolas Edgar Carlo Parrizia (P) 6-3 7-6(5)

Andrey Golubev (C) b. Leone De Marzi (P) 6-0 6-0

Adrian Ungur/Lorenzo Bresciani (C) b. Niccolò Baroni/Leone De Marzi (P) 6-0 6-2

Samuel Vincent Ruggeri/Andrey Golubev (C) b. Federico Iannaccone/Nicolas Edgar Carlo Parrizia (P) 6-2 6-4

TC Genova – Sporting Club Sassuolo 1-5

Federico Bondioli (S) b. Gianluca Cadenasso (G) 6-1 6-3

Francesco Picco (G) b. Mattia Ricci (S) 6-1 6-3

Enrico Dalla Valle (S) b. Antoine Julien Escoffier (G) 2-6 6-2 6-4

Daniel Masur (S) b. Matteo Arnaldi (G) 6-3 7-6(4)

Giulio Mazzoli/Daniel Masur (S) b. Francesco Picco/Gianluca Cadenasso (G) 6-4 6-4

Federico Bondioli/Enrico Dalla Valle (S) b. Matteo Arnaldi/Antoine Julien Escoffier (G) 7-5 3-6 10-8

Junior Perugia – New Tennis Torre del Greco 6-0

Tomas Gerini (P) b. Giovanni Cozzolino (N) 6-0 6-1

Tomislav Brkic (P) b. Raffaele Barba (N) 6-1 6-2

Gilberto Casucci (P) b. Filippo Palumbo (N) 6-2 6-0

Francesco Passaro (P) b. Antonio Marigliano (N) 6-3 6-2

Francesco Passaro/Gilberto Casucci (P) b. Filippo Palumbo/Giovanni Cozzolino (N) 3-0 rit.

Tomislav Brkic/Andrea Ribaldi Militi (P) b. Raffaele Barba/Antonio Marigliano (N) 6-3 6-1

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