Australian Open, Il monologo di Medvedev: "Il bambino ha smesso di sognare"

Australian Open

Australian Open, Il monologo di Medvedev: “Il bambino ha smesso di sognare”

Prima di rispondere alle domande dei giornalisti, Daniil Medvedev ha pronunciato un lungo discorso

Pubblicato

il

Daniil Medvedev - Australian Open 2022 (foto Twitter @Australian Open)
 

Daniil Medvedev è atipico in campo, ma lo è altrettanto (se non di più) fuori. Uno di quei giocatori che i giornalisti amano intervistare perché prende sempre sul serio le domande, rinunciando alle formule di rito preconfezionate e ponderando bene ogni risposta. Stavolta il russo ha preso un po’ in contropiede i rappresentanti delle varie testate, aprendo la propria conferenza stampa di fine torneo con un lungo e un po’ criptico monologo. Le parole di Medvedev trasudavano delusione, ma non tanto per la rocambolesca finale persa, quanto piuttosto per le sue aspettative deluse. La frase simbolo del discorso è stata “il bambino ha smesso di sognare“. Secca, lapidaria, triste. Tutto quello che il piccolo Daniil sognava da piccolo, vale a dire giocare contro i migliori giocatori negli stadi più importanti del mondo, non sembra avere lo stesso sapore che si era immaginato.

Sarà una conferenza stampa un po’ diversa perché inizierò con un discorso, non so se corto o lungo. Proverò a mantenerlo breve. Questa è la storia di un ragazzino che sognava grandi cose nel tennis. Quando ho preso in mano una racchetta avevo sei anni: passa veloce il tempo. A 12 anni, mi allenavo, giocavo alcuni tornei in Russia e ovviamente guardavo gli Slam in TV, le grandi star che giocavano, i fan che li supportavano. Sognavo di essere lì.

Ho iniziato a giocare alcuni tornei in Europa. Ricordo di aver fatto finale ai Giochi Olimpici giovanili ed è stato bello. Avevamo come un campo centrale, in Turchia: c’erano forse mille, duemila persone. È stato davvero fantastico essere lì. Quelli sono i momenti in cui sogni stadi più grandi. La parte migliore di giocare da junior è partecipare agli Slam, perché è lì che vedi i professionisti. Allo US Open mangi nello stesso ristorante con loro. Ci sono persone che vengono e ti supportano anche se probabilmente non sanno esattamente chi sei. Quello è il momento in cui dici ‘Wow, voglio essere lì negli Slam a giocare contro i migliori del mondo’. Ricordo che quando sono andato agli US Open, ho visto passare John Isner e ho pensato che fosse più grande di quanto non sembrasse dalla televisione.

 

Poi molti Futures e molti Challenger, cominci a scalare la classifica e a giocare nei tornei maggiori. Ci sono stati alcuni momenti della mia carriera nei quali ho pensato se questo ragazzo dovesse continuare a sognare queste grandi cose oppure no. Ne ricordo uno. Ho perso due partite davvero dure al Roland Garros. Parlo francese, tra i miei coetanei ero tra i primi cinque e in particolare sentivo di far parte di una generazione interessante, come potete vedere adesso ne sono usciti un sacco di top 10. Ricordo di aver perso contro Benjamin Bonzi, che è tra i primi cento adesso e c’era, se non sbaglio, un solo giornalista russo in sala. Mi sono chiesto ‘davvero? È uno Slam’. Ero vicino giovane e vicino alla top 50, perciò pensavo fosse sorprendente. Io e il giornalista russo abbiamo parlato per cinque minuti. Mi piace parlare con i giornalisti.

Ricordo una dura sconfitta contro Pierre-Hugues Herbert. Ero in vantaggio di due set. Lui ha giocato benissimo e mi piace questo genere di partite: per questo mi piace il tennis. Ero sul punto di entrare in top 10 e ancora una volta, tra i miei coetanei, pensavo di essere tra i primi tre, probabilmente dietro a Zverev e Dominic (Thiem, ndr), anche se è un po’ più vecchio. Sono venuto in conferenza stampa, ero un po’ frustrato per i tifosi e tutto. Volevo fare una cosa breve, rispondere in due parole e andarmene. C’era un solo giornalista, penso che fosse italiano, mi ha chiesto qualcosa e ho risposto due parole. Nessun altra domanda. C’erano dei russi, che mi hanno chiesto altre cose. Ancora una volta, un bambino si chiedeva se dovesse continuare a sognare in grande.

Ho parlato dei giornalisti, ma in realtà mi piace molto parlare con voi ragazzi, penso che si veda. Non è esattamente questo il punto. Parlo solo di pochi momenti in cui il bambino ha smesso di sognare, e oggi era uno di quelli. Non ho intenzione di dire esattamente perché.

D’ora in poi giocherò per me stesso, per la mia famiglia, per provvedere alla mia famiglia, per le persone che si fidano di me e ovviamente per tutti i russi, perché sento sempre il loro sostegno. Se ci sarà un torneo sul cemento a Mosca, prima del Roland Garros o di Wimbledon, ci andrò anche se dovessi rinunciare a Wimbledon, al Roland Garros o ad altro. Il bambino smesso di sognare. Il bambino giocherà per se stesso. Questo è tutto. Questa è la mia storia. Grazie per l’ascolto, ragazzi.”

Il russo si è rifiutato di rispondere a domande riguardanti questo suo sfogo, ma è apparso chiaro che molta frustrazione fosse dovuta all’atteggiamento del pubblico. “Vi faccio un esempio. Prima che Rafa servisse nel quinto set c’era qualcuno che gridava “Forza Daniil” e mille persone lo hanno zittito. Prima che servissi io non l’ho sentito: è fastidioso e irrispettoso. Non sono sicuro che continuerò a giocare dopo i trent’anni“.

Daniil non ha comunque mancato di fare i complimenti a Nadal per la fantastica performance, dicendosi pronto a ricominciare: “Rafa è stato irreale. Mi ha sorpreso come abbia giocato anche dopo quattro ore. Non ha giocato per sei mesi e mi ha detto che non si è potuto allenare moltissimo. Davvero irreale. Tennisticamente parlando, non ho molti rimpianti. Continuerò ha fare del mio meglio e anzi, lavorerò ancora più duramente per tentare di vincere uno di questi grandi tornei un giorno.”

Continua a leggere
Commenti

Australian Open

Gaël Monfils salta l’Australian Open: “Punto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024”

Il francese si affida al ranking protetto: “Il 2023 sarà fondamentale per me, un anno di transizione”

Pubblicato

il

L’annuncio in un’intervista, insieme a sua moglie Elina Svitolina, al canale televisivo d’Oltralpe Canal+ Sport. Gaël Monfils non parteciperà all’Australian Open 2023 saltando, di fatto, il quarto slam di fila, dopo il forfait al Roland Garros, Wimbledon e US Open 2022 a causa di un complicato infortunio al tendine d’Achille. La scelta è dovuta principalmente al regolamento che permette ai tennisti di beneficiare della classifica protetta dopo un certo periodo lontano dai campi.

L’anno scorso, proprio in Australia, ad Adelaide, il 35enne parigino ha vinto il suo undicesimo titolo (Monfils ha disputato altre 22 finali in carriera ed è stato n. 6 del mondo) e ha raggiunto i quarti di finale nel primo slam dell’anno. Gaël non aveva concesso neanche un set prima di cedere a Matteo Berrettini in una battaglia di cinque set.

Esiste questa regola del ranking protetto che permette di congelare la classifica se non vengono disputate le gare per un certo numero di mesi. Non giocando in Australia, avrò completato il periodo di sei mesi di stop e questa è la mia decisione” ha confermato Gaël a Canal+. “Per me il 2023 sarà un anno molto importante, un anno di transizione, tra l’infortunio e il ritorno alla competizione per tentare di qualificarmi alle Olimpiadi di Parigi 2024. Sarebbero i miei ultimi Giochi e non vorrei perdermeli, e poi forse l’anno dopo sarebbe la mia ultima stagione. Dico sempre che vorrei continuare a giocare fino a 40 anni ma, in realtà, più passo il tempo con mia figlia (la piccola Skaï, nata lo scorso 16 ottobre, ndr), più mi dico che smetterò un po’ prima (ride)”.

 

Continua a leggere

Australian Open

Shelton e McNally vincono la Wild Card Challenge per l’Australian Open 2023

Se entrambi saranno qualificati per il tabellone principale, l’invito sarà assegnato a chi li segue nelle rispettive classifiche dell’Australian Open Wild Card Challenge

Pubblicato

il

Ben Shelton - Cincinnati 2022 (foto Twitter @atptour)

Le classifiche finali dell’Australian Open Wild Card Challenge maschile e femminile hanno decretato vincitori Ben Shelton e Caty McNally. Entrambi hanno conquistato la wild card per partecipare al primo Slam dell’anno secondo gli accordi che ci sono tra la federazione tennis australiana e quella statunitense. Se i due tennisti statunitensi dovessero ottenere l’accesso diretto al tabellone principale dell’edizione 2023 dell’Australian Open (cosa alquanto probabile dato che sono rispettivamente numero 97 e 94 del mondo), le wild card verranno assegnate a chi li segue nella classifica generale di questo avvincente e particolare “Challenge”.

Per l’ottavo anno di fila, la USTA e l’Australian Open hanno trovato un accordo finalizzato al reciproco scambio di wild card per il tabellone principale degli Australian Open e degli US Open 2023. L’Australian Open Wild Card Challange riguarda i punti conquistati dai tennisti dell’USTA in tre tornei disputati dal 24 ottobre al 14 novembre per gli uomini, fino al 24 ottobre e per cinque settimane per le donne.

Inseriti nel Challenge maschile, tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello M25 e superiore, inclusi gli eventi ATP e Challenger. In quello femminile invece sono inclusi stati tutti gli eventi indoor e outdoor su campi in cemento a livello W25 e superiore. I destinatari di wild card dovranno ovviamente seguire tutti i protocolli dell’Australian Open in relazione alla quarantena o alla vaccinazione.

 

L’Australian Open comincerà il 16 gennaio per terminare domenica 29: Rafa Nadal dovrà difendere il torneo maschile, mentre in ambito femminile si cercherà colei che succederà ad Ashleigh Barty.

Di seguito sono riportati il ​​totale dei punti di ogni giocatore e la classifica attuale (tra parentesi):

Uomini

1. Ben Shelton (n. 97) — 240

2. Chris Eubanks (n. 124) — 130

3. Tennys Sandgren (n. 272) — 107

4. Michael Mmoh (n. 110) — 87

Donne

1. Caty McNally (n. 94) — 189

2. Madison Brengle (n. 59) — 161

3. Taylor Townsend (n. 131) — 130

4. Alycia Parks (n. 150) — 126

Continua a leggere

Australian Open

Craig Tiley tranquillizza Djokovic sui tifosi australiani: “Il nostro è un pubblico equo. Celebriamo il successo”

I prossimi Open australiani torneranno ad ospitare Novak Djokovic dopo che il campione serbo ha ricevuto un visto temporaneo

Pubblicato

il

Il Ceo di Tennis Australia, Craig Tiley, ha lanciato un appello a tutti gli appassionati di tennis australiani esortandoli a trattare in modo equo Novak Djokovic quando tornerà a Melbourne a gennaio per la prima volta dal respingimento alla frontiera, con tanto di deportazione, andato in scena nel 2022.

Il Dipartimento degli affari interni ha confermato la scorsa settimana che Djokovic ha ricevuto un visto temporaneo, il che significa che parteciperà agli Australian Open del 2023, dopo essere stato detenuto ed espulso lo scorso gennaio a causa della sua posizione di vaccinazione. Fino allo sviluppo della scorsa settimana, c’era il rischio che il 21 volte campione del Grande Slam venisse bandito dall’Australia per tre anni a causa di quegli eventi. Djokovic cercherà di vincere il decimo titolo di singolare maschile degli Australian Open.

Il sei volte vincitore delle ATP Finals – eguagliato Roger Federer – non si ritiene preoccupato dell’accoglienza; e nemmeno Tiley, che a The Age spiega: “Ho molta fiducia nel pubblico sportivo australiano e nel nostro pubblico: siamo un pubblico molto equo. Celebriamo il successo e lo ricompensiamo“. L’amministratore ha poi aggiunto: “Certo, sosteniamo gli australiani e vogliamo che gli australiani facciano bene. Penso che il pubblico si divertirà a venire agli Australian Open e penso che accoglieranno tutti i giocatori in modo equo”.

 

Su Djokovic, Tiley aggiunge: “Se si guarda a come ha giocato di recente, si può dire sia il miglior giocatore del mondo. In Australia ha sempre mostrato il suo miglior tennis e sicuramente arriverà con la grande voglia di dimostrare di non essere inferiore alle più giovani stelle”.

Quando si guarda alle spalle, Tiley specifica: “Siamo orgogliosi di come abbiamo gestito le cose. Nel 2021 e nel 2022 abbiamo messo in piedi il primo grande evento tennistico dell’anno in condizioni difficilissime per via del Covid, anche grazie al supporto dello stato del Victoria. Tante cose sono successe intorno a quegli eventi, ma è comprensibile, era una situazione che non avevamo mai sperimentato prima”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement