Identikit statistici: Stefanos Tsitsipas, la chiave è a metà tra vincenti e doppi falli

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Identikit statistici: Stefanos Tsitsipas, la chiave è a metà tra vincenti e doppi falli

Prima puntata di una serie sulle armi più efficaci e sui (pochi) punti deboli dei migliori giocatori ATP. Iniziamo con il finalista del Roland Garros

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Una delle domande a cui è forse più difficile trovare risposta, e non soltanto nel mondo del tennis, è: cosa distingue un campione da un buon giocatore? La crescente disponibilità di dati relativi ai match, in particolare per quanto riguarda i tornei di più alto livello, ci consente di affrontare il quesito anche da una nuova prospettiva, potremmo dire da una prospettiva data-driven.

In altre parole: individuiamo un giocatore di altissimo livello e analizziamo, nel modo più scientifico possibile, quali caratteristiche accomunino i suoi match, in particolare i molti che si concludono con una vittoria, e li distinguano dalle poche sconfitte. In particolare, dato l’ottimo inizio di stagione 2021, ma anche per la continuità ad alti livelli (nonostante la giovane età) partiamo da Stefanos Tsitsipas, ventiduenne greco già capace di sconfiggere almeno una volta Federer, Nadal e Djokovic.

Palmarès

Tsitsipas comincia la sua carriera nel circuito ITF Junior all’età di 14 anni, nel 2013 e, prima della conclusione del 2016, detiene già undici titoli Futures: cinque in singolare e sei in doppio. Gioca la sua prima partita di livello ATP nel torneo di Rotterdam, nel 2017, perdendo con Tsonga (che si aggiudicherà il torneo). Nello stesso anno, esordisce, come qualificato, in un torneo del Grande Slam, trovandosi di fronte Ivo Karlovic, che sconfigge Tsitsipas al primo turno del Roland Garros. Sempre nel 2017, non riesce a qualificarsi per il main draw degli US Open, ma in quello stesso periodo vince per la prima volta un torneo di livello Challenger: il torneo di Genova.

 

Il 2018 è l’anno della svolta, che arriva, in particolare, con il Masters 1000 di Toronto. Tsitsipas sconfigge addirittura quattro Top 10 (Thiem, Djokovic, Zverev ed Anderson), prima di arrendersi in finale a Nadal. Sempre nel 2018, vince il suo primo titolo ATP, sul campo indoor di Stoccolma. Chiude la stagione conquistando il torneo Next Gen e piazzandosi alla quindicesima posizione del ranking mondiale. Da quel momento, Tsitsipas è una presenza costante ai massimi livelli: si aggiudica altri sei titoli (tra cui spiccano le ATP Finals 2019 e il Masters 1000 di Montecarlo di quest’anno) e raggiunge per due volte la semifinale dell’Australian Open nel 2019 e nel 2021, anno in cui raggiunge anche la sua prima finale Slam, al Roland Garros (sconfitto da Djokovic in cinque set). Ormai, la sua posizione tra i primissimi giocatori del mondo è consolidata e nel 2021 è addirittura secondo nella Race.

Uno sguardo d’insieme

Prima di approfondire l’analisi, alla ricerca di pattern vincenti e perdenti nel gioco del campione greco, definiamo l’insieme di match che analizzeremo, e cerchiamo di averne una visione d’insieme. Ci concentreremo sulle partite giocate in singolare ai massimi livelli, ovvero in tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open).

Cerchiamo di inquadrare lo stile di gioco di Tsitsipas con una serie di statistiche, i cui valori medi sono mostrati in Figura 1, separatamente per superficie di gioco.

Figura 1. Statistiche medie di gioco per Stefanos Tsitsipas, match di singolare in tornei del Grande Slam

Possiamo osservare come il numero di ace di Tsitsipas sia piuttosto elevato, in particolare sull’erba e sul cemento (oltre 10). Inoltre, questo prospetto ci conferma, attraverso la statistica dei vincenti, l’immagine ben viva del giocatore brillante e a tutto tondo che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare. Mediamente, infatti, Tsitsipas mette a segno oltre 30 colpi vincenti su ogni superficie: un bottino notevole, anche se si riferisce a partite giocate al meglio dei cinque set. Degna di nota anche la statistica relativa al numero di punti giocati a rete sull’erba. Notiamo infatti come Tsitsipas cambi notevolmente il suo stile di gioco, spingendosi spesso in avanti alla ricerca del punto (mediamente, oltre 30 volte a partita).

Figura 2. Ulteriori statistiche medie di gioco per Stefanos Tsitsipas, match di singolare in tornei del Grande Slam

Osservare questo secondo gruppo di statistiche ci permette di precisare meglio alcune impressioni: prima di tutto, al momento, Tsitsipas è un giocatore vincente soprattutto sulla terra (come ci ricorda anche la recentissima finale di Parigi, in cui si è trovato addirittura avanti di due set con Djokovic) e sul cemento. Per quanto riguarda l’erba di Wimbledon, il greco non è infatti mai riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale, centrati nel 2018. A prima vista, il dato sembra controintuitivo, data la familiarità con la rete, accompagnata anche da un’ottima percentuale di realizzazione: non soltanto Tsitsipas avanza spesso, ma in oltre il 70% delle occasioni, sull’erba, raccoglie anche il punto.

Considerata l’efficacia del servizio (oltre il 75% di punti vinti sulla prima e oltre il 65% sulla seconda), i risultati relativamente poco incoraggianti sull’erba sembrano davvero un rebus. Da notare però che Tsitsipas, al momento, essenzialmente per ragioni anagrafiche oltre che a causa del lockdown che non ha permesso di disputare l’edizione 2020, vanta soltanto tre partecipazioni a Wimbledon. A pesare quindi è senz’altro l’inattesa sconfitta al primo turno dell’edizione 2019, a opera di Thomas Fabbiano. Oltre a questo fatto specifico, su un piano più analitico, può forse venirci in soccorso la statistica relativa alla percentuale di palle break salvate.

Nonostante l’ottimo servizio, Tsitsipas salva meno del 60% delle palle break che deve affrontare sull’erba, percentuale paragonabile a quella che ottiene sulla terra, e decisamente inferiore a quanto realizza sul cemento (su cui sfiora il 70%). Forse quindi, fino a questo momento, a Tsitsipas è mancato sull’erba quel pizzico di freddezza in più per cavarsi d’impaccio nelle situazioni più delicate, complice anche un lancio di palla che (specialmente prima di quest’anno) può rappresentare, nei momenti più critici, il suo tallone d’Achille.

I pattern più significativi e gli elementi-chiave del gioco di Tsitsipas

Fino a questo momento, ci siamo concentrati sul gioco di Tsitsipas esaminando un aspetto alla volta: proviamo ora invece, con l’aiuto della tecnologia, a considerare più aspetti contemporaneamente, ovvero a sviluppare un’analisi multivariata. In particolare, ci chiederemo quale o quali tra le varie statistiche di gioco (che rappresentano le nostre variabili di input) si rivelino decisive, e in che modo, rispetto alla vittoria o alla sconfitta nel match (che rappresenta la nostra variabile di output). Impostiamo, in altre parole, un problema di classificazione.

Per maggiore chiarezza, faremo in modo che l’algoritmo di classificazione utilizzato restituisca automaticamente, sulla base delle variabili a disposizione, un modello costituito da un insieme di regole, che rappresentano i pattern statisticamente più significativi che conducono il greco alla vittoria o alla sconfitta. Di seguito, illustriamo le tre regole più significative così calcolate:

  1. Se Tsitsipas realizza almeno 1.3 vincenti per set in più dell’avversario e commette meno di 6 doppi falli, il greco risulta il vincitore del match. Il pattern è decisamente forte: nei 17 match di Grande Slam in cui si realizza, Tsitsipas risulta infatti sempre vincitore. Ne deduciamo che quando il greco riesce a essere propositivo (più vincenti dell’avversario) e mantiene la concentrazione (numero di doppi falli contenuto), si aggiudica l’incontro.
  2. Se Tsitsipas realizza più vincenti dell’avversario per set o la differenza a favore dell’avversario non è comunque superiore a 0.5 per set, il greco non si presenta più di 20 volte a rete e la partita non dura più di 55 game, Tsitsipas vince il match. In questo caso, il pattern è verificato in 22 match e, in tutti e 22 i casi, Tsitsipas è il vincitore. Possiamo forse interpretare in questo modo la cosa: se anche il greco non riesce ad imporsi, ma non subisce troppo il gioco dell’avversario (differenza in termini di vincenti anche sfavorevole, ma contenuta) per un tempo non troppo prolungato (non oltre 55 game) e non spende troppe energie per verticalizzare il gioco, cercando la rete, vince il match. 
  3. Se Tsitsipas commette mediamente oltre 1.4 errori gratuiti più dell’avversario per set, non realizza almeno 3.75 vincenti in più per set e il numero medio di colpi per scambio è inferiore a 4.6, il greco viene sconfitto”. Questo pattern si presenta in un numero inferiore di match: soltanto sette. Anche in questo caso però, la previsione è estremamente precisa: in tutti e sette i casi, Tsitsipas è stato effettivamente sconfitto. A livello di lettura della regola, viene spontaneo dedurre che, se in una partita che si gioca con scambi brevi Tsitsipas si dimostra meno concentrato dell’avversario e non ha un contributo davvero notevole dai propri colpi vincenti, è costretto a cedere.

Per completare il quadro, sintetizziamo quali risultino essere gli elementi decisivi del gioco di Tsitsipas, ovvero quelli più determinanti rispetto all’esito del match. Per ottenere tale risultato, valuteremo quali elementi del gioco di Tsitsipas (ad esempio colpi vincenti o errori non forzati) compaiano in pattern come i tre citati in precedenza, che ci permettono di prevedere con grande precisione l’esito del match. Quanto più una caratteristica del gioco compare come condizione rilevante all’interno di tali pattern, tanto più potremo definirla un elemento-chiave del gioco del campione greco. Potremo quindi, sulla base dei dati, stilare un feature ranking, ovvero una sorta di classifica dei vari aspetti del gioco, distinguendo quelli che, in misura maggiore, da soli o in combinazione con altri, si rivelano decisivi.

Figura 3. Feature ranking associato ai match di Grande Slam di Tsitsipas. La lunghezza della barra rappresenta la rilevanza della feature, la direzione rappresenta il verso della correlazione (diretta per barre che si sviluppano verso destra, inversa per barre che si sviluppano verso sinistra)

Come possiamo osservare in Figura 3, che riporta proprio il feature ranking, l’elemento che risulta più rilevante per la vittoria, correlato in modo diretto, e che guadagna quindi il valore 1 (massimo) nel feature ranking, è la differenza media tra i vincenti di Tsitsipas e quelli dell’avversario per set. In seconda posizione troviamo la differenza media di doppi falli e, in terza posizione, il numero di errori non forzati.

Naturalmente, in questi casi (doppi falli, errori non forzati), a valori inferiori corrisponde una maggiore probabilità di vittoria, quindi la correlazione è associata a un coefficiente negativo (correlazione inversa). Analogamente, e quasi con lo stesso peso, osserviamo come un eccesso di discese a rete, come già accennato, tenda a diminuire le chance di Tsitsipas, costituendo quindi un altro esempio di correlazione inversa.

In quinta posizione, il numero di doppi falli di Tsitsipas, in questo caso misurato indipendentemente da quelli dell’avversario. Il fatto che due su cinque delle feature più rilevanti siano associate ai doppi falli, un elemento che sembra tutto sommato marginale nell’economia del gioco, si può forse ricondurre alle difficoltà che Tsitsipas incontra (a dire il vero, in modo sempre più raro) nel lancio di palla, e di conseguenza nel servizio, nei momenti di maggiore tensione e stanchezza.

La rilevanza dei doppi falli, oltre che degli errori gratuiti ci ricorda inoltre come, oltre alle indubbie qualità tecniche, in particolare come giocatore propositivo (ace, vincenti), il greco necessiti di rimanere concentrato per mettere in evidenza le proprie eccellenti doti di lottatore, così innalzando il proprio livello di gioco proprio quando il numero di game cresce, ovvero quando la partita si fa più difficile e più combattuta. Caratteristica questa che, come e forse più di altre, ce lo confermano i dati e, più ancora, la sua seconda posizione nell’ATP Race 2021, lo accomuna ai grandi campioni.

Nota: i grafici inseriti nell’articolo sono realizzati per mezzo del software Rulex


Genovese, classe 1985, Damiano Verda è ingegnere informatico e data scientist ma anche appassionato di scrittura. “There’s four and twenty million doors on life’s endless corridor” (ci sono milioni di porte lungo l’infinito corridoio della vita), cantavano gli Oasis. Convinto che anche scrivere, divertendosi, possa essere un modo per cercare di socchiudere qualcuna di quelle porte, lungo quel corridoio senza fine. Per leggere i suoi articoli visitate www.damianoverda.it

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Coppa Davis, i rimpianti di Sonego dopo il ko: “Una lezione, l’emozione mi ha tradito”

Le parole del tennista azzurro dopo la deludente sconfitta contro Gojo: “Sono stato troppo precipitoso. Io dispiaciuto”

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TORINO, ITALY - NOVEMBER 29: Davis Cup by Rakuten Madrid Finals 2021 at Pala Alpitour on November 29, 2021 in Torino, Italy. (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)
TORINO, ITALY - NOVEMBER 29: Davis Cup by Rakuten Madrid Finals 2021 at Pala Alpitour on November 29, 2021 in Torino, Italy. (Photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Visibilmente dispiaciuto e amareggiato, Lorenzo Sonego si è presentato in conferenza stampa dopo il match di Coppa Davis perso contro il croato Borna Gojo provando a spiegare le cause di un’implosione vera e propria, quella che lo ha visto protagonista sul campo del Pala Alpitour. Dopo aver vinto il secondo set, in molti si sarebbero aspettati una vittoria al terzo in rimonta, come con il colombiano Meija due giorni prima, ma il tennista torinese ha avuto un evidente cedimento nervoso.

“Ho perso un brutto primo set, e quando parti male vedi tutto in salita – ha spiegato Sonego -. Ho sentito la pressione, ma fa parte del gioco e bisogna saperla gestire. Cosa non ha funzionato? Ero lento, non riuscivo a giocare veloce. Ho avuto troppi passaggi a vuoto. Non ho avuto continuità. Sono partito bene ma poi sono calato. Poi mi sono ripreso nel secondo set ma sono calato di nuovo. Troppi alti e bassi. Da un lato ci sta, perché non ho grande esperienza di Coppa Davis. Tanta emozione e un po’ di stanchezza mi hanno tradito. Ho fatto due grandi partite, la seconda meno buona della prima… E poi ho perso questa. Una lezione che mi servirà per il futuro”.

Per Sonego vittorie contro Opelka e Meija, poi un ko contro Gojo, attuale 279 ATP, che sicuramente ha colto di sorpresa tutti. “Che cosa mi dava noia del suo gioco? Il suo servizio, sicuramente – ha detto Sonego analizzando quanto è accaduto in campo -. Ma il problema è stato che tendevo a esagerare, avevo troppa fretta, e invece di stare lì tranquillo a palleggiare, ero precipitoso e sbagliavo”.

Sonego: “Bellissimo giocare a Torino, mi spiace ancora di più per questo”

Sonego fa poi un bilancio della sua esperienza in Davis a casa sua, Torino: “E’ stata una grande emozione giocare queste tre partite in casa, bellissimo giocare davanti ad amici, familiari… spero di avere altre occasioni per rigiocare qui… Mi sono divertito – dice Sonego con aria per la verità triste e sconsolata – ho lasciato l’anima in campo, mi dispiace ancora più perdere una partita in questa situazione”. A Lorenzo, infine, viene chiesto un parere sulla partita di doppio contro Mektic e Pavic, che sarebbe decisiva solo se Sinner battesse Cilic (la conferenza si tiene proprio mentre i due numeri uno sono in campo).

Alle Olimpiadi Tokyo, Sonego e Musetti andarono vicini a battere i due croati poi medaglie d’oro: “Mektic e Pavic non sono fenomeni in risposta, ma giocano molto bene a rete. A Tokyo c’è mancato poco. In generale penso che due singolaristi forti possano battere anche i migliori doppisti, soprattutto in condizioni così lente. Non so se giocherò io, siamo cinque giocatori, tutti pronti e competitivi”.

 

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Coppa Davis

Coppa Davis, che rimonta di Sinner! Italia-Croazia 1-1, decide il doppio

Grande rimonta di Sinner che porta l’Italia sul 1-1. Cilic ha servito per il match nel secondo set. Sarà il doppio a decidere chi tra Italia e Croazia volerà a Madrid per giocare la semifinale della Coppa Davis 2021

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J. Sinner (ITA) – M. Cilic (CRO) 3-6 7-6(4) 6-3

da Torino il nostro inviato

L’Italia è ancora viva. Grande, grandissima vittoria di Jannik Sinner che ribalta un match che sembrava  già perso. Cilic era avanti 6-3 5-4 ed ha servito per il match e per portare la Croazia in semifinale, ma Jannik è riuscito a trascinare  il secondo set al tiebreak e a vincerlo, completando  l’opera nel terzo set.
E così l’Italia che era sul bordo del precipizio, può giocarsi l’accesso alle semifinali di Coppa Davis nel decisivo doppio.

 

La partita
L’inopinata sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, pone Jannik Sinner di fronte ad un match senza ritorno.
Sulle spalle del nostro giovane campione ci sono tutta la responsabilità e la tensione di mantenere in vita le speranze di semifinale dell’Italia.
Marin Cilic non è più il giocatore che ha vinto uno slam e giocato altre due finali spingendosi fino al numero 3 del mondo, ma è pur sempre un grande giocatore che ha vinto questa coppa (o meglio la vera Davis…)  da protagonista nel 2018 e che in questa stagione ha portato a casa due trofei dopo 3 anni di astinenza, rientrando in top30.
Marin fa valere tutta la sua esperienza in avvio, mentre Jannik appare contratto e falloso.
Il break arriva già nel quarto gioco dopo una mirabile accelerazione di diritto di Cilic ed un brutto errore di rovescio dell’altoatesino (3-1).
Il croato spinge lontano dal campo il numero 10 del mondo ed è efficace al servizio (6 ace nel primo set), per l’entusiasmo della banda croata  che ci sogneremo tutta la notte.
Jannik prova a reagire ma l’unica piccola chance la ha quando Cilic va a servire sul 5-3  per chiudere il parziale e si ritrova 0-30 sotto la spinta dell’azzurro. Cilic si salva con il servizio e resiste al tentativo di rimonta di Sinner che annulla tre set point prima di capitolare con una brutta risposta di rovescio su una seconda del croato. Dopo 45 minuti la Croazia si ritrova ad un set dalla semifinale della Coppa Davis.

La musica (non solo della banda) non cambia in avvio di secondo set. Anzi, Cilic sfonda subito con il diritto e si assicura il break in apertura  che gli infonde tranquillità nonostante lo stadio provi a sostenere a gran voce il suo beniamino.

Ma Cilic è famoso anche per i suoi improvvisi black-out. E così sul 2-1 40-0 in un game apparentemente in controllo, Jannik indovina due grandi soluzioni, poi il croato ci mette tre errori di rovescio che riannettono Sinner alla partita (2-2) e con un parziale di 9 punti a 1 lo portano per la prima volta davanti (3-2).
Al cambio di campo il croato avanti 30-0  combina altri tre disastri a campo aperto e concede a Jannik la palla per un nuovo break, ma servizio&diritto alla vecchia maniera lo tirano fuori dai guai. Sul 3-3 è però Jannik a dover fronteggiare una palla break che potrebbe risultare fatale: con gran classe e tre prime vincenti va a condurre 4-3.
La situazione si ripete però sul 4-4 e stavolta il diritto di Jannik vola via mandando Cilic a servire per il match e per portare la Croazia a Madrid.
Finita? Non quando c’è Marin in campo che ancora non ha fatto pace con i demoni del tennis. Diritto steccato, doppio fallo, rovescio largo mandano Jannik a tripla palla break, subito capitalizzata dal nuovo errore del croato, stavolta su spinta dell’azzurro: 5-5.
Sinner si salva da 0-30 con grande coraggio e mette Cilic – che pochi minuti prima vedeva la vittoria ad un passo – nella scomoda sensazione di servire per salvare il set: stavolta i nervi non tradiscono il croato ed è il tiebreak a decidere.
Jannik lo gioca da campione consumato. In diritto largo di Cilic gli dà un mini break di vantaggio (4-2), che però restituisce con un errore di rovescio (4-4). Sinner però è sempre in spinta e costringe il croato al l’errore che lo manda al doppio set-point (6-4). Il passante di diritto in cross che pone fine al parziale è un capolavoro che fa impazzire Torino. Dopo due ore siamo ancora vivi!

All’inizio del terzo set l’inerzia sembra tutta per l’Italia tanto che Cilic si fa breckare subito a zero. Tuttavia il croato ha una reazione d’orgoglio , riprendendo subito il break e portandosi avanti 2-1.
Nel settimo game sul 3-3 arriva la svolta: Jannik ha sempre più i piedi dentro al campo e picchia a più non posso sulla diagonale sinistra costringendo Cilic alla resa : è il break decisivo e il Pala-Alpitour adesso è una bolgia. Sinner ora è un treno in piena corsa, inarrestabile e competa l’opera facendo esplodere di gioia la panchina azzurra e con essa l’intero palazzetto.
L’orchestrina croata non suona più, magari riprenderà a cantare per il doppio balcanico fortissimo.
Ma c’è un ragazzo giovane, biondo e italiano. Fortissimo. E che vuole l’ultima parola.

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Coppa Davis

Coppa Davis, Italia-Croazia 0-1. Un brutto Sonego cede a Gojo, ora serve un’impresa

Clamorosa sconfitta di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, 249 posizioni dietro l’azzurro nel ranking. Ora Sinner dovrà vincere contro Cilic per consentirci di giocarci tutto contro il fortissimo doppio croato

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Lorenzo Sonego alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

da Torino il nostro inviato

B. Gojo (CRO) – L. Sonego 7-6(2) 2-6 6-2

Una brutta versione di Lorenzo Sonego cede al numero 276 del mondo Borna Gojo e la Croazia si porta in vantaggio nel quarto di finale a Torino. I rimpianti dell’azzurro sono tutti per il primo set nel quale era avanti 4-1 con palla del 5-1 ed invece il croato è riuscito a recuperare e a dominare il tie-break. La reazione nel secondo set sembrava aprire la possibilità ad una rimonta come accaduto con Mejia sabato, invece Lorenzo trovava grandissime difficoltà nei game di risposta e finiva con l’arrendersi dopo 2 ore e 19 minuti. Tocca adesso a Jannik Sinner che dovrà battere l’ex numero 3 del mondo Marin Cilic per portare l’Italia al doppio decisivo contro la fortissima coppia croata. Resta la grande amarezza per una sconfitta clamorosa patita da Sonego dinanzi al suo pubblico, contro un avversario che dista da lui ben 249 posizioni in classifica.

 

La partita

Come di consueto oramai, Lorenzo Sonego è chiamato ad aprire le danze per l’Italia in questa Coppa Davis 2021. Dopo il minuto di raccoglimento per il grande Prof. Parra, scomparso nella notte, e gli inni nazionali, il PalaAlpitour è tutto per il torinese e sugli spalti fa capolino qualche bandiera granata, in onore della fede calcistica del numero due azzurro che ha anche un passato come ala destra nella squadra del cuore.

Il capitano croato Verdan Matric conferma Borna Gojo, numero276 del mondo, ventitre anni che nella giornata di esordio aveva sorpreso il più quotato australiano Popyrin, preferendolo a Nino Serdarusic che ieri aveva dato il punto decisivo per la qualificazione contro l’Ungheria.

La claque croata si presenta con un’orchestrina che accompagna con una melodia balcanica ogni punto dei propri eroi, deliziando tutti i presenti.

Gojo capisce presto che non è il caso di stare a scambiare da fondo e si getta in avanti tre volte nei primi quattro punti, ma il nostro alfiere è troppo solido per essere sorpreso nei primi giochi.

Nel quarto game arrivano tre palle break tutte insieme sotto la spinta di Lorenzo e un tifoso in maglia granata urla “ Brekalo!”: non sappiamo se si riferisca al centrocampista del Toro o se sia un’invocazione a Sonego, fatto sta che ci pensa Gojo ad affossare il diritto in rete e a regalare il vantaggio all’Italia, concretizzato nel successivo game di servizio di Lorenzo (4-1).

Lorenzo ha anche una palla del doppio break nel sesto gioco che lo manderebbe a servire per il set, ma il croato si salva con la prima. Nel gioco successivo arriva il primo momento di difficoltà dell’azzurro che scivola subito 0-30 con due errori di diritto, recupera con un ace ed una prima vincente, ma finisce per perdere il servizio sulla prima chance croata, mettendo lungo il lob dopo un lunghissimo scambio (4-3).

Qui però vengono fuori le doti da “polpo” di Lorenzo che raccatta l’impossibile per procurarsi una nuova chance di break, annullata da un diritto tirato alla cieca da Gojo che colpisce un pezzetto di riga: niente da fare, dopo 39 minuti, svanita la chance del 5-1 siamo invece in perfetta parità: 4-4.

Si arriva così al tiebreak senza particolari sussulti e Lorenzo parte subito male con un banale rovescio in palleggio in rete. Gojo sale in cattedra dimostrando di non valere la sua attuale classifica, anzi denotando una gran lucidità tattica ed un bel tocco venendo a prendersi i punti a rete ( anche con il serve&volley) con Sonego lontanissimo dalla riga di fondo. Il tiebreak è un monologo croato (7-2) ed il nastro vincente sul setpoint non toglie nulla ai meriti di Gojo. Come successo nel match con Mejia, Sonego parte male e con una pessima resa con la prima di servizio ( solo 55% di punti con la prima in campo), ma i rimpianti sono soprattutto per la palla del 5-1 sprecata malamente dall’azzurro.

Il break ottenuto in avvio di secondo set, con la decisiva complicità del croato, dà un po’ di fiato a Sonego che però si mette subito di nuovo nei guai con un tris da paura, doppio fallo, errore di diritto a campo aperto, errore di rovescio: finalmente però arriva san servizio in suo aiuto e Lorenzo sventa l’immediato controbreak, cominciando anche a stanare il suo avversario con precisi drop shot. Lo smash che gli procura il 2-0 fa esplodere il pubblico e l’urlo da gladiatore dell’azzurro ammette anche il fattore folla alla partita. Gojo accusa il colpo e stavolta Sonego è bravo a spingere da fondocampo e a concretizzare subito la chance del 3-0 pesante con doppio break che indirizza irrimediabilmente il set. Finalmente partono gli “ Italia! Italia!” dalla tribune del PalaAlpitour e Lorenzo, come di consueto, trae dal pubblico l’energia necessaria per rimettere il punteggio in parità (6-2), grazie anche ad una ritrovata consistenza con il servizio (73% di prime in campo, con 15 punti su 16 portati a casa), colpo chiave che gli permette di aprirsi il campo per chiudere con il diritto a sventaglio.

Il problema dell’azzurro restano però i game di risposta, poiché dal 4-0 del secondo set, Sonny fa una fatica terribile quando il croato è al servizio: un solo punto in quattro game consecutivi di risposta è troppo poco, considerando che Gojo non ha propriamente le caratteristiche di Ivanisevic.

La banda croata riprende il suo concertino con rinnovata vigoria, virando anche verso melodie più anglosassoni (“When the saints go marching in”) e Sonego nel quarto gioco è di nuovo nei guai: va sotto 15-40 con due errori in impostazione e completa il disastro con un orribile schiaffo a volo di diritto (1-3). Un altro game di servizio a zero di Gojo ( imbarazzante parziale di 16 punti a 1 sul servizio croato) porta il ventitreenne di Spalato a due passi dall’impresa.

Quando l’orlo del precipizio è vicino, 4-1 15-30, una volee smorzata di rovescio e due diritti in spinta rimettono Lorenzo in scia (4-2). Serve una mano croata per rientrare in lotta e un facile diritto,  un comodo smash ed un rovescio affossati in rete rendono lo stadio una bolgia offrendo all’Italia due palle del contro break: Gojo si aggrappa al servizio e sventa la minaccia. Un diritto lunghissimo del croato, dà la terza chance a Sonego, ma la risposta del torinese è lunga di un crine di cavallo. E’ l’ultima occasione, perché  il croato riesce a tenere il servizio ed al cambio di campo chiude la partita.

L’applauso del suo pubblico non può consolare Lorenzo. Adesso all’Italia serve l’impresa.

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