ATP Challenger: Francesco Passaro da favola a Sanremo, Mager annichilito! È finale contro Rune

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ATP Challenger: Francesco Passaro da favola a Sanremo, Mager annichilito! È finale contro Rune

Il ventunenne di Perugia Francesco Passaro firma l’impresa, battendo nettamente Gianluca Mager. In finale troverà un lanciatissimo Holger Rune

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Francesco Passaro - ATP Challenger Sanremo (foto Tullio Bigordi)
 

A Sanremo è giornata di semifinali e si parte subito con il piatto forte: il derby azzurro tra il beniamino di casa, la testa di serie numero due Gianluca Mager, e la rivelazione del torneo, Francesco Passaro, numero 493 del ranking che si è fatto strada a partire dalle qualificazioni, giunto alla prima semifinale in un Challenger della sua carriera. Il match inizia subito caratterizzato da scambi duri e diversi vincenti, con Passaro che un po’ a sorpresa è il primo a mettere la testa avanti. Sopra 3-1, il ventunenne di Perugia salva con grande coraggio due palle break che avrebbero subito rimesso Mager in partita e, perso anche il quinto game, il match del sanremese sostanzialmente termina in quegli istanti. Dall’uno pari del primo set Passaro conquista nove giochi consecutivi, portandosi sul 6-1 4-0 senza mai mostrare alcun segno di cedimento. Il numero 109 del mondo non accenna neanche una minima reazione – eloquenti i suoi “non metto una palla in campo” o “non ne prendo una con le corde” – prima dell’inevitabile resa. Finisce con un nettissimo 6-1 6-1 in favore del giovane tennista umbro, che ottiene con ampio merito la più grande vittoria della carriera nel match più importante finora disputato.

Ai nostri microfoni, il numero 493 ATP (che da lunedì sarà almeno 354, ovviamente suo best ranking) non può che essere ampiamente soddisfatto: “Questa partita è stata davvero clamorosa, ho giocato molto bene. Avevo preparato bene il match con il mio allenatore: avevo le idee molto chiare e infatti in campo ero molto tranquillo, sono riuscito a disputare un’ottima partita. Probabilmente anche questa è stata una chiave della vittoria. Sono ovviamente molto soddisfatto, ma anche già carico per la finale di domani. A febbraio ho vinto il mio primo torneo sul cemento e questo mi ha dato una bella iniezione di fiducia. Ho fatto la preparazione a Tirrenia sul veloce e ne approfitto anche per ringraziare la federazione, perché se sto giocando così probabilmente è anche merito loro, che mi hanno dato la disponibilità per il centro tecnico”.

Domani, alle 11, l’ultimo (durissimo) scoglio sarà rappresentato dalla testa di serie numero uno Holger Rune, apparso inarrestabile in queste giornate sanremesi. Passaro, però, sembra non disdegnare troppo il ruolo di sfavorito: “Mi va bene, mi piace lottare e giocare queste partite”

 
Holger Rune – ATP Challenger Sanremo (foto Tullio Bigordi)

Noi ovviamente gli auguriamo il meglio per l’ultimo atto, anche se il terribile danese sembra davvero inscalfibile. Anche oggi, infatti, Rune ha tutto sommato dominato il suo incontro contro Arnaboldi, con quest’ultimo peraltro condizionato da qualche piccolo problemino fisico. Il next gen danese ha leggermente faticato nel primo set, vinto 6-4 grazie al break conquistato nel terzo game, dilagando poi nel secondo parziale, caratterizzato da un forte vento. Nonostante le condizioni atmosferiche particolarmente avverse, Rune ha saputo adattarsi molto rapidamente, giocando diverse smorzate e arricchendo il match di variazioni, cercando di restituire uno spettacolo almeno parzialmente soffiato via dal Libeccio ligure. Il 2003 danese archivia dunque la pratica con un 6-4 6-1 che non lascia spazio a troppe repliche, conquistandosi il secondo posto in finale, raggiunta senza nemmeno perdere un set.

Alla fine dell’incontro abbiamo intercettato Aneke Rune, mamma e manager di Holger, che ci ha raccontato ambizioni e programmi per la stagione in corso. “Dopo questo torneo andremo di corsa a Montecarlo, dove Holger giocherà le qualificazioni. Poi ancora qualificazioni a Barcellona, vedremo se riuscirà ad entrare in tabellone, altrimenti andremo a Belgrado.

Questa categoria di tornei non è un po’ troppo limitante per suo figlio? Sembra che non si sforzi neanche troppo per vincere le sue partite: “Holger arriva da un inizio di stagione un po’ difficile, in cui ha avuto anche qualche problemino alla schiena. Tornei come questi sono importanti per giocare tante partite contro avversari comunque forti. Lui arrivava dal cemento di Miami, era importante mettere nelle gambe alcuni match sulla terra. Vuole far bene a Montecarlo, ci tiene tanto”.

Infine, una considerazione piuttosto ambiziosa sugli obiettivi futuri a livello di classifica. Vincendo il torneo, infatti, Rune migliorerebbe il suo best ranking di numero 86, entrando certamente in top80 (da chiarire se 78 o 79, visto che Kyrgios è ancora impegnato a Houston). “Il primissimo obiettivo è quello di entrare quanto prima in top 50, Holger si sta allenando molto per realizzarlo. L’obiettivo vero, tuttavia, è quello di essere in top 25 entro fine stagione“.

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Challenger di Andria, vince ancora lo svizzero Leandro Riedi. A Valencia trionfa Krutykh

Grande prestazione anche del 18enne francese Van Assche che a Valencia sfiora di nuovo il successo. Vittorie anche di Yosuke Watanuki e Guido Andreozzi

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Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)
Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)

Al Challenger 80 di Andria (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi concede il bis e conquista il suo secondo torneo consecutivo, dopo la vittoria della settimana scorsa ad Helsinki. Il kazako Mikhail Kukushkin (n.223 ATP) ha fatto il possibile per contrastarlo e bisogna ammettere che ha anche avuto le sue occasioni come sul 5-5 del primo set quando è riuscito a strappare il servizio al giovane elvetico. Ma Riedi si è mostrato ancora una volta imperturbabile e ha subito restituito il favore, raggiungendo un tie-break che ha poi dominato. Come ha dominato il secondo parziale in cui è andato subito in fuga, fino alla vittoria finale col punteggio di 7-6(4) 6-3, in poco meno di due ore di gioco. Il 20enne nativo di Frauenfeld non ha concesso un solo set in tutto il torneo e, a parte la finale, ha dovuto soffrire solo all’esordio contro il francese Hugo Gaston (testa di serie n.2) che l’ha costretto ad un doppio tie-break. Con questo risultato Riedi migliora ovviamente il proprio best alla posizione n.161 ATP e si prepara ad un grande 2023 che anche per lui inizierà agli antipodi.

Un altro ragazzo che quanto a talento non deve invidiare niente a nessuno è il teenager francese Luca Van Assche che al Challenger 90 di Valencia (terra outdoor) si è fermato solo in finale, sconfitto 6-2 6-0 in poco meno di un’ora dall’ucraino Oleksii Krutykh. Una sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi perché, oltre ad essere già forte adesso, i suoi margini di miglioramento sono enormi. E la sua straordinaria velocità di piedi, che di solito sta alla base di tutto, è una garanzia per il futuro. Nel frattempo migliora ulteriormente il proprio best al n.176 ATP e anche lui può cominciare a preparare le creme solari perché le qualificazioni degli AO lo aspettano.

Al Challenger 80 di Yokkaichi (cemento outdoor) Yosuke Watanuki batte in finale Frederico Ferreira Silva con un doppio 6-2. Attenzione che quanto scriviamo non è frutto di un refuso ma è da imputare ad un destino bizzarro che si è divertito a riproporre, ad una sola settimana di distanza, la stessa finale di Kobe. L’unica differenza è che questa volta il portoghese si è arreso senza combattere mentre sette giorni fa si era difeso con tenacia, andando anche vicino alla vittoria. Strana parabola quella del tennista giapponese che a 24 anni si riscopre campione e frantuma di nuovo il proprio best salendo al n.145 ATP, terzo giocatore del suo paese nella classifica mondiale.

 

Si giocava anche a Temuco, città nel sud del Cile (Challenger 80, cemento outdoor) dove in una finale tutta argentina Guido Andreozzi ha battuto Nicolas Kicker col punteggio di 4-6 6-4 6-2. Per il 31enne nativo di Buenos Aires è la nona vittoria Challenger che gli garantisce una boccata d’ossigeno in un momento difficilissimo della sua carriera che l’ha visto sprofondare in classifica, dopo che nel 2019 era arrivato ad essere n.70 ATP.

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Andrea Pellegrino e Stefano Travaglia raggiungono i quarti nella penultima settimana Challenger

In chiusura di stagione Pellegrino a Valencia e Travaglia ad Andria cercano di togliersi un’ultima soddisfazione

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Pellegrino - Instagram

Per quasi tutti i nostri tennisti i Challenger di Valencia (terra outdoor) e Andria (cemento indoor) sanciranno la fine della stagione 2022. In realtà gli azzurri non sono andati benissimo e solo due di loro sono approdati ai quarti di finale. A Valencia (Challenger 90, terra battuta outdoor) è toccato ad Andrea Pellegrino che prima ha battuto il non irresistibile qualificato Lopez San Martin (n.401 ATP) e poi il ben più ostico portoghese Nuno Borges. Quella contro il portoghese per Andrea è la 12esima vittoria contro un top 100, la prima da quando nella semifinale del Challenger di Genova a settembre aveva superato il serbo Dusan Lajovic, per poi fermarsi in finale di fronte a Thiago Monteiro. Ora troverà sulla propria strada l’ucraino Oleksii Krutykh (n.252 ATP) che si è sbarazzato con un doppio 6-4 del nostro Luciano Darderi. Eliminati invece al secondo turno Andrea VavassoriJimbo Moroni. Il tennista piemontese ha ceduto 6-4 1-6 7-6(2) allo spagnolo Javier Barranco Cosano (305 ATP) al termine di un match molto duro, durato quasi tre ore, in cui nel set decisivo si era ritrovato sotto 4-1. A quel punto Andrea è stato molto bravo a trovare in un serbatoio ormai vuoto il carburante per raggiungere un tie-break che, purtroppo per lui, non ha avuto storia. Sicuramente non c’è stato il lieto fine che Andrea auspicava ma pensiamo che sia più che comprensibile dopo una stagione estremamente impegnativa (56 partite solo in singolo) e ricca di soddisfazioni (due finali Challenger in singolo e cinque vittorie in doppio). Probabilmente il 2023 sarà altrettanto duro, inevitabile del resto se si vuole portare avanti il doppio impegno singolo/doppio, e gli obiettivi saranno non solo la prima vittoria Challenger in singolo con l’ingresso in top 100 ma anche finalizzare la ricerca di un compagno stabile in doppio, se fosse Sonego meglio. Meno soddisfatto della propria stagione sarà invece Jimbo Moroni che ha giocato molto meno perché perseguitato da malanni fisici (mal di schiena in primis). Malanni che gli hanno impedito di trovare il giusto ritmo e la necessaria continuità. Anche per lui appuntamento a un 2023 che si spera più sereno.

Nella località pugliese (Challenger 80, cemento indoor) il solo Stefano Travaglia è riuscito a superare un paio di turni e a guadagnare i quarti di finale, con un piccolo brivido quando nel secondo parziale contro il ceco Andrew Paulson ha dovuto annullare un set point, sul quale il 21enne avversario gli ha comunque dato una bella mano con un sanguinoso doppio fallo. In ogni caso risultato non disprezzabile per il tennista ascolano in una stagione che gli ha riservato pochissime gioie, facendolo sprofondare oltre la 300esima posizione in classifica. Suo prossimo avversario sarà il n.1 ungherese Marton Fucsovics (n.98 ATP) che partirà con i favori del pronostico, anche se in realtà pure lui non è nel suo momento migliore come ha dimostrato faticando sia con Arthur Fils che con Ryan Peniston. Con il mancino britannico ha addirittura sprecato un vantaggio di 4-1 nel secondo set, dopo aver vinto il primo. E alla fine del tie-break perso ha distrutto la racchetta in un impeto di rabbia. Ormai mentalmente in vacanza Federico Arnaboldi, Gianmarco Ferrari, Flavio Cobolli e Mattia Bellucci, che però ha avuto tre match point contro Dalibor Svrcina, tutti molto stanchi dopo una stagione in cui hanno giocato molto e, chi più chi meno, vinto molto.

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Nella settimana Challenger brillano le stelle dei ventenni Riedi e Shelton

Il giovane elvetico vince ad Helsinki il suo primo Challenger, mentre a Champaign il suo coetaneo Shelton è protagonista di un’incredibile tripletta. Vittorie anche di Pospisil, Watanuki e Varillas.

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Al Challenger 90 di Helsinki (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi batte 6-3 6-1 il talentuoso Tomas Machac (n.112 ATP) in una finale a senso unico durata poco più di un’ora. Il 22enne tennista ceco non è mai riuscito a trovare il bandolo di una matassa che anzi si è fatta sempre più intricata man mano che passava il tempo. I cinque servizi ceduti su otto totali ci raccontano in maniera chiara delle sue difficoltà. Un applauso incondizionato invece per il vincitore (originario di Frauenfeld, Canton Turgovia) che a inizio stagione galleggiava senza infamia né lode nel circuito ITF per poi esplodere prepotentemente in primavera: un paio di vittorie Futures (Trimbach e Nottingham) e la finale al Challenger di Lugano persa col nostro Nardi. La vittoria in Finlandia gli vale il nuovo best alla posizione n.197 ATP e soprattutto la chance di riavvicinarsi a Stricker (contro cui perse la finale juniores del Roland Garros 2020) per fare coppia nel tentativo di regalare nuova linfa al tennis elvetico.

A Champaign (Challenger 80, cemento indoor) un Ben Shelton tarantolato centra la terza vittoria in tre settimane  dopo quelle di Charlottesville e Knoxville. Il mancino nativo di Atlanta ci aveva già molto colpiti nelle due precedenti finali in cui aveva domato un incredulo Christopher Eubanks. Ma sui campi veloci della cittadina dell’Illinois ha veramente esagerato, non dando scampo ad un Alexandar Vukic (n.141 ATP) che, dopo aver portato a casa a zero il primo set, si era probabilmente illuso. Invece proprio in quel momento è iniziato per lui un vero incubo che dopo un’ora e mezza di partita (0-6 6-3 6-2) l’ha rispedito mestamente negli spogliatoi. Shelton (già giustiziere di Sonego e Ruud a Cincinnati) entra trionfalmente in top 100 e lo rivedremo con grande piacere ai prossimi AO, per verificare se il cambio di palcoscenico comporterà anche un diverso spartito.

Al Challenger 80 di Drummondville (Canada, cemento indoor) vince il padrone di casa Vasek Pospisil (n.115 ATP) che doma in tre set 7-6(5) 4-6 6-4, in quasi tre ore di gioco, un Michael Mmoh (n.118 ATP) che ha opposto una strenua resistenza. Per l’ex n.25 del mondo è l’undicesima vittoria nel circuito Challenger.

 

A Kobe (Challenger 80, cemento indoor) vince il padrone di casa Yosuke Watanuki che batte 6-7(3) 7-5 6-4 il portoghese Frederico Ferreira Silva (n.291 ATP). Per il 24enne tennista del Sol Levante è il primo titolo Challenger, dopo che due settimane fa aveva raggiunto la finale a Yokohama. Con questa vittoria Watanuki risale a ridosso del suo best, alla posizione n.173 ATP, quarto tennista nipponico in classifica.

Si giocava anche in Brasile (Challenger 80 di Sao Leopoldo, terra battuta) dove Facundo Bagnis e Juan Pablo Varillas hanno giocato esattamente la finale che ci si poteva aspettare da loro. Oltre tre ore di gioco che hanno (forse) messo a dura prova la pazienza dei numerosi spettatori presenti sugli spalti, sicuramente quella di chi vi scrive. In ogni caso alla fine ad alzare le braccia al cielo è il 27enne peruviano che ha la meglio col punteggio di 7-6(5) 4-6 6-4 e mette in bacheca il suo quinto titolo Challenger, risalendo al n.106 ATP, una posizione decisamente interessante in ottica Slam. Sempre nella stessa ottica lo sconfitto di giornata può dichiararsi ancor più soddisfatto: la sua posizione n.93 lo mette al sicuro da ogni sorpresa e i circa 90.000 dollari del primo turno degli AO sono ormai in banca.

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