ATP Finals, Sinner: “Grande stagione. Non vedo l’ora di giocare la Davis a Torino”

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ATP Finals, Sinner: “Grande stagione. Non vedo l’ora di giocare la Davis a Torino”

Le parole dell’altoatesino dopo la sconfitta di Medvedev: “Dopo il primo set ho reagito bene. Su un campo da tennis non ho mai paura. Grazie al pubblico, mi hanno fatto sentire a casa”

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Jannik Sinner - ATP Finals 2021 (Twitter - @atptour)
 

In inglese, in italiano e in tedesco, come è abituato a fare, Jannik Sinner si spiega a lungo e racconta le sue emozioni a seguito della sconfitta contro Daniil Medvedev alle ATP Finals. La consapevolezza di aver avuto una bella reazione in lui si unisce alla gioia per la bella stagione appena terminata. “Nel primo set ero molto nervoso – ha detto Jannik -, ci sono stati momenti in cui lui non sbagliava nulla, io cercavo di trovare soluzioni ma non ci riuscivo. Poi ho iniziato a capirci qualcosa in più. In alcuni momenti sono stato sfortunato, ma è il numero due del mondo per un motivo. Io ho dato tutto, l’atmosfera mi ha aiutato molto ed è stato un bel match. Ovviamente non è un risultato che mi piace. Però devo essere soddisfatto della reazione. E nell’ultimo tie-break non ho sbagliato un colpo, ha fatto vincenti lui e basta”.

Sulla reazione dopo aver perso il primo set per 6-0: “Ho già detto spesso che non ho mai paura qualsiasi cosa succeda in campo. Sono nato come sciatore, uno sport in cui se cadi rischi di farti male. Qui nel tennis, mal che vada ti prendono a pallate. Paura non ne ho. Certo non ti fa piacere quando prendi 6-0 in 23 minuti. Ma sono abituato a tirarmi fuori dalle difficoltà e questo si vede. Lo impari facendo allenamenti e partite in cui fatichi a trovare soluzioni”.

Jannik ha parlato di quanto è stato bello per lui essere trattato dal pubblico del PalaAlpitour come una superstar: “Sono arrivato a giocarmela fino alla fine anche perché c’era il pubblico dalla mia parte. Se mi ha dato fastidio l’atteggiamento di Daniil? Non so cosa dire. Alla fine ha vinto, spero di rigiocare con lui quando la partita conterà di più e vedremo cosa farà. Intanto oggi ha vinto, quindi bravo lui, perché non è semplice giocare contro uno più giovane di te che è in casa sua”. Ancora sull’apporto del pubblico: “Giocare davanti a persone che tifano per te è più semplice. Non trovo che sia scorretto chiedere l’aiuto del pubblico. Sono arrivato a quel punto di oggi perché c’era il pubblico, mi hanno tenuto su e io ho tenuto su loro, hanno giocato insieme a me. Dopo un primo set così è dura, sono stato bravo a tenere botta. Però devo dire grazie al pubblico perché mi ha fatto sentire a casa. Non vedo l’ora di fare parte della squadra di Coppa Davis e di rigiocare qui”.

A chi gli chiede di un rapporto con il pubblico italiano ritrovato dopo le critiche ricevute per la rinuncia alle Olimpiadi, Sinner risponde: “Dire di no alle Olimpiadi non è stata una decisione facile da prendere. Ho passato un momento brutto, sicuramente ero un po’ giù ma per me e per il mio team è stato giusto fare così. Non è stato un periodo semplice e ringrazio le persone che sono state con me. Credo abbiamo fatto bene perché dopo due settimane ho vinto Washington. Per il resto non vedo l’ora di giocare per l’Italia qua a Torino tra una settimana e dare il massimo per la squadra”.

A Sinner viene chiesto se avrebbe preferito giocare nel pomeriggio, in modo da non scendere in campo sapendo già di essere eliminato come è accaduto vista la vittoria di Zverev su Hurkacz nel pomeriggio: “Non sono io che faccio gli orari: a me andava bene giocare alle 21. La mia tensione non è calata, per me era importante giocare una partita bella anche per capire qualcosa del mio tennis. Quando hai l’opportunità di giocare contro il 2 del mondo, quello che ha vinto l’ultimo Slam, non pensi al fatto di passare il girone o meno. Ho provato a batterlo anche perché 200 punti in più o in meno sono importanti per me. Ho dato tutto quello che avevo, anche se nel primo set ero teso. Poi ho coinvolto il pubblico, che spero si sia divertito”.

Sinner, infine, fa un bilancio del suo 2021, anno che chiuderà tra i primi dieci del mondo: “Si è trattato di un grande anno per me, chiuso con grandi emozioni nel giocare qui. Una grande stagione, sì. Non so se la gente si aspettava questo da me o meno, ma sicuramente a inizio anno ero 37 del mondo e sono finito nella top ten. Per me è qualcosa di grande. So cosa devo migliorare e lo sa anche il mio team. Il prossimo anno sarà interessante, ma non voglio mettermi fretta, l’anno prossimo avrò 21 anni, spero di avere ancora tanti anni davanti a questi livelli. Però mi rimane dentro felicità perché quando hai degli obiettivi e a fine anno riesci a raggiungerli è bello. Spesso penso a quanto mi alleno, a quanto amo questo sport. Poi ovviamente si vuol sempre vincere, ma qualche volta è bravo l’avversario. Sono successe tante cose belle in questa stagione perché lavoro tutti i giorni con tanta passione. Sono contento di aver scelto il tennis, avrei potuto optare per lo sci… Quando sono andato via da casa a 13 anni e mezzo il sogno era di diventare professionista, sette anni dopo sono numero 10 al mondo. Il prossimo anno sarà difficile, dovrò difendere questa posizione. Se si pensa che finirò automaticamente ancora più in alto non è così, ci sono anche i passi indietro, ma sicuramente lavorerò sempre tanto”.

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