Djokovic agitatore di popoli? I legali del n.1: "La sua rimozione causerebbe tanto rumore quanto la sua permanenza"

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Djokovic agitatore di popoli? I legali del n.1: “La sua rimozione causerebbe tanto rumore quanto la sua permanenza”

Udienza fissata per domenica mattina. Gli avvocati di Djokovic chiedono una corte completa di tre giudici. Depositate le 268 pagine di obiezioni alla decisione del Ministro

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Novak Djokovic - US Open 2021 (Garrett Ellwood/USTA)

Alle 10.15 di sabato mattina si è tenuto l’ennesimo capitolo della saga che vede protagonista Novak Djokovic e il suo tentativo di difendere il suo titolo al prossimo Australian Open.

Dopo la decisione del Ministro dell’Immigrazione Alex Hawkes di cancellare il visto del campione serbo sulla base di timori per la salute e l’ordine pubblico, un’udienza preliminare presso la Federal Circuit and Family Court con il giudice Kelly (lo stesso della prima udienza, quella vinta da Djokovic) ha spostato la giurisdizione sul caso alla Corte Federale, nell’occasione presieduta dal giudice David O’Callaghan.

Nella sessione procedurale tenuta sabato mattina è stato stabilito il passaggio di consegne alla Corte Federale e sono state stabilite le scadenze. La parte del richiedente, ovvero il team legale di Djokovic avrebbe presentato i propri argomenti entro le ore 12.15 dello stesso giorno, mentre il team in rappresentanza del Ministro dell’Immigrazione avrebbe avuto fino alle 22 dello stesso giorno per postare la propria risposta.

 

Richiesta e ottenuta una “Full Court” di tre giudici

L’udienza è stata fissata per domenica mattina 16 gennaio alle ore 9.30 locali (le 23.30 di sabato in Italia), con la parte del richiedente che ha chiesto che il caso sia discusso davanti a una Full Court, ovvero tre giudici anziché uno. Il rappresentante legale del Ministro, Sig. Lloyd, ha obiettato alla richiesta, in quanto ciò impedirebbe una procedura d’appello in caso di decisione avversa al suo cliente. Infatti, se una decisione viene presa da un solo giudice, è possibile secondo l’ordinamento australiano fare appello ad una Full Court con tre giudici; se invece il giudizio viene già reso con il coinvolgimento di tre giudici, non c’è possibilità di appello se non alla High Court, ovvero il livello più alto del sistema giudiziario.

Il giudice O’Callaghan ha fatto sapere la sua decisione sulla mozione nel corso della giornata, mentre le parti lavoravano alla stesura dei documenti: è stata accettata la richiesta del team legale di Djokovic. L’udienza si terrà quindi davanti a una Full Court composta dal Chief Justice James Allsop, dal Justice Anthony Besanko e dal Justice David O’Callaghan.

Poco dopo mezzogiorno, sono stati caricati sul sito predisposto dalla Corte Federale dell’Australia i documenti del richiedente (Djokovic): un fascicolo di 268 pagine contenente i motivi per cui a Djokovic dovrebbe essere permesso di rimanere in Australia e giocare il torneo.

Nella documentazione presentata è stato incluso anche il dossier inviato dal Ministero dell’Immigrazione all’ufficio legale Hall&Wilcox verso le 17 di venerdì pomeriggio nel quale si rendeva nota l’intenzione del Ministro Alex Hawke di esercitare la sua discrezione secondo la Sezione 133 dell’Immigration Act del 1958.

Gli argomenti del Ministro

La documentazione giustifica la decisione del Ministro con il fatto che la presenza di Djokovic in Australia presenta un rischio per la salute del Paese, per l’ordine pubblico e per l’interesse generale dell’Australia.

Interessante come nemmeno in questo caso si entri nel merito di una questione largamente dibattuta nei giorni scorsi, quella della legittimità del motivo per cui Djokovic abbia ottenuto l’esenzione dalla vaccinazione ai fini dell’ingresso in Australia (la semplice positività al COVID-19 nel corso dei precedenti sei mesi e non una “acute illness”, una malattia grave in senso proprio come specificato nei documenti federali)

Il Ministro ha supposto, come ipotesi del suo argomento, che l’esenzione di Djokovic sia valida: “Mi baserò sull’ipotesi che il Sig. Djokovic è entrato in Australia in accordo con le disposizioni nei documenti ATAGI. Sono consapevole che c’è stata una disputa nella Corte del Circuito Federale e della Famiglia in relazione alla decisione del delegato, ma per lo scopo di questo procedimento mi baserò sull’ipotesi che la posizione del Sig. Djokovic sia corretta piuttosto che cercare di arrivare in fondo alla questione in questa occasione”.

Lo stesso è stato fatto per la sua dichiarazione non veritiera nell’Australia Travel Declaration, nella quale non ha rivelato il viaggio in Spagna nel corso dei 14 giorni precedenti all’arrivo in Australia. L’errore è stato fatto dalla sua agente, che ha ammesso la distrazione e si è dichiarata molto addolorata e imbarazzata per l’errore. “Mi baserà sulla ipotesi che Djokovic non ha violato la legge in quella occasione, dal momento che è stato il suo agente a compiere l’errore, anche se il Sig. Djokovic avrebbe dovuto essere più attento” ha dichiarato il Ministro, aggiungendo che la decisione sarebbe stata la stessa anche senza quell’errore nel modulo.

In questo modo il Governo si è tenuto aperta la strada di contestare l’ingresso di Djokovic in Australia sul merito, e non sulle motivazioni permesse dalla Sezione 133 come sta avvenendo ora.

Il Ministro Hawke ha elencato una serie di elementi che sono stati considerati nella sua decisione, tra cui il fatto che Djokovic costituisce un rischio piuttosto basso per quel che riguarda la trasmissione del COVID, così come la natura dell’Australian Open presenti un basso rischio di trasmissione all’interno dell’evento, ma ha anche considerato le opinioni espresse da Djokovic sulla vaccinazione, i suoi comportamenti a Belgrado durante la sua positività, l’organizzazione dell’Adria Tour lo scorso anno e il suo alto profilo che può ergerlo a modello per alcune fette della popolazione.

È stato dichiarato che Djokovic rappresenta “un pericolo sanitario in Australia perché potrebbe alimentare sentimenti anti-vaccino. Viene espressa la preoccupazione che potrebbe portare gli individui a rifiutare la vaccinazione in toto oppure la somministrazione dei richiami, citando anche la diffusione della variante Omicron a supporto. Il Dipartimento della Salute infatti ha indicato che la somministrazione dei richiami vaccinali aumenta la protezione anche contro la nuova variante Omicron.

Inoltre, la popolarità di Djokovic e il fatto che potrebbe essere preso come modello potrebbe incoraggiare i cittadini a ignorare le misure sanitarie, incluse “le precauzioni necessarie dopo che si è ricevuto un risultato positivo a un test COVID-19”. Ovviamente qui il riferimento è al fatto che lui ha ammesso di aver concesso un’intervista dopo aver saputo di essere positivo.

Infine, la sua posizione ormai nota contro la vaccinazione e il suo comprovato atteggiamento a non seguire misure precauzionali dopo un test positivo viene ritenuta una potenziale fonte di rinforzo per il movimento anti-vaccino, e la cancellazione del suo visto sarebbe coerente con la politica del Governo in favore della vaccinazione e delle misure per controllare la pandemia.

Gli argomenti del team Djokovic

La risposta del team legale di Djokovic si basa sostanzialmente su due punti. Il primo ritiene le ragioni del Ministro illogiche perché se si preoccupa degli effetti sulla popolazione che potrebbe causare la continuata presenza di Djokovic in Australia dovrebbe anche considerare gli effetti provocati dalla sua deportazione. Se si considera un rischio, bisogna considerare anche l’altro: il sentimento della popolazione che si oppone ai vaccini potrebbe essere invigorito anche dalla rimozione di Djokovic dall’Australia, se questa dovesse essere considerata ingiusta oppure un atto di persecuzione ideologica o altro ancora.

Il secondo argomento è che non ci sono prove che la presenza di Djokovic in Australia rafforzi il sentimento anti-vaccino. Tuttavia questa è una valutazione di rischio che probabilmente spetta al Governo che, in quanto tale, è deputato alla protezione del territorio. Un giudice sicuramente non dispone degli strumenti (o dell’intelligence) per poter fare un lavoro migliore del governo nel prevedere possibili rischi interni. Quindi questo attacco al ruolo stesso del governo è probabilmente più debole dell’altro.

La telenovela continua: prossima puntata, la presentazione delle risposte del team legale del Ministero dell’Immigrazione.

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Australian Open, Barty: “La finale sarà un’esperienza nuova per me. Me la godrò con il sorriso”

Alla terza finale Slam, la N.1 sa che quella di Melbourne vale di più, ma “la preparazione sarà la stessa. So che con il mio gioco do fastidio alle mie avversarie”

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Ashleigh Barty - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Negli anni 2000 un dominio Slam dal primo turno alla finale simile a quello esercitato da Ash Barty in questo Australian Open si era visto solo con Serena e Venus Williams. Solo loro due (in tre occasioni) hanno perso meno game di quanti ne ha persi Barty nel suo percorso fino alla finale: 20 a Wimbledon 2009 per Venus, 16 e 19 rispettivamente allo US Open 2013 e 2012 per Serena. Ashleigh ne ha lasciati per strada 21 per diventare la prima australiana a giocare la finale femminile all’Open d’Australia dal 1980, battendo 6-1 6-3 Madison Keys nel penultimo atto.

In una lunga conferenza stampa, la numero 1 del tennis WTA è apparsa piuttosto rilassata in vista di quello che viene visto dai media australiani come il match più importante della sua vita (anche se ha già vinto due Slam): Accolgo questa pressione particolare. Lo devi fare ed è divertente. È fantastico giocare nella fase finale del tuo Slam di casa. Vincere più di uno Slam è stato incredibile, ma quella di sabato sarà un’esperienza nuova per me. Andrò in campo cercando di accoglierla con il sorriso, fare il meglio e ciò che succede, succede. È stata una grande estate per me, proverò a godermi il finale”.

Come affronterà Barty queste 48 ore, in cui il tempo potrebbe darle l’impressione di non passare mai? “Farò le stesse cose di sempre. Sono una persona di abitudini. Non cambierà granché per noi. La preparazione al match sarà la stessa, il processo uguale. Sono in grado di staccare quando non sono al circolo e questo rende molto più godibile il tempo che passo sul campo, quando riattacco la spina e sono pronta a ripartire. Come riesco a staccare? È molto facile per me. Quando non sono qui, non penso tanto al tennis. Ho da guardare in TV il cricket femminile, che è straordinario, leggo un libro, qualche caffé e siamo a posto”.

 

Barty ha detto di essere riuscita ad aver reso la vita scomoda a Keys nella semifinale. Ciò significa che oltre attuare il suo solito gioco molto pulito, ricco di variazioni e supportato da un servizio stellare, lei e il suo team prestano tanta attenzione all’avversaria, anche se, dice Ashleigh, si concentra principalmente su sé stessa: “Ho molta fiducia nel mio gioco, molta fiducia nel mio servizio. Anche quando non riesco a colpire i miei angoli preferiti, posso contare sul mio gioco di gambe per provare a mettere pressione. So che se faccio il mio gioco, per la mia avversaria sarà fastidioso. È anche un’arma a doppio taglio. Perché a volte è bello essere in grado di concentrarsi solo su ciò che devi fare tu, ma in altre occasioni anche guardare anche a come la tua avversaria reagisce. Senza dubbio in varie fasi della mia carriera ho fatto questo. Hai bisogno di guardare sia a te stessa che all’avversaria a volte, cambia la prospettiva con cui vedi il match”.

Ciò che Barty sta riuscendo a fare, a prescindere da come andrà la finale di sabato, è dare stabilità al vertice al circuito femminile, qualcosa che è sicuramente mancato in troppe stagioni nell’ultimo decennio. Il suo parere è contrastante con chi crede che questo tolga appeal al circuito WTA: ” È difficile, perché penso che a volte il cambiamento sia positivo. Penso che il modo in cui la WTA o il tour femminile è cambiato negli ultimi tre, quattro, cinque anni sia stato incredibile. La varietà è aumentata notevolmente e penso che ciò abbia costretto tutte ad alzare il proprio livello e dare il meglio. Non è diverso per me. Ho provato a mettermi alla prova in diversi modi. Chiunque nel tabellone è in grado di vincere l’evento. Devi davvero rispettare ogni singola avversaria e devi giocare il tuo miglior tennis più e più volte per poter competere”.

Infine, senza sapere come sarebbe finito il match, ha parlato anche della sua prossima avversaria, Danielle Collins: “Sa colpire la palla in modo eccezionale. Gioca sulla linea di fondo campo e può colpire tutti i punti del campo da qualsiasi posizione. Penso che la sfida sarà cercare di sbilanciarla. Proveremo a trovare un piano e arriveremo sabato cercando di eseguirlo”. I precedenti dicono 3-1 Barty, vincitrice delle due sfide sul rosso e del match di semifinale ad Adelaide 2020. La tennista australiana ha perso però l’ultimo, un anno fa, sempre ad Adelaide nel secondo turno (qui potete guardare la sintesi del match): “Danielle ha fatto sempre incredibilmente bene qui in Australia. Abbiamo giocato ad Adelaide un paio di volte. Abbiamo già giocato sulla terra battuta. Penso che il modo in cui è in grado di controllare la linea di fondo e comandare il gioco la rendano una delle concorrenti più agguerrite. Adora la competizione. È sicuramente bello vederla tornare qui a fare quello che sa far meglio”.

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Australian Open, Barty non fa giocare Keys. Prima finale nello Slam di casa, terza in carriera [VIDEO]

Lucida e chirurgica la N.1 WTA che lascia quattro giochi alla rivale. Barty è la prima aussie ad arrivare in finale dal 2005, prima donna dal 1980

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @WTA on Twitter)

[1] A. Barty b. M. Keys 6-1 6-3

Continua la straordinaria corsa di Ashleigh Barty, che scrive un’altra pagina di storia del tennis aussie. La N.1 del mondo domina Madison 6-1 6-3 in poco più di un’ora, diventando così la prima tennista australiana a raggiungere la finale a Melbourne Park dopo Wendy Turnbull nel 1980; l’ultima a vincere a Melbourne è stata Chris O’Neil nel 1978. Non solo. Ashleigh è la prima australiana (tra uomini e donne) a disputare l’ultimo round all’Australian Open dal 2005, quando in finale ci arrivò Lleyton Hewitt, battuto da Marat Safin.

‘Ash’ gestisce alla perfezione la semifinale contro Madison Keys, oggi particolarmente fallosa, frettolosa e in grande difficoltà negli spostamenti. Perfetta Ashleigh al servizio e nel mettere pressione all’avversaria: la statunitense non riesce mai ad organizzare un piano di gioco, troppo spesso rigida sulle gambe, indietro con il peso del corpo e vittima delle fredde variazioni di Barty. Un match complessivamente non entusiasmante, scandito da scambi brevi, interrotti soprattutto dai tanti gratuiti dell’americana. Pressoché perfetta Barty, invece, che rimane accorta e lucida nel non perdere il ritmo e nell’imporre il suo tennis chirurgico. La numero uno del mondo perde soltanto dieci punti al servizio, non ha concesso neanche un set nel torneo e ha perso finora soltanto 21 giochi: come si può leggere sopra, solo le sorelle Williams (due volte Serena, una Venus) hanno raggiunto finali Slam nel terzo millennio perdendone di meno.

IL MATCH

Ashleigh fa muovere fin da subito Madison, che non riesce sempre a controllare lo scambio. Il primo game si risolve ai vantaggi, con Barty che commette alcuni errori di dritto. Ma sbaglia anche Madison, irretita dalle variazioni della N.1 WTA. Arriva così la prima palla break del match e Barty la converte subito con uno scattante recupero, chiudendo con un cross angolato di dritto.

Se Keys, nonostante le tre palle game, non riesce a tenere il proprio servizio, Barty è rapidissima e vince a zero il suo primo game alla battuta, confermando ancora quanto funzioni il colpo in questo momento. L’americana, inoltre, va ancora fuori giri con il dritto e Ashleigh avanza sul 2-0. Arriva poi un altro game vinto a zero dalla Barty mentre Keys, per ora, non vince nessun punto in risposta, 3-1 Barty. L’australiana copre magnificamente e il campo e ne utilizza alla perfezione gli spazi e gli angoli. Una gestione impeccabile per Ashleigh, che prende il largo sul 4-1. Con un controllo perfetto del gioco, fa spostare Madison, impedendole di giocare i suoi drittoni.

Ora è Barty a sbagliare qualcosa in più ma, con un ace, si salva subito dalla prima palla break per Madison. Keys è ancora in grande difficoltà negli scambi, non riuscendo a gestire i punti in recupero. Nonostante ci sia la reazione da parte della statunitense che costringe Ashleigh a lunghi vantaggi, l’australiana continua a prevalere nello score, issandosi sul 5-1. Rigida sulle gambe e ancora troppo lenta negli spostamenti, Madison continua a sbagliare permettendo a Barty di dominare e chiudere il primo set per 6-1 in soli 26 minuti. Barty continua a controllare le danze sulla Rod Laver Arena. Perfetta al servizio, lucida e precisa, ha la meglio su una Keys disordinata e frettolosa.

All’inizio del secondo anche Barty si lascia distrarre dall’andamento monocorde del match e concede la seconda palla break del match sul 2-2, ma la salva immediatamente con uno smash. Niente da fare per Keys, che continua a sbagliare da fondo anche su palle comode. Ashleigh avanza ancora sul 3-2. Continua il festival degli errori per Madison, poco serena e vittima della tattica ordinata e fantasiosa dell’avversaria. L’americana fa un piccolo passo in avanti sul 3-5 ma la Barty non si scompone al servizio e chiude l’incontro 6-1 6-3 in poco più di un’ora. ‘Ash’ continua a fare la storia del tennis femminile e australiano. Non solo raggiunge la sua terza finale in un Major, dopo quelle vinte a Parigi e a Wimbledon, ma come detto è anche la prima tennista australiana ad arrivare in fondo al torneo dopo Wendy Turnbull, nel 1980.

Finale N.21 in carriera per Barty (14 titoli), la seconda del 2022 (ha già vinto ad Adelaide); è inoltre la quattordicesima finale sul cemento (nove titoli). In caso di vittoria sabato 29 gennaio, vincerà il terzo Slam su tre superfici diverse.

È irreale. Sono così felice di essere in finale qui, un torneo che amo così tanto“, ha detto una raggiante Ashleigh al microfono di Jim Courier. “Oggi era umido, questo è il clima di Brisbane [battuta che ha scatenato un’ovazione del pubblico, ndr], ho cercato di mettere più palle in campo che potevo e cercavo di fare le cose giuste su ogni scambio. La mia avversaria? Mi piace vedere Madison di nuovo a questi livelli, è una ragazza che mi piace perché sorride sempre, ti guarda sempre negli occhi e ti dà una bella stetta di mano comunque vada il match“. Ashleigh Barty è la numero uno non solo con la racchetta, ma anche con le sue parole, sempre.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


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Australian Open, il programma di venerdì 28 gennaio: Berrettini-Nadal alle 4:30 italiane

Sveglia presto per la prima semifinale di un italiano a Melbourne. Medvedev-Tsitsipas alle 9:30

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

L’appuntamento è di quelli storici, ormai lo sappiamo: Matteo Berrettini si giocherà l’accesso alla finale dell’Australian Open 2022 contro Rafa Nadal, lo stesso avversario contro cui perse la sua prima semifinale Major a Flushing Meadows nel 2019. La partita è in programma alle 4:30 del mattino italiano, orario che in occasioni meno importanti potrebbe risultare proibitivo per gli spettatori azzurri – ma non stavolta, ne siamo sicuri.

Reduci da match durissimi contro Gael Monfils e Denis Shapovalov, rispettivamente, i due hanno avuto un giorno di riposo in più in virtù delle modifiche al calendario del torneo, con la prima semifinale maschile spostata dal giovedì sera al venerdì pomeriggio di Melbourne. Dovrebbero perciò essere al massimo della condizione, e potrebbero dare vita all’ennesimo grande match di queste due settimane.

La seconda semifinale sarà la rivincita di quella dello scorso anno fra Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, e si giocherà alle 9:30 italiane (al netto di eventuali maratone nella prima, ça va sans dire). Quella volta l’ellenico era reduce da una maratona con Nadal e non oppose grande resistenza, mentre domani la situazione sarà per certi versi ribaltata: Tsitsi ha vinto molto facilmente con Jannik Sinner, giocando di gran lunga il suo miglior match degli ultimi sei mesi, mentre Daniil ha patito per quasi cinque ore contro Felix Auger-Aliassime salvando anche un match point – vedremo se pagherà lo sforzo.

 

Riassumiamo qui per chiarezza:

  • Berrettini-Nadal, ore 4:30
  • Medvedev-Tsitsipas, ore 9:30

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

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