Identikit statistici: Stefanos Tsitsipas, la chiave è a metà tra vincenti e doppi falli

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Identikit statistici: Stefanos Tsitsipas, la chiave è a metà tra vincenti e doppi falli

Prima puntata di una serie sulle armi più efficaci e sui (pochi) punti deboli dei migliori giocatori ATP. Iniziamo con il finalista del Roland Garros

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)
 
 

Una delle domande a cui è forse più difficile trovare risposta, e non soltanto nel mondo del tennis, è: cosa distingue un campione da un buon giocatore? La crescente disponibilità di dati relativi ai match, in particolare per quanto riguarda i tornei di più alto livello, ci consente di affrontare il quesito anche da una nuova prospettiva, potremmo dire da una prospettiva data-driven.

In altre parole: individuiamo un giocatore di altissimo livello e analizziamo, nel modo più scientifico possibile, quali caratteristiche accomunino i suoi match, in particolare i molti che si concludono con una vittoria, e li distinguano dalle poche sconfitte. In particolare, dato l’ottimo inizio di stagione 2021, ma anche per la continuità ad alti livelli (nonostante la giovane età) partiamo da Stefanos Tsitsipas, ventiduenne greco già capace di sconfiggere almeno una volta Federer, Nadal e Djokovic.

Palmarès

Tsitsipas comincia la sua carriera nel circuito ITF Junior all’età di 14 anni, nel 2013 e, prima della conclusione del 2016, detiene già undici titoli Futures: cinque in singolare e sei in doppio. Gioca la sua prima partita di livello ATP nel torneo di Rotterdam, nel 2017, perdendo con Tsonga (che si aggiudicherà il torneo). Nello stesso anno, esordisce, come qualificato, in un torneo del Grande Slam, trovandosi di fronte Ivo Karlovic, che sconfigge Tsitsipas al primo turno del Roland Garros. Sempre nel 2017, non riesce a qualificarsi per il main draw degli US Open, ma in quello stesso periodo vince per la prima volta un torneo di livello Challenger: il torneo di Genova.

 

Il 2018 è l’anno della svolta, che arriva, in particolare, con il Masters 1000 di Toronto. Tsitsipas sconfigge addirittura quattro Top 10 (Thiem, Djokovic, Zverev ed Anderson), prima di arrendersi in finale a Nadal. Sempre nel 2018, vince il suo primo titolo ATP, sul campo indoor di Stoccolma. Chiude la stagione conquistando il torneo Next Gen e piazzandosi alla quindicesima posizione del ranking mondiale. Da quel momento, Tsitsipas è una presenza costante ai massimi livelli: si aggiudica altri sei titoli (tra cui spiccano le ATP Finals 2019 e il Masters 1000 di Montecarlo di quest’anno) e raggiunge per due volte la semifinale dell’Australian Open nel 2019 e nel 2021, anno in cui raggiunge anche la sua prima finale Slam, al Roland Garros (sconfitto da Djokovic in cinque set). Ormai, la sua posizione tra i primissimi giocatori del mondo è consolidata e nel 2021 è addirittura secondo nella Race.

Uno sguardo d’insieme

Prima di approfondire l’analisi, alla ricerca di pattern vincenti e perdenti nel gioco del campione greco, definiamo l’insieme di match che analizzeremo, e cerchiamo di averne una visione d’insieme. Ci concentreremo sulle partite giocate in singolare ai massimi livelli, ovvero in tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open).

Cerchiamo di inquadrare lo stile di gioco di Tsitsipas con una serie di statistiche, i cui valori medi sono mostrati in Figura 1, separatamente per superficie di gioco.

Figura 1. Statistiche medie di gioco per Stefanos Tsitsipas, match di singolare in tornei del Grande Slam

Possiamo osservare come il numero di ace di Tsitsipas sia piuttosto elevato, in particolare sull’erba e sul cemento (oltre 10). Inoltre, questo prospetto ci conferma, attraverso la statistica dei vincenti, l’immagine ben viva del giocatore brillante e a tutto tondo che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare. Mediamente, infatti, Tsitsipas mette a segno oltre 30 colpi vincenti su ogni superficie: un bottino notevole, anche se si riferisce a partite giocate al meglio dei cinque set. Degna di nota anche la statistica relativa al numero di punti giocati a rete sull’erba. Notiamo infatti come Tsitsipas cambi notevolmente il suo stile di gioco, spingendosi spesso in avanti alla ricerca del punto (mediamente, oltre 30 volte a partita).

Figura 2. Ulteriori statistiche medie di gioco per Stefanos Tsitsipas, match di singolare in tornei del Grande Slam

Osservare questo secondo gruppo di statistiche ci permette di precisare meglio alcune impressioni: prima di tutto, al momento, Tsitsipas è un giocatore vincente soprattutto sulla terra (come ci ricorda anche la recentissima finale di Parigi, in cui si è trovato addirittura avanti di due set con Djokovic) e sul cemento. Per quanto riguarda l’erba di Wimbledon, il greco non è infatti mai riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale, centrati nel 2018. A prima vista, il dato sembra controintuitivo, data la familiarità con la rete, accompagnata anche da un’ottima percentuale di realizzazione: non soltanto Tsitsipas avanza spesso, ma in oltre il 70% delle occasioni, sull’erba, raccoglie anche il punto.

Considerata l’efficacia del servizio (oltre il 75% di punti vinti sulla prima e oltre il 65% sulla seconda), i risultati relativamente poco incoraggianti sull’erba sembrano davvero un rebus. Da notare però che Tsitsipas, al momento, essenzialmente per ragioni anagrafiche oltre che a causa del lockdown che non ha permesso di disputare l’edizione 2020, vanta soltanto tre partecipazioni a Wimbledon. A pesare quindi è senz’altro l’inattesa sconfitta al primo turno dell’edizione 2019, a opera di Thomas Fabbiano. Oltre a questo fatto specifico, su un piano più analitico, può forse venirci in soccorso la statistica relativa alla percentuale di palle break salvate.

Nonostante l’ottimo servizio, Tsitsipas salva meno del 60% delle palle break che deve affrontare sull’erba, percentuale paragonabile a quella che ottiene sulla terra, e decisamente inferiore a quanto realizza sul cemento (su cui sfiora il 70%). Forse quindi, fino a questo momento, a Tsitsipas è mancato sull’erba quel pizzico di freddezza in più per cavarsi d’impaccio nelle situazioni più delicate, complice anche un lancio di palla che (specialmente prima di quest’anno) può rappresentare, nei momenti più critici, il suo tallone d’Achille.

I pattern più significativi e gli elementi-chiave del gioco di Tsitsipas

Fino a questo momento, ci siamo concentrati sul gioco di Tsitsipas esaminando un aspetto alla volta: proviamo ora invece, con l’aiuto della tecnologia, a considerare più aspetti contemporaneamente, ovvero a sviluppare un’analisi multivariata. In particolare, ci chiederemo quale o quali tra le varie statistiche di gioco (che rappresentano le nostre variabili di input) si rivelino decisive, e in che modo, rispetto alla vittoria o alla sconfitta nel match (che rappresenta la nostra variabile di output). Impostiamo, in altre parole, un problema di classificazione.

Per maggiore chiarezza, faremo in modo che l’algoritmo di classificazione utilizzato restituisca automaticamente, sulla base delle variabili a disposizione, un modello costituito da un insieme di regole, che rappresentano i pattern statisticamente più significativi che conducono il greco alla vittoria o alla sconfitta. Di seguito, illustriamo le tre regole più significative così calcolate:

  1. Se Tsitsipas realizza almeno 1.3 vincenti per set in più dell’avversario e commette meno di 6 doppi falli, il greco risulta il vincitore del match. Il pattern è decisamente forte: nei 17 match di Grande Slam in cui si realizza, Tsitsipas risulta infatti sempre vincitore. Ne deduciamo che quando il greco riesce a essere propositivo (più vincenti dell’avversario) e mantiene la concentrazione (numero di doppi falli contenuto), si aggiudica l’incontro.
  2. Se Tsitsipas realizza più vincenti dell’avversario per set o la differenza a favore dell’avversario non è comunque superiore a 0.5 per set, il greco non si presenta più di 20 volte a rete e la partita non dura più di 55 game, Tsitsipas vince il match. In questo caso, il pattern è verificato in 22 match e, in tutti e 22 i casi, Tsitsipas è il vincitore. Possiamo forse interpretare in questo modo la cosa: se anche il greco non riesce ad imporsi, ma non subisce troppo il gioco dell’avversario (differenza in termini di vincenti anche sfavorevole, ma contenuta) per un tempo non troppo prolungato (non oltre 55 game) e non spende troppe energie per verticalizzare il gioco, cercando la rete, vince il match. 
  3. Se Tsitsipas commette mediamente oltre 1.4 errori gratuiti più dell’avversario per set, non realizza almeno 3.75 vincenti in più per set e il numero medio di colpi per scambio è inferiore a 4.6, il greco viene sconfitto”. Questo pattern si presenta in un numero inferiore di match: soltanto sette. Anche in questo caso però, la previsione è estremamente precisa: in tutti e sette i casi, Tsitsipas è stato effettivamente sconfitto. A livello di lettura della regola, viene spontaneo dedurre che, se in una partita che si gioca con scambi brevi Tsitsipas si dimostra meno concentrato dell’avversario e non ha un contributo davvero notevole dai propri colpi vincenti, è costretto a cedere.

Per completare il quadro, sintetizziamo quali risultino essere gli elementi decisivi del gioco di Tsitsipas, ovvero quelli più determinanti rispetto all’esito del match. Per ottenere tale risultato, valuteremo quali elementi del gioco di Tsitsipas (ad esempio colpi vincenti o errori non forzati) compaiano in pattern come i tre citati in precedenza, che ci permettono di prevedere con grande precisione l’esito del match. Quanto più una caratteristica del gioco compare come condizione rilevante all’interno di tali pattern, tanto più potremo definirla un elemento-chiave del gioco del campione greco. Potremo quindi, sulla base dei dati, stilare un feature ranking, ovvero una sorta di classifica dei vari aspetti del gioco, distinguendo quelli che, in misura maggiore, da soli o in combinazione con altri, si rivelano decisivi.

Figura 3. Feature ranking associato ai match di Grande Slam di Tsitsipas. La lunghezza della barra rappresenta la rilevanza della feature, la direzione rappresenta il verso della correlazione (diretta per barre che si sviluppano verso destra, inversa per barre che si sviluppano verso sinistra)

Come possiamo osservare in Figura 3, che riporta proprio il feature ranking, l’elemento che risulta più rilevante per la vittoria, correlato in modo diretto, e che guadagna quindi il valore 1 (massimo) nel feature ranking, è la differenza media tra i vincenti di Tsitsipas e quelli dell’avversario per set. In seconda posizione troviamo la differenza media di doppi falli e, in terza posizione, il numero di errori non forzati.

Naturalmente, in questi casi (doppi falli, errori non forzati), a valori inferiori corrisponde una maggiore probabilità di vittoria, quindi la correlazione è associata a un coefficiente negativo (correlazione inversa). Analogamente, e quasi con lo stesso peso, osserviamo come un eccesso di discese a rete, come già accennato, tenda a diminuire le chance di Tsitsipas, costituendo quindi un altro esempio di correlazione inversa.

In quinta posizione, il numero di doppi falli di Tsitsipas, in questo caso misurato indipendentemente da quelli dell’avversario. Il fatto che due su cinque delle feature più rilevanti siano associate ai doppi falli, un elemento che sembra tutto sommato marginale nell’economia del gioco, si può forse ricondurre alle difficoltà che Tsitsipas incontra (a dire il vero, in modo sempre più raro) nel lancio di palla, e di conseguenza nel servizio, nei momenti di maggiore tensione e stanchezza.

La rilevanza dei doppi falli, oltre che degli errori gratuiti ci ricorda inoltre come, oltre alle indubbie qualità tecniche, in particolare come giocatore propositivo (ace, vincenti), il greco necessiti di rimanere concentrato per mettere in evidenza le proprie eccellenti doti di lottatore, così innalzando il proprio livello di gioco proprio quando il numero di game cresce, ovvero quando la partita si fa più difficile e più combattuta. Caratteristica questa che, come e forse più di altre, ce lo confermano i dati e, più ancora, la sua seconda posizione nell’ATP Race 2021, lo accomuna ai grandi campioni.

Nota: i grafici inseriti nell’articolo sono realizzati per mezzo del software Rulex


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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ATP Lione, quarti di finale: de Minaur terraiolo? Vincono anche Norrie, Rune e Molcan

Due quarti in lotta e due sul velluto nel giovedì francese, con l’australiano che non è più un bye sulla terra battuta

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Alex de Minaur – ATP Lione 2022 (foto via Twitter @OpenParcARA)

Nella giornata in cui l’attenzione è rivolta a ben altri tabelloni, quello dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes di Lione si è allineato alle semifinali. Il programma si è aperto con il successo per 6-3 6-2 di Alex Molcan su Federico Coria, incapace di ripetere la prestazione offerta al turno precedente che gli era valsa la vittoria su Carreño Busta, finora il suo scalpo più prestigioso.

Il ventiquattrenne mancino slovacco, nel momento migliore della carriera, se la vedrà con Alex de Minaur, il cui avversario, il lucky loser Yosuke Watanuki, si è ritirato dopo aver perso il primo set 6-4. L’inedito scontro fra i due Alex costituisce un buon banco di prova per le velleità australiane sulla terra battuta in vista di Parigi, superficie su cui in questa stagione sta ammucchiando più vittorie ATP (nove) che nel resto della carriera.

A separare questi due quarti c’è stata la conclusione dell’ultimo ottavo del mercoledì. Dopo tre ore e un quarto di battaglia, infatti, Manuel Guinard e Michael Mmoh sono stati rimandati in albergo per oscurità. Alla ripresa, sul 5 pari al terzo, il francese è partito meglio e… basta: 4-6 6-4 7-5 il punteggio finale. Guinard è tornato in campo contro Holger Rune, ha vinto il primo parziale, ma si è arreso alla rimonta danese con un principio di crampi – per Holger.

 

Il suo avversario in semifinale sarà Cameron Norrie, vincitore di Sebastian Baez con il punteggio di 6-4 4-6 7-5. Non poteva non essere lotta fra i due, e appunto due ore e quaranta sono servite al britannico per avere ragione di Baez che è pure risalito da 3-5 nel terzo annullando tre match point – il primo con un lob strepitoso. Un doppio fallo argentino sul 5 pari è costato un nuovo break e Norrie ha poi chiuso con la battuta.

Il tabellone completo di Lione

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RG 2022 – Il tabellone femminile: “Una sola super favorita Iga Swiatek. Come sono cambiati i tempi!”

Il direttore commenta il sorteggio del tabellone femminile a Parigi: quattro italiane. La nostra più in forma, Martina Trevisan poco fortunata. Camila Giorgi sogna

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Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

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WTA Rabat: Martina Trevisan e Lucia Bronzetti volano in semifinale

Venerdì sarà derby azzurro in Marocco: Trevisan regola Rus in due set, Lucia la spunta al tie-break del terzo su Parrizas Diaz

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Martina Trevisan – WTA 1000 Madrid (foto via Twitter @MutuaMadridOpen)

Le notizie che ci porta il vento d’Africa non possono che farci sorridere, quest’oggi ancora. Infatti Martina Trevisan, dopo l’opera d’arte della vittoria contro Garbine Muguruza, continua il suo gran cammino nel Grand Prix SAR La Princesse Lalla Meryem, torneo di categoria 250 che si gioca a Rabat: ottima vittoria contro l’olandese Arantxa Rus, tds n.7, che aveva tra l’altro vinto l’unico precedente della coppia sulla terra, l’anno scorso in quel di Belgrado. Prova convincente, specie dal punto di vista mentale per la n.85 al mondo, che ha portato a casa il match per 7-6(4) 6-3, in una partita molto dura e intensa, con il primo set da quasi 1h e 30. I meriti veri non stanno tanto nei numeri e nelle statistiche però, quanto nella forza di volontà, nel rimanere sempre aggrappata alla partita: spreca un vantaggio di 3-0 nel primo set, portando addirittura Rus a servire per il set sul 6-5…ma lì dopo una serie di vari break e contro-break impatta sul 6-6 andandosi a prendere il tie-break di governo, con forza. Nel secondo parziale si segue un copione abbastanza simile: 4 break fino al 3-3, fino a quello che crea il solco a favore di Trevisan nel settimo gioco, bissato poi nel nono che vorrà anche dire match vinto per Martina, brava a non perdere mai la concentrazione e tenere sempre sotto controllo l’avversaria. Cerca la prima finale WTA superiore a un 125, e si conferma una specialista della terra (quarti al Roland Garros 2020) l’ex n.66 al mondo. Sarà un derby tra due esordienti in una semifinale del Tour a decidere chi arriverà all’atto conclusivo nella parte alta del tabellone perché anche Lucia Bronzetti ha superato il suo ostacolo –6-1 3-6 7-6(5) a Nuria Parrizas Diaz, n. 48 della classifica.

Nel quarto game arriva il break per Bronzetti, brava a scambiare da fondo e tessere la rete con pazienza, mai frettolosa e questo alla fine ha fatto la differenza con la spagnola. Continua il ritmo impressionante di Lucia, che da fondo si trasforma in un vero e proprio martello e non si accontenta di un break, ma va a conquistarsi pure il secondo, mandando a destra e a sinistra Parrizas Dias, non concedendole neanche un po’ di iniziativa. E si va a concludere così un primo set che dopo i primi 3 game non ha più visto gioco, ma solo una serie di giocate e di dominio di Lucia Bronzetti, che ha letteralmente malmenato la tds n.3, chiudendo 6-1 un primo set in cui la lingua spagnola è stata cancellata dalla forza del tricolore.

Nonostante un primo set da dimenticare, Parrizas Diaz sembra riuscire subito a ripartire al massimo nel secondo parziale: break nel secondo game, ottenuto dopo uno scambio da 20 e passa colpi durissimo e chiuso con una delicatissima smorzata, punto del match. In realtà Lucia, nonostante tutto, di impegno e vogliosa riesce a recuperare il break e portarsi sul 2-1, contando sulle folate che ogni tanto assalgono la spagnola; peccato che duri poco questa rimonta, subito gettata al vento da Bronzetti subendo il break a 0, addirittura con un doppio fallo. Eppure prosegue questa sorta di maratona psichedelica, con il quarto game di fila in cui la giocatrice al servizio perde, e anche abbastanza male: in questo caso Parrizas Dias, anche grazie alla spinta di Bronzetti, paga qualche errore di troppo da fondo, ancora con la discontinuità protagonista. Sul 3-3 del secondo set lo strappo decisivo da parte di Parrizas Diaz, che dopo aver portato a casa un game combattuto ai vantaggi infila un parziale di 10 punti a 2 che manda il match al terzo set.

 

Il dritto di Parrizas muove molto bene il gioco, viaggia filante in lungolinea che sembra quello di Bautista Agut e apre il campo con l’incrociato stretto a stremare le gambe azzurre che tuttavia non si arrendono. Gli scambi si allungano, la fatica è palpabile, mentre neanche Bronzetti accenna a calare, anzi, il livello è molto buono e i vincenti non mancano.

Lo schiaffo troppo centrale viene punito dal passante romagnolo e il doppio fallo significa 15-40. Brava Nuria a risalire, ma si rimane nel game e un’altra seconda fuori bersaglio seguita dalla risposta aggressiva valgono il 4-2 per Lucia. Ma è solo il primo di quattro break consecutivi, con il dritto spagnolo che a volte dà e a volte toglie. Soprattutto dà, perché si arriva a 5 pari, con la nostra che, in battuta, si è fermata a due punti dal match. Servendo per arrivare al 6 pari, Parrizas Diaz affossa due palle per un promettente 30-30, ma si accaparra il game con Lucia che non ha saputo o voluto approfittare di un’occasione per spingere in entrambi i punti.

Nel tie-break equilibrato, Nuria ha l’occasione per salire 5-3, le basterebbe piazzare un smorzata appena decente dopo aver ben condotto lo scambio; invece le esce un mezzo lob e Lucia si prende quel punto e i successivi due, gentili omaggi andalusi. Parrizas si ripiglia in tempo per annullare il primo match point, ma sul secondo, dopo 2 ore e 43 minuti, Bronzetti sfodera un ace che la porta in semifinale.

Nella parte bassa, saranno Claire Liu e Anna Bondar a giocarsi un posto in finale. La ventunenne statunitense ha battuto 6-4 6-1 Astra Sharma, mentre l’ungherese ha approfittato del ritiro di Ajla Tomljanovic quando l’australiana era sotto 1-5 nel primo set.

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