WTA Indian Wells: Swiatek a tutta grinta su Halep

Iga risolve di personalità una partita difficile, Simona cede nei momenti importanti

Di Luca Baldissera
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[3]I.Swiatek b. [24]S.Halep 7-6(6) 6-4 (da Indian Wells, il nostro inviato)

Visti i risultati dei quarti di finale dell’altro ieri, che hanno visto Iga Swiatek e Simona Halep fare un sol boccone delle malcapitate avversarie Madison Keys (6-1 6-0 da Iga) e Petra Martic (6-1 6-1 da Simona), la semifinale di stasera a Indian Wells, che le vede di fronte, sulla carta risulta molto interessante. Nelle partite percedenti, tutti quarti turni, due al Roland Garros (2019 e 2020) e uno all’Australian Open (2021), curiosamente a Parigi non c’è stata storia per una volta a testa, con Halep che lascia solo un game a Swiatek nel 2019, e la polacca che restituisce il favore l’anno dopo concedendone appena tre. A Melbourne, invece, sul cemento all’aperto, la rumena si impone per 6-4 al terzo, una bella battaglia quindi, che speriamo di vedere anche qui in California. Alla fin fine, abbiamo pur sempre tre titoli Slam in campo.


Il primo set si svolge a specchio, con Iga più propensa a spingere, soprattutto col suo gran rovescio, e Simona più manovriera e regolare. Uno scambio di break tra il quinto e il sesto game, con la polacca che va avanti ma si fa riprendere, viene replicato quando tocca a Swiatek cedere la battuta sul 4-4 per poi subito pareggiare. Ci sono ottimi schemi di palleggio, ma anche diversi errori, in particolare Iga tende a volte a “strozzare” lo swing del dritto in difesa, mentre in spinta lo gioca molto bene. Dall’altra parte, Halep è Halep, la trottolina terribile, grintosa e tecnicamente ottima che conosciamo da tanti anni. Si arriva a un giusto tie-break, che Swiatek riprende da campionessa dopo aver annullato due set point consecutivi, chiudendo 8-6. Match più teso ed emotivo che bello tecnicamente finora, ma l’equilibrio e il confronto tattico sono godibilissimi.


Nel secondo set Iga continua a spingere, a volte sbaglia, ma spesso costringe Simona in affanno. Un altro scambio di break e contro-break, con qualche gratuito di troppo da parte di entrambe, porta il punteggio sul 2-2. Da finissima stratega qual è, Halep ha capito che se qualche regalo le arriva, è dal dritto dell’avversaria, e pur senza giocare troppo da quel lato per evitare di mettere in ritmo il colpo meno forte dell’avversaria, va sistematicamente a incidere da quella parte nei momenti importanti. Il risultato è ancora un servizio tolto a Iga, che però non ci sta – che grinta la ragazzina – e ritorna subito in scia. E’ davvero la partita dei break non confermati, è la quarta volta che le giocatrici si scambiano il “favore” a vicenda senza consolidare il vantaggio. Sul 4-4, un brutto game, inaspettato, di Simona (tre errori) le costa il turno di battuta, e manda Swiatek a servire per il match. E finalmente, Iga tiene il servizio successivo al break, chiudendo 6-4, è la sua terza finale “1000”, le precedenti due (Roma 2021 e Doha 2022) le ha vinte entrambe. Attende Badosa o Sakkari.

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