Marcelo Rios: “Novak Djokovic è il re degli stupidi”

L'ex numero 1 del mondo si esprime senza mezzi termini sul rifiuto del vaccino da parte di Nole

Di Michelangelo Sottili
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Non possiamo sapere se Marcelo Rios ricorra a eufemismi in alcune circostanze ma, quando non lo fa, di sicuro si guadagna uno spazio sui media di ogni Paese che abbia un almeno vago interesse per il tennis e dintorni. Com’era successo un paio di anni fa in occasione delle coprolaliche dichiarazioni sull’ATP, è ancora il quotidiano di Santiago la Tercera a raccogliere (…) il Rios-pensiero in un’intervista che in realtà tocca solo marginalmente Novak Djokovic, ma tant’è. Trattandosi del nostro sport e provenendo da un ex n. 1 del mondo, l’opinione merita di essere riportata, un po’ come quella di Patrick Mouratoglou, fondatore di una delle più luccicanti accademie di tennis e per anni coach (per qualcuno cheerleader) di Serena Williams.

Dopo questa premessa, veniamo subito al punto: “Novak Djokovic è il re degli stupidi” secondo Marcelino. Non certo in campo – questo dovrebbe essere inutile precisarlo – bensì a causa delle conseguenze che i principi del fenomeno di Belgrado comportano. Un “principio” in particolare in questo caso, vale a dire il rifiuto del vaccino contro il Covid-19 che non gli ha permesso l’ingresso in Australia e negli Stati Uniti, impedendogli dunque di partecipare al primo Slam dell’anno e al Sunshine Double.

“È uno stupido [hueón, nell’originale], rovinerà la carriera e non sarà il migliore della storia a causa di un vaccino” dice Rios. “La pensavo allo stesso modo, ma poi ho cominciato a viaggiare e ho dovuto farlo. All’inizio forse potevi pensarla così, però adesso rovina tutto per una stupidaggine. Non so quale sia il motivo ma, se stai giocando per essere il migliore della storia e sfanculi l’opportunità per un vaccino, devi essere il re degli stupidi. All’inizio pensavo fosse per paura, ma adesso è troppo arrogante”.

Che sia arroganza o altro, resta il fatto che il primo torneo a cui Nole ha partecipato quest’anno lo ha visto sconfitto al terzo incontro dal n. 123 ATP Jiri Vesely, mentre è andata anche peggio nel secondo, il Masters di Monte Carlo, eliminato all’esordio da Alejandro Davidovich Fokina. La strada per Parigi appare allora lunga e tutta in salita. Anzi, è in salita, però ancora lunga.

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