A Vienna avanzano le teste di serie: passano Tsitsipas, Zverev e Ruud

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A Vienna avanzano le teste di serie: passano Tsitsipas, Zverev e Ruud

Dopo le sorprese di lunedì, all’Erste Bank Open i favoriti avanzano senza particolari patemi

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Casper Ruud (NOR) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).
 
 
[4] C. Ruud b. L. Harris 7-5 7-6(2)

Il norvegese, in piena corsa per Torino e attualmente numero 7 nella race cerca oggi la 50° vittoria stagionale. Si trova di fronte il sudafricano Harris, che sta vivendo la miglior stagione della carriera e fresco semifinalista ad Anversa, battuto dal nostro Sinner. Partita che si annuncia di interesse sia per il fatto che Ruud potrebbe risentire della tensione di poter arrivare fra i primi 8, mentre Harris potrà permettersi di giocare a braccio sciolto, sia perché nel precedente di Indian Wells Harris è arrivato molto vicino alla vittoria prima di cedere per sfinimento.

Rispetto al fresco precedente in terra californiana la partita è più tattica con Harris che cerca meno la via della rete e va con un gioco più attendista, mentre Ruud macina il solito gioco fatto di “topponi” sia sul dritto che sul rovescio. Il sudafricano è assistito da un servizio in giornata di grazia (chiuderà il primo set con 76% di prime in campo e 6 ace), ma non riesce a sfondare in risposta (Ruud nell’intervista post match a caldo infatti si dirà molto contento di come è riuscito a mantenere il controllo nei propri turni di servizio).

Si arriva così al decimo gioco con i primi segni di tensione da parte di Harris, e primo game che va ai vantaggi della partita, con il sudafricano che riesce a salvarsi grazie a san servizio. Stesso discorso a parti invertite nel game successivo, in cui invece è Ruud a doversi difendere con le unghie ai vantaggi. Quando ormai tutto sembrava scritto per un tie break, Harris butta via tutto con 3 errori non forzati consecutivi.

 

Si va così al secondo set, fotocopia del parziale precedente, con entrambi i giocatori al servizio che lasciano le briciole all’avversario; lo schema tattico per entrambi è quello di prendere il controllo delle operazioni con il dritto anomalo, sia inside in che inside out, le soluzioni incrociate servono per lo più a manovrare, mentre le soluzioni di variazione lungolinea sono rarissime. Nessuno dei due riesce a mettere insieme una striscia di punti sufficienti a mettere in difficoltà l’avversario, prova ne è il fatto che in tutto il secondo set non si arriva mai a palla break, con il risultato, logicamente, di andare al tie break; nel gioco decisivo il norvegese è perfetto a giocare in spinta portando all’errore il sudafricano che cede malamente le armi, perdendo per 7 a 2 tie break e partita.

La nuova grafica ATP rende particolarmente bene l’andamento del game finale:

Nell’intervista post partita il norvegese ha evidenziato come quest’anno sia stata un’annata dura in cui però sta legittimando la sua posizione tra i top ten; il ragazzo comunque ha dimostrato di essere cosciente di quanto sia piccolo il margine in match tirati come quello odierno. Rispetto alla race to Torino ovviamente ha evidenziato come sia una battaglia che coinvolge lui, Hurcaz, Norrie e Sinner per soli due posti, ma che ha la consapevolezza di meritare di stare lassù in special modo dopo una positiva stagione sulla terra battuta, poi confermata dai tornei estivi, periodo durante il quale nella race ha mantenuto sempre una buona posizione, motivo che lo ha fatto confidare di poter stare lassù fra i migliori 8.

[1] S. Tsitsipas b. G. Dimitrov 7-6(6) 6-4
Stefanos Tsitsipas (GRE) – Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Rematch della partita che si è giocata a Vienna lo scorso anno, vinta allora da Dimitrov, fra due “Maestri” (il bulgaro vincitore dell’edizione 2017, il greco dell’edizione 2019). Partita di cartello del primo turno di Vienna, fra due giocatori estrosi e con un Dimitrov per di più in fiducia, che viene dall’ottimo risultato di Indian Wells; partita ben diversa dal piatto Ruud – Harris che ha aperto la giornata sul campo centrale di Vienna, con entrambi i giocatori che cercano costantemente la via della rete. Partenza lanciata di Dimitrov che nei primi game di servizio del greco arriva per 3 volte a palla break senza però riuscire a concretizzare. La sensazione è che usciti dai blocchi Dimitrov ne abbia un po’ di più del greco, anche se con l’andare del match la situazione vada riequilibrandosi. Tatticamente entrambi disegnano bene il campo quando possono (come nel punto da circoletto rosso che regala il 4-3 a Dimitrov) anche se va detto che quando entra la prima si gioca poco da una parte e dall’altra. Si arriva così al tie break giocato molto bene da entrambi, ad eccezione di una palla steccata di rovescio che sembra condannare il greco; sul set point per il bulgaro però Dimitrov fa vedere come tante volte gli è successo in carriera il problema non sia di natura tecnica, ma di tenuta mentale, sparacchiando un comodo dritto da metà campo; punto emblematico che spiegherebbe il suo record negativo con i top ten (28 vinte – 65 perse); il greco non se lo fa allora ripetere due volte e porta a casa con destrezza il primo set, con un bel furto con scasso.

Secondo set che ricalca tutto sommato il primo, con poche occasioni da una parte e dell’altra e dominio dei servizi (quando entra la prima in campo, i due registrano percentuali di successo pari o superiori al 90%). La partita si conferma ben giocata, ma anche questa volta la differenza la fanno i nervi; sul 5-4 per Tsitsipas (e qua si vede l’importanza di servire per primi nel set) il servizio di Dimitrov perde drammaticamente giri (il bulgaro praticamente non mette una prima degna di questo nome) e regala a Tsitsipas il match su un piatto d’argento, che approfittando di due errori non forzati del bulgaro e di un vincente fortunoso chiude la partita.

Nell’intervista post partita il greco si è mostrato soddisfatto per la prestazione e per come ha cominciato la stagione indoor; rispetto alla partita si è detto contento soprattutto dell’approccio alla partita e di come è riuscito mentalmente a trovare la chiave per portarla a casa. Interrogato anche lui sul tema delle ATP Finals e di come sia in corso la battaglia all’ultimo punto fra i vari Ruud, Sinner e Hurkacz si è detto certo che quei ragazzi hanno talento e che li rivedremo spesso alle ATP Finals. Con rispetto infine alla sua esperienza ha riportato alla memoria le emozioni di quando a Shanghai gli dissero in conferenza stampa che si era qualificato per le Finals.

[2] A. Zverev b. F. Krajinovic 6-2 7-5
– Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Christian Hofer).

Impresa ai limiti dell’impossibile per il serbo che ha avuto la sfortuna di incocciare subito con la testa di serie numero 2, ovvero uno Zverev che dalle Olimpiadi di Tokyo ha inanellato una striscia vincente di 20 vittorie e due sole sconfitte. Adesso con il rientro in Europa e l’avvio per lui della stagione indoor si preannuncia un periodo carico di aspettative, visto che si può comunque fregiare del titolo di “Maestro” per l’anno 2018, avendo vinto il Masters di fine anno.

Nel primo set in realtà c’è ben poco da dire, con Krajinovic che regala il primo break con due errori non forzati e un doppio fallo, semplificando così di parecchio la vita a uno Zverev che ringrazia e non si volta più indietro. Dopo un primo set in pantofole quindi, aiutato anche da un Krajinovic men che perfetto, Zverev però si addormenta e nel quarto game regala il servizio con un doppio fallo su palla break. Come al solito quando il motore di Sasha perde qualche colpo il servizio è uno dei primi colpi a risentirne. E come spesso accade, al scendere di livello di uno dei due giocatori si accompagna la crescita dell’avversario, con Krajinovic che di colpo trova tutt’altra autorità sulla prima di servizio, mentre Zverev a metà secondo set crolla a un misero 40% di prime in campo. Quando però sembrava inevitabile un terzo set Sasha riprende la cloche e con una bella cabrata rimette le cose a posto, trovando una rinnovata aggressività in risposta e tornando a martellare con precisione e profondità da fondocampo. Nel giro di un amen si passa dal 5-2 Krajinovic al 7-5 Zverev, con un parziale finale di 20 punti a 5 per il tedesco.

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ATP Eastbourne: Fritz piega Cressy in una finale da erba d’altri tempi

Dopo un primo set dominato dal N.14 del mondo, zero palle break concesse da entrambi nei due successivi. La spunta Taylor al tie-break decisivo

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[3] T. Fritz b. M. Cressy 6-2 6-7(4) 7-6(4)

Se avete nostalgia dell’erba dei tempi che furono e passate le giornate su Youtube per ritrovare il prato spelacchiato nei pressi della rete probabilmente la finale di Wimbledon che si giocherà tra due settimane non vi renderà felici. Potete però ripiegare sulla finale del torneo di Eastbourne che hanno disputato Taylor Fritz e Maxime Cressy in un derby americano inatteso quanto old-fashioned.

 

Il campione di Indian Wells aveva già vinto questo torneo tre anni fa da giovanissimo ed evidentemente ha un rapporto speciale con questi campi. Cressy è senza alcun dubbio il miglior giocatore di serve&volley sistematico al mondo in questo momento, almeno in singolare. Non solo è il migliore ma è probabilmente anche l’unico sotto i 2 metri di altezza.

Alla fine ne è venuto fuori un match da 1992 più che da 2022: Fritz ha dominato il primo set con due break nel primo e nel settimo gioco sfruttando 2 palle break su 3. Da lì in avanti nessuno dei due giocatori ne vedrà più una fino alla fine.

In questo modo Fritz ha chiuso l’incontro, vinto al tie-break decisivo, non concedendo nemmeno una palla break in tutto l’incontro cedendo appena 10 punti complessivi alla battuta su 83 (12%). Paradossalmente 2 di questi 10 punti li ha persi nel tie-break del secondo set e gli sono costati dunque l’allungamento del match al terzo.

Nel tie-break decisivo invece i ruoli si sono invertiti: è stato Fritz a portare a casa due mini-break che gli sono valsi il terzo titolo della carriera, il secondo della stagione dopo il Masters 1000 in California e anche il secondo sui prati di Eastbourne.

Una cosa è sicura però: non prendete impegni per martedì perché Auger-Aliassime contro Cressy rischia di essere di gran lunga il primo turno più spettacolare di Wimbledon 2022.

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ATP Maiorca: Tsitsipas rischia più volte ma si impone al fotofinish contro Bautista Agut, 1° titolo su erba

Stefanos Tsitsipas spreca un vantaggio di un set e un break, serve per il match, non chiude ma vince comunque. Nono titolo in carriera, il primo sui prati

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Stefanos Tsitsipas - ATP 250 Maiorca 2022 (foto Twitter)

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[2/WC] S. Tsitsipas b. [5] R. Bautista Agut 6-4 3-6 7-6(2)

I grandi complimenti di Toni Nadal, in veste di direttore dell’ATP 250 di Maiorca, sono emblematici della finale che Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut hanno interpretato. Un ultimo atto pieno di colpi di scena, in cui il greco è sempre stato avanti nel punteggio ma ha subito per ben due volte il ritorno dello spagnolo. Il tiebreak del terzo set, tuttavia, è stato un assolo del numero 6 del mondo, che lo ha dominato dal primo all’ultimo punto.

 

IL MATCHBautista Agut parte in maniera fallosa sia con le volée che col dritto, concedendo subito tre palle break consecutive al greco. Tsitsipas ha dalla sua anche la fortuna e un nastro beffardo gli smorza la palla quel tanto che basta per mandarla dall’altra parte, ritrovandosi 1-0 e servizio. Vantaggio mantenuto grazie ad un grande controllo degli scambi da fondo; Bautista Agut prova a fare restare a galla con palle arrotate e profonde, ma la potenza del dritto del 23enne di Atene continua a fare seri danni e in 11 minuti è 3-0 pesante. Poco dopo i punti vinti dal numero 20 del mondo eguagliano i game di Tsitsipas e si va 4-0. Per la prima volta Bautista riesce a vincere due quindici consecutivi e a sbloccarsi e, inaspettatamente, anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Aiutandosi con il servizio l’iberico risale fino al 3-4, accompagnando il tentativo di rimonta con diversi “Vamos!”. Bautista Agut è definitivamente entrato in partita e Tsitsipas rischia un po’ troppo, finendo subito sotto 0-30 anche per via di un doppio fallo. Da quel momento, però, il greco chiama in causa il suo gran servizio, conquistando quattro punti di fila e mantenendo il vantaggio. La testa di serie numero 5 prova a rimanere in scia, ma nel decimo game l’ellenico trova due ace e due prime vincenti e archivia 6-4 la prima frazione in cui, come spesso accade, ottiene molto dalla battuta (79% di punti vinti con la prima).

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

Il secondo parziale parte in modo più equilibrato rispetto al primo, ma quando sembra che possa esserci una partita vera Bautista Agut spegne nuovamente la luce. Nel terzo game, infatti, l’iberico commette tre gratuiti di rovescio e concede altrettante palle break (seppur non consecutive): sulle prime due è bravo a cancellarle, ma sulla terza sbaglia una comoda volée di rovescio sopra la rete. In men che non si dica Tsitsipas si porta in vantaggio 3-1 e sembra totalmente in controllo del match, ma Bautista Agut non è certo un giocatore arrendevole. Prima un suo gran rovescio lungolinea, quindi due non forzati del numero 6 del mondo gli valgono due palle break per rientrare in partita. La seconda chance è quella giusta, con il 34enne di Castellon De La Plana che riesce ad agguantare il suo avversario sul 3-3. Qualcosa sembra essersi inceppato nel gioco del greco, che smarrisce la prima, va spesso fuori giri e regala altre due chance di break a Bautista Agut. Lo spagnolo se le procura al termine di uno scambio spettacolare, facendo giocare a Tsitsipas una complicata volée bassa e infilandolo successivamente con il dritto. Alla prima possibilità la testa di serie numero 5 opera l’allungo e, al momento di chiudere, tira fuori il meglio si sé con un pallonetto millimetrico, una smorzata vincente e un ace. Diventano cinque i giochi consecutivi vinti da Bautista Agut, che chiude 6-3 e rimanda tutto al terzo set.

Il match si fa decisamente più combattuto, con i due giocatori che sono ben consci di quanto sia importante partire bene. Tsitsipas non ha problemi nei suoi primi due giochi al servizio, tenuti entrambi a 15, mentre Bautista Agut difende il suo primo turno ai vantaggi. Nel quarto gioco l’iberico si porta comodamente sul 40-0, ma abbassa la concentrazione e subisce il rientro del suo rivale, che con cinque punti consecutivi ottiene il break. Abbastanza clamoroso il modo in cui Tsitsipas opera l’allungo, dato che – esattamente come nel primo set – è un nastro beffardo a mettere fuori giri Bautista Agut, che stava per mettere a segno una comoda volée di rovescio. La palla, tuttavia, bacia il net e ricade tra i piedi dello spagnolo, bravo a salvarsi rapidamente ma impotente sul colpo successivo del numero due del seeding, che si scusa in tutti i modi. L’ellenico ne approfitta, sale velocemente 4-1 e poco dopo ha un’opportunità del doppio break, ma l’iberico è bravo a cancellarla a rete. Si procede on serve fino al 5-3, quando Tsitsipas è chiamato a chiudere. Il numero 6 del mondo avverte la tensione del momento, concede una chance di break e, questa volta, la fortuna sorride al suo avversario. Il numero 20 del mondo, infatti, risponde come può ad una corposa prima della testa di serie numero due, che manca completamente l’impatto con la palla per via di un rimbalzo irregolare e viene ancora raggiunto da Bautista Agut, che impatta sul 5-5. Tsitsipas si fa riprendere da 40-0 ma non concede break point, mentre lo spagnolo tiene a zero il suo ultimo turno di battuta: sarà il tiebreak a decretare il vincitore del torneo. Il primo minibreak è del greco, che trova un importante dritto sulla riga e proprio con questo colpo fa la differenza, portandosi sul 4-1. Con un altro punto spettacolare il numero 6 ATP allunga il suo vantaggio, si procura quattro match point consecutivi e chiude subito con una seconda vincente un tiebreak dominato dall’inizio alla fine. Termina 6-4 3-6 7-6 in 2h31 per Tsitsipas, che si è trovato prima avanti di un set e un break, poi ha servito per il torneo nel terzo set, ma in entrambe le occasioni era stato rimontato da un mai domo Bautista Agut. Questo successo è il 40esimo in stagione, che gli valgono anche il nono titolo in carriera, il primo in assoluto sull’erba. Grazie alla vittoria odierna, inoltre, l’ellenico scavalca Alcaraz e torna al secondo posto nella race, alle spalle soltanto di Rafael Nadal. Al termine di Wimbledon Tsitsipas salirà al numero 4 ATP, poiché usciranno a Novak Djokovic i 2000 punti ottenuti grazie alla vittoria dell’anno scorso. Il serbo scenderà dunque al numero 7 del ranking.

Il tabellone completo dell’ATP250 di Maiorca

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Brutta caduta per Pierre-Hugues Herbert: costretto a un periodo di stop

Come riportato sul suo profilo Instagram, il francese sarà obbligato a stare lontano dai campi

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Herbert Marsiglia

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Una brutta caduta, ma in senso anche fisico, e non solo tennistico, costerà a caro a Pierre-Hugues Herbert, uno dei migliori doppisti degli ultimi anni, in coppia con il connazionale Nicolas Mahut. I francesi, che hanno completato il Career Grand Slam in doppio e vinto due volte le ATP Finals(tra cui la prima edizione giocatasi a Torino lo scorso novembre) già non stavano vivendo una buona stagione sul campo, causata anche dalla decisione di Herbert di non vaccinarsi, e la conseguenza di dover rinunciare a vari tornei in questa prima parte di stagione. Le cose da venerdì scorso sono dunque andate solo peggiorando: durante il match di quarti di finale del Challenger di Ilkley contro Costant Lestienne, una caduta a metà terzo set lo ha costretto al ritiro. E ieri, una settimana esatta dopo, l’annuncio della convalescenza sul suo profilo Instagram.

Ciao ragazzi, purtroppo devo condividere una brutta notizia su di me. Venerdì scorso ho subito una brutta caduta a Illkley e mi sono dovuto ritirare; mi sono infortunato gravemente al ginocchio e starò fuori per un certo periodo di tempo. Spero di tornare in pista il più velocemente possibile!”. Queste le parole, sotto ad una foto che lo ritrae in stampelle ma sorridente, dell’ex n.2 al mondo in doppio, che dunque auspicabilmente tornerà in campo in autunno. Ciò vuol dire, inoltre, che molto probabilmente si romperà quella che è quasi una tradizione delle recenti ATP Finals di doppio: infatti lui e Mahut giocano consecutivamente dal 2015(eccezion fatta per il 2020) il torneo dei maestri, ma considerando che sono 45esimi nella Race, e che Herbert starà fuori a tempo indeterminato, difficilmente riusciranno nella settima qualificazione in otto anni.

 

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