Indian Wells, qualificazioni maschili: sei italiani in tabellone, c'è anche Karlovic

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Indian Wells, qualificazioni maschili: sei italiani in tabellone, c’è anche Karlovic

Caruso, Gaio, Arnaboldi, Fabbiano, Viola e Marcora al via per conquistare uno dei 12 posti del main draw del ‘1000’ californiano

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Salvatore Caruso - Wimbledon 2021 (ph. AELTC_Ian Walton)

Con una giornata di ritardo rispetto alle donne che hanno dato ieri il via al torneo di Indian Wells, nella serata italiana di martedì cominceranno anche le qualificazioni maschili per il tabellone principale del Masters 1000 californiano, eccezionalmente in veste autunnale in questa stagione. Gli italiani presenti sono sei e siamo già certi che almeno uno di loro giocherà il turno decisivo, perché avremo un derby al primo turno. Federico Gaio e Andrea Arnaboldi infatti sono stati sorteggiati uno contro l’altro e si affronteranno questa notte attorno alle 23; il vincente se la vedrà contro uno tra Shintaro Mochizuki e Renzo Olivo, due tennisti certamente abbordabili.

Thomas Fabbiano invece, attuale n. 225 del ranking, ha pescato un avversario abbastanza ostico: il 25enne Altug Celikbilek e giocheranno alle 20. Nonostante il turco occupi la posizione n. 168 e non sia un tennista avvezzo a questi palcoscenici, quest’anno sta giocando la miglior stagione della carriera durante la quale sono arrivate le prime finali a livello Challenger, inclusi i due titoli sul veloce di Porto e Pozoblanco che gli sono valsi il suo best ranking. Gli altri italiani rimasti disputeranno il loro primo turno di qualificazione nella notte, a partire dalle 2 italiane circa. Salvatore Caruso affronterà l’australiano Jason Kubler (28 anni, n. 214) e partirà da favorito come certificano le oltre 60 posizioni in classifica a separarli.

Anche gli ultimi due italiani, il n. 294 Matteo Viola e il n. 208 Roberto Marcora se la vedranno con tennisti aussie. Il primo non è stato particolarmente fortunato dato che il sorteggio gli ha posto davanti Thanasi Kokkinakis, tennista decisamente in forma che viene da una serie di Challenger disputati tra Francia e Romania dove sono arrivati tanti buoni piazzamenti – inclusa la finale persa con Travaglia. Marcora invece giocherà contro la testa di serie n.3 Alex Bolt (28 anni, n. 137).

Interessante sarà anche la presenza di Botic Van De Zandschulp, prima testa di serie in queste qualificazioni. Dopo la sorprendente corsa agli US Open dove si è arrestato solamente ai quarti di finale contro Medvedev, l’olandese torna a giocare sul cemento nord-americano e l’avversario Peter Polansky (33 anni, n. 282) non sembra poterlo impensierire particolarmente. Infine segnaliamo la presenza degli ormai soliti tre veterani presenti nelle qualificazioni dei principali tornei ATP: il 33enne Ernest Gulbis impegnato con Thai Son Kwiatkowski, il 35enne Denis Istomin presente grazie al ranking protetto e opposto a Ernesto Escobedo, e soprattutto il 42enne Ivo Karlovic contro Brayden Schnur, il quale evidentemente dopo gli US Open ha preso la decisione di non abbandonare ancora la racchetta.

 

Il tabellone delle qualificazioni maschili di Indian Wells con i risultati aggiornati

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Coppa Davis

Davis Cup Finals by Rakuten: la Svezia dei fratelli Ymer affossa il Canada

La Svezia vince tutti gli incontri senza perdere neanche un set. Prima Elias e Mikael regolano Diez e Pospisil, poi Goransson e Lindstedt completano l’en plein

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Mikael Ymer - Davis Cup Finals Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

SVEZIA b. CANADA 3-0

E. Ymer b. S. Diez 6-4 6-2

M. Ymer b. V. Pospisil 6-4 6-4

 

Goransson/Lindstedt b. Pospisil/Schnur 7-6(5) 6-4

Percorso netto per la Svezia nel primo tie del gruppo B. Il team scandinavo ha vinto tutti gli incontri senza concedere neanche un set al Canada, orfano di Denis Shapovalov e Felix Auger-Aliassime. La Svezia di capitan Robin Soderling si mette dunque in un’ottima posizione per passare ai quarti e sabato contro il Kazakistan tenterà di accaparrarsi il primo posto, mentre il Canada è con le spalle al muro.

PRIMO SINGOLARE – Il primo punto agli svedesi lo ha portato Elias Ymer, che ha avuto vita relativamente facile contro Steven Diez. Il canadese è stato capace di opporre una vera resistenza solamente nel primo set per poi pagare progressivamente la differenza di peso nel palleggio da fondo. Ymer ha cominciato alla grande, ottenendo il break con tre vincenti e una gran risposta, ma poi ha rimesso subito in partita l’avversario con qualche imprecisione di troppo. Diez addirittura si è issato sul 4-1 compensando le proprie difficoltà da fondocampo con ottime discese a rete, ma si aveva la netta sensazione che l’incantesimo non potesse durare a lungo. Infatti Ymer ha rapidamente recuperato il pallino del gioco, gestendo gli scambi a piacimento con i cambi in lungolinea e costringendo il proprio avversario a rimanere costantemente sulla difensiva. Lo svedese ha dunque fatto suo il parziale con una striscia di cinque giochi consecutivi nei quali l’avversario ha raccolto la miseria di quattro punti. Nel secondo set, si sono sentite le quasi cento posizioni in classifica che separano i due giocatori e cose sono scivolate via in maniera molto comoda per Ymer che si è portato rapidamente sul 5-1, chiudendo poi 6-2 in meno di un’ora e mezza di gioco.

SECONDO SINGOLARE – Sono bastati due set e un’ora e mezza anche all’altro fratello Ymer, Mikael, per avere la meglio su Vasek Pospisil. Il canadese ha sofferto molto fin dall’inizio: nel primo game dell’incontro è riuscito a tenere il servizio solo dopo sedici punti e undici minuti, mentre Ymer lo ha difeso a zero in meno di due minuti. Il break è arrivato nel gioco successivo con Pospisil che non è stato in grado di impensierire l’avversario e anzi si è trovato costretto a vincere un altro game fiume da sedici punti sul 3-1, evitando un punteggio peggiore. Perso il primo set 6-4, Vasek si è aggrappato al servizio nel secondo e si è procurato la prima e unica palla break della sua partita nel sesto game, senza però riuscire a far partire lo scambio. Break mancato, break subito si potrebbe dire mutuando una trita espressione calcistica, perché nel gioco successivo Ymer riesce a far breccia nel servizio dell’avversario, anche grazie a una comoda volée alta di rovescio sbagliata da Pospisil. Lo svedese si proietta dunque senza ulteriori patemi verso il doppio 6-4 che regala al canada la vittoria del tie.

DOPPIO – Per l’incontro di doppio, ormai ininfluente ai fini di determinare la nazione vincitrice del tie, la squadra canadese schiera nuovamente Vasek Pospisil, ex numero 4 di doppio e campione a Wimbledon 2014 (insieme a Jack Sock), al fianco di Brayden Schnur (numero 234 di doppio), mentre la Svezia manda in campo il numero 64 del ranking di doppio Andre Goransson e il veterano Robert Lindstedt, attuale numero 184 di specialità con un best ranking di numero 3 e uno Slam in bacheca (Australian Open 2014 in coppia con Lukasz Kubot). Nonostante i 44 anni suonati, è stato proprio Lindstedt a giganteggiare nella partita, supportato da un Goransson molto cinico e reattivo sotto rete. Dopo quattro break nei primi sei giochi, la situazione si è stabilizzata fino al tiebreak dove un guizzo di Lindstedt ha firmato il 7-5 che è valso il primo set agli svedesi. Nel secondo set il duo scandinavo ha mantenuto un certo predominio, mancando una palla break nel terzo game sul servizio di Schnur e trovando poi il break sul 4-4 con Pospisil alla battuta. Nel gioco decisivo, Lindstedt ha messo poche prime e la coppia svedese, dopo aver mancato due set point, si è trovata a salvare palla break. Nel momento del bisogno però il veterano svedese ha ritrovato la prima, chiudendo il match in bellezza con un ace.

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Carlos Alcaraz positivo al Covid-19: lascia il ritiro della Spagna a Madrid

Altra defezione per la squadra capitanata da Bruguera, che perde la sua giovane stella, sostituito da Martinez Portero

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Carlos Alcaraz - ATP Next Gen Finals 2021 (Twitter - @nextgenfinals
Carlos Alcaraz - ATP Next Gen Finals 2021 (Twitter - @nextgenfinals

Il team spagnolo di Coppa Davis ha perso il suo pezzo più pregiato alla viglia della sfida contro l’Ecuador. Carlos Alcaraz, uno dei giocatori più in forma del momento, è risultato positivo al Covid-19 in un test effettuato nella giornata di giovedì. È stato costretto a lasciare Madrid, dove le Furie Rosse disputeranno gli incontri del gruppo A. Prima che arrivasse l’ufficialità, i canali d’informazione della Coppa Davis avevano parlato di “un membro della nazionale spagnola risultato positivo al Covid-19”. È poi arrivato il post sui social del classe 2003 a confermare il suo forfait dalla competizione che sognava di disputare.

“Ciao a tutti, volevo comunicarvi che oggi sono risultato positivo al Covid-19, il che mi impedirà di giocare la Coppa Davis di cui ero così entusiasta. Sabato” spiega Alcaraz, “ho fatto una tampone risultato negativo e ogni due giorni un test antigenico e tutti erano negativi. Sono triste di perdere un torneo così speciale e importante per me come la Coppa Davis. Ero molto entusiasta di poter giocare e rappresentare il mio paese qui a Madrid davanti alla mia gente, ma a volte le cose non vanno come vorresti. È un duro colpo, ma bisognerà rialzarsi da questa situazione e rinforzarlo. Al momento sto molto bene, con sintomi molto lievi. Mando un grande incoraggiamento a tutta la squadra. Farò il tifo e guarderò in televisione. Grazie a tutti per il vostro sostegno”. Questo il messaggio scritto su Twitter.

 

Come riportato dall’inviato di Ubitennis ES Juan Luis Lazaro, lo stato di salute di Alcaraz verrà monitorato dal dottor Angel Ruiz-Cotorro. Nella giornata di martedì – riporta Lazaro – Alcaraz si era presentato raffreddato alla conferenza stampa. Per il momento però tutto il team spagnolo (tutti vaccinati) è negativo: tutti sono stati sottoposti a tampone nella serata di giovedì. Il sostituto del giovane murciano nel torneo sarà il valenciano Pedro Martinez Portero. Sembrerebbe inoltre che la Federazione Spagnola abbia provato a contattare Alejandro Davidovich Fokina, che però non ha potuto accettare perché in vacanza, lontano dalla Spagna. Non sarebbe arrivato in tempo per la sfida di venerdì.

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Dominic Thiem ha trovato il nuovo fisioterapista

Dopo il licenziamento di Stober, arriva il portoghese Carlos Costa

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Dominic Thiem - ATP Madrid 2021 (ph. Alberto Nevado)

Se una buona quantità di sfortuna non si fosse messa di traverso, il 26 novembre a Innsbruck gli spettatori avrebbero potuto assistere a una sfida di Coppa Davis tra il numero 1 del mondo Novak Djokovic e il beniamino di casa Dominic Thiem. Come purtroppo sappiamo, non ci saranno né spettatori né, soprattutto, Dominic, il cui ritorno in campo è previsto al Mubadala World Tennis Championship, esibizione che si terrà a partire dal prossimo 16 dicembre ad Abu Dhabi. No, non è che Domi si stia portando avanti perché curiosamente – anche se riusciamo a pensare ad avverbi più appropriati – potrebbe essere la capitale degli Emirati Arabi Uniti la prossima destinazione delle Finals di Coppa Davis. In ogni caso, proprio in questi ultimi giorni prima del rientro dall’infortunio al polso, l’ex n. 3 del mondo ha completato la sostituzione dei componenti del suo team con un ultimo tassello.

Tutto era cominciato all’inizio del 2019 con Nicolas Massú subentrato al coach storico Günter Bresnik, in seguito sostituito anche nel ruolo di manager da Herwig Straka che poi ha fatto posto a Galo Blanco – un ritorno sotto “mentite” spoglie, dacché tre anni prima lo spagnolo aveva smesso le vesti di allenatore dello stesso Thiem una volta chiamato a dirigere la Kosmos Management. Anche all’interno della famiglia in senso stretto ci sono stati movimenti e il fratello minore Moritz, classe 1999, pare che intenda rinunciare alla carriera pro e farà da collegamento con il management; questo perché babbo Wolfgang si è tirato fuori piccato dopo qualche avventato commento rivolto a Günter in occasione del ritorno sotto l’ala bresnikiana di Dennis Novak, amicissimo per semprissima di Dominic. Faticosamente tentando di non scivolare nella soap opera, pare (la fonte è il quotidiano austriaco Heute) che ci sia stato un più o meno casuale incontro su un campo di allenamento, una di quelle cose che capitano di frequente nei circoli alla fine dell’ora, con quelli che “un paio di minuti, finiamo il game e vi lasciamo il campo”. Solo che a chiedere comprensione – senza fortuna – era Thiem e chi scalpitava per entrare era Bresnik, peraltro colui che dirige l’intera struttura.

Esauriti intrecci e aneddoti, torniamo ai componenti della squadra con il recente ingresso di Jez Green come preparatore atletico al posto di Michael Reinprecht e – eccoci finalmente all’ultimo arrivato – Carlos Costa. Non l’ex top 10 di Barcellona e attuale agente di Nadal, bensì l’omonimo fisioterapista portoghese che nel CV vanta clienti come Ana Ivanovic, Tommy Hass e Tomas Berdych; “Charlie” si è laureato in Fisioterapia mentre faceva un tirocinio in Medicina dello Sport e si è specializzato in Medicina Cinese Tradizionale e Osteopatia Strutturale. La posizione nel team Thiem coperta dal fisio Costa è naturalmente quella lasciata vacante da Alex Stober dopo la separazione con qualche strascico anche in quel caso spigoloso.

 

Messe in ordine le questioni tecnico-familiari e articolari, tra poco più di un mese assisteremo al rientro nel Tour del campione dello US Open 2020, cercando di capire da subito le sue possibilità di attaccare le prime posizioni del ranking. Come ha avuto modo di dire lo stesso Dominic, “Gli ultimi sei anni sono stati incredibili. Quest’anno è stato brutto, ma spero che ne arriveranno sei o sette buoni”.

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