WTA Chicago, Muguruza rimonta Jabeur e fa suo il torneo

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WTA Chicago, Muguruza rimonta Jabeur e fa suo il torneo

Indietro di un set e di un break, Mugu vince gli ultimi dieci game della partita e si avvicina sempre più alle WTA Finals di Guadalajara

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Garbine Muguruza a Chicago 2021 (Credits: @WTA_insider on Twitter)

Garbine Muguruza esce alla distanza e fa suo il Chicago Fall Tennis Classic, un WTA 500, battendo Ons Jabeur per 3-6 6-3 6-0 in 97 minuti. La partenza lenta sembra una condizione necessaria per la vittoria nella loro rivalità: nei loro tre incroci (lo score è ora 2-1 Muguruza, mentre quest’anno le due sono sull’1-1 in virtù della vittoria di Jabeur a Wimbledon), ha sempre vinto la giocatrice che ha perso il primo set.

IL MATCH

L’inizio della finale è stato tutto di Jabeur, che ha usato tutta la sua varietà per gettare sabbia fra gli ingranaggi di un’avversaria molto più a suo agio su pattern di gioco lineari. La tunisina ha trovato l’allungo decisivo nel quarto gioco, salendo a tripla palla break con un potente dritto in cross che le ha aperto il campo per chiudere di rovescio, trovando il 3-1 e servizio su un rovescio lungo della nativa di Caracas; Muguruza non è mai riuscita a trovare la quadra in risposta, arrivando ai vantaggi solo nel primo gioco e conquistando solo quattro punti su ventuno giocati sulla prima della rivale.

Il canovaccio sembrava destinato a continuare nel secondo set, in cui Jabeur si è portato avanti 1-0 e servizio e poi 3-2 e servizio, nel secondo caso salendo a doppia palla break con un eccezionale dritto in corsa vincente dopo una difesa in allungo spalle alla rete. In quel momento, però, la luce si è completamente spenta per la tunisina, che con due brutti errori di dritto ha concesso due palle del contro-break prima di mettere largo un rovescio lungolinea per il 3-3 – gli errori per lei sono stati 12 nel secondo set, a dispetto dei soli 6 dell’avversaria.

 

A Muguruza è bastato un attimo per trovare fiducia e far valere la sua maggior potenza, inanellando un parziale di 15-3 che l’ha mandata a servire sul 5-3 40-0. A quel punto il braccio di Garbine ha tremato un pochino: dopo aver incassato una risposta vincente di rovescio in diagonale, l’iberica ha sbagliato un dritto ed è scesa a rete in ritardo, trovandosi nella terra di nessuno per la parità, e ha finito per concedere una palla break con un doppio fallo lungo di metri dopo aver sbagliato completamente il lancio di palla. Riuscita ad annullarla con un potente dritto in diagonale che ha costretto la rivale alla stecca, ha sprecato un altro set point con un doppio fallo, e sembrava destinata a cedere quando ha concesso una seconda palla break.

A posteriori, la partita si è però decisa in suo favore su quel singolo punto, nel quale ha scelto con successo di giocare una seconda profondissima e coraggiosa, sorprendendo Jabeur e traghettando in porto il parziale con un vincente di rovescio ed una prima centrale. Quasi a comando per la fine del set è arrivato un breve scroscio di pioggia (circa dieci minuti), e una volta ripreso il gioco Jabeur è ulteriormente e stavolta completamente uscita dal match, sommersa da fondo campo e obbligata a cercare improvvide palle corte, ammassando errori mentre Muguruza scappava facendo suoi gli ultimi dieci game dell’incontro. I numeri sono impietosi: la tds N.2 ha vinto il terzo set per 27-10, e fra secondo e terzo ha conquistato tutti e 14 i punti giocati sulla seconda della tunisina, che ha sostanzialmente lasciato andare gli ultimi punti.

“Questa finale è stata una battaglia, soprattutto nei primi due set”, ha detto la vincitrice. “Ci eravamo affrontate di recente, a Wimbledon, e anche allora era stato un match molto duro; inoltre sapevo che lei è una delle migliori della stagione. Ero preparata, e sono scesa in campo con l’atteggiamento giusto. Nel primo set lei ha giocato in modo fantastico, mentre io non ero al livello a cui sarei dovuta essere per poter competere con un’avversaria tanto forte. Pian piano ho trovato del margine per strapparle la battuta nel secondo set e portare la partita al terzo; questo mi ha detto la fiducia extra di cui avevo bisogno, nonché l’energia di cui avevo bisogno per andare a prendermi il trofeo”.

I NUMERI

Per Muguruza si tratta del nono titolo in carriera (su 16 finali, entrambi numeri abbastanza bassi per una tennista di questo talento ma notoriamente non troppo continua), il secondo del 2021 su quattro finali (ha vinto il 1000 di Dubai dopo essere uscita sconfitta a Melbourne 1 e Doha). Inoltre, l’iberica si porta al sesto posto sia nel ranking (+3 rispetto alla scorsa settimana) che nella Race, dov’è a soli sei punti dal quinto di Maria Sakkari, mettendo una seria ipoteca su un posto alle Finals di Guadalajara. Jabeur ha invece perso la terza finale su quattro giocate in carriera, la seconda su tre del 2021 (la vittoria a Birmingham ha inframmezzato le sconfitte a Charleston e nella Windy City); in classifica sale al best ranking di N.14, mentre nella Race è nona a 86 punti da Naomi Osaka.

Qui il tabellone di Chicago e degli altri tornei della scorsa settimana

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Murray, l’alleato che non tifa per Sinner: “Nulla contro Jannik, ma alle Finals vorrei vedere Norrie”

Lo scozzese, agli ottavi dell’ATP di Vienna, segue da spettatore interessato la corsa verso Torino. “Jannik è molto giovane ma già completo su tutte le superfici, forse solo sull’erba ha bisogno ancora di un po’ di tempo”

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Andy Murray - ATP Antwerp 2021 (via Twitter, @EuroTennisOpen)

Una bella spinta, forte e prestigiosa. Magari non troppo volontaria, perché Andy Murray – approdato agli ottavi di Vienna superando Hubert Hurkacz, primo top 20 battuto nella sua stagione di rinascita – ha sì dato una mano a Jannik Sinner nella corsa verso le Finals, ma tifa legittimamente per i tennisti di casa sua. “L’Italia esprime tanta passione per il nostro sport in questo momento storico – ha raccontato in conferenza stampa Sir Andy al direttore Scanagatta – è una grande occasione quella di avere due giocatori a Torino. Capirete però come non abbia nulla contro Jannik, che è un ragazzo e giocatore super, se vi dico che preferirei vedere alle Finals il nostro Cameron Norrie“.

Preferenza più che legittima, ci mancherebbe. In questo momento il numero uno britannico (e 14 ATP), che nel tabellone viennese deve esordire contro Marton Fucsovics, è undicesimo nella Race. Una posizione più indietro rispetto all’azzurro, atteso in Austria dall’incrocio con Reilly Opelka. Sinner deve ringraziare l’impresa di Murray perché fa la corsa proprio su Hurkacz (nono e ultimo qualificato virtuale, con Nadal out), ma deve allo stesso tempo guardarsi le spalle da Norrie.

Murray, che ha già onorato al meglio la wild card offertagli dall’organizzazione austriaca e non intende fermarsi, adesso può concentrarsi sulla seconda puntata dello scontro generazionale con Carlos Alcaraz, il talento spagnolo già superato qualche settimana fa a Indian Wells. Nel frattempo, però, non si tira indietro dall’esprimere un giudizio lucido e argomentato su Sinner: “Ho visto come abbia vinto alla grande il torneo di Anversaha spiegato -, è molto giovane ma sta vivendo la sua migliore stagione. È un fantastico colpitore, molto pulito da fondo campo. Ha grandi capacità di movimento e le condizioni indoor lo esaltano, anche se a lui comunque piace giocare su tutte le superfici. Penso che il suo gioco si adatti molto bene alle condizioni indoor, anche se riesce ad esprimersi bene un po’ ovunque. Forse solo sull’erba non si trova del tutto a suo agio, potrebbe servirgli un po’ più di tempo per abituarsi“.

 

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Kiki Bertens aspetta un bambino

La tennista olandese ha annunciato sui social la lieta notizia

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Kiki Bertens - San Pietroburgo 2019

Kiki Bertens ha annunciato di aspettare un bambino. L’ex tennista olandese aveva dichiarato l’intenzione di ritirarsi a giugno e ufficialmente il suo ultimo match è stato il primo turno alle Olimpiadi di Tokyo perso al terzo set contro Vondrousova. Quest’anno in effetti c’era stato un netto calo di risultati da parte dell’ex numero 4 del mondo, la quale ha vinto due partite consecutive in un torneo per l’ultima volta al Roland Garros 2020 (quello dell’epica sfida con Errani). Da lì in poi solo due vittorie e la sua carriera agonistica si è conclusa con una serie di cinque sconfitte consecutive. Tutto questo però ora è alle spalle e la 29enne olandese è pronta a intraprendere la vita familiare al fianco del marito, nonché ex fisio e sparring partner, Remco de Rijko sposato nel 2019. Il primo figlio della coppia è atteso per aprile 2022.

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Coppa Davis

Coppa Davis, tutti i convocati. Ci sono Djokovic e Medvedev, assente Zverev: “Voglio vincere la vera Davis!”

La Russia sempre più temibile ma la Spagna ha un buon gruppo. Tante nazioni privi di top player offrono chances a tutti i partecipanti

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Trofeo Coppa Davis (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo un anno di sospensione a causa della pandemia, le fasi finali della Coppa Davis sono pronte a tornare in scena e a concludere l’anno tennistico. Il formato è simile a quello del 2019 quando ci fu una radicale modifica a seguito dell’accordo Kosmos-Coppa Davis: adesso infatti non sono più solamente due nazioni a contendersi il trofeo bensì saranno 18 paesi divisi in sei gruppi da tre nazione ciascuno. Da quest’anno i match si disputeranno in tre sedi differenti: Madrid, Torino e Innsbruck e l’evento avrà inizio il 25 novembre. Nella giornata di ieri sono state rilasciate le convocazioni dei capitani e, dopo avervi riportato quelle della nazionale italiana (e dei suoi avversari del girone), qui di seguito elenchiamo tutti gli altri tennisti scelti. Sia il n. 1 del mondo Djokovic che il n. 2 Medvedev saranno presenti e insieme a loro gli altri due top 10 presenti sono il n. 6 Rublev e il n. 7 Berrettini.

Ovviamente la Spagna sarà priva di Nadal – che da tempo ormai ha concluso la stagione – ma nonostante questa pesante assenza la nazione detentrice del trofeo è riuscita a trovare un buon mix con giocatori di sostanza come Carreno e Bautista, affiancati dal giovane Alcaraz e dal veterano Lopez. Altrettanto temibile è il Canada, finalista dell’ultima edizione che si presenta con il roster al completo. L‘assente di lusso invece sarà Alexander Zverev, attualmente impegnato nell’ATP 500 di Vienna. Il n. 4 del mondo già varie volte in passato ha affermato di non apprezzare questo nuovo formato della Coppa Davis e ha ribadito il concetto in questi giorni alla stampa tedesca. Il format va cambiato, sono uno che mantiene la mia parola ha detto riferendosi alla sua intenzione di non prenderne parte. “Non gioco in Davis da più di due anni e anche per questa stagione non sarà presente. Voglio vincere in futuro la Coppa Davis, ma voglio vincere la vera Coppa Davis e non una competizione ideata da una persona fuori dal tennis”.

Group A – Madrid, Spain

 

Spain:
Pablo Carreno Busta
Roberto Bautista Agut
Carlos Alcaraz
Feliciano Lopez
Marcel Granollers
Capitano: Sergi Bruguera

RTF:
Daniil Medvedev
Andrey Rublev
Aslan Karatsev
Karen Khachanov
Evgeny Donskoy
Capitano: Shamil Tarpischev

Ecuador:
Emilio Gomez
Roberto Quiroz
Diego Hidalgo
Gonzalo Escobar
Cayetano March
Capitano: Raul Viver

Group B – Madrid, Spain

Canada:
Felix Auger-Aliassime
Denis Shapovalov
Vasek Pospisil
Brayden Schnur
Peter Polansky
Capitano: Frank Dancevic

Kazakistan:
Alexander Bublik
Mikhail Kukushkin
Dmitry Popko
Aleksandr Nedovyesov
Andrey Golubev
Capitano: Yuriy Schukin

Svezia:
Mikael Ymer
Elias Ymer
Jonathan Mridha
Andre Goransson
Capitano: Robin Soderling

Group C – Innsbruck, Austria

Francia:
Ugo Humbert
Arthur Rinderknech
Richard Gasquet
Pierre-Hugues Herbert
Nicolas Mahut
Capitano: Sebastien Grosjean

Gran Bretagna:
Cameron Norrie
Daniel Evans
Joe Salisbury
Neal Skupski
Capitano: Leon Smith

Repubblica Ceca:
Jiri Vesely
Thomas Machac
Zdenek Kolar
Jiri Lehecka
Lukas Rosol
Capitano: Jaroslav Navratil

Group D – Turin, Italy

Croazia:
Marin Cilic
Borna Coric
Borna Gojo
Nikola Mektic
Mate Pavic
Captain: Vedran Martic

Australia:
Alex de Minaur
John Millman
Jordan Thompson
Alexei Popyrin
John Peers
Capitano: Lleyton Hewitt

Ungheria:
Marton Fucsovics
Attila Balazs
Zsombor Piros
Fabian Marozsan
Mate Valkusz
Capitano: Gabor Koves

Group F – Innsbruck, Austria

Serbia:
Novak Djokovic
Filip Krajinovic
Dusan Lajovic
Laslo Djere
Miomir Kecmanovic
Capitano: Viktor Troicki

Germania:
Jan Lennard Struff
Dominik Koepfer
Peter Gojowczyk
Kevin Krawietz
Tim Puetz
Capitano: Michael Kohlmann

Austria:
Dennis Novak
Jurij Rodionov
Gerald Melzer
Oliver Marach
Philipp Oswald
Capitano: Stefan Koubek

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