WTA Indian Wells: avanti Kvitova e Azarenka, brivido per Fernandez

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WTA Indian Wells: avanti Kvitova e Azarenka, brivido per Fernandez

Anisimova non sfrutta 4 match point contro Fernandez e lascia il campo in lacrime. Messaggio di pace di Azarenka

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Leylah Fernandez - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)
 

La due volte campionessa di questo torneo, e finalista della passata edizione, Victoria Azarenka esordisce con una vittoria quest’anno al BNP Paribas Open, sconfiggendo la lucky loser australiana Astra Sharma 6-3, 7-5 nel secondo turno. Testa di serie n.13, Azarenka affronterà ora la testa di serie n.17 Elena Rybakina la quale a sua volta, ad inizio di giornata aveva battuto Alison Van Uytvack, 6-1 7-5. “Penso non sia facile iniziare il torneo contro avversarie che magari hanno già un paio di match alle spalle qui. Credo di aver giocato bene nei momenti importanti, però ci sono stati degli alti e bassi in alcune game in cui sentivo di poter essere un po’ più deciso. Ma non ci gioco da un po’ quindi ritrovare il ritmo della partita” ha commentato la bielorussa, appena al suo quarto match dopo l’Australian Open e che si era ritirata a Doha per un problema all’anca sinistra.

VIKA FOR PEACE – Tenendo poi conto delle recenti esternazioni della tennista ucraina Kostyuk contro i colleghi russi, era inevitabile che anche alla giocatrice bielorussa venisse chiesto un commento sulla guerra russo-ucraina. “Appena è iniziata questa situazione ho contattato le tenniste ucraine. So che qualunque cosa io dica può essere distorta in molti modi diversi. Le persone avranno la propria agenda su come voler affrontare la situazione, ma una cosa che manca in questo mondo è la compassione reciproca e l’empatia. È qualcosa che sento di poter offrire alle persone. Spero che altri inizino a implementare qualcosa del genere perché siamo tutti esseri umani. Questa è la cosa più importante, prendersi cura l’uno dell’altro e aiutarsi a vicenda. Di questo si tratta la vita. So che è un desiderio fantasioso, forse in momenti come questo. Ma penso che le fondamenta cardini dell’umanità non dovrebbero essere perse in nessun conflitto. Penso che la violenza non sia mai giustificata in ogni caso. Non sarà mai nei miei occhi. Spero che la compassione, l’empatia, sia qualcosa che possiamo coltivare di più per evitare che accadano situazioni e conflitti nel mondo.”

Parlando poi delle condizioni sui campi di Indian Wells ha detto: “È un po’ diverso da quando abbiamo giocato in ottobre, devo ammettere. Mi sento come se la palla si muovesse in aria abbastanza velocemente, in contrasto con i campi che sono piuttosto lenti e dal grande rimbalzo; penso davvero che bisogni adattarsi bene anno dopo anno perché devi essere paziente con te stesso qui. Forse ci saranno degli errori insoliti che non si verificano in condizioni diverse. Penso che si tratti di adattamento. Per me personalmente non è mai fantastico la prima volta. Quindi vedremo come andrà quest’anno”.

 

RISCHIO PER KVITOVA E FERNANDEZ – In apertura di programma è arrivata la vittoria della testa di serie n. 27 Petra Kvitova che ha battuto la bielorussa Aliaksandra Sasnovich per 6-7(4) 6-4 6-4 in due ore e mezza. Prestazione altalenante della ceca al servizio che ha messo a segno 8 ace a fronte di 12 doppi falli; quando il momento si è fatto topico però non ha tremato e nel terzo set (concedendo e annullando solo una palla break) non ha rischiato e si è fatta bastare un break in apertura. Ha rischiato eccome invece la canadese mancina Leylah Fernandez contro la statunitense Amanda Anisimova. Quest’ultima dopo aver vinto il primo set 6-2, non ha sfruttato quattro match point, il primo in risposta sul 5-3 e i restanti tre al servizio il game successivo. La n. 43 del mondo, incapace di chiudere il match e visibilmente sconvolta da quanto le stava accadendo, ha iniziato a non centrare più il campo e sbagliare ad ogni colpo. Il secondo set si è poi deciso al tie-break dominato 7-0 dalla recente vincitrice del torneo di Monterrey.

A questo punto Anisimova è comprensibilmente scoppiata in lacrime (ancora una volta a rimarcare sotto quanta pressione giochino questi tennisti), e ha informato la giudice di sedia che non aveva intenzione di continuare l’incontro. Questa ha cercato di convincerla a restare almeno fino all’arrivo del dottore ma non c’è stato nulla da fare. Brevi attimi di confusione sono seguiti e, mentre Amanda abbandonava il campo in fretta e furia, la giudice di sedia parlava alla radio: Amanda vuole ritirarsi, dice che è davvero malata, per favore venite in campo il prima possibile“. L’arbitro si è poi rivolto a Fernandez per dire: “Ok Leylah, è finita”. Fernandez, testa di serie numero 18, ha detto alla fine della partita: “Quando mi ha detto che era malata, la prima cosa che mi è venuta in mente è che spero che si senta meglio e che potremmo avere un’altra partita come questa”. Perché in effetti finché è durata, lo spettacolo c’è stato eccome.

Il tabellone femminile aggiornato con tutti i risultati

Il tabellone maschile completo di Indian Wells 20

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Australian Open

Marijana Kovacevic, da lei il sollievo muscolare di Djokovic?

Volto nuovo nel box del serbo in questo Australian Open: una fisioterapista che tra i suoi pazienti ha avuto anche Cristiano Ronaldo e la nazionale ghanese

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Novak Djokovic - Australian Open 2023 (foto: twitter @ausopen)

La scalata di Novak Djokovic al decimo Australian Open ha paradossalmente visto il campione serbo affrontare qualche difficoltà in più nei primi turni, dovute soprattutto alle incerte condizioni fisiche. In particolare, il tendine del ginocchio gli ha creato preoccupazione in merito addirittura alla possibilità di non portare a termine il torneo. Le condizioni dell’asso serbo sono progressivamente migliorate e sul campo non ha mai mostrato alcun imbarazzo a partire dal match di terzo turno con Grigor Dimitrov, per arrivare fino alla finale con Tsitsipas nel pieno delle sue possibilità atletiche.

Nelle ultime fasi del torneo Novak è stato raggiunto da Marijana Kovacevic, dottoressa fisioterapista anch’essa di Belgrado. Per lei, Djokovic ha avuto parole di ringraziamento e di elogio: “Non entro in dettagli particolari” – ha detto il campione – “ma sono molto grato a Marijana. Mi sono affidato a quanti più esperti possibile qui a Melbourne. Lei è volata fin qua per aiutarmi, e ho sentito i benefici del suo intervento”.

Tra gli altri, Kovacevic ha avuto in cura niente di meno che Cristiano Ronaldo nel 2016, per l’infortunio durante gli Europei, ma anche giocatori come Alexis Sanchez e Robin Van Persie. L’ex calciatore israeliano Yossi Benaioun, ai tempi della sua militanza nel Liverpool (2007-2010) fu curato dalla dottoressa Kovacevic, e ricorda come la cura si sostanziasse in “massaggi con una sostanza che lei indicava come fluido proveniente da placenta umana. Nessuna iniezione, nessun rischio di doping”.

 

Lo stesso Benayoun ricorda di come poté nel 2009 accorciare un infortunio con tempi di recupero fissati in cinque settimane a soli quindici giorni, riuscendo a essere subito protagonista in campo. Sul sito Ghana Guardian si parla di come abbia collaborato con la nazionale di calcio del Ghana ai tempi della presidenza della Federazione Ghana Calcio di Nwesi Nyantaky, dal 2005 al 2018. Inoltre, ha fatto parte della spedizione della nazionale della Serbia ai mondiali del 2010.

Danilo Gori

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Alcune cose su Djokovic che potrebbero esservi sfuggite

Curiosità note e meno note sul fresco vincitore dell’Australian Open: Novak Djokovic

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Novak Djokovic si apre come un libro in tantissime lingue, imperversa nelle conferenze stampa e quindi sappiamo tutto sul nuovo (si fa per dire) numero 1 del mondo. Qui segnaliamo alcune curiosità, alcune conusciute, altre meno; amenità ma anche cose serie, sul vincitore dell’ultimo Australian Open.

1. Il cambio di alimentazione: Novak, dopo essersi reso conto di non riuscire a rendere come avrebbe voluto sul campo, ha deciso di evitare i prodotti contenenti glutine. Il cambio di alimentazione gli permise di reagire al meglio al problema e lo portò alla svolta del 2011, che lo vide vincere tre Slam e perdere solo in semifinale da Federer a Parigi. Con la moglie Jelena – come da noi riportato nell’aprile del 2016 – ha trasferito la sua passione per la cucina come supporto primario ad una vita sana nel ristorante “Eqvita”, situato nel Principato di Monaco.

2. L’infanzia difficile, Djokovic bambino ha conosciuto la guerra: ha dovuto fare la coda per ricevere del cibo, e ha giocato su campi martoriati dai bombardamenti. “Cose come queste ti fanno crescere più forte” ha dichiarato in merito.

 

3. Il recordman di Melbourne gradisce molto poco le altitudini; all’aereo preferisce il pavimento di casa! Per fortuna del tennis ha reagito alla ritrosia ai grandi spostamenti in maniera differente rispetto al calciatore olandese Dennis Bergkamp, che ha preferito sempre organizzarsi via terra.

4. Rimanendo sul terreno calcistico, Nole ama lo sport più bello del mondo (almeno così lo definiscono i suoi appassionati); simpatizza per il Milan ed è amico di Zlatan Ibrahimovic, totem rossonero e icona sportiva mondiale. I due hanno in comune un rapporto speciale con il nostro paese, e lo svedese lo ha supportato pubblicamente ai tempi della scelta di non vaccinarsi.

5. Appare in una scena tagliata del film “Mercenari 2”, in cui combatte dei nemici con una racchetta. In questo caso però meglio di lui ha fatto il sessantanovenne ex collega Vijay Amritraj, che nel 1983 è apparso in diverse scene del film di 007 “Octopussy”; in una in particolare si difende con una racchetta, ma di legno, e appassiona gli astanti del mercato indiano di Udaipur con i suoi movimenti elegantissimi.

6. A diciotto anni, fresco di qualificazione allo Slam francese e di un primo turno passato in tre set con Robby Ginepri, Nole è costretto al ritiro sul punteggio di un set pari contro il numero otto del seeding Guillermo Coria. Inoltre, l’anno successivo sviene durante il torneo di Umag. Da allora ha preso la decisione di iniziare una terapia per tenere sotto controllo il problema: pare sia allergico all’argilla, così almeno riporta su Twitter “Histoporte”.

Se fosse vero, sembra quindi che la ragione dei soli due successi sul rosso di Parigi non sia minimamente da imputare alla presenza di Rafa Nadal ogni anno, ma alla fastidiosa reazione allergica alla superficie lenta per antonomasia. A questo punto bisognerebbe verificare una analoga sensibilità di Rafa, solo due miseri successi, ai prati, all’ambrosia e in generale alla flora che attecchisce nei dintorni di Church Road. Altro che Roger o Novak…

Danilo Gori

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ATP

Challenger: Goffin vince a Ottignies, Barrere a Quimper, Coria a Concepcion

Il belga torna al successo nel Challenger di casa mentre gli italiani deludono e Benoit Paire sembra sempre più avvitato nella sua spirale di negatività

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David Goffin, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Trevor Collens

Al Challenger 125 di Ottignies (Belgio, cemento indoor) finale di rango tra la prima testa di serie, il belga David Goffin (n.41 ATP) e lo svedese Mikael Ymer (n.69 ATP) che hanno giocato davanti ad un foltissimo pubblico, davvero inusuale a questi livelli. Ha vinto il primo in maniera fin troppo netta per 6-4 6-1 e per lui è l’ottavo successo Challenger, circuito in cui non vinceva dal lontano 2014, avendo nel frattempo frequentato ben altri palcoscenici. Il 32enne ex n.7 ATP continua così, dopo un paio di anni di buio, la sua rincorsa ai bei tempi andati. Tempi che difficilmente torneranno ma comunque vederlo giocare è sempre un piacere e poi può sempre capitare che tiri fuori dal cilindro un bel coniglio come successe lo scorso luglio sui prati di Wimbledon con quegli inaspettati quarti di finale. Per lo svedese nuovo best alla posizione n.60 ATP.

Nell’altro Challenger 125 che si giocava a Quimper (Bretagna, cemento indoor) finale tra due francesi, forse non i più attesi: Gregoire Barrere e Arthur Fils. Il vecchio contro il nuovo, volendo fare una sommaria sintesi giornalistica. Ed è il vecchio a prevalere in maniera molto netta col punteggio di 6-1 6-4. Il 28enne Barrere (n.83 ATP e seconda testa di serie del torneo) conferma così di essere in chiara ripresa dopo che il 2022 non gli aveva regalato molte gioie, se non in autunno con le due vittorie di Orleans e Brest. Un po’ di delusione invece per Arthur Fils, di 10 anni più giovane, che sembrava navigare col vento in poppa sulle ali della recentissima vittoria al Challenger di Oeiras 2 che l’aveva proiettato in top 200. Per il vincitore è il sesto successo Challenger e il nuovo best ranking alla posizione n.76 ATP, ottavo miglior giocatore francese. Nuovo best anche per Fils che sale al n.164. Comunque, nonostante la partita abbia regalato poche emozioni, è stata la miglior finale possibile, persi prematuramente per strada gli italiani, ed eliminato a sorpresa Luca Van Assche che, dopo aver battuto il nostro Nardi, è inciampato nel connazionale Geoffrey Blancaneaux. Tra quelli che si sono persi per strada una citazione la merita di diritto Benoit Paire, il disperso per antonomasia, che all’esordio ha raggranellato solo cinque giochi contro l’ucraino Illya Marchenko e sembra ben avviato al quarto anno consecutivo di saldo negativo vittorie/sconfitte.

Si giocava anche in Cile a Concepcion (Challenger 100, terra battuta outdoor) dove in finale sono arrivati Federico Coria (n.76 ATP) e il kazako Timofey Skatov (n.144 ATP). E nemmeno in questo caso l’ultimo atto ha dispensato grandi emozioni. Facile infatti la vittoria dell’argentino che porta a casa il titolo 6-4 6-3 in poco meno di due ore di gioco. E non c’è bisogno che vi spieghi perché sono servite quasi due ore per definire un punteggio in fin dei conti piuttosto netto. Il combinato disposto giocatore argentino più terra battuta ha imposto la sua legge anche questa volta. Per l’ormai 30enne Coria è il quinto Challenger in bacheca mentre il kazako si consola con il nuovo best ranking al n.129 ATP, secondo miglior giocatore del suo paese dopo Alexander Bublik.

 

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