Mondo Futures, bilancio 2021: l'italiano Franco Agamenone il più vincente

Flash

Mondo Futures, bilancio 2021: l’italiano Franco Agamenone il più vincente

Le curiosità del 2021 del mondo ITF. Italia seconda per tornei vinti, Rune compie subito il salto nei Challenger. Occhio al trio ungherese e al N.1 juniores Juncheng Shang

Pubblicato

il

Franco Agamenone - ITF Montauban 2021 (via Instagram, @francoagamenone)
 
 

Anche il mese di dicembre si avvicina alla sua conclusione e, prima di poter festeggiare il nuovo anno che incombe con i soliti buoni propositi, come da consuetudine è tempo di tirare le somme. Va detto che il circuito ITF non va mai in vacanza, e, mentre noi tutti siamo impegnati tra pranzi e cenoni vari, in qualche parte del mondo c’è sempre chi rincorre delle palline impugnando una racchetta alla ricerca di gloria (e qualche punto ATP). Ci perdonerete se non siamo qui a raccontarvi di chi ha vinto l’ultimo 15k organizzato in Qatar o nella sempreverde Monastir (gli eroi sono Dominik Palan e Renta Tokuda, per i più curiosi), ma abbiamo altre gesta da decantare. 

Siamo orgogliosi di annunciare che il giocatore più vincente della stagione ITF è un italiano, e risponde al nome di Franco Agamenone, ormai risalito sino alla posizione 201 del ranking e prossimo a disputare le qualificazioni del primo Slam della sua carriera. Un risultato ben oltre le più rosee aspettative per lui, che prima della sua vittoria ad El Cairo lo scorso Gennaio non vinceva un torneo dal lontano 2016. Per il simpatico Franco sono ben cinque i tornei vinti nel circuito, un dato impressionante soprattutto se consideriamo il fatto che la sua stagione ITF si è conclusa a luglio, quando, dopo la vittoria di Casinalbo, ha compiuto il salto nel circuito Challenger (salto che non l’ha minimamente destabilizzato viste le due vittorie a Praga e Kiev). Una stagione da ricordare quella di Agamenone, che ha raccolto finalmente i frutti del suo lavoro raggiungendo una percentuale di vittorie dell’80%, frutto di 81 vittorie in stagione e sole 23 sconfitte: numeri da dominatore, ai quali si aggiungono i successi arrivati in doppio, ben sei, che lo portano ad undici titoli Futures complessivi.

A completare il podio di questa speciale classifica sono due giovani molto interessanti come Paul Jubb (N.347 ATP) e Filip Misolic (N.354 ATP), anche loro arrivati a quota cinque titoli ITF senza però nessuna affermazione in doppio. L’austriaco classe ’01 Misolic ha seguito una traiettoria simile a quella del nostro Agamenone, con le cinque vittorie arrivate in un intervallo di tempo piuttosto limitato prima di compiere il salto (crediamo definitivo) nel circuito Challenger. Per il ventiduenne protetto di Andy Murray invece l’esplosione è arrivata nei mesi finali di stagione, ma resta ugualmente la sensazione che l’anno prossimo lo vedremo impegnato pochissimo al piano di sotto. È un discorso che potremmo allargare tranquillamente a tanti altri grandi protagonisti della stagione ITF, come il dominicano Nick Hardt (N.353 ATP e quattro trofei messi in bacheca) o il brasiliano Matheus Pucinelli de Almeida (N.287 ATP, frutto di tre successi finali), entrambi ventenni, che, dopo aver messo a ferro e fuoco il circuito nei primi mesi, hanno spiccato il volo verso il livello successivo, raccogliendo fortune alterne e togliendosi anche la soddisfazione di vincere in Coppa Davis.

 

Per quanto riguarda gli altri azzurri, possiamo affermare che la stagione è stata esaltante come per i più illustri colleghi del circuito ATP, come testimoniano i 66 titoli conquistati dagli italiani (29 in singolare, 37 in doppio), a sole due lunghezze dalla Francia che comanda questa statistica. Detto di Agamenone, non possiamo non citare l’arrivo tra i grandi dei millennials Luciano Darderi (N.341 ATP e protagonista di una scalata nel ranking di oltre 500 posizioni), Matteo Arnaldi (N.363 ATP), Luca Nardi (N.364 ATP), Federico Arnaboldi (N.551 ATP) e Francesco Passaro (N.605 ATP), tutti vincitori di due titoli in stagione ed attesi alla consacrazione il prossimo anno. Il 2021 è stato anche il riscatto di chi ha avuto una lunga gavetta ed è riuscito finalmente a sbloccarsi, come accaduto ad Alexander Weis, Simone Roncalli e Alessandro Ragazzi, o semplicemente l’occasione per un ultimo colpo di coda: ne sa qualcosa Fabrizio Ornago, che esattamente un anno fa vinceva a El Cairo il sesto ed ultimo titolo di una carriera di cui ha annunciato la conclusione poche settimane fa, a trent’anni ancora da compiere.

I più attenti alla nostra rubrica nel corso dell’anno avranno sicuramente notato che uno dei Paesi più vincenti è l’Ungheria, ed infatti scorrendo la classifica apposita scopriamo che appena dietro le solite corazzate abituate a vincere ogni tipo di graduatoria si piazzano proprio loro, precedendo in classifica Paesi come Australia e Germania. Si prospetta quindi un futuro finalmente interessante per i magiari, che al momento possono contare sul solo Marton Fucsovics per raccogliere qualche risultato di rilievo. In suo soccorso sta arrivando di gran carriera un trio di tutto rispetto, composto da Zsombor Piros (N.288 ATP), Fabian Marozsan (N.371 ATP) e Mate Valkusz (N.460 ATP), che hanno portato in dote ben dieci trofei complessivi quest’anno ed appaiono determinati a confermare quanto di buono fatto tra gli juniores, dove Valkusz si era spinto fino al vertice del ranking, mentre Piros si era fermato alla posizione numero 3. Chissà che il successore di Jozsef Asboth, finora l’unico nella storia del Paese ad essersi aggiudicato una prova dello Slam (nel 1947), si nasconda tra uno di loro.

A proposito di vincitori Slam, siamo abbastanza sicuri che due talenti ammirati quest’anno nei Futures possano iscriversi alla lista: in verità all’opera li abbiamo visti ben poco, visto che il circuito ITF stava loro troppo stretto. Parliamo di Holger Rune, già numero 103 ATP e protagonista delle scorse Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals, e il cinese Juncheng Shang (N.666 ATP): se per Rune, vincitore di uno dei primi 15k dell’anno a Bressuire, le presentazioni si fanno da sole, di Jerry, attuale numero 1 al mondo juniores, basta riportare il dato di tre tornei vinti su cinque disputati per un record di 17-3. Non male per un sedicenne sul quale in Cina e negli USA, dove si allena da qualche anno, sono pronti a scommettere.   

E come dimenticare le storie commoventi di Eliakim Coulibaly (N.647 ATP) e Guy Orly Iradukunda (N.761 ATP), che hanno regalato le prime gioie della storia a Paesi come la Costa d’Avorio e il Burundi, mostrando come il tennis sia sempre più globale e possa dare una possibilità a tutti; oppure gli insegnamenti di Li Tu (N.521 ATP), ritiratosi a 18 anni perché non vinceva abbastanza e deciso a concedersi una seconda possibilità a distanza di sei anni, rientrando nel circuito e vincendo ben quattro tornei. La seconda possibilità è stata concessa anche a Nicolas Kicker (N.216 ATP): l’argentino, dopo la squalifica per lo scandalo-scommesse, l’ha saputa cogliere vincendo quattro titoli e provando ancora una volta a risalire in classifica. Infine il lunedì speciale di Pedro Cachin (N.245 ATP), che a La Nucia compie l’impresa di vincere tre match in un solo giorno per aggiudicarsi il torneo. Insomma, anche quest’anno il circuito Futures ha saputo regalarci belle storie, e rilancia in vista del 2022 dove sono previsti la bellezza di oltre 1000 tornei. Il nostro auspicio, in un periodo dove vanno di moda, è che continuerete a seguirli con noi.

Continua a leggere
Commenti

Flash

ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

Pubblicato

il

Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

Continua a leggere

ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

Pubblicato

il

Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

ATP

Roland Garros, day 7 LIVE: è di Sinner il primo set contro McDonald

La diretta del sabato parigino, dedicato ai terzi turni dei tabelloni del singolare maschile e femminile: tre italiani cercano gli ottavi

Pubblicato

il

Schermo Roland Garros - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
https://twitter.com/Ubitennis/lists/tennis-news-93659

IL PROGRAMMA DI SABATO 28 MAGGIO

12.25 – Ha avuto palle break Sinner, ma non le ha sfruttate e poi ha ceduto il servizio. 4-2 McDonald nel secondo set

12.07 – Sinner e McDonald sono sul 2-2 nel primo set. Begu senza problemi: 6-1 4-1 contro Jeanjean

 

11.52 – SET RUBLEV – Primo set Rublev contro Garin: 6-4

11.46 – Sinner chiude il primo parziale con l’81% di punti vinti con la prima di servizio. Sugli altri campi: Rublev serve per il primo set, 5-4 contro Garin. Begu è 6-1 1-0 e servizio sul Lenglen contro la francese Jeanjean.

11.46 – SET SINNER – Sinner si prende il primo set: 6-3

11.41 – Sinner salva palla del contro-break e tiene il servizio, poi fa altrettanto McDonald. Ora l’azzurro serve per il primo set

11.31 – McDonald segue a rete la seconda, Sinner trova la risposta vincente col rovescio: break per l’azzurro, che sale 4-2 e servizio nel primo set.

11.27 – Si continua seguendo i servizi; 3-2 Sinner, serve l’americano.

11.15 – Sono partiti Sinner-McDonald. 1-1 nel primo set

11.05 – Sono in campo Sinner e McDonald per il riscaldamento sul Simonne Mathieu. Intanto, il programma del Lenglen si apre con Begu-Jeanjean.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

10.45 – Buongiorno amici di Ubitennis, e benvenuti alla diretta scritta del Roland Garros nel giorno di sabato 28 maggio 2022. Oggi termineranno i terzi turni dei tabelloni maschile e femminile e sarà una giornata di passione per il tennis italiano con Jannik Sinner subito in campo alle 11 contro Mackenzie McDonald sul Simonne Mathieu. A seguire, sullo stesso campo, Camila Giorgi sfida Aryna Sabalenka. Nel pomeriggio, sul Court 14, Lorenzo Sonego prova a mettere i bastoni tra le ruote di Casper Ruud.

Gli articoli da non perdere

EDITORIALE DEL DIRETTORE – 28 MAGGIO: Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Jannik, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

ROLAND GARROS, LE QUOTE DEL 28 MAGGIO: l’accoppiata Giorgi-Sonego paga 15 volte la posta

ALCARAZ: “Ferrero mi ha reso il giocatore che sono”

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement