Australian Open, il tabellone delle qualificazioni maschili: undici italiani al via

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Australian Open, il tabellone delle qualificazioni maschili: undici italiani al via

Caruso e Gaio teste di serie, presenti anche atleti in ascesa come Cobolli e Agamenone

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Salvatore Caruso - Wimbledon 2021 (ph. AELTC_Ian Walton)

Nella notte fra il 9 e il 10 gennaio (alla mezzanotte italiana, per la precisione) prenderanno il via le qualificazioni dell’Australian Open 2022. Il format è il consueto, tre turni con partite al meglio dei tre set. Gli italiani presenti al via sono undici, elencati di seguito:

  • Federico Gaio avrà il seed N.28. Esordirà contro il tedesco Kamke, prima di un possibile incrocio con il vincente di Masur-Kuzmanov in semifinale e con il terzo seed Galan Riveros in finale.
  • Salvatore Caruso avrà invece la tds N.29. Esordio contro lo sloveno Rola, poi un sudamericano fra Ficovich e Meligeni Alves. Nello stesso mini-torneo saranno presenti anche Andrea Arnaboldi e Gian Marco Moroni, che potrebbero sfidarsi in semifinale: il primo esordirà contro il settimo favorito Taro Daniel (che questa settimana ha battuto Musetti ad Adelaide), mentre il secondo avrà Ramanathan
  • Esordio complicato per Filippo Baldi, in gara con il Protected Ranking: giocherà infatti contro Radu Albot, N.5 del seeding. Sorte simile (ma settore diverso) per Thomas Fabbiano, il quale ha pescato il N.13 Thiago Seyboth Wild
  • Alessandro Giannessi se la vedrà con il mancino rossocrociato Husler; troverebbe poi un francese fra Mayot e Halys
  • Nello stesso tabellone anche Lorenzo Giustino e Flavio Cobolli, che però potrebbero trovarsi solo in finale: il primo esordirà contro Kubler per poi trovare (probabilmente) il N.12 Etcheverry, mentre il Next Gen troverà un altro australiano, Andrew Harris (anche lui beneficiario del ranking protetto), e poi uno fra Kolar e Collarini
  • Franco Agamenone è stato sorteggiato contro il ceco Kopriva, a cui farebbero seguito il vincente di Couacaud-Ilkel e probabilmente uno fra Bergs e Milojevic
  • Andrea Pellegrino affronterà il francese Lestienne, poi con ogni probabilità il cileno Tabilo.

Di seguito il tabellone completo:

Guardando al di fuori di casa Italia, i primi favoriti del torneo cadetto sono gli slovacchi Andrej Martin e Norbert Gombos, mentre Gilles Simon è N.4 ma potrebbe trovare sulla sua strada un avversario ostico come Tomas Machac; da segnalare inoltre la sfida che vedrà di fronte Roman Safiullin (brillantissimo in ATP Cup) e Bernard Tomic nel decimo settore.

 

Qui il tabellone aggiornato delle qualificazioni maschili dell’Australian Open 2022

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Djokovic in volo per Dubai. Il premier serbo: “L’Australia si è umiliata”. E papà Srdjan: “50 proiettili al petto di Novak”

Mentre il n. 1 del mondo sta lasciando l’Australia, inizia il vortice di reazioni. E tra i colleghi tennisti non manca chi prende le sue parti: dalla Cornet a Isner, passando per Opelka e Stakhovskiy

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Novak Djokovic - US Open 2018

Novak Djokovic ha lasciato l’Australia con un volo Emirates destinazione Dubai, decollato alle 12.30 italiane di questa domenica. La marea di conseguenze che si genereranno dopo la decisione dei giudici australiani della Corte Federale ha già iniziato a manifestarsi e una delle voci più dure sull’espulsione definitiva di Djokovic dall’Australia è stata quella del padre del tennista stesso. Srdjan Djokovic infatti ha dato sfogo alla sua frustrazione via social con un altro commento sopra le righe e in linea con l’atteggiamento tenuto durante tutta la vicenda. “L’attentato al miglior sportivo del mondo è finito, 50 proiettili al petto di Novak” ha scritto Srdjan, prima di chiudere con una frase che non può non essere intesa come un chiaro riferimento al record di 21 Slam tanto agognato da Djokovic: “Ci vediamo a Parigi” ha aggiunto il padre.

Per il presidente serbo Aleksandar Vucic, Novak Djokovic può tornare a testa alta nel suo Paese. In alcune dichiarazioni alla stampa dopo il decreto di espulsione del campione dall’Australia, Vucic ha detto di aver parlato con il tennista e di avergli detto che tutti lo aspettano in Serbia, tutti attendono che torni nel suo Paese dove è sempre il benvenuto. “Quelli che pensano di aver affermato dei principi hanno dimostrato di non avere principi. Hanno maltrattato un tennista per dieci giorni per poi prendere una decisione che conoscevano dal primo giorno. L’Australia si è umiliata da sola, ha detto il presidente serbo. Per il momento Novak è diretto a Dubai e non è ancora chiaro se si fermerà lì o farà direttamente ritorno in Europa.

Intanto tra i tennisti inizia a sorgere l’idea che forse le autorità australiane non si sono comportate proprio nel modo più cordiale possibile nei confronti del numero 1 del mondo. Fino a ieri a dare sostegno morale a Djokovic era stato principalmente Nick Kyrgios mentre ora, a processo concluso, stanno venendo fuori altri messaggi di conforto. “So troppo poco per giudicare la situazione. Quello che so è che Novak è sempre il primo a difendere i giocatori. Ma nessuno di noi si è fatto sentire questa volta. Sii forte” ha scritto la tennista francese Alize Cornet. Reilly Opelka invece ci ha tenuto a ribadire un episodio che sottolinea la passione del serbo per i fan. “Non era difficile per lui vaccinarsi? Beh, un’altra cosa che non era così difficile per Novak è stato rimanere sul campo di allenamento per un’ora in più nel 2008 a Cincinnati per firmare ogni pallina per ogni bambino presente. Io ero uno di loro. Insomma ha fatto anche un sacco di grandi cose per questo sport.”

 

Anche l’altro gigante americano John Isner si è schierato in difesa del serbo con queste parole: “Nole ha sempre e sempre avrà classe. Per quanto mi riguarda è una leggenda assoluta che ha portato tanto bene a milioni di persone in tutto il mondo. Questo non è giusto”. Ha detto la sua anche l’ormai ex-tennista Sergiy Stakhovskiy: “Un giorno molto triste nella storia del tennis. È triste quando la politica batte il buon senso… La legge è una per tutti, ma le interpretazioni sono diverse per tutti. Vergognoso prendere di mira uno a causa delle sue convinzioni che sono diverse dalle altre. Intanto, dopo il comunicato del diretto interessato sulla vicenda, alcune fonti vicino al giocatore affermano che Novak Djokovic non rilascerà dichiarazioni fino al termine dell’Australian Open 2022.

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Annullato visto a Filip Serdarusic: “Se non si fosse trattato di Djokovic, sarei ancora in Australia”

Filip Serdarusic, allenatore del fratello Nino, dichiara di essere stato costretto a lasciare l’Australia dopo lo scoppio del caso Djokovic

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Nino Serdarusic alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Jose Manuel Alvarez/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Il caso dei visti rilasciati a persone non vaccinate che hanno beneficiato di un’esenzione medica si arricchisce di un’altra testimonianza. Dopo il caso Djokovic e quello della doppista ceca Renata Voracova, è toccato a un coach, il croato Filip Serdarusic.

Filip, fratello e allenatore del tennista Nino Serdarusic, numero 246 del mondo, ha ammesso in un’intervista rilasciata a Sportklub, canale sportivo online della regione balcanica, di essere stato costretto a lasciare l’Australia in seguito allo scoppio della polemica Djokovic.

Filip non si era sottoposto alla vaccinazione contro il Covid-19 ma era risultato positivo lo scorso ottobre. Positività che aveva garantito al croato la possibilità di viaggiare insieme al fratello in Australia grazie alla medesima esenzione medica rilasciata a Djokovic.

 

Durante l’intervista FIlip ha raccontato di aver ottenuto il via libera per partire via mail in data 10 dicembre e di essere arrivato in Australia insieme al fratello su uno dei charter organizzati da Tennis Australia.

Serdarusic racconta nel dettaglio quanto accaduto alla dogana con gli agenti della Border Force, in seguito alla domanda sul suo status vaccinale: “All’arrivo in Australia una agente dell’immigrazione mi ha chiesto se fossi vaccinato. Ho detto di no, ma ho specificato di aver ottenuto un’esenzione medica. L’agente mi ha palesato la possibilità che dovessi affrontare una quarantena di 14 giorni, ma ho risposto che non sarei partito per l’Australia se avessi saputo di dover passare del tempo in quarantena”.

In seguito all’osservazione di Serdarusic, i documenti sono stati visionati da un responsabile e gli è stato concesso libero accesso. Infatti, come da programma, l’avventura australiana dei fratelli croati si è svolta tra Melbourne e Traralgon, luogo dove Nino ha giocato uno dei tornei challenger organizzati nella prima settimana.

Il 5 gennaio, quando Djokovic è atterrato a Melbourne, Serdarusic ha ricevuto una telefonata dal Centro Immigrazione per un colloquio. Prima del quarto di finale che avrebbe visto in campo il fratello FIlip è stato prelevato da un’auto di Tennis Australia e portato a Melbourne. “Avevo due opzioni: tornare a casa legalmente o richiedere un nuovo visto. – ha dichiarato il croato – Ho deciso di partire perché non sono potente come Novak per combattere questa battaglia. Se hanno fermato lui dovevano fermare anche noi”.

Serdarusic ha anche ribadito il fatto di aver agito secondo le regole che erano state comunicate: “Quando abbiamo richiesto un visto dovevamo soddisfare determinati requisiti. Né Novak né io abbiamo inventato l’esenzione, abbiamo agito secondo le loro regole e ci era stato permesso di entrare. Abbiamo solo sfruttato l’opportunità che ci hanno dato”.

L’allenatore croato conclude fornendo sostegno a Novak ribadendo che a suo avviso la scelta del governo australiano segua principalmente delle ragioni politiche: “La scelta di vietare l’ingresso a Djokovic serviva al governo per rafforzare la propria posizione prima delle elezioni. Se hanno lasciato entrare me e Voracova perché non hanno fatto lo stesso con Djokovic? Tennis Australia sperava che gli sarebbe stato garantito l’ingresso in Australia così come è stato concesso a noi. Se non fosse successo quel che è successo a Novak, noi saremmo rimasti in Australia”.

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Respinto il ricorso di Novak Djokovic, deve lasciare l’Australia: “Molto deluso”

I giudici della Corte Federale hanno emesso il loro verdetto: il numero uno del mondo non potrà difendere il suo titolo all’Australian Open

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I giudici australiani della Corte Federale James Allsop, Anthony Besanko e David O’Callaghan hanno respinto il ricorso di Djokovic contro la seconda cancellazione del visto. Le motivazioni per le quali è stata confermata la decisione del Ministro per l’Immigrazione Alex Hawke saranno pubblicate più tardi. Questo l’esito dell’udienza iniziata ieri nella tarda serata italiana e durata molte ore, sino alle 7.45 italiane. “Ora mi prenderò del tempo per riposarmi e riprendermi, prima di fare ulteriori commenti oltre a questo. Sono estremamente deluso dalla sentenza – recita un comunicato diramato da Djokovic, che ora dovrà lasciare il Paese -. Rispetto la Corte e coopererò per organizzare la mia partenza. Sono a disagio per il fatto che in queste settimane l’attenzione sia stata su di me e ora spero che si sposti sul gioco e sul torneo che amo. Voglio augurare il meglio ai giocatori, allo staff, ai tifosi dell’Australian Open. Voglio anche ringraziare la mia famiglia, i miei amici, il mio team, i miei tifosi, e i miei connazionali per il supporto continuo. Siete stati tutti una grande fonte di forza per me”. È la fine di una brutta vicenda in qualunque modo la si voglia interpretare. Djokovic non sarà in gara a Melbourne e il suo posto nel tabellone dell’Australian Open sarà preso da Salvatore Caruso.

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