WTA Finals: Badosa prima nel girone, Sabalenka e Sakkari costrette allo spareggio per il secondo posto

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WTA Finals: Badosa prima nel girone, Sabalenka e Sakkari costrette allo spareggio per il secondo posto

Paula Badosa batte in due set Maria Sakkari e avanza alle semifinali. Aryna Sabalenka la spunta 7-5 al terzo su Iga Swiatek che viene eliminata dai giochi

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Aryna Sabalenka - WTA Finals Guadalajara 2021 (foto WTA Finals)

P. Badosa b. M. Sakkari 7-6(4) 6-4

Alle Akron WTA Finals di Guadalajara procede la corsa di Paula Badosa, che con la sua ottava vittoria consecutiva nel circuito si è quasi assicurata il passaggio alle semifinali alla sua prima partecipazione nel torneo di fine anno del circuito femminile. In una battaglia di due ore e 4 minuti ha superato la greca Maria Sakkari in due set durante i quali la greca è stata schiacciata dal peso dei suoi 49 errori gratuiti e nonostante ciò può recriminare per le occasioni che le avrebbero consentito di ribaltare la partita.

All’inizio della partita è stata sicuramente Sakkari a partire con un piglio più aggressivo, ma pagando pegno con un numero elevato di errori gratuiti, soprattutto con il diritto, che saranno ben 17 solamente nel primo parziale. Badosa metteva in mostra i progressi fatti nell’ultimo periodo nella fase difensiva del suo tennis ma si affidava un po’ troppo agli errori dell’avversaria e all’efficacia del suo servizio. Strappato il servizio a zero a Sakkari nel sesto game, è andata subito sul 5-2 salvo poi incartarsi da sola al momento di servire per il set e consentendo all’avversaria di pareggiare sul 5-5.

 

Nel tie break successivo ancora una volta Sakkari commetteva un errore dopo l’altro inabissandosi sull’1-5, Badosa andava a set point con un ace sul 6-3, e Sakkari si “passava da sola” mettendosi fuori posizione e trasformando un recupero di Badosa in un colpo vincente per il 7-4.

Il secondo parziale non è stato troppo diverso dal primo: Sakkari subito sotto di un break sull’1-2 con un paio di errori a consolidare il break, Badosa non è riuscita a uccidere la partita due game più tardi lasciando passare ben sei chances per il 4-1 pesante in un gioco da 16 punti, e sul 4-3 ha combinato una frittata sul 30-40 per consentire all’avversaria il riaggancio sul 4-4.

Neanche in questo frangente però Sakkari è riuscita ad approfittare dell’occasione, restituendo subito la battuta e consentendo poi a Badosa di servire per il match chiudendo al terzo match point.

A.Sabalenka b. I. Swiatek 2-6 6-2 7-5

Nel match serale sono scese in campo le altre due giocatrici del gruppo Chichen Itza, quelle che erano state sconfitte nel loro primo incontro. Aryna Sabalenka e Iga Swiatek si sono date battaglia per 2 ore e 18 minuti in una partita che verso la fine è diventata un po’ schizofrenica, ma che ha certamente regalato un buono spettacolo e una grande atmosfera, come da tanto tempo non si vedeva alle WTA Finals.

Swiatek ha iniziato subito a giocare per far sbagliare l’avversaria, ed è riuscita nel suo intento con una facilità quasi eccessiva. Dal 2-2 una serie di 9 punti consecutivi per la polacca ha aperto il set che si è chiuso 6-2 con Sabalenka quasi incapace di tenere una palla in campo. Il secondo set è stato un po’ la copia a specchio del primo: equilibrio nei primi game, e poi Sabalenka ha finalmente trovato la misura dei propri colpi ed ha sovrastato di pura potenza Swiatek restituendo il 6-2 del parziale precedente.

Si è così arrivati a un terzo set molto equilibrato, nel quale pareva che Sabalenka potesse straripare da un momento all’altro, ma Swiatek è riuscita a tenere il controllo dei suoi game di servizio, recuperando immediatamente un break subito sull’1-1 e arrivando fino a due punti dal match sul 5-4 30-30. Sul rettilineo finale è stata proprio la potenza di Sabalenka a fare la differenza, con sei servizi consecutivi quasi imprendibili tra il game del 4-5 e quello in cui ha servito per il match sul 6-5.

Sabalenka ritorna quindi in corsa per la qualificazione: giocherà contro Sakkari lunedì prossimo per giocarsi il secondo posto nel girone Chichen Itza, mentre il primo posto è ora matematicamente assegnato a Paula Badosa.

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Pietrangeli: “Dwight Davis si sta rivoltando nella tomba, questa coppa mi fa schifo!”

Nicola Pietangeli senza peli sulla lingua sulla nuova Coppa Davis. Ma ha fiducia nell’Italia e stravede per Sinner

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Prima della sfida Italia-Colombia il Direttore Ubaldo Scanagatta ha intervistato Nicola Pietrangeli, capitano della vittoria in Davis nel 1976 e recordman di ogni epoca della manifestazione.

Cosa pensi di questa Coppa Davis?

“ A me fa proprio schifo, è vergognosa, il signor Dwight Davis si sta girando nella tomba. Veramente, è diventata la Coppa del nonno, più di così non posso dire.

 

Con il fattore campo era un’altra cosa?

“ Prima bastava guardare come altri componenti delle squadre accoglievano il compagno dopo le vittorie, facevano delle feste, ora non c’è più atmosfera, si gioca solo per i soldi”

Ieri però con Sonego c’è stata una bella festa?

“Era la prima Coppa Davis della sua vita, però, senza volergli togliere meriti, l’ha persa Opelka, non ho mai visto un americano giocare così male in Coppa Davis. Anche Isner che prende 6-2 6-0…”.

 Isner ha detto che nessuno gli ha mai risposto come Sinner e che è uno da primi 3 del mondo,  che ne pensi?

“ Io l’ho detto ad inizio anno che Sinner sarebbe arrivato trai primi 10 del mondo. L’anno prossimo non sarei sorpreso di trovarlo almeno trai primi cinque. E’ un fenomeno, ha ragione Isner. Non basta guardarlo Jannik, bisogna sentire il rumore che la palla fa sulla sua racchetta, è diverso da tutti gli altri. Questo ragazzo può battere chiunque, Djokovic compreso”.

E’ una Coppa Davis diversa ma l’Italia ha una squadra che non aveva negli ultimi 40 anni. Pensi che l’Italia possa vincerla nei prossimi anni?

“Secondo me l’Italia sulla carta è inferiore solo alla Russia. Può arrivare in finale e non dimentichiamo che con Medvedev Jannik ha avuto due match point alle Finals. Forse abbiamo un doppio incerto, ma non si sa mai”.

Secondo te Berrettini riuscirà a rimanere trai primi 10 del mondo o con quel rovescio un po’debole soffrirà per mantenere quella posizione?

“Deve sperare che il servizio vada bene perché dipende molto da quel colpo. Il pericolo è che se un giorno serve male, sono guai. Servendo così forte forse ha problemi anche fisici. Il rovescio non è male ma non è all’altezza del servizio e diritto”.

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Australia rimonta l’Ungheria dopo una lotta ma è quasi fuori (e il pubblico pure…)

L’Australia di Hewitt vince un tie molto equilibrato ma ha poche chance di qualificazione. Piros sorprende Milmann , De Minaur la spunta su Fucsovics poi decide il doppio australiano.

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da Torino, il nostro inviato

Mancava l’atmosfera della vecchia Davis? Eccovi accontentati, Australia-Ungheria ha offerto un mix di tutti gli elementi che hanno reso speciale la storia di questa competizione, l’anomalia di un torneo per nazioni nello sport più individuale che possa esistere.

Ci sono volute quasi nove ore di battaglia per decretare il vincitore, l’Australia, con inevitabili ripercussioni sulla programmazione e l’inizio della sfida Italia-Colombia, inizialmente programmata per le 16.00.

 

Molti spettatori ci hanno segnalato lunghe code all’esterno del PalaAlpitour, con disagi dovuti alla mancanza di stand, ristorazione e bar. Per fortuna non piove, ma i 5 gradi di temperatura non aiutano l’attesa.

Nwl primo tie di giornata c’è stato il giovane semisconosciuto che ha sorpreso il più quotato avversario, il drammone trai due numero uno, tra recuperi, rimonte, match point e oltre tre ore di gioco. Ed infine, il doppio-combattutissimo a decidere le sorti della contesa.

A Gabor Koves non è riuscito il bis. Il capitano ungherese era in campo nel 1995 quando l’Ungheria a Budapest soprese l’Australia nei play-off ed oggi dalla panchina ha portato i suoi ragazzi ad un passo da una sorprendente vittoria. L’ha spuntata L’Australia alla fine, ma lo 0-3 del match con la Croazia è un macigno per le speranze di ripescaggio. L’Ungheria domani si giocherà con Cilic e compagni il passaggio del turno, ma bisognerà vedere se Fucsovics sarà in grado di giocare.

L’eroe di giornata (alla fine non decisivo) è senza dubbio il ventiduenne magiaro Zsombor Piros, numero 282 del ranking, campione junior dell’Australian Open cinque anni fa e poi impaludatosi a livello challenger, dove quest’anno ha perso contro i nostri Giovanni Fonio e Francesco Forti ( ma recentemente è stato finalista a Bratislava, sconfitto dal Re del circuito minore Griekspoor). Piros ha battuto in tre set John Millman, numero 72 del mondo, preferito a Popyrin dopo la brutta prestazione di giovedì. “Non ho dormito molto la notte scorsa, non avevo mai giocato a questi livelli ed ero molto eccitato. Dopo i successi da junior le cose non sono andate come mi aspettavo, pensavo che il percorso fosse più breve ma penso adesso di essere sulla strada giusta”.

È stata poi la volta dei due numeri uno, Alex De Minaur, chiamato a riscattarsi dopo il ko con Cilic, e Marton Fucsovics. Il match è stato avvincente, a tratti molto ben giocato con la trama chiara sin dal primo quindici: l’ungherese a spingere e l’australiano a fare da muro.

Lo spettacolo nello spettacolo è stato garantito da Lleyton Hewitt, tarantolato ed incapace di stare fermo sulla sua panchina, quasi volesse entrare in campo al posto del suo numero 1.

Alla fine l’ha spuntata De Minaur al tiebrek del terzo set, dopo che aveva servito per il match sul 6-5, fallendo anche un match point in un game lunghissimo che ha condensato tutte le emozioni di questa manifestazione, con la claque ungherese a sgolarsi per Marton.

Fucsovics ha lottato strenuamente con grande coraggio, ma nel tiebreak era quasi fermo a causa di un problema alla caviglia. E difatti Koves lo ha prontamente sostituito con Piros nella formazione del decisivo doppio.

E qui è cominciata la parte più emozionante della sfida, per la disperazione degli spettatori italiani in attesa in lunghe code all’esterno del PalaAlpitour (e dei cronisti rassegnatisi via via ad una lunga serata…), con il doppio che ha visto i due ragazzi ungheresi tenere testa alla grande al più collaudato doppio aussie condotto da Peers, campione slam nella specialità.

Dopo aver vinto il primo set gli australiani hanno sprecato due match point nel tiebreak del secondo, prima di arrendersi 12-10 agli scatenati ungheresi alla quinta palla set. Nel terzo parziale Peers ha fatto valere la sua classe di doppista esperto, ma ci sono voluti altri due match point per avere la meglio sui giovani ma indomiti avversari.

Z. Piros (HUN) – J. Milmann 4-6 6-4 6-3

A. De minaur (AUS) – M. Fucsovics 7-5 2-6 7-6(2)

A. Bolt/J. Peers (AUS) – F. Marozsan/Z. Piros 6-3 6-7(10) 6-3

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Coppa Davis

Coppa Davis: Alexander Bublik guida la rimonta del Kazakistan sulla Svezia

Elias Ymer batte Kukushkin, ma Sasha rinviene su suo fratello Mikael in tre set. Golubev e Nedovyesov vincono facilmente il doppio. Domani i kazaki dovranno battere il Canada per accedere ai quarti

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MADRID, SPAIN - NOVEMBER 27: Davis Cup by Rakuten Finals 2021 at Madrid Arena on November 27, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Mateo Villalba/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

KAZAKISTAN b. SVEZIA 2-1

E. Ymer b. M. Kukushkin 6-3 7-6(4)
A. Bublik b. M. Ymer 3-6 6-4 6-0
A. Golubev/A. Nedovyesov b. A. Goransson/R. Lindstedt 6-3 6-3

Il Kazakistan batte la Svezia 2-1 nel secondo tie del Gruppo B e sogna i quarti di finale. La nazionale asiatica – che ha anche un pezzettino di Italia nel suo team, rappresentato dall’incordatore torinese Andrea Candusso – ha superato gli scandinavi in rimonta.

 

Nel primo singolare, quello tra i numeri due delle formazioni, Elias Ymer ha superato Mikhail Kukushkin in due set (6-3 7-6): il maggiore dei due fratelli ha operato il break nel secondo gioco del primo set, mentre nel secondo si è fatto trascinare al tie-break dopo aver sprecato per ben tre volte un break di vantaggio; nel game di spareggio ha trovato l’allungo decisivo sul 3-1, vincendo gli ultimi quattro punti al servizio per dare alla sua nazionale il punto.

Nel secondo singolare, tuttavia, Alexander Bublik ha piegato alla distanza il più quotato dei fratelli Ymer, vale a dire Mikael, reagendo dopo il primo set perso e finendo per imporsi addirittura 6-0 al terzo. Il doppio decisivo è stato vinto senza troppa fatica da Golubev e Nedovyesov, che hanno superato gli scandinavi Goransson e Lindstedt in due comodi set.

La situazione di classifica vede ora la Svezia ferma a una vittoria – quella nel tie inaugurale contro il Canada – e una sconfitta. Il Kazakistan, dunque, avrà l’opportunità di qualificarsi ai quarti di finale battendo domani un Canada privo di Shapovalov e Auger-Aliassime. Un obiettivo che sembra alla portata dei kazaki. La Svezia sembra comunque in ottima posizione per il ripescaggio, avendo riportato una vittoria per 3-0 e una sconfitta per 1-2.

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