Decisione ITF: Russia e Bielorussia vengono escluse dalle competizioni a squadre. ATP e WTA consentono agli atleti l'attività individuale

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Decisione ITF: Russia e Bielorussia vengono escluse dalle competizioni a squadre. ATP e WTA consentono agli atleti l’attività individuale

Cancellato anche il torneo combinato a Mosca. Per il momento, i giocatori russi e bielorussi potranno giocare ma non difenderanno le rispettive bandiere

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Dopo le diverse decisioni prese dal mondo dello sport in questi, anche il tennis si unisce alla ferma condanna dell’attacco in Ucraina di Vladimir Putin. È ufficiale, infatti, la decisione dell’ITF di sospendere Russia e Bielorussia da tutte le competizioni a squadre. Questa sanzione va ad aggiungersi alla già stabilita cancellazione di tutti i tornei ITF previsti nei paesi sopracitati. Di seguito il comunicato dell’ITF:

“La International Tennis Federation (ITF) condanna l’invasione russa in Ucraina e la sua facilitazione da parte della Bielorussia. Oltre alla cancellazione di tutti gli eventi ITF previsti in questi paesi, l’ITF annuncia l’immediata sospensione della Federazione Tennis russa (RTF) e della Federazione Tennis bielorussa (BTF) dall’iscrizione all’ITF e dalla partecipazione a tutte le competizioni internazionali a squadre fino a nuovo avviso.

L’ITF rimane in stretto contatto con la Federazione tennis ucraina e si unisce alla solidarietà verso il popolo ucraino”.

 

Per la Russia, in particolar modo, la decisione dell’esclusione è una colpo durissimo, dato che la RTF è detentrice sia della Coppa Davis che della Billie Jean King Cup. In ogni caso, se la situazione dovesse risolversi entro settembre, i russi potrebbero rientrare in gara per disputare i gironi di entrambe le competizioni.

La Bielorussia maschile, invece, non potrà giocare contro il Messico nella sfida di World Group I in programma il prossimo weekend. Allo stesso modo, la selezione femminile sarà impossibilitata a partecipare alle qualificazioni per le finali di Billie Jean King Cup, che si sarebbero dovute disputare sul campo neutro di Antalya contro il Belgio.

Al comunicato precedente si è aggiunto anche una nota ufficiale congiunta da parte di tutte le organizzazioni che governano il tennis:

“Un profondo senso di angoscia, shock e tristezza è stato avvertito in tutta la comunità del tennis in seguito all’invasione russa in Ucraina durante la scorsa settimana. I nostri pensieri vanno al popolo ucraino e ci schieriamo con i tanti tennisti che si sono espressi e hanno preso provvedimenti contro questo inaccettabile atto di aggressione. Facciamo eco ai loro appelli affinché la violenza finisca e ritorni la pace.

La sicurezza della comunità del tennis è la nostra priorità collettiva più immediata. L’attenzione di WTA e ATP in particolare negli ultimi giorni è stata rivolta ad attuali ed ex giocatori, oltre che verso altri membri della comunità tennistica provenienti dall’Ucraina e dai paesi limitrofi, per verificare la loro sicurezza e offrire qualsiasi assistenza.

Gli organi direttivi internazionali del tennis sono uniti nella condanna delle azioni della Russia e, di conseguenza, concordano con le seguenti decisioni e azioni:

  • WTA e ATP hanno deciso di sospendere l’evento combinato WTA/ATP in programma questo ottobre a Mosca
  • L’ITF ha preso la decisione di sospendere l’iscrizione delle Federazioni russa e bielorussa di Tennis, ritirando le loro iscrizioni da tutte le competizioni internazionali a squadre ITF fino a nuovo avviso. Questa azione segue la cancellazione di tutti i tornei ITF in Russia e Bielorussia a tempo indeterminato.
  • Per il momento, i giocatori di Russia e Bielorussia continueranno ad avere il permesso di competere negli eventi internazionali di tennis nei rispettivi Tour e Grandi Slam. Tuttavia, non competeranno sotto il nome o la bandiera della Russia o della Bielorussia fino a nuovo avviso

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

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Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

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Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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