Australian Open: pioggia di ace su Carreno, Berrettini vola ai quarti

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Australian Open: pioggia di ace su Carreno, Berrettini vola ai quarti

Netta vittoria in tre set per l’italiano, corredata da 28 ace. Nella strada verso la semifinale lo attende Monflis

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Matteo Berrettini - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)
 

[7] M. Berrettini b. [19] P. Carreno Busta 7-5 7-6(4) 6-4

“The Hammer” colpisce ancora. Berrettini seppellisce di ace Carreno e si qualifica per la prima volta ai quarti di finale degli Australian Open, diventando il quarto italiano della storia a raggiungere questo traguardo dopo de Stefani, Pietrangeli e Caratti. Sarò la quinta apparizione per il romano in un quarto di finale slam, diventando il quarantottesimo uomo nell’era Open a raggiungere questo risultato. Un successo che vuol ripaga l’italiano dell’amaro in bocca derivante dal forfait nell’ottavo contro Tsitsipas, non giocato l’anno precedente per l’infortunio agli addominali.

Vittoria netta, 7-5 7-6 (4) 6-4, corredata da una prestazione sontuosa al servizio. Ventotto (28) ace, 77% di prime in campo e 87% di punti con la prima sono i numeri che parlano della supremazia dell’italiano, che ha concesso una sola palla break in tutto l’incontro allo spagnolo. Tra Berrettini e la semifinale degli Australian Open ora ci sarà il francese Gael Monfils (precedenti 2-0 in favore di Matteo), uscito vincitore dalla sfida col serbo Kecmanovic.

 

PRIMO SET – Partenza sprint per Carreno con due turni di servizio tenuti a zero, otto prime in campo e la continua ricerca del rovescio di Matteo quando si entra nello scambio . D’altro canto, Matteo si affida alla combinazione servizio – dritto per respingere l’arrembante inizio di un solido Carreno. Il primo punto di Matteo sul servizio dello spagnolo, tuttavia, è un bellissimo rovescio in allungo che atterra nei pressi della riga laterale.

Lo schema dello spagnolo rimane chiaro mandare fuori giri Matteo sul rovescio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Sotto 0-30 nel settimo game, lo spagnolo riesce a rimettere su il game spostando gli scambi sulla diagonale di rovescio ottenendo come risultato tre gratuiti di Matteo. Il match continua all’insegna dell’equilibrio, con Carreno poco spettacolare, ma solido al servizio e Berrettini che, servendo la prima ad una media di quasi 200 km/h, lascian pochi spiragli allo spagnolo.

Un rovescio fuori giri e due nastri avversi allo spagnolo regalano le prime palle break del match a favore di Berrettini. Carreno cerca il rovescio di Matteo per uscire dalla situazione, ma alla fine è un errore di dritto dallo spagnolo a regalare il break all’italiano. Lo spagnolo è duro da abbattere, non si fa intimorire dalla potenza del servizio e un evitabile errore di Berrettini offre una palla break allo spagnolo. Quale migliore occasione, se non un momento di difficoltà, per ricordare a tutti il motivo per cui è soprannominato “The Hammer”. Due ace e una combinazione servizio- dritto mettono sottochiave il primo parziale per Berrettini dopo 42 minuti.

Matteo Berrettini – Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

SECONDO SET- È un Carreno ancora stordito quello che rientra in campo. Il primo punto del match è un vincente di rovescio di Matteo, seguito da un passante delizioso di dritto sulla discesa a rete dello spagnolo. Lo spagnolo si trova subito a dover fronteggiare tre palle break. Nelle prime due è bravo lo spagnolo a comandare lo scambio; grida vendetta, invece, l’errore di rovescio di Matteo sulla terza occasione. Con coraggio lo spagnolo emerge dalla situazione di difficoltà portando a casa il game.

Qualche errore in più anche di dritto da parte di Matteo che, nel quinto game, fallisce l’opportunità di portarsi a palla break affondando a rete quello che sembrava essere un facile vincente di dritto. Berrettini, tuttavia, rimane ingiocabile sul servizio con due soli punti concessi allo spagnolo nei primi quattro turni di servizio. Emblematico, in tal senso, il sesto game durato poco più di un minuto.

La costante pressione di Matteo porta Carreno a commettere qualche errore in più e offrire un’altra palla break all’italiano, nel corso del nono game. Anche in questo caso lo spagnolo tira fuori il meglio di sé nel momento di difficoltà comandando lo scambio fino a far cedere l’italiano dalla parte del suo colpo migliore.

L’equilibrio porta i due contendenti dritti verso il tie-break. Matteo inizia mettendo a segno gli ace numero 19 e 20 dell’incontro. Il primo a sbagliare, concedendo il mini break, è Carreno con un dritto che finisce ampiamente lungo. Matteo si issa facilmente sul 6-3, spreca il primo set point a rete ma chiude con una solida prima che Carreno non riesce a mandare dall’altra parte della rete.

TERZO SET – L’inizio del terzo set segue lo stesso copione. Berrettini non lascia nessuno spiraglio sul suo servizio allo spagnolo mentre per Carreno diventa più faticoso chiudere col passare dei game, rischiando i colpi alla ricerca del vincente. Quarto game vinto dopo quattro parità, sesto game con l’ennesima palla break annullata da Carreno con un ottimo servizio. Consistente e preciso il romano, con la prima che una volta su due va alla ricerca della T, in particolare da sinistra al fine di sollecitare il dritto dello spagnolo, il colpo più debole dello spagnolo.

La luce di Carreno si spegne nel momento decisivo. Chiamato a servire per rimanere nel match, lo spagnolo si porta facilmente avanti 40-0 prima di commettere quattro gratuiti consecutivi che valgono il primo match point per l’italiano. La batteria di Carreno è esaurita e il suo dritto affondato a rete chiude la contesa dopo due ore e ventidue minuti di gioco.



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Djokovic-Australian Open, l’apertura di Craig Tiley: “Siamo sulla buona strada per avere tutti i migliori giocatori del mondo”

Il nuovo ministro dell’Immigrazione, Andrew Giles, dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al Novak Djokovic

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L’apertura su un possibile ritorno di Novak Djokovic a Melbourne nel 2023 arriva direttamente da Craig Tiley, CEO di Tennis Australia nonché direttore degli Australian Open: “Siamo sulla buona strada per cercare di avere tutti i migliori giocatori del mondo – si legge su The Age Fortunatamente oggi ci troviamo in una situazione sanitaria molto diversa da quella di qualche mese fa, con persone che si muovono liberamente nel mondo e con pochissime restrizioni. Questo è ciò che mi porta a dire e pensare che potremo contare su tutti i tennisti del circuito“.

Quel messaggio implicito “potremo contare su tutti i tennisti del circuito” fa pensare che con “tutti” sia compreso pure Novak Djokovic. Al serbo, come è noto, gli era stato revocato il visto per 3 anni a causa dell’obbligo vigente all’Australian Open 2022 del vaccino anti-Covid, e all’orizzonte niente faceva presagire un lieto fine. Poi l’apertura di Tiley ha riacceso qualche speranza. Il futuro di Nole ora è nelle mani di Andrew Giles, il nuovo ministro dell’Immigrazione, che dovrà decidere se revocare o meno la sanzione al serbo.

Intervistato in occasione dell’Open di Francia del maggio scorso a Djokovic era stato chiesto se fosse a conoscenza del cambio di governo in Australia. “Sì, ho sentito la notizia“, ​​ha detto il serbo. “Ma, voglio dire – ha aggiunto – non so ancora se il mio visto verrà ripristinato o se mi sarà permesso di tornare in Australia”. Una decisone verrà presa a breve, ma tutto fa presagire che il torneo potrà riaccogliere il suo nove volte campione.

 

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Visto ripristinato per Voracova, la doppista ceca espulsa assieme a Djokovic

Il suo caso è diverso da quello di Djokovic secondo il tribunale: “Non ci sono prove che Voracova non abbia rispettato le sue condizioni per il visto”

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L’enorme caos generato dall’arrivo di Novak Djokovic in Australia nel gennaio di quest’anno ebbe delle implicazioni non indifferenti nel mondo del tennis; e a venir risucchiata in quel vortice di eventi inaspettati (che hanno avuto come palcoscenico, uffici di avvocati e tribunali anziché campi da tennis) c’era anche Renata Voracova, doppista ceca attuale n.102. Lei era una delle persone (l’unica tennista oltre al serbo) ad aver ottenuto un’esenzione dal vaccino per entrare nel paese, e ora, come si legge su The Age, ci sono aggiornamenti sul suo caso.

L’ultimo aggiornamento su Voracova c’era stato nel momento del suo rimpatrio, e la 38enne non era affatto felice del mondo in cui era stata trattata. “Chiederò un risarcimento. Non mi sono sentita al sicuro finché non sono tornata a casa” disse alla stampa del suo paese nel mese di gennaio. Ora sono state prese delle decisioni ufficiali che a tutti gli effetti le riconoscono ragione, e separano il suo tipo di esenzione da quella rilasciata a Djokovic.

A Voracova era stato concesso l’ingresso in Australia grazie ad un’esenzione medica dalla vaccinazione COVID-19, uguale a quella concessa al numero 1 del mondo Djokovic, ma il tribunale ha ritenuto che il suo caso fosse notevolmente diverso. L’Administrative Appeals Tribunal of Australia ha ascoltato le prove secondo cui – dopo i negoziati tra gli avvocati di Voracova e le forze di controllo del confine australiano – le è stato concesso un visto transitorio che le ha permesso di lasciare l’Australia in quanto non cittadina. Non c’erano prove che la signora Voracova non avesse rispettato le sue condizioni per il visto“, ha affermato Jan Redfern, vicepresidente del tribunale e capo della divisione migrazione e rifugiati.

 

“Aveva seguito tutte le regole pertinenti e c’erano prove che si fosse basata sulle dichiarazioni fattele da Tennis Australia e dal Dipartimento della Salute dello Stato di Victoria in merito alla sua esenzione medica. Accetto l’argomentazione secondo cui non esisteva alcuna legge che impedisse alla sig.ra Voracova di entrare in Australia nel momento rilevante anche se non era vaccinata. Ha risposto in modo veritiero alla dichiarazione di viaggio e aveva prove mediche convincenti a sostegno della sua esenzione, essendo le prove fornite dal suo medico di base sulla sua vulnerabilità alla trombosi. In particolare, la signora Voracova non aveva bisogno di fare affidamento sul fatto di aver precedentemente contratto il COVID-19 come controindicazione medica alla vaccinazione perché aveva una base medica per ritardare la vaccinazione”.

Dunque la differenza col caso-Djokovic sta tutta qui: la doppista ceca aveva motivazioni mediche legate alla sua salute che le permettevano di non farsi vaccinare. “Rilevo inoltre, per completezza, che il caso della sig.ra Voracova può essere distinto dal [caso] Djokovic perché il suo visto non è stato annullato per ‘ordine pubblico’, né le circostanze del suo caso si prestano a tale conclusione” ha precisato Jan Redfern. “Come già notato, la sig.ra Voracova non è contraria alla vaccinazione e, a differenza del caso Djokovic in cui il ministro ha scoperto che c’erano prove che il sig. Djokovic avesse mostrato un disprezzo per i protocolli di auto-isolamento, non ci sono prove del genere in questo caso”.

Djokovic venne espulso alla vigilia del torneo dopo essere stato inizialmente autorizzato a entrare nel paese. Voracova invece lasciò il paese prima ma comunque non è tornata in campo fino ai primi di marzo per il WTA 125 di Marbella, Spagna. I suoi avvocati hanno fatto sapere che a febbraio aveva provato a disputare un torneo in Russia (St Petersburg Ladies Tournament) ma le era stato negato il visto, e anche per questo si sono voluti accelerare i tempi nella soluzione del suo caso. Il ban di tre anni sul suolo australiano dunque per Voracova è stato revocato, e al momento tutto sembra essersi risolto per il meglio per lei. L’unico aspetto su cui si può tornare a lavorare dunque è il tennis, dato che al momento Voracova conta 9 sconfitte negli 10 ultimi incontri, con ben sei compagne di doppio diverse.

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ATP

Tiley (direttore Australian Open) accarezza Djokovic: “Per me qui è sempre il benvenuto”

Il numero uno dello Slam Down Under a Sportklub: “Non dipende da me se lui può giocare o no il nostro torneo”

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Launch of AO18 Craig Tiley

Il successo di Novak Djokovic a Wimbledon è accompagnato, oltre che dalle giuste celebrazioni per il 21° Slam di questo campione – a Belgrado è stato accolto come un eroe in una festa in piazza appositamente organizzata – anche da qualche dubbio sul futuro. Novak, infatti, potrebbe dover aspettare il prossimo Roland Garros per giocare il prossimo Slam. Salvo sorprese non giocherà lo US Open (“Speriamo Biden cambi idea…”, ha detto il suo coach Ivanisevic) e poi, gettando lo sguardo al 2023, ci sarà il tema relativo all’Australian Open, torneo che – come noto – quest’anno Djokovic non ha potuto giocare, essendo protagonista di un caso che ha fatto il giro del mondo a causa della sua riluttanza a vaccinarsi.

Intanto, dall’Australia arriva una carezza a distanza per Nole. È quella del direttore dell’Australian Open, Craig Tiley, che ai microfoni del media serbo Sportklub ha affermato: “Chiaramente non spetta a me decidere se può giocare agli Australian Open, ma Novak è sempre il benvenuto. Sa che a molte persone in Australia piace vederlo giocare.  Sta ad altri prendere una decisione, ma c’è ancora molto tempo prima degli Australian Open del prossimo anno”. Da sempre è noto il rapporto che lega Tiley a Djokovic, consolidato negli anni e cementato dai nove titoli vinti dall’ex numero uno del mondo a Melbourne. In Australia in primavera è cambiato il governo federale, guidato ora dal primo ministro laburista Anthony Albanese, e alcune restrizioni contro il Covid sono venute meno, ma oggi è ovviamente complicato fare previsioni su quello che accadrà a dicembre/gennaio.

Intanto, Tiley non può che complimentarsi con Djokovic. “Penso che ora tutti dovrebbero godersi la sua vittoria a Wimbledon.  Novak ha giocato in modo eccezionale e ha assolutamente meritato di vincere. Sono felice per lui e la sua squadra.  È stato un anno difficile, ma è praticamente invincibile sul Centrale di Wimbledon. Mi sono congratulato con loro per due settimane incredibili”.

 

La classifica ATP aggiornata è disponibile al seguente link, che porta alla sezione “Sotto Rete” del sito web di Intesa Sanpaolo, main sponsor della manifestazione e partner di Ubitennis.

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