Coppa Davis: Djokovic porta la Serbia in semifinale con la Croazia

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Coppa Davis: Djokovic porta la Serbia in semifinale con la Croazia

Il numero 1 del mondo si impone in singolare e in doppio: la Serbia rimonta la vittoria di Kukushkin

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Nikola Cacic, Novak Djokovic e Viktor Troicki - Finali Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Manuel Queimadelos / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Serbia b. Kazakistan 2-1

Sarà la Serbia di Novak Djokovic ad affrontare la Croazia nella semifinale in programma a Madrid venerdì 3 dicembre. La squadra capitanata da Viktor Troicki ha superato il Kazakistan 2-1, rimontando l’entusiasmante vittoria di Mikhail Kukushkin su Miomir Kecmanovic con il duplice successo di Novak Djokovic in singolare e in coppia con Nikola Cacic. Chiamato a vincere due incontri, il numero 1 del mondo ha portato a termine la missione regolando in due partite Alexander Bublik, mentre il doppio decisivo non poteva non generare altre emozioni con un terzo set che Nole e Cacic non si sono fatti sfuggire.

M. Kukushkin b. M. Kecmanovic 7-6(5) 4-6 7-6(11) (a cura di Giorgio Di Maio)

 

Tre ore e diciotto minuti sono serviti a Mikhail Kukushkin per battere Miomir Kecmanovic in una sfida dal sapore della storia della Coppa Davis, regalando così un punto cruciale al Kazakistan. I kazaki si garantiscono così almeno il doppio decisivo, in attesa della sfida tra il loro numero uno Alexander Bublik e il numero uno del mondo Novak Djokovic. L’inossidabile Kukushkin conferma così la sua lunga tradizione di uomo Davis, che già nel 2016 lo aveva visto battere l’allora top30 (e attuale capitano della Serbia) Viktor Troicki in una sfida vinta dalla Serbia solamente nell’ultimo singolare, con la vittoria proprio di Troicki su Nedovyesov.

Il tennista kazako ha anche dato dolori all’Italia di Davis, che avrebbe potuto sfidare in un eventuale semifinale se non fosse stato per la Croazia. Nel 2015 Kukushkin sconfisse in maniera netta ad Astana sia Simone Bolelli che Andreas Seppi, con l’Italia che fu eliminata 3-2 per la sconfitta al quinto set di Fabio Fognini contro Alexander Nedovyesov. I precedenti erano pari invece tra i due singolaristi, con una vittoria a testa nelle ultime tre stagioni. Curiosamente tutte le partite tra i due si sono disputate su cemento, superficie preferita sicuramente più dal kazako che dal serbo. Se la prima vittoria è stata di Kukushkin, nel primo turno di Shanghai 2019, l’ultima è quella di Kecmanovic, vincitore in due set lottati nel 2020 nel primo turno dell’ATP250 di San Pietroburgo.

Inizio scoppiettante del match sotto il rumore incessante dei tamburi dei tantissimi tifosi kazaki accorsi a Madrid per questo quarto di finale. Kukushkin soffre la difesa strenua del suo più giovane avversario e offre subito una palla break, convertita da Kecmanovic con un rovescio largo del suo avversario. L’esperto tennista kazako non si abbatte, e torna ad attaccare da fondocampo forzando l’errore di Kecmanovic, che soffre soprattutto le grandi capacità in risposta del suo avversario. Kukushkin trova il controbreak già nel terzo game, causando l’errore di dritto del numero 69 del mondo con una bella risposta lungolinea. E’ sempre la risposta a creare la possibilità di passare avanti per il Kazakistan nel sesto game, sfruttando un Kecmanovic sempre molto impacciato con il colpo in uscita dal servizio. Kukushkin però manca la chiusura con il rovescio e Kecmanovic riesce a salvarsi, non correndo più rischi fino al tie-break decisivo per il primo set.

Il kazako apre il parziale decisivo con un servizio vincente e contribuisce alla frittata di Kecmanovic, che dopo aver fatto tutto bene in attacco regala il minibreak a Kukushkin con una volée comoda affondata a metà rete. Per tornare a pari con i minibreak serve lo scambio più duro della partita finora, con Kecmanovic che trova due bei rovesci lungolinea ma non sfonda la difesa di Kukushkin, che tira fuori di metri il dritto dalla fatica di più di venti colpi. Fatica sprecata da Kecmanovic, che subisce un nuovo minibreak giocando in maniera troppo passiva e subendo l’iniziativa di Kukushkin, preciso nel chiudere il punto a rete. Il primo set point vola via per un errore del kazako, ma la pressione da fondo dà di nuovo i suoi frutti e un dritto a metà rete di Kecmanovic regala il primo set al Kazakistan.

Il rovescio lungolinea estremamente piatto di Kukushkin, per le statistiche da anni il più piatto del circuito, continua a fare danni a Kecmanovic. Il tennista serbo è di nuovo in difficoltà all’inizio del secondo set e concede una palla break proprio su questo colpo del kazako, che poi chiude la pratica con un bel dritto in diagonale. La partita sembra sempre più nei binari di Kukushkin, ma Keckmanovic si scuote e la sua difesa strenua vale la prima palla break del secondo set, convertita con il secondo dritto consecutivo in rete del kazako che riporta tutto in parità. Il dritto del kazako continua a ballare ed arriva il set point per la Serbia. La prima palla break vola via su un dritto diagonale di Kukushkin dall’altissimo coefficiente di rischio, replicato dal kazako anche sulla seconda.

Ai vantaggi il serbo si conquista un’altra chance, ma oltre alla difesa c’è poco altro e Kuku annulla tutto con il rovescio. Un ace riporta il kazako all’ennesimo punto game ma il dritto è una macchina di errori non forzati e Kecmanovic si prende il quarto set point, questa volta salvata da uno smash. Ancora una volta nel lunghissimo decimo game Kukushkin ha palla game, e questa volta è il rovescio a tradirlo con due non forzati consecutivi. Nonostante l’età la pressione gioca un brutto scherzo e il kazako con un altro errore concede il set al serbo, che ha chiuso con un parziale di quattro game a zero che ha rimesso in piedi la partita. Il collasso di Kukushkin continua anche nel terzo set. Gli errori ora arrivano anche dalla parte del rovescio e Kecmanovic, limitandosi a prolungare gli scambi il più possibile, si prende il break già nel secondo game. Un altro game fiume arriva nel quarto game, con Kukushkin che rischia di andare sotto di due break cinque volte ma con l’aiuto del servizio riesce a scacciare in pericolo. Il servizio da una mano anche a Kecmanovic, che per la prima volta nel set soffre nel suo turno di battuta e si ritrova a salvare una palla break, annullata con la combinazione servizio-dritto.

Sul 5-3 Kecmanovic si ritrova a servire per una vittoria che nemmeno un’ora prima sembrava definitivamente andata. Il serbo sembra avviato verso la vittoria, e giocando un po’ più aggressivo si conquista due match point. La pressione rende però molto più passivo Kecmanovic, che torna il tennista estremamente difensivo del primo set e subisce le bordate di Kukushkin, che annulla i due match point con dei dritti dall’alto tasso di difficoltà e giocati senza paura. Un dritto inside-in del kazako vale il clamoroso (per la situazione) break point di Kukushkin, ma Kecmanovic annulla con l’aiuto di una seconda coraggiosa. Il serbo è di nuovo spettatore sul dritto vincente di Kuku che vale il secondo break point, ma il kazako non riesce a chiudere il break con il dritto successivo. Un altro dritto vale la terza palla break del Kazakistan, e questa volta il nastro nega il punto di Kecmanovic e consegna il break al suo avversario.

Nel tie-break decisivo il primo a sbagliare è Kukushkin, e Kecmanovic ne approfitta per portarsi avanti 4-1. Il kazako come spesso successo in questa partita non si perde d’animo e causa l’errore di Kecmanovic per riportarsi a parità di minibreak. Quello che sembra il punto di svolta del match arriva nell’undicesimo punto, Kukushkin attacca la rete dopo un bel colpo profondo, ma Kecmanovic trova un passante di dritto incredibile che pizzica la linea ma coglie impreparato Kukushkin, che sbaglia la volée. Il serbo ha così l’ennesimo match point sul suo servizio, ma un dritto sparato fuori è il 6-6. Le emozioni però non sono finite, e Kukushkin annulla anche il quarto match point serbo. Nel lunghissimo quindicesimo punto del tie-break i due scambiano per una ventina di colpi, ed il primo a cedere è il serbo, che consegna il primo match point della partita a Kukushkin.

Il kazako però si vede annullare l’occasione da un bel servizio del suo avversario, ma nel punto successivo breakka Kecmanovic, portandosi al primo match point sul suo servizio. Anche qui Kuku non sfrutta l’occasione, mancando il passante di rovescio che gli avrebbe consegnato la partita. Un punto dal servizio vale comunque un altro match point, annullato ancora una volta dalla battuta serba, ma un dritto sparato fuori da Kecmanovic vale la quarta occasione per il kazako, sprecata grazie alla difesa strenua del suo avversario. Il quinto però è quello buono, il servizio di Kecmanovic non è incisivo e Kukushkin riesce a mettere alle corde il serbo da fondo, che tirando fuori il dritto regala il primo punto della sfida al Kazakistan. Ora toccherà al numero uno del mondo Novak Djokovic scendere in campo contro Alexander Bublik per salvare la sua nazionale.

Novak Djokovic – Finale Coppa Davis Madrid 2021 (Photo by Mateo Villalba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

N. Djokovic b. A. Bublik 6-3 6-4 (a cura di Michelangelo Sottili)

Dopo che durante il terzo set del primo rubber ha certamente pensato che sarebbe entrato in campo sull’1-0, Novak Djokovic non si fa distrarre né sente la pressione perché rispetta ampiamente il pronostico e si impone senza patemi su Alexander Bublik, che avrebbe probabilmente potuto tentare un’interpretazione più spavalda di un match che nessuno poteva seriamente chiedergli di vincere; almeno provarci, tuttavia, avrebbe onorato la precedente sfida tra i numeri 2. Quel bilanciamento alla base della sua filosofia di derivazione monfilsiana tra la remata e l’invenzione a sorprendere pende nettamente verso la prima, privando il confronto di qualche highlight in più e di quell’infinitesima probabilità di infastidire il 20 volte campione Slam. Il tutto si risolve allora in una parentesi in attesa del doppio decisivo, una sorta di riscaldamento sfruttato soprattutto da Djokovic sia per la risposta, sia per le volée.

IL MATCH – Inizia un po’ contratto, Bublik, che in risposta non approfitta di una partenza lenta di Djokovic e commette tre doppi falli, riuscendo comunque a tenere il primo turno di battuta. Il n. 36 ATP prova un paio di drop-shot, Nole qualche discesa dietro il servizio e l’equilibrio si rompe già al quarto gioco, con un paio di errori kazaki compresa un’altra seconda sparata lunga e una smorzata che è un assist. Il numero 1 del mondo ha modo di mettersi in mostra in risposta, almeno quando riesce a toccare la palla – condizione non scontata tra gli ace e i doppi falli di colui che in ogni caso occupa il 49° posto nella classifica dei migliori battitori stilata dall’ATP. Quando si entra nello scambio, Bublik si limita a palleggiare con i piedi ben dietro la linea di fondo finché non sbaglia o è messo in insormontabile difficoltà da Novak. Riesce anche a evitare un secondo break in un sofferto ottavo gioco, ma non può fare molto in quello successivo: 6-3 Serbia.

Qualche timido segnale dal ventiquattrenne di Gatchina arriva nel secondo set quando alla risposta si guadagna due opportunità da sinistra per salire 2-0, ma un orrido gratuito e una buona chiusura a rete di Nole rimettono le cose al giusto posto. Djokovic vuole metterci del suo e lo fa con una rispostona sul 30 pari che lascia di sasso Bublik, il quale replica affossando la seconda ed è 3-1 per il favorito. Un buon servizio qua, un’imperfezione serba là e il 196 cm in maglia azzurra riesce a rimanere in scia, esibendo qualcosa di diverso in un nono gioco in cui salva anche un match point e che chiude battendo da sotto. Tocca poi a Djokovic che con il servizio rimedia al 15-30 e porta la Serbia sull’1-1.

N. Djokovic/N. Cacic b. A. Golubev/A. Nedovyesov 6-2 2-6 6-3 (a cura di Michelangelo Sottili)

Comincia su binari fin troppo tranquilli per Novak Djokovic e Nikola Cacic, entrambi subito in partita, mentre lo stesso non si può dire di Aleksandr Nedovyesov, in grosse difficoltà per oltre un set e a stento sostenuto da Andrey Golubev. Perso nettamente il primo parziale, tuttavia, il più debole della coppia in azzurro ritrova fiducia a fianco di un compagno che gioca davvero bene il doppio, seppur non ai livelli dei protagonisti delle ATP Finals. Sul punteggio di un set pari, a fare la differenza a favore della Serbia è soprattutto Djokovic, con Nedovyesov un po’ complice pur senza commettere errori grossolani; tuttavia, giocando punto a punto, un paio di imperfezioni sono sufficienti, soprattutto se il n. 1 del mondo può liberare i propri colpi ridando anche sicurezza al proprio partner.

IL MATCH – Inizio quasi tragico per Aleksandr Nedovyesov sul servizio del compare, ma metà delle quattro volée da dimenticare passano la rete in qualche modo portando il punto e il primo servizio è tenuto nonostante la chance serba. È chiaro che il duo kazako non si trova molto spesso di fronte a una risposta della qualità di quella di Djokovic ed è soprattutto il trentaquattrenne di nascita ucraina a soffrirne. Dal canto suo, quest’anno Andrey Golubev è arrivato in finale al Roland Garros in coppia con Bublik, ma è lui a fallire lo smash che manda avanti la Serbia al quinto gioco, dopo il contributo negativo di Nedovyesov – colui che è più preso di mira. Se la cava molto meglio Nikola Cacic, il solo in campo a non essere un classe 1987, sia a rete ben supportato da “quello dietro”, sia quando deve difendersi al rimbalzo, ovviamente più sollecitato del compagno in quella zona del campo. Un’ottima risposta di Djokovic e una anche migliore (come risultato, benché colpita non proprio benissimo) del trentenne di Banja Luka valgono un altro break, subito confermato per il 6-2.

La coppia kazaka riparte un po’ più convinta al servizio. Al quarto game opera lo strappo grazie a un brutto turno di battuta di Cacic, in cui peraltro Nole è risultato mancante, e conferma non senza difficoltà per le solite incertezze al volo di Nedovyesov, impallinato come una sagoma al poligono di tiro. Golubev però c’è, trascina il compagno e i due si ripetono quando torna la situazione meno favorevole per i serbi, vale a dire sul servizio di Cacic: 6-2 Kazakistan e si va al terzo.

Attenzione massima ai rispettivi turni di battuta per quattro giochi, poi Nedovyesov non chiude una volée, si fa sorprendere da una bordata di Nole, il quale piazza un bel lob e la battuta di Golubev è persa. Cacic ha ritrovato continuità al servizio e anche qualche bello spunto da fondo, non lasciando così alcuna opportunità di rientro agli avversari, viceversa sempre in difficoltà nei propri turni di battuta e capitolano sul 3-5 al terzo match point. La Serbia ritrova così la semifinale dopo quattro anni, quando venne sconfitta dalla Francia a Lille.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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