Ad oggi Djokovic potrebbe giocare il Roland Garros, secondo il ministro dello sport francese Maracineanu

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Ad oggi Djokovic potrebbe giocare il Roland Garros, secondo il ministro dello sport francese Maracineanu

Buone notizie dalla Francia per il N.1 ATP. Protocolli speciali, come il sistema delle bolle, potrebbero permettere agli atleti non vaccinati di partecipare al Roland Garros

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Novak Djokovic con il trofeo - Roland Garros 2021 (foto Twitter @RolandGarros)

Nel bel mezzo del vortice che ha travolto Novak Djokovic non appena ha messo piede sul suolo down under (interrogatorio prolungato in aeroporto a Melbourne, cancellazione del visto e isolamento in un hotel per richiedenti asilo e rifugiati in attesa della sentenza definitiva del tribunale australiano), dalla Francia giunge una buona notizia per il n. 1 del mondo.

Il ministro dello sport francese, Roxane Maracineanu, ex nuotatrice d’Oltralpe di origine rumena (è stata campionessa del mondo nei 200 metri dorso, a Perth, nel 1998, e medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sydney) ha annunciato che, secondo la situazione sanitaria attuale, i tennisti non vaccinati come Novak Djokovic potrebbero partecipare al Roland Garros.

Maracineanu ha precisato infatti che, per i grandi eventi internazionali che si svolgeranno sul territorio francese come, appunto, lo Slam di Porte d’Auteuil, sono previsti dei protocolli speciali da seguire che permetterebbero agli atleti sprovvisti di green pass vaccinale di entrare in Francia. In particolare, si pensa al sistema delle bolle.

 

Oggi, per entrare in Francia, non abbiamo lo stesso regolamento in vigore in Australia” ha precisato il ministro su France Info, “il green pass viene richiesto per gli atleti, francesi o stranieri, che vivono o hanno domicilio in Francia e che intendono usufruire di un impianto sportivo; ma, per i grandi eventi, [come lo Slam parigino, ndr], ci sono dei protocolli scelti dalle federazioni che vengono ad aggiungersi a quelli già in vigore per le attività sportive quotidiane. Questo permetterebbe ad atleti come Djokovic di fare comunque ingresso nel territorio francese”.

Insomma, se Novak Djokovic, in Australia, è ancora tra color che son sospesi, per ora, in Francia, la sua partecipazione sembrerebbe assicurata. Tuttavia, ad oggi, ovviamente non si conoscono ancora le misure esatte che verranno adottate nel mese di maggio. Dipenderà, certo, dall’evoluzione della situazione sanitaria. À suivre...

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Australian Open

Ubaldo e Flink: “Medvedev e Zverev ora i grandi favoriti”

Il direttore e Steve commentano il tabellone maschile: le prospettive di Nadal e di Berrettini, le incertezze di Tsitsipas

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A poche ore dall’inizio del primo Slam della stagione Ubaldo Scanagatta e Steve Flink analizzano il tabellone maschile, orfano del N.1 del mondo.

Ecco il video:

00:20– 01:29 Non esiste un giocatore più importante del torneo

 

UBALDO. L’AO è più importante di qualsiasi giocatore. E questo concetto è stato ribadito anche nell’edizione di Wimbledon del 1973, quando Kodes vinse in finale contro Metreveli.

01:30 – 04:00 Il torneo di Medvedev

UBALDO. È il principale favorito del torneo, considerando che ha un cammino più agevole, rispetto per esempio a Nadal e Zverev che potrebbero giocare l’uno contro l’altro già nei quarti di finale? FLINK. Penso sia il primo favorito assieme a Zverev e metterei Nadal come terzo favorito, dietro questi due. Per me Medvedev è leggermente avvantaggiato contro Zverev, ma non di molto. UBALDO. Credo che la parte alta del tabellone, sia sbilanciata rispetto alla parte bassa. FLINK. Medvedev potrebbe incontrare Humbert, ma sono d’accordo con te, dato che la parte alta del tabellone sembra più difficile rispetto a quella bassa

04:13 – 08:10 La parte alta del tabellone è più difficile.

UBALDO. Nella parte altra tra Zverev e Nadal ci sono Shapovalov, Hurkacz, Karatsev, Kachanov, Opelka. FLINK. Chi può beneficiare di più dell’assenza di Djokovic nella parte bassa è Matteo Berrettini. Forse Matteo ha un’opportunità di avanzare fino alle semifinali per giocare contro Zverev o Nadal. UBALDO. Non lo so perché non ha avversari facili prima dei quarti. Deve battere Nakashima e poi Alcaraz, contro il quale ha perso recentemente. Direi piuttosto che Sinner ha avuto un migliore tabellone, dato che lui non giocherà contro nessun top 3 prima dei quarti di finale e contro nessun top 7 prima del terzo turno. FLINK. Penso che sia Berrettini che Sinner possono disputare un buon torneo. Berrettini deve però sopravvivere contro Nakashima, dato che sarà secondo me una partita equilibrata.

08:28 – 12:20 Medvedev Vs Rublev Quarto di finale probabile.

UBALDO. Prevedo nella parte bassa un quarto di finale probabile tra Rublev e Medvedev, perché non vedo nessun altro che li possa ostacolare a parte Humbert, Auger-Aliassime. FLINK. Penso che Medvedev possa raggiungere la finale. UBALDO. Sono d’accordo, ma nella parte alta non è facile pronosticare il finalista, con Nadal che non ha la migliore preparazione possibile per affrontare il torneo.

12:33 – 15:00 La testa di serie numero quattro Tsitsipas.

UBALDO. Non abbiamo ancora parlato della testa di serie numero quattro Stefanos Tsitsipas, dato che non sappiamo in che condizioni arriva, visto che nel finale della scorsa stagione ha accusato un problema al gomito, che gli ha impedito di giocare bene tanto alla fine della stagione. Suo padre ha anche affermato che non è completamente recuperato dalla lesione. In quella sezione di tabellone ci sono Sinner, Fritz e Dimitrov, che in Australia ha sempre offerto buone prestazioni. FLINK. Non vedo Tsitsipas, confermarsi al numero 4 per i problemi che sta affrontando. Penso che nemmeno lui sappia se può vincere le partite con il problema fisico al quale accennavi, che condiziona il rendimento del suo servizio. Sarei sorpreso se raggiungesse le semifinali. UBALDO. Affronta Ymer, poi Baez e non ha un tabellone difficile almenocchè non affronti un Dimitrov in forma.

15:10 – 16:15  Ottavi teorici.

UBALDO.

Ottavi teorici parte alta:

Zverev Vs Shapovalov – Hurkacz Vs Nadal

Norrie Vs Berrettini – Karatsev Vs Kachanov

Ottavi teorici parte bassa:

Ruud Vs Sinner – Bautista Agut Vs Tsitsipas

Rublev Vs FAA – Medvedev Vs Schwartzman,

FLINK. Il più interessante di questi dovrebbe essere Hurkacz contro Nadal.

16:35 Pronostici

FLINK. Zverev batte Nadal nei quarti in quattro sets, vince la sua semifinale e gioca la finale contro Medvedev, con Zverev che vince il suo primo titolo in 5 sets contro il Russo.

UBALDO. Penso che Zverev può essere il numero uno a fine anno, perché non credo che Nadal giocherà tutti i tornei, Federer non ritornerà a pieno regime, se non per disputare una manciata di tornei. Mi fido di più di Zverev nel lungo termine, ma questo torneo credo lo possa vincere Medvedev.

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Australian Open

Flink: “Djokovic si doveva vaccinare, ma la gestione del caso da parte del governo è sconcertante”

Il direttore Scanagatta discute il caso del momento. L’ingenuità del post di Nole alla partenza. Gli errori di Tennis Australia

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Novak Djokovic - Davis Cup 2021 (Twitter - @DavisCup)

Siamo arrivati alla vigilia dell’Australian Open 2022, e non potevano mancare i pronostici del direttore Ubaldo Scanagatta e di Steve Flink. Questa volta, però, il torneo è stato preceduto da un caso, quello relativo all’espulsione del N.1 ATP Novak Djokovic, che ha messo in ombra il tennis giocato. I due veterani degli Slam non potevano quindi esimersi dall’affrontare la questione nella prima parte della preview.

Di seguito il video:

LE PARTI SALIENTI DEL VIDEO

00:00 – Flink: “L’intera faccenda è un qualcosa di deprimente per il mondo del tennis. Arrivo anche a provare un po’ di comprensione per Novak, nonostante gli errori che ha compiuto durante tutta questa storia. Ma comunque il modo in cui il governo australiano e le altre autorità coinvolte hanno gestito è sconcertante, iniziando da Tennis Australia e dal governo dello stato del Victoria, che hanno ricevuto due approvazioni in merito ai documenti forniti dal serbo. Djokovic ha viaggiato con la convinzione di essere stato ammesso nel Paese. I problemi sono cominciati lì, dato che qualcuno del suo entourage non ha fatto le cose per bene, barrando correttamente certe caselle. Non sono sicuro che Djokovic avrebbe potuto ribaltare il verdetto finale, perché penso si sia manifestato un conflitto tra il governo regionale dello stato del Victoria e il governo federale”.
Ubaldo: “Sono d’accordo e penso che si tratti di una decisione politica, dato che in teoria c’era un semaforo rosso per l’ingresso dei non vaccinati. L’errore principale è stato fatto da Craig Tiley, annunciando che il serbo poteva entrare se in possesso di un’esenzione. Perché Tennis Australia non ha prontamente avvisato Djokovic degli eventuali problemi che avrebbe incontrato?

 

05:10 – Ubaldo: “Comunque Djokovic ha commesso abbastanza errori, dato che il termine di presentazione dell’esenzione era il 10 di dicembre, mentre lui l’ha presentata il 16. Sorvoliamo poi sui dubbi sull’autenticità di questi documenti, dato che un giornale tedesco ha investigato la faccenda, dimostrando che ci sono dei problemi sulla positività e negatività inerenti al QR code. Ma comunque il fatto che Djokovic abbia annunciato via Twitter e Instagram che si sarebbe recato in Australia dimostra che lui era in buona fede”.
Flink: “Quando Djokovic ha comunicato la decisione di andare in Australia attraverso i suoi social è stato aspramente criticato, per delle ragioni che ancora non conosco, quando mi pare che il suo messaggio non fosse arrogante”.
Ubaldo: “Sono d’accordo, ma per me è stato ingenuo, dato che lui avrebbe dovuto pensare che un messaggio del genere avrebbe provocato delle reazioni critiche da parte delle persone che si sono vaccinate
”.

07:50 – Flink: “Moltissime persone hanno argomentato che la soluzione più semplice per lui sarebbe stata quella di vaccinarsi. Djokovic è un personaggio che ha opinioni non convenzionali, ma penso che lui sbagli totalmente sul discorso dei vaccini, dato che ci sono sufficienti evidenze scientifiche”.
Ubaldo: “Va bene, ma se viaggi in un paese straniero, devi accettare le regole del Paese in cui ti trovi. I loro avvocati durante l’udienza notturna hanno provato a sostenere la tesi difensiva, che nessuno poteva provare che lui sosteneva il movimento No-Vax. Ma ciò si è dimostrato ridicolo, perché lui era chiaramente contro la vaccinazione e non ha seguito le regole imposte dalla maggioranza di portare la mascherina, e ha partecipato ad eventi quando era stato testato positivo. Un campione è un modello che riceve una montagna di soldi dagli sponsor, ma se il modello non segue le regole, allora bisogna far sì che lo faccia”.

11:20 – Flink: “Se lui non cambia la sua opinione in materia di vaccini è possibile che quest’anno non lo vedremo giocare in molti tornei. E questo è un po’ sciocco e insensato”.
Ubaldo: “Ad ogni modo si tratta di una decisione politica i cui dettagli non sono stati ancora forniti. Craig Tiley era stato avvisato due volte dal governo australiano che giocatori non vaccinati non sarebbero stati accettati nel territorio australiano”.
Flink: “Tennis Australia avrebbe dovuto comunicare prontamente a Novak i problemi che avrebbe incontrato in Australia, dato che erano stati avvisati dal governo federale. Abbiamo anche il caso di Voracova. Perché hanno concesso queste esenzioni lasciando giocare certi giocatori e giocatrici?
Ubaldo: “Perché non hanno controllato. I post a mezzo social di Djokovic hanno suscitato il clamore. Senza quei messaggi, lo avrebbero lasciato passare”.
Flink: “Non sono d’accordo, avrebbe avuto lo stesso problemi”.

15:20 – Ubaldo: “Mi chiedo se l’ATP abbia il potere di imporre l’obbligo vaccinale in tutti i tornei”.
Flink: “Non lo so nemmeno io, ma presumo di sì. E comunque gli organi di governo del tennis devono chiaramente comunicare se ammettono esenzioni alla vaccinazione oppure no, in modo tale che il messaggio sia chiaro una volta per tutte”.

Transcript a cura di Andrea Canella

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“Chi l’ha visto?” Hyeon Chung e il sogno proibito

Con l’Australian Open ormai alle porte dedichiamo questa puntata di “chi l’ha visto?” a Hyeon Chung, protagonista nel 2018 di una delle cavalcate più sorprendenti nella storia del torneo

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Hyeon Chung - US Open 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Il protagonista di questa puntata di “chi l’ha visto?” è Hyeon Chung. Dopo un lungo periodo in cui il suo nome è rimasto nel dimenticatoio, proprio in questi giorni hanno fatto scalpore le dichiarazioni da parte del padre del giovane tennista coreano che ha rivelato come per suo figlio in questo momento sia possibile solo fare fisioterapia e stretching. La sua ultima apparizione su un campo da tennis risale a settembre del 2020 quando al secondo turno di qualificazioni si dovette arrendere al modesto argentino Renzo Olivo in due set. A gennaio del 2021 è dovuto ricorrere a un’operazione alla schiena per un problema che si trascinava da anni. Andare sotto i ferri pare non aver risolto i suoi problemi dal momento che nel 2021 non è mai sceso in campo. Il suo caso ricorda da molto vicino quello di Jared Donaldson. Non è dato sapere con esattezza se il problema alla schiena del coreano è cronico come quello al ginocchio di Jared ma se così fosse la carriera di Chung sarebbe a serio rischio. Curiosamente anche Hyeon, esattamente come Donaldson, era uno degli otto partecipanti alla prima edizione delle Next Gen Atp Finals nel 2017. A Milano addirittura il coreano vinse il titolo dando l’impressione di essere, tra i giovani, quello più pronto a mettere in seria difficoltà i big.

The professor

Il primo avvicinamento al tennis da parte di Chung arriva quando è ancora un bambino. Assieme alla sua famiglia un giorno il giovane Hyeon si reca dal dottore perché fa fatica a vedere sia da vicino sia da lontano. Quando gli viene diagnosticata una forma di astigmatismo, una patologia derivante da un difetto di curvatura della cornea, il dottore gli consiglia di “concentrarsi su qualcosa di verde” per migliorare la sua vista. Nonostante il tennis fosse a quel tempo uno sport piuttosto sconosciuto in Corea del Sud, il padre di Hyeon si era già dilettato con la racchetta in giovane età e così suo fratello maggiore. Chung però aveva mostrato talento anche nel taekwondo ma decise di fare una scelta controcorrente dedicando tutta l’attenzione solo sul tennis. Per quanto il tennis abbia aiutato la sua vista Chung ha un livello molto alto di astigmatismo, così deve indossare gli occhiali ogni volta che scende in campo. Questo particolare look gli ha fatto guadagnare il soprannome di “the professor”.

Nel 2008, all’età di 12 anni Chung non solo si aggiudica il prestigioso torneo giovanile “Eddie Herr” ma si ripete al “Junior Orange Bowl U12” dove batte consecutivamente Thanasi Kokkinakis e Borna Coric. È curioso notare come anche le carriere dell’australiano e del croato siano state martoriate da tanti infortuni. La vittoria di questi due prestigiosi eventi giovanili gli fa meritare la chiamata da parte di Nick Bollettieri per allenarsi assieme a suo fratello maggiore all’accademia di Bradenton. Guardando uno dei video d’allenamento di Chung a tredici anni alla “Nick Bollettieri Academy” impressiona la capacità del giovane coreano di anticipare la palla con il già fenomenale rovescio bimane.

 

Hyeon comincia a essere considerato una delle promesse più importanti quando raggiunge la finale del torneo Junior di Wimbledon nel 2013. Edizione molto conosciuta da parte degli appassionati italiani dal momento che la corsa del coreano si interrompe in finale contro Gianluigi Quinzi che diventa il secondo italiano dopo Diego Nargiso a vincere il titolo Junior a Wimbledon. Leggendo i partecipanti di quell’edizione c’è da stropicciarsi gli occhi. La testa di serie numero 1 è Nick Kyrgios che l’anno seguente batterà Rafael Nadal proprio sui prati di Church Road. Nel 2013 l’estro dell’australiano si scontra però contro la solidità di Chung che lo demolisce con un doppio 6-2.  Alla fine di quella stagione per Hyeon arriva la prima possibilità di competere in un torneo ATP quando viene omaggiato di una wild card in Malesia ma perde in due set contro l’esperto argentino Federico Delbonis.

La gavetta nei challenger

Nel 2014 Chung si aggiudica il primo torneo importante della carriera, il Challenger di Bangkok. Nella strada per il titolo sconfigge la testa di serie numero 1 Go Soeda, molto più esperto in quel tipo di palcoscenico. Il 2015 è la stagione che si rivela quella della svolta. Comincia a prendere confidenza con i tornei più importanti raggiungendo il secondo turno a Miami e vincendo la prima partita della carriera in uno slam allo US Open contro James Duckworth. A New York al secondo turno obbliga la testa di serie numero 5 Wawrinka a tre tie break. “Onestamente non conoscevo molto il suo gioco” ammette lo svizzero dopo la faticosa vittoria “sapevo dei suoi risultati ma non l’avevo mai visto giocare”. L’effetto sorpresa per poco non gioca un brutto scherzo al campione del Roland Garros che sapeva poco su Chung probabilmente per il fatto che è a livello Challenger che il coreano sta ottenendo nel 2015 i suoi migliori risultati. Quattro titoli vinti che lo catapultano al numero 51 del mondo con più di 120 posizioni scalate dall’inizio dell’anno. Grazie a questi risultati ottiene il premio come “Atp Most Improved Player”.  Curiosamente alla fine di quella stagione Chung deve prestare servizio militare in Corea. Grazie ai successi ottenuti in campo svolge solo quattro settimane di “basic training” invece dei due anni normalmente richiesti.

Hyeon Chung – Montreal 2015

Nel 2016 ci si aspetta che il giovane coreano riesca a emergere definitivamente anche a livello ATP. Dopo i primi mesi della stagione caratterizzati da alti e bassi purtroppo Chung deve fermarsi per più di tre mesi dopo il Roland Garros per un infortunio agli addominali. Il fisico comincia a dare i primi segnali di quello che sarà un vero incubo in futuro per il talento di Suwon. Sorprende vedere Chung in difficoltà dal punto di vista degli infortuni perché, sin da giovane età, uno dei suoi punti di forza era considerato proprio il fisico. Tanta forza combinata a un’ottima esplosività lo rendevano un autentico martello da fondo campo. Il primo infortunio importante della carriera viene superato giusto in tempo per aggiudicarsi due Challenger alla fine del 2016 e “salvare” la classifica. A fine anno Hyeon perde tante posizioni ma riesce, nonostante le difficoltà, a chiudere a ridosso dei primi 100 giocatori del mondo.

Contendendo lo scettro a Kei

Nel 2017 Chung riesce a giocare più tornei rispetto all’anno precedente ma i problemi fisici sono dietro l’angolo. La sfida per il giovane coreano non è solo quella di ottenere i primi risultati importanti ma di cercare di avere una discreta continuità.  I primi mesi della stagione sul cemento sono avari di soddisfazioni mentre sulla terra battuta Hyeon comincia a farsi un nome. A Barcellona partendo dalle qualificazioni batte Gulbis, Pella, Istomin e Kohlschreiber senza cedere nemmeno un parziale. Agli ottavi di finale si toglie lo sfizio di battere in due rapidi set Zverev che poche settimane dopo avrebbe vinto a Roma. Colpisce il modo in cui il coreano riesce a mettere a nudo tutti i difetti del giovane tedesco. Chung tiene benissimo lo scambio e Zverev, come spesso gli è capitato nel corso della carriera, s’incarta soprattutto dalla parte del dritto diventando molto passivo e lasciando l’iniziativa al giovane coreano. Chung non eccelle particolarmente in nessun colpo ma è difficile trovargli un punto debole da fondo campo, soprattutto quando trova un giocatore come Zverev che lo “mette in ritmo”. Ai quarti di finale affronta Nadal. Il primo set è molto combattuto, Chung è bravissimo a non perdere campo sulla diagonale del rovescio e si arrende solo al tie-break. Nel secondo la fatica si fa sentire e il maiorchino chiude facilmente 6-2.

Il torneo di Barcellona non è un fuoco di paglia. Ottiene la sua prima semifinale a livello ATP qualche settimana più tardi a Monaco di Baviera e, partendo dalle qualificazioni, raggiunge anche gli ottavi a Lione dove si deve arrendere a Tomas Berdych. Al Roland Garros conclude la sua stagione da sogno sulla terra rossa raggiungendo per la prima volta il terzo turno in un torneo dello Slam. Qui gioca una grandissima partita contro la testa di serie numero 8 Kei Nishikori che riesce ad aggiudicarsi la contesa dopo quasi quattro ore di battaglia spalmate su due giorni. Dopo essere rapidamente volato in vantaggio per due set a zero il giapponese, mano a mano che la partita si allunga comincia a soffrire la solidità del coreano molto più a suo agio nelle condizioni lente e pesanti di quel grigio sabato parigino. Chung vince il terzo set e si porta velocemente sul 3-0 nel quarto set prima che la pioggia rimandi il match al giorno seguente. La sospensione non evita a Nishikori il bagel nel quarto set ma sicuramente lo aiuta per essere più fresco nel quinto set che si aggiudica per 6-4. “La pioggia mi ha aiutato molto, nel quarto set ero senza energie e sapevo che al rientro dalla pausa avrei dovuto provare qualcosa di diverso per vincere” ammette Nishikori mentre per Chung la sconfitta si rivela un ulteriore step nella sua crescita.

Nonostante gli infortuni la crescita continua

Un piccolo infortunio lo costringe a saltare tutta la stagione sull’erba. Sarebbe stato interessante vederlo all’opera sui prati dove sicuramente avrebbe dovuto giocare più aggressivo, soprattutto con il dritto. Per ogni giocatore è difficile tornare dopo un infortunio ma per Chung, che fa del ritmo e della condizione fisica la base del suo gioco, è ancora più complicato. il 2017 finisce senza particolari acuti ma con un dato significativo. Nel corso di dieci tornei, dal torneo di Atlanta a Parigi Bercy, Chung perde al primo turno solo tre volte vincendo sempre il primo match del torneo nei rimanenti sette tornei. In solamente due di questi sette tornei è in grado però di spingersi oltre il secondo turno. Se il 2017 doveva essere l’anno in cui Chung riusciva a partecipare regolarmente ai tornei più importanti del mondo il 2018 dovrà essere la stagione dei primi exploit. Comunque il 2017 si conclude con la vittoria alla prima edizione delle Next Gen ATP Finals. Il discutibile formato non rende i risultati attendibili, ciò nonostante sconfigge Shapovalov, Medvedev e Rublev.  A fine 2017 Nick Bollettieri, suo ex allenatore all’accademia di Bradenton dice: “a essere sincero, non mi sarei mai aspettato di vederlo dov’è ora ma sin da piccolo era un gran lavoratore. Gli piaceva scherzare fuori dal campo ma nel momento in cui iniziava l’allenamento era molto concentrato”.

Continua a pagina 2: Australian Open 2018, la consacrazione

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