Le speranze di Murray per il 2022: "L'obiettivo è fare bene negli Slam"

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Le speranze di Murray per il 2022: “L’obiettivo è fare bene negli Slam”

Il giocatore britannico si sente orgoglioso di riuscire a giocare a questi livelli dopo l’operazione all’anca “penso che ci siano pochissime persone che sarebbero in grado di competere”

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Andy Murray - Abu Dhabi 2021 (foto Facebook Mubadala World Tennis Championships)

E’ una settimana di impegni ed incontri per Andy Murray, che sta giocando al Mubadala World Tennis Championships di Abu Dhabi. Il tennista britannico ha dato prova di ottima forma battendo nettamente il connazionale Daniel Evans e poi il rientrante Rafael Nadal, per poi perdere in una finale combattuta contro il numero 5 del mondo Andrej Rublev. Murray ha parlato ad Eurosport UK delle sue impressioni in questa fase della preparazione e dei suoi obiettivi dell’anno prossimo, iniziando dalle prospettive di una carriera che qualche anno fa non sembrava potersi allungare in questo modo. “Voglio solo ottenere il massimo da ciò che posso, mentre sono ancora in grado di farlo“, ha esordito Murray, “Ho parlato con molti ex giocatori che mi hanno detto:” Quando finirai di giocare niente potrà sostituirlo. Quindi divertiti finché puoi, gioca il più a lungo possibile”. Perché so che molti giocatori si sono fermati e si sono pentiti quando invece avrebbero potuto continuare“.

Il tennista britannico sembrava aver finito la carriera dopo l’operazione che l’ha portato ad avere un’anca “metallica”, cosa che Murray ricorda praticamente sempre nelle sue interviste e che a quanto pare più di qualcuno gli ha detto di non gradire. “Il fatto che sia ancora in grado di competere con i migliori giocatori al mondo con un’anca metallica mi rende orgoglioso e penso che ci siano pochissime persone che sarebbero in grado di competere (così ndr). Ho avuto molte persone che sono venute da me e mi hanno detto: ‘Che tu continui a provarci per me è una fonte di ispirazione, che continui a combattere e continui a giocare’, e immagino che sia qualcosa per cui sarò ricordato probabilmente quando avrò finito di giocare“.

Spazio anche ad un commento sulla prossima stagione, dopo un 2021 in cui Murray ha raggiunto picchi di gioco notevoli nella singola partita come contro Tsitsipas e Sinner ma non è riuscito a trovare continuità, riuscendo raramente a vincere due partite di fila. “L’obiettivo più grande è arrivare nelle fasi finali di un Grande Slam ed essere nei quarti di finale, nelle semifinali di uno Slam, in modo che sia quella favola da,” Potrebbe vincere di nuovo? È possibile?“. Non manca un pensiero sulla sua separazione dall’allenatore e amico Jamie Delgado. “Non vuoi che il rapporto professionale danneggi il rapporto personale. Quando noi (Jamie ed io) ne abbiamo parlato, era qualcosa che per me, per entrambi, era davvero importante. Era come, ‘Guarda, andiamo avanti e torniamo ad essere amici e usciamo a cena quando siamo ad Abu Dhabi e torniamo a quello che era prima“.

 

Murray dal suo rientro ha anche cambiato racchetta, scegliendo una delle racchette più nuove e con piatto corde più grande, e il britannico dà la sua impressione a livello tecnico. “Pensavo che avrei dovuto provare qualcosa con cui sarebbe stato un po’ più facile giocare, un po’ più indulgente con i miei errori. Soprattutto se non mi muovo così bene come in passato e forse arrivo leggermente, anche solo una frazione di secondo dopo su alcune palline e manco il centro della racchetta, mi aiuta un po’ . Ma sì, cambiare racchetta non è stato facile“. Chiusura con un pensiero alla sua famiglia. “Sento di avere la responsabilità nel cercare di essere un buon padre per i miei figli. […] Devo bilanciare la mia vita tra la famiglia e il lavoro; assicurandomi di essere un buon padre, ma anche di fare tutto l’allenamento e tutto ciò che è necessario per mantenere il mio corpo in forma e in grado di giocare al più alto livello di tennis con i problemi che ho. Il mio corpo non è facile da gestire“.”

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Ubaldo a 90° minuto: “Caso Djokovic? Espulsione non sorprendente”

Il Direttore di Ubitennis ospite dello storico programma RAI commenta l’ultimo episodio della telenovela legata al N.1 del mondo che non potrà difendere il titolo a Melbourne

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Australian Open

Australian Open: dieci azzurri in tabellone, è record. Senza Djokovic, le chance di Berrettini e Sonego

Non solo Caruso si avvantaggia dell’assenza di Novak Djokovic, ci sono anche Berrettini e Sonego in quella zona di tabellone.

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Matteo Berrettini - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

E venne il giorno… in cui si ricominciò a parlare di tennis. Ci affidiamo al titolo di un film non memorabile per ricordare che si è finalmente concluso il caso Djokovic (o, almeno, è arrivata la decisione definitiva sul suo visto) e tra poche ore andrà in scena l’Australian Open. Sì, proprio il primo torneo del Grande Slam della stagione, l’evento sul quale dovrebbero essere puntate le più intense luci dei riflettori e le principali attenzioni tennistiche di gennaio. Riposte dunque nel cassetto le competenze giuridiche con tanto di Master in Immigrazione Australiana, si può tornare sul rettangolo di gioco, quello azzurro dell’Happy Slam, una denominazione che ultimamente traballa. A scanso di equivoci, ci riferiamo all’aggettivo, dopo il facilmente evitabile “episodio” di quest’anno, la quarantena (anzi, i tre diversi regimi di quarantena) del 2021 e gli incendi dell’edizione 2020.

Poco felice lo è però sempre stato per i nostri rappresentanti: dopo i quarti di finale nel tabellone da 32 partecipanti raggiunti da Giorgio De Stefani nel 1935 e Nicola Pietrangeli nel 1957, nell’era open il solo Cristiano Caratti è riuscito ad arrivare negli ultimi otto, quando Patrick McEnroe gli negò la semifinale battendolo in cinque set. Era il 1991 e l’anno successivo veniva stabilito il record di nove presenze azzurre, poi eguagliato nel 2020 e nel 2021. Un record di nuovo superato grazie all’ingresso di Salvatore Caruso, primo nella lista dei lucky loser e appunto decimo italiano pronto a dare battaglia. E sarà certamente battaglia per Sabbo che, suo malgrado, entrerà in campo a malapena visibile dietro quell’enorme bersaglio che, immaginiamo, gli ha incollato addosso Miomir Kecmanovic, il suo prossimo avversario che un anno fa lo ha battuto in tre set tirati all’ATP 250 di Melbourne 1. Il ventiduenne concittadino di Djokovic, n. 78 ATP, ne ha commentato l’esclusione con un post su Instagram:

“L’amara pillola è stata presa addirittura prima che il torneo iniziasse! Non riesco neanche a immaginare come si senta Novak, cosa abbia passato negli ultimi dieci giorni. Ero felicissimo di avere l’onore di aprire il torneo di quest’anno con il numero uno del mondo sulla Rod Laver Arena.
Purtroppo, ciò che ho pensato negli ultimi sette giorni, da quando è stato compilato il tabellone, ora non ha più senso. La nostra piccola squadra serba qui a Melbourne è indignata e delusa e penso che dovrebbe fare un’ulteriore sforzo e in qualche modo vendicare con il nostro gioco il nostro miglior rappresentante che non può essere qui. Credo che vincerai altri Slam e che questo non ti impedirà di creare un successo storico. Siamo tutti con te.”

 

Impressionato il giusto (“non sarà un match facile, ma in uno Slam non ci sono partite facili”), Caruso ha commentato con queste parole alla Gazzetta dello Sport il suo ingresso nel main draw: “Sono diventato il lucky loser più famoso di sempre. Mi dispiace per tutto quello che è successo, mi dispiace anche per Nole, ma sono qui per giocare e darò tutto. Fa uno strano effetto, ma io penso solo a me stesso perché per me è una grande chance. Un’occasione che non devo sprecare”. Ricapitoliamo quindi i nomi dei nostri dieci alfieri, partendo dalla prima riga in alto del tabellone: Salvatore Caruso, Lorenzo Sonego, Fabio Fognini, Matteo Berrettini, Andreas Seppi, Lorenzo Musetti, Jannik Sinner, Stefano Travaglia, Marco Cecchinato e Gianluca Mager. Quattro di loro, insieme ad altrettante tenniste italiche, saranno impegnati nella prima giornata.

In ogni caso, non solo Salvo approfitta dell’uscita di Nole. A prescindere dalle opinioni di ognuno dei partecipanti riguardo alla vicenda, l’assenza del nove volte vincitore, senza dimenticare la tempistica della sentenza rispetto alla pubblicazione dell’ordine di gioco che non ha permesso l’aggiustamento delle teste di serie, offre opportunità a tutti coloro che potenzialmente lo avrebbero trovato lungo il percorso. Concentriamoci però sugli italiani – due, per la precisione –, chiaramente partendo dal presupposto che i risultati sul campo siano in linea con i rispettivi ranking.

Lorenzo Sonego, 25° del seeding, avrebbe dovuto scontrarsi con Djokovic al terzo turno, mentre ora rimane l’unica testa di serie in quello spicchio di tabellone. Il ventiseienne torinese è atteso all’esordio da Querrey, poi si prospetta un secondo round con Otte o la WC Tseng; per quanto un derby ai sedicesimi di finale non sarebbe disprezzabile, l’avversario con classifica più alta che potrebbe trovarsi davanti è il n. 41 ATP Tommy Paul, affrontato due vole lo scorso anno: dopo la sconfitta di Rotterdam, Lorenzo si è preso la rivincita al Masters 1000 di Cincinnati. A quel punto, toccherebbe a Garin o Monfils mettersi di traverso sulla strada di Sonego.

Sempre confidando sottovoce in una zampata di Fabio Fognini, è Matteo Berrettini colui che in teoria può maggiormente approfittare della situazione. Per arrivare all’appuntamento in quel quarto di finale, si va da Nakashima fino a Norrie passando anche per Alcaraz. Un viaggio non privo di scossoni che mai come in questo caso vale la pena di intraprendere. Rammentiamo infatti che, dopo il forfait di Melbourne per infortunio prima dell’ottavo contro Tsitsipas, la scorsa stagione ha visto il nostro sempre fermato da Djokovic negli Slam: quarti a Parigi, finale a Wimbledon, di nuovo quarti a New York; da una certa angolazione, insomma, possiamo affermare che Berretto si è guadagnato sul campo il diritto di farsi scappare un “finalmente” senza sentirsi troppo in colpa.

Qui il tabellone aggiornato dell’Australian Open 2022

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Il direttore Ubaldo Scanagatta ospite di 90° Minuto su Rai 2 oggi alle 19:25 (alle 15 su Radio Sportiva)

Nel giorno dell’espulsione di Djokovic, il Direttore ospite di Radio Sportiva e poi del programma calcistico. Commenterà la clamorosa decisione e il percorso più favorevole per Sonego e Berrettini

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Novak Djokovic - Olimpiadi Tokyo 2021 (via Twitter, @ITFTennis)

La domenica che precede l’inizio del primo slam della stagione è stata caratterizzata dall’esclusione di Novak Djokovic dal tabellone degli Australian Open. Mancano meno di ventiquattro ore dai primi match dello slam australiano con quattordici italiani al via (dieci uomini e quattro donne). Il direttore di Ubitennis.com, Ubaldo Scanagatta, sarà ospite alle 19:20 del famoso programma di Rai Due, 90° Minuto, condotto da Marco Lollobrigida.

Il direttore ritorna sui canali Rai, dopo essere stato ospite durante le ATP Finals a fianco di Omar Camporese e Nicola Sangiorgio per commentare i match giocati al PalaAlpitour.

Ubaldo, nel corso del suo intervento, commenterà l’esito della controversa vicenda che ha visto coinvolto il numero 1 del ranking ATP per poi focalizzarsi sulle speranze italiane nel primo torneo del Grande Slam stagionale. Senza più Djokovic nella parte alta del tabellone, con Salvatore Caruso n.150 al suo posto contro Kecmanovic, potrebbero avvantaggiarsene altri due azzurri. Infatti Lorenzo Sonego che esordirà nella notte contro l’ostico Querrey avrebbe teoricamente potuto incontrare Djokovic al terzo turno e ora è lui la testa di serie più alta nel suo settore fino ai sedicesimi. Al secondo avrebbe eventualmente Tseng o Otte e al terzo chi esce dal quartetto Kecmanovic-Caruso, Paul-Kukushkin. Insomma al momento Sonego sarebbe favorito per raggiungere un posto in ottavi di finale, forse contro Monfils o magari Bublik. La nuova situazione potrebbe alla lunga favorire anche Berrettini che nei quarti avrebbe potuto scontrarsi con Djokovic, ma invece adesso se superasse Nakashima, poi o Vesely o Kozlov, quindi forse il giovane portento Alcaraz con il quale Matteo ha perso l’ultimo match e poi o Norrie (Korda?) o Carreno Busta, nei quarti potrebbe scontrarsi con Monfils o Sonego….Magari!!!

 

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