“Spero di vivere fino a 100 anni’’: il tennista più anziano del mondo rimane in Ucraina

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“Spero di vivere fino a 100 anni’’: il tennista più anziano del mondo rimane in Ucraina

Il 97enne Stanislavskyi punta ai Campionati del Mondo Senior: “Gioco a livello agonistico da quando ho 90 anni”

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Il tennista più vecchio al mondo, Leonid Stanislavskyi, ucraino, in una cerimonia di premiazione del Guinness World Record a Kharkiv, Ucraina, 7 Luglio 2021 (foto REUTERS/Vyacheslav Madiyevskyy)
 

Traduzione dell’intervista a Leonid Stanislavskyi di Sophie Penney pubblicata su Reuters

Quattro mesi dopo che si era avverato il suo sogno di giocare con il vincitore di 21 Slam, Rafa Nadal, il 97enne dilettante ucraino Leonid Stanislavskyi sta vivendo invece il suo peggior incubo a Kharkiv, dove i russi stanno bombardando la città. Stanislavskyi, che detiene il Guinness World Record per essere il giocatore di tennis più anziano al mondo, sognava anche di giocare con il grande Roger Federer, ma ora ha solo un semplice desiderio: sopravvivere. ‘’Spero di vivere fino a 100 anni. Devo sopravvivere a questa spaventosa situazione’’, ha detto all’agenzia Reuters. ‘’La guerra è iniziata il 24 febbraio. Da quel giorno non sono più uscito. Sono rimasto a casa, ho delle provviste, il frigo è pieno. Sono seduto a casa e non vado da nessuna parte’’, ha detto. ‘’Mia figlia Tanya è in Polonia, vuole portarmi là, ma ho deciso di rimanere qui. Ho un pessimo udito, quindi la notte dormo e non sento niente. La notte scorsa ci sono stati dei bombardamenti; questa mattina [4 giorni fa, ndr] suonavano ancora le sirene dei raid aerei’’.

Stanislavski è sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale. Al tempo era un ingegnere e aveva aiutato a costruire aerei da guerra sovietici per combattere i nazisti. ‘’Non avrei mai pensato che avrei dovuto viverne un’altra, più terrificante, dove persone su entrambi i fronti muoiono, dove le madri perdono i loro figli e le mogli i loro mariti’’ ha aggiunto. ‘’Cos’è questo? A cosa serve? Nel 21esimo secolo non può esserci guerra. La guerra deve essere fermata, deve essere raggiunto un accordo”. Per Stanislavskyi, la fine del conflitto significherebbe anche la possibilità di riprendere a giocare a tennis, e forse di essere presente ai prossimi Campionati del Mondo Senior, in Florida, il mese prossimo. Aveva 30 anni quando ha iniziato a praticare il tennis e si allenava tre volte alla settimana. ‘’Il tennis è la mia vita, il mio destino. Gioco a livello agonistico da quando avevo 90 anni, ho giocato all’estero, ho partecipato ai Campionati Europei e Mondiali’’. ‘’Non ho paura di nessuno…spero che la guerra finisca così potrò riprendere a giocare. Potrei arrivare in Polonia e giocare lì, ma ho deciso di restare a casa e aspettare la fine della guerra’’, ha detto.

 

Traduzione di Chiara Ragionieri

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Artengo TS 960, la scarpa scelta da Gael Monfils

Recensione e test in campo della TS 960 di Artengo, la scelta di Gael Monfils per una scarpa solida e stabile

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Il gioco di Gael Monfils si basa soprattutto sulla parte atletica, la  straordinaria mobilità che lo ha contraddistinto come uno dei tennisti migliori del circuito dal punto di vista fisico. Questa mobilità necessita di un adeguato supporto con il terreno di gioco, non a caso Monfils ha scelto per l’ultima parte di carriera la TS 960 di Artengo, il prodotto di punta in tema scarpe della casa francese. 

La TS 960 è la soluzione in casa Artengo che si rivolge al tennista esperto, quello che abbisogna una scarpa che non lo tradisca mai negli spostamenti, balzi e scatti, una tipologia di giocatore esigente e che predilige un gioco intenso, anche su varie superfici. Rispetto alla TS990, altro modello che si rivolge a questa tipologia di atleti, con i 405 grammi per la taglia 43 questa scarpa risulta leggermente più pesante (35 grammi in più) e più rigida, questo per aumentare il sostegno del piede ed esaltare quindi le doti di stabilità e sicurezza. 

Tante le tecnologie impiegate: dalla schiuma in poliuretano inserita nell’intersuola con il concetto Lateral CS, che ha lo scopo di un ammortizzamento performante e durevole, all’ARKSTAB, una placca in plastica situata nel centro della suola che regola la torsione fra la parte anteriore e posteriore della scarpa. La gomma usata nella suola esterna è RUBLAST e risulta molto resistente al tatto. Anche nella zona del tallone è stata inserita una placca in plastica per rafforzare il supporto. 

 

Non meno importante delle tante tecnologie impiegate è il fattore estetico: con il nero/grigio a dominare la colorazione e gli inserti lilla ad alleggerire il tutto, una scelta aggressiva ma anche molto classy. Sono tanti i pregevoli dettagli di questa scarpa, come le scanalature nella parte superiore e laterale che appagano anche la vista.

Artengo TS 960

Artengo TS 960

TEST IN CAMPO

Le premesse delle caratteristiche di questa scarpa trovano immediato riscontro sul campo. La scarpa aderisce bene al piede, lo avvolge senza lasciare gap specie nella zona dell’avampiede, che è più larga rispetto al passato per una calzata più confortevole. Al comfort migliorato contribuisce anche la zona esterna dell’avampiede, la cui struttura risulta più morbida rispetto al passato, un fattore che Artengo ha studiato e sistemato ascoltando il parere di molti tennisti. La TS960 dà il meglio negli scatti repentini in avanti, mostrando che il sistema di ammortizzazione è di ottimo livello. Negli spostamenti laterali improvvisi la scarpa risulta rigida grazie alla placca posizionata sotto la suola con la placca ARKSTAB, che collega avampiede e tallone. Questo si traduce in una grande stabilità e quindi in una risposta pronta alle sollecitazioni del piede. La sensazione principale, dopo molte ore di gioco, è quella di avere una scarpa che protegge a dovere il piede, soprattutto nella zona della caviglia. La placca in plastica che avvolge la caviglia nella parte posteriore è infatti molto solida e protegge il piede in una zona chiave. Anche nella zona laterale dell’avampiede, quella soggetta a maggior abrasione per via delle scivolate e del contatto con il terreno (che Artengo ha denominato zona KPU), il materiale risulta resistente anche se più morbido rispetto alle versioni passate. Per quanto riguarda la suola, la scanalatura è progettata per adattarsi a tutte le superfici; sembra molto rigida e quindi forse si lascia preferire per quanto riguarda i campi in duro, superfici sulle quali l’abrasione è decisamente maggiore e sulle quali la TS960 può rappresentare un’ottima scelta anche per la durabilità.  

CONCLUSIONI

Gli investimenti di Artengo in ricerca e sperimentazioni su tutti i materiali del tennis sono stati continui nel corso degli anni, i miglioramenti dei prodotti sono evidenti e questa TS960 è una soluzione che non ha niente da invidiare alle diretti concorrenti, con la Gel Resolution che è la parente più stretta per similitudini. Ad un prezzo vantaggioso, questa Artengo che vediamo ai piedi di Monfils è una scelta che non scontenterà i tennisti di buon livello, quelli esigenti che sottopongono la scarpa a numerosi stress e che quindi pretendono un’ottima ammortizzatione, stabilità, durata e comfort.

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ATP

ATP Astana: Tsitsipas deve giocare da campione per battere uno straordinario Luca Nardi

Il greco numero 6 al mondo se l’è vista brutta oggi contro il giovane italiano 152 del mondo ma alla fine vola ai quarti dell’Astana Open

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Stefanos Tsitsipas - Astana 2022 (Instagram @atptour)
Stefanos Tsitsipas - Astana 2022 (Instagram @atptour)

[3] S. Tsitsipas b. (Q) L. Nardi 7-6(2) 7-6(3)

Non è bastata una quasi perfetta prestazione al giovane tennista di Pesaro, Luca Nardi, che ha perso contro Stefano Tsitsipas: 7-6 7-6. Ma è stata una partita davvero vibrante che ha messo ancora di più Luca sotto i riflettori di tutto il mondo. Aveva iniziato la stagione da numero 364 del mondo ma oggi è già il numero 152. E c’è voluto il miglior Tsitsipas, quello che può vantare la sesta posizione del ranking ATP, per batterlo. Lo rivedremo a Firenze, il 19novenne di Pesaro oggi decimo next-gen al mondo sulla carta, grazie ad una Wild Card certamente meritata. Terzo classe 2003 al mondo, dopo il numero uno Carlos Alcaraz ed il 26esimo in classifica Holger Rune, Nardi sta dimostrando prima di tutto a se stesso, di avere tutte le qualità necessarie a disposizione per continuare la scalata in classifica. Smorzate da manuale, potenza e tanta costanza da fondo campo, ma anche soluzioni interessanti come diagonali strette vincenti e qualche ottima volée, hanno lasciato il pubblico di Astana senza parole. Ma solo inizialmente, perché nel secondo set si sentiva solo il nome “Luca” rimbombare negli spalti. Era la prima volta che i due tennisti s’incontravano e Nardi non gli ha concesso neanche una palla break in tutta la partita. Ma non ha solo dimostrato di avere un potenziale da campione bensì anche l’atteggiamento: concentrato, motivato e rispettoso. Un’altra giovane promessa italiana che sicuramente rivedremo nel breve periodo. Bisogna fare i complimenti però anche all’ateniese che oggi ha vinto grazie ad un servizio eccellente e all’esperienza di un finalista Slam. Lo ritroveremo venerdì, nei quarti di finale dell’Astana Open.

 

IL MATCH – Primo set: inizia Luca Nardi al servizio che da sotto 0-30 rimonta e con due ace consecutivi e si aggiudica il primo game. Dopo un solido turno di servizio del greco, arriva un altro buon game dell’italiano che si porta avanti 2-1. Ottimo atteggiamento fin qui per il giovane tennista di Pesaro. Tsitsipas noncurante dell’apparente solidità dell’italiano tiene il turno di servizio a zero: 2 game pari. Ancora ottimi colpi di Nardi che toglie il tempo al greco e si fa coraggio anche sotto rete: 3 giochi a 2 per lui. Il primo doppio fallo è di Tsitsipas che regala un 15 al giovane italiano, ma senza troppi problemi chiude bene anche questo game. In questo settimo gioco arriva la prima smorzata vincente di Nardi che con grande personalità sfodera tutto il suo repertorio e continua a condurre 4 a 3. Ma arriva un altro turno di servizio perfetto del greco che tiene a 0 e non si allontana dal 19novenne di Pesaro. Continua il set eccellente di Luca Nardi: il greco prova ad alzare il ritmo ma lui si fa trovare sempre pronto e non regala niente. 5 giochi a 4 per l’italiano. Ma i turni di servizio perfetti di Tsitsipas persistono: il numero 6 del mondo porta Luca Nardi fino al tiebreak di questo primo set.  Tiebreak: l’italiano si presenta al servizio e con una smorzata vincente si aggiudica il primo punto. Due servizi perfetti del greco: 2 a 1. Non passa il pallonetto di Nardi e il greco chiude facilmente andando a prendersi il primo minibreak: 3-1. Una volée perfetta concede a Tsitsipas un altro minibreak e al greco basta un servizio per girare avanti 5-1. Arrivano in fretta 5 set point per l’atenese. Nardi annulla il primo con un dritto al volo: 6-2. Esagera però l’italiano con il rovescio sul punto dopo, 7 punti a 2: il primo set è di Tsitsipas.

Secondo set: Inizia il greco al servizio senza problemi. Ma Nardi non trema nonostante il tiebreak precedente, e tiene il suo primo turno di servizio a 0 in questo secondo set. Altra grande dimostrazione di solidità da parte dell’italiano classe 2003. Non arrivano chance di palle break ed entrambi continuano a tenere bene i turni di servizio, ma la differenza fino ad ora la sta facendo la seconda di servizio del greco che riesce comunque a portare a casa il 72% dei punti contro la metà dei punti dell’italiano. Si gira 3-2 per l’atenese. Il sesto gioco viene aperto da uno scambio potentissimo da fondo campo tra i due, che Nardi si aggiudica con un passante strepitoso. Poi però arriva il primo doppio fallo del giovane tennista, forse ancora in fatica. Tiene bene però le diagonali Luca Nardi che resiste e recupera un game difficile, ora il pubblico di Astana urla: “Luca”. 3 giochi pari. Sul 4-3 l’italiano tiene bene nonostante il pressing del greco sia sempre più forte e con un dritto al volo carico di coraggio chiude ancora, 4 pari. Ma come serve oggi Tsitsipas, niente da fare sui suoi game di servizio. Nardi deve provare a continuare almeno fino al tiebreak. Sul 5 pari il greco sbaglia sia un rovescio che un dritto e si apre un piccolo spiraglio per l’italiano. Finalmente, la prima palla break del match è proprio per Nardi: non entra la prima del greco ma una coraggiosa seconda che annulla la chance di break per Nardi. Arriva un’altra palla break ma non basta: Tsitsipas alla fine chiude questo game ed esulta come se avesse vinto la partita ma è ancora 6-5 per il greco. Ed ecco che arriva un altro meritato tiebreak dove l’italiano può provare a prendersi la rivincita. Alla battuta inizia il greco con un “C’mon” di paura già dal primo punto. Luca va al servizio ma sembra essersi fatto male e non riesce più a muoversi bene. Nonostante questo, riesce a fare un punto da fermo a dir poco incredibile ma poi perde il punto dopo. Tsitsipas gli restituisce subito il minibreak con un errore non forzato. 3-2 e Nardi torna a servire. Ma Tsitsipas va di fretta ed in pochissimo tempo arrivano 3 match point. L’ateniese batte un grandissimo Luca Nardi che porta a casa 35 vincenti e solo 28 errori gratuiti. Che bravo Luca!

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DELL’ATP 500 DI ASTANA

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Marchesini e il successo del WTA Parma: “Le ragazze sono andate via soddisfatte, per noi è il premio migliore” [ESCLUSIVA]

Intervista a Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events, che fissa l’appuntamento a Gran Canaria… con un occhio a Tenerife

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Marcello Marchesini con le figlie Elena e Federica - Foto Credit: Daniele Combi

Chiunque abbia frequentato un circolo tennis durante un torneo, soprattutto se importante, sa come ci sia un sacco di gente che si affretta in ogni dove, sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno. Al TC Parma in queste due settimane l’unico a non affrettare il passo era Marcello Marchesini, presidente di MEF Tennis Events, che officiava da gran cerimoniere con l’incedere tranquillo di chi ha visto molte cose e tutte le controlla. L’abbiamo intercettato nei viali del magnifico centro sportivo parmigiano e ne abbiamo approfittato per scambiare con lui quattro chiacchiere, sempre di estremo interesse. 

Come si legge dal loro sito, MEF Tennis Events è una società che si occupa di organizzazione, marketing e comunicazione nel settore del tennis professionistico internazionale. Dal 2007 organizza in Italia tornei del circuito ATP, WTA e ITF.

Marcello, innanzitutto complimenti per questi due splendidi tornei. Com’è andata la doppietta parmigiana WTA250/Challenger125 (ancora in corso di svolgimento)?
Direi che è stata un’ottima esperienza, ma non era la prima volta che organizzavamo un WTA 250 o che collaboravamo con questo circolo, quindi possiamo dire che eravamo già abbastanza rodati (ride, ndr).

 

Vero, lo scorso anno siete anche stati premiati per il WTA 250 di Tenerife cui è andato il riconoscimento come miglior torneo dell’anno nella sua categoria.
Esatto, e fu una grandissima soddisfazione, un gradito riconoscimento per il nostro grande impegno. Ma eravamo reduci dal WTA 250 di maggio proprio qui a Parma, quindi non era la prima volta che uscivamo dai confini Challenger. 

È più complesso organizzare un WTA 250 rispetto ai Challenger in cui ormai siete i massimi esperti italiani e non solo?
Oggettivamente per organizzare un torneo WTA è richiesto uno standard più elevato, cui del resto le ragazze sono abituate. Occorre quindi un po’ più di attenzione rispetto a quella, sempre comunque alta, che mettiamo in tutte le nostre iniziative. In ogni caso anche in questa edizione le ragazze sono andate via molto soddisfatte e questo per noi è il premio migliore.

Ormai siamo a fine stagione. Proviamo a fare un primo consuntivo.
Sì, per noi è l’ultimo impegno della stagione. In realtà era previsto anche un WTA 125 a Tenerife ma dopo l’upgrade del torneo di Parma che è diventato appunto un WTA 250 abbiamo pensato di annullare Tenerife, almeno per quest’anno. 

C’è stato qualche problema con le autorità locali?
Assolutamente no, però c’è il fatto che in Spagna non abbiamo sponsor privati, o perlomeno si fa molta fatica ad inserirsi in una realtà che solo ora cominciamo a conoscere, e quindi serve in toto l’appoggio delle istituzioni che quest’anno purtroppo dovevano onorare due impegni per loro molto importanti. È stato infatti appena inaugurato il nuovo volo New York-Tenerife e poi sono impegnati nella costruzione di un autodromo per Formula 1 e Moto GP. Ma a noi l’esperienza dello scorso anno è piaciuta molto e quindi pensiamo che si tratti solo di un rinvio all’anno prossimo. E i rapporti con le istituzioni rimangono ottimi, come dimostra il fatto che il nostro primo impegno nel 2023 sarà proprio a Gran Canaria dove l’ATP spinge per fare due Challenger consecutivi. Vedremo.

Insomma hai trovato il modo per svernare al caldo.
Così almeno risparmiamo sulle spese di riscaldamento (ride, ndr).

A proposito di questo, come faranno adesso i circoli a gestire la stagione invernale? Te lo chiedo come proprietario del circolo di Todi.
A Todi per il momento non monteremo la tensostruttura. Aspetteremo di vedere se ci saranno degli aiuti statali, altrimenti le cose si faranno molto difficili. Tanto per farti un esempio nel luglio 2021 nel nostro piccolo circolo avemmo una bolletta di 600 euro, nel luglio 2022 il costo è più che triplicato. Se tanto mi dà tanto da novembre in poi sarà un bel problema. In mancanza di aiuti cercheremo di far lavorare i campi in sintetico e ci adatteremo, sperando in un inverno mite. 

Chiuso l’inciso, dopo Gran Canaria avremo come al solito Perugia e Todi? 
Certo, e poi stiamo lavorando molto su Parma, per cui abbiamo in mente un progetto molto importante. È un circolo in cui ci troviamo benissimo e che ci ha accolti in maniera meravigliosa. Il TC Parma merita eventi di questo livello e noi faremo di tutto per confermarci.

Parlavo con Riccardo Bonadio (29 anni, n.183) e mi diceva che a suo parere questo è il più bel circolo che abbia mai visto in Italia, e lui sicuramente ne ha visti parecchi.
Certo, ma non è solo bello, la qualità dei campi e la disponibilità dei dirigenti del club fanno la differenza, per noi, per i giocatori e per il pubblico.

A proposito com’è stata l’affluenza del pubblico?
Direi buona, con punte straordinarie come per la finale femminile di sabato (vinta dall’egiziana Sherif sulla greca Sakkari, ndr) che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Lasciamo Marcello ai suoi impegni e noi torniamo sul centrale a goderci un altro po’ di tennis, in attesa che MEF ci regali qualche ulteriore sorpresa. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

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