La Spagna perde dalla RTF ed è fuori dalla Coppa Davis

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La Spagna perde dalla RTF ed è fuori dalla Coppa Davis

Un Feliciano da antologia non è sufficiente a salvare i campioni in carica che si arrendono al doppio decisivo

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Feliciano Lopez - Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

RTF b. Spagna 2-1

La squadra campione in carica, nonché nazione ospitante, lascia la Caja Mágica, battuta dalla Russian Tennis Federation al terzo set del doppio. Ebbene sì, la Spagna, peraltro priva di Rafa Nadal, di Carlos Alcaraz e di Bautista Agut, non è tra le otto nazioni rimaste in gara e i due quarti di finale, le semi e la finale in programma a Madrid non vedranno un solo incontro con il pubblico spagnolo a tifare per i propri rappresentanti. Come migliore seconda insieme alla Svezia passa quindi la Serbia che affronterà il Kazakistan nella capitale orfana dei propri beniamini. Alla Spagna non è bastato un Feliciano Lopez da cineteca, vincitore in rimonta su Rublev nel primo singolare e protagonista del break che è valso il primo set nel doppio decisivo; troppo Medvedev per Carreño Busta e doppio russo implacabile nonostante la qualificazione ormai acquisita. La RTF, vincitrice del girone e quindi posizionata nella riga più in alto del tabellone, affronterà gli svedesi giovedì 2 dicembre; che vince troverà in semifinale la Gran Bretagna o la Germania.

F. Lopez b. A. Rublev 2-6 6-3 6-4

 

Trentadue punti vinti a rete da Feliciano Lopez nel gran bel match che lo ha visto imporsi in rimonta su un Andrey Rublev partito in controllo e poi sopraffatto, inerme di fronte a un avversario che non ha avuto paura di sfidare le sue bordate cogliendo ogni possibilità di andare a prendersi il punto al volo – dietro al servizio, alla risposta o dopo aver disegnato il campo con le sue rasoiate – sfoderando, a volte quasi ostentando, giocate sopraffine. Bravissimo Lopez, ora numero 106 ATP, a non abbattersi dopo un primo parziale andato un po’ come ci si aspettava; perché è vero che che Rublev non è arrivato al meglio in questo finale di stagione, anzi, con la notevole eccezione della finale al Masters 1000 di Cincinnati, la seconda metà del 2021 è stata a dir poco avara di risultati per lui, ma la differenza tra i due in termini di classifica, di peso di palla e di età suggeriva un risultato in linea con quello dell’unico precedente, all’ultimo Australian Open, con vittoria di Andrey per tre set a zero. Invece Feliciano è riuscito a girare un rubber che pareva inesorabilmente diretto verso Mosca (precisamente, verso la sede della Russian Tennis Federation) e lo ha fatto in modo spettacolare.

IL MATCH – Rublev inizia in risposta, mette subito pressione e strappa la battuta con l’errore al volo spagnolo. Lopez entra in partita al terzo gioco, strappa applausi alle tribune piene al 75%, ma fatica a tenere il ritmo imposto dall’avversario; cerca allora aiuto da una seconda di servizio più corposa che invece lo tradisce due volte ed è 4-1 pesante per il ventiquattrenne di Mosca. L’unico Feliciano della storia a entrare nel ranking ATP esibisce qualche serve&volley di gran livello, ma i suoi tentativi in risposta portano pochi “15” di fronte a un Rublev che sbaglia poco e il primo parziale finisce 6-2 per la RTF.

Lopez alza il livello nei propri turni di servizio e Rublev se lo ritrova sempre con il naso sulla rete senza riuscire a trafiggerlo se non occasionalmente, ma subendo anzi dei punti da highlights; in battuta, il n. 5 del mondo perde il primo punto solo al settimo gioco, ma ne cede altri tre fra numeri di Feli e un nastro che ne aiuta l’audacia. Il quarantenne di Toledo consolida il break non senza difficoltà in un game decisamente godibile, poi tira il fiato in attesa del momento della verità che lo vede risalire dallo 0-30, scatenando pure un dritto a velocità rubleviana, e pareggiare il conto dei set, con il pubblico spiritato anche se non ai livelli degli occhi di capitan Bruguera.

Lopez ha in apertura la chance di procurarsi una doppia palla break, però non riesce a dare seguito dell’ottima risposta; Rublev smazzola come sa e piazza qualche bel passante allungando il secondo gioco, ma i due vantaggi esterni vengono cancellati dalla prima battuta spagnola. Feliciano è carico come una molla, disegna tennis e viene avanti dietro lo slice di rovescio prendendosi un punto che non va più di moda ma sarà sempre bellissimo, lo replica subito dopo ed è break. Di fronte a quello che sta coprendo la rete come se il campo avesse la larghezza di un corridoio, Rublev trova rari accessi con il passante e frequenti accessi d’ira. Ci si diverte avvicinandosi al finale che sembra arrivare con un game di anticipo, ma i due match point Spagna da sinistra sfumano e allora Feliciano è chiamato a servire per portare il primo punto alla sua squadra. Il rovescio di Rublev trova subito due varchi vincenti, Feli rintuzza, salva il 5 pari con l’ace alla T, poi appoggia una volée smorzata che Andrey raggiunge dimostrando però tutt’altra manualità: è match point, trasformato da Lopez con il servizio esterno. Abbraccio con Sergi che poi lo invita ad andare ad accogliere quello del pubblico. Bella, bellissima vittoria, di quelle che avrebbero respiro epico se giocate su cinque set.

D. Medvedev b. P. Carreño Busta 6-2 7-6(3)

Tocca a Daniil Medvedev mettere a segno il punto che porta la sfida al doppio decisivo battendo in un’ora e mezza Pablo Carreño Busta. Dopo un primo parziale che è stato quasi una passeggiata russa, pareva che Carreño fosse riuscito a ribaltare l’inerzia come e meglio del connazionale Lopez nel primo rubber; invece, Medvedev ha ripreso in fretta il controllo della partita e solo la caparbietà dello spagnolo gli ha consentito di trascinare, per quanto inutilmente, il parziale al tie-break.

IL MATCH – Entrambi contengono i gratuiti, ma il palleggio di Daniil forza molti più errori e la sua prima battuta è incomparabilmente più efficace. L’inizio di Carreño è da incubo, 5-0 e servizio per un Medvedev in totale controllo degli scambi. Al cambio campo, il capitano Tarpischev bisbiglia tranquillo cosette al suo giocatore, mentre Bruguera spiega deciso cosa fare al proprio. PCB diventa più propositivo e si prende un paio di game prima di cedere il set. Riparte sempre con (moderata) aggressività, Pablo, la tattica dà i suoi frutti nonostante la resistenza di un numero 2 del mondo che si esalta con recuperi pazzeschi senza però evitare di finire sotto 0-3 e 15-40. Un servizio che non torna indietro, un altro che gli dà l’opportunità di entrare con il rovescio e la possibilità del doppio break Spagna evapora.

Quasi costretto a recitare una parte in un film già visto, il numero 1 della formazione iberica apre il turno di battuta con due errori, Medvedev ci mette un passantone di dritto, una risposta profonda ed è di nuovo in corsa. Una corsa che lo porta fino al match point sul 5-3, ma il servizio del trentenne di Gijon dice che c’è ancora tempo. Carreño Busta chiede il sostegno del pubblico quando si alza per andare a rispondere per rimanere nella lotta e si guadagna tre opportunità consecutive per il 5 pari; Daniil le annulla – la prima con uno scambio mozzafiato –, sale a match point che spreca steccando una volée piuttosto comoda e Pablo pareggia. La fine è solo (nuovamente) rimandata perché nel tie-break Medvedev prende subito il sopravvento e chiude con l’ace numero 11.

A. Rublev/A. Karatsev b. F. Lopez/M. Granollers 4-6 6-2 6-4

Dopo pochi minuti di doppio, la RFT si era già guadagnata la qualificazione: anche perdendo, sarebbe passata come migliore seconda ai danni della Serbia. Ma non erano lì per fare calcoli, i russi, e hanno rimontato gli spagnoli in una sfida di ottimo livello terminata al decimo gioco del terzo set.

IL MATCH – Nel gioco di apertura, gli spagnoli guadagnano una palla break, ma Granollers non tiene in campo la risposta sulla seconda profonda di Rublev. Il parziale prosegue senza sussulti fini al 4 pari, quando due risposte vincenti di Lopez separate da un errore sullo smash emotivo di Karatsev mandano il mancino a servire per chiudere. Nessuna palla break concessa finora dalla Spagna, nessuna anche in questo gioco ed è 6-4.

Le difficoltà spagnole iniziano però subito nella seconda partita. Su un missile di dritto al corpo lanciato da Rublev, Marcel salva più del 15-40 con la volée d’istinto (di sopravvivenza). Il catalano è ancora preso di mira, i due russi rispondono pesante e alla fine si prendono il 2-0. Andrey è caldo, vuole vendicare la sconfitta in singolare e ora sta trovando il tempo giusto sulla palla. Due chance dell’immediato contro-break sfumano, il trentacinquenne e il suo compare più vecchio faticano, la loro prima di servizio ha perso efficacia e non possono evitare il 6-2.

Già qualificata (dopo il primo game), in caso di vittoria la RTF giocherebbe i quarti della parte alta del draw con la Svezia, altrimenti affronterebbe il Kazakistan: l’impegno per vincere c’è tutto, il che potrebbe anche significare che preferisce evitare l’Italia in semifinale piuttosto che eliminare la Serbia. Lopez e Granollers hanno ritrovato il loro gioco, i russi non scendono e i turni di servizio filano via lisci fino a quando Feliciano serve sul 4-5. Sia Karatsev sia Rublev rispondono alla grande e Aslan piazza il bimane vincente sul match point: i russi vincono il girone, la Spagna è eliminata.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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