Goran Ivanisevic: "L'obiettivo di Djokovic è il Roland Garros" [AUDIO ESCLUSIVO]

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Goran Ivanisevic: “L’obiettivo di Djokovic è il Roland Garros” [AUDIO ESCLUSIVO]

L’ex tennista croato Ivanisevic, oggi nello staff del n.1 del mondo, intervistato dal direttore Scanagatta ha svelato i piani per il futuro del serbo

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Goran Ivanisevic e Ubaldo Scanagatta (foto Roberto dell'Olivo)
Goran Ivanisevic e Ubaldo Scanagatta (foto Roberto dell'Olivo)
 

Goran Ivanisevic durante la sua carriera è stato n. 2 del mondo nel 1994 e ha vinto 22 trofei in singolare, tra cui quello storico Wimbledon nel 2001 a cui aveva partecipato grazie a una wild card, diventando il primo di sempre a trionfare in questo modo. L’ex tennista croato è oggi una delle colonne portanti del team di Novak Djokovic, dopo essere stato il coach del connazionale Marin Cilic (insieme a cui ha vinto l’US Open 2014), di Tomas Berdych e di Milos Raonic.

Raggiunto dal direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta all’interno dello stand di Sergio Tacchini al Rolex Monte-Carlo Masters, Ivanisevic ha toccato diversi argomenti, tra il proprio passato da giocatore e il presente e futuro del n. 1 del mondo sotto la sua guida. Con l’obiettivo di ripartire insieme mettendo nel mirino il Roland Garros, dopo la sorprendente (ma, come leggerete, non così tanto secondo lo stesso coach croato) eliminazione al secondo turno del Masters 1000 monegasco per mano di Alejandro Davidovich Fokina. Di seguito vi proponiamo la trascrizione integrale della conversazione avuta con il direttore Scanagatta.

Scanagatta: Ci siamo incontrati molti anni fa, quando hai giocato una delle sue prime finali a Firenze e in Italia hai una grande storia alle spalle, non è così?

 

Ivanisevic: “Ho vinto il trofeo Bonfiglio, il torneo Avvenire, poi ho ricordi di Firenze, a Milano in indoor e a Roma ho vinto il doppio con Omar Camporese e a Palermo ho giocato la finale insieme a Diego Nargiso. Amo l’Italia, è un Paese vicino alla mia città Spalato e ho ottimi ricordi di quando ci ho giocato“.

Scanagatta: Hai giocato bene anche a Roma, vero?

Ivanisevic: “Sì, fino alla finale. Quella partita non l’ho giocata bene, quasi non mi sono presentato. La sera prima sono andato a dormire alle 21:30, forse ero troppo riposato (ride)“.

Scanagatta: Una delle migliori esperienze da allenatore è stata quando Marin Cilic ha vinto l’US Open, giusto?

Ivanisevic: “Sì, è stata la mia prima esperienza come coach. Vincere uno Slam con Marin nell’era in cui i big three dominavano, è successo solo a lui, Wawrinka e del Potro. Nessuno si aspettava la sua vittoria ma negli ultimi tre incontri ha distrutto Berdych, Federer e Nishikori“.

Scanagatta: Non lo dico perché sei qui ma nella mia personale classifica, ai primi posti delle persone migliori da intervistare ad una conferenza stampa tu sei ai primi tre, anche a Wimbledon nel 2001 è stato incredibile, no?

Ivanisevic: “Sono stati quindici giorni interessanti. Mi sono divertito con i giornalisti, alle conferenze stampa. Forse a volte ero troppo onesto nel dire le cose che pensavo ma mi sono goduto molto quei momenti. Dicevo sempre che c’erano tre Goran Ivanisevic: il buono, il cattivo e quello d’emergenza“.

Scanagatta: Come va la tua esperienza con Djokovic, partendo dalla recente eliminazione? É vero che non si sentiva bene?

Ivanisevic: “Non si sentiva bene, aveva l’influenza e non era preparato al 100% per competere. Tre settimane fa non poteva neanche gareggiare qua per le restrizioni quindi mentalmente è stato molto difficile prepararsi. Non ci aspettavamo niente di spettacolare da questo torneo, il nostro obiettivo è il Roland Garros. Adesso giocherà un altro paio di tornei in queste settimane e poi sarà pronto per Parigi“.

Scanagatta: Non pensi che se avesse vinto contro Davidovich Fokina e poi dovendo giocare contro Evans o Goffin avrebbe trovato la miglior forma partita dopo partita?

Ivanisevic: “Lui è uno dei migliori giocatori della storia del tennis. Questi giocatori trovano sempre il modo di vincere e di togliersi dai problemi. Troverà il modo di uscirne, grazie alla sua costanza. Anche l’anno scorso aveva iniziato male qui perdendo con Evans e anche a Belgrado uscendo in semifinale, poi ha iniziato a giocare bene a Roma e ha vinto Belgrado e il Roland Garros, quindi non sono preoccupato“.

Scanagatta: Quando l’anno scorso ha deciso di giocare le Olimpiadi per vincere il Grande Slam, non pensi che sia stato troppo per lui?

Ivanisevic: “Innanzitutto lui ama giocare per il suo Paese, anche in Coppa Davis vuole sempre giocare per la Serbia. Nessuno poteva fermarlo dal giocare le Olimpiadi e non credo abbia sbagliato. Forse ha fatto male a giocare il doppio misto perché poi alla fine era stanco. Non credo abbia perso la finale degli US Open, Medvedev è un giocatore incredibile e quel giorno è stato semplicemente migliore. Novak non era Novak in quella partita ma non penso sia stato per colpa delle Olimpiadi, è una cosa umana e può succedere“.

Scanagatta: Stavate provando a cambiare il calendario di Djokovic per via del problema legato alla vaccinazione? Hai provato a fargli cambiare idea sul vaccino?

Ivanisevic: “I nostri piani sono stati molto difficili, come ho detto fino a tre settimane fa non poteva giocare a Montecarlo. Fargli cambiare idea sul vaccino? La vita è la sua così come le decisioni, che rispetto. Lo amo ancora di più perché è rimasto nelle sue convinzioni a costo di rovinare la propria carriera. É l’unico al mondo che è rimasto convinto fin dall’inizio e lo rispetto ancora più di prima per questo“.

Scanagatta: Lo seguirai in tutti i tornei prima del Roland Garros?

Ivanisevic: “Dobbiamo ancora parlare di quale sarà il programma ma il piano è di giocare tutti i tornei in cui può partecipare, in base a come le cose si svilupperano giorno dopo giorno“.

Scanagatta: E sul tuo sponsor, Sergio Tacchini?

Ivanisevic: “Ho iniziato a giocare con questo sponsor dopo aver raggiunto le semifinali a Montecarlo nel 1995, ho vinto Wimbledon con Sergio Tacchini. Le persone ormai mi riconoscono per questo connubio. Montecarlo? Probabilmente ha la miglior vista di tutti i tornei di tennis del mondo“.

Il tabellone completo di Montecarlo

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Dopo Anisimova, anche Jabeur si cancella da Abu Dhabi. Niente Rotterdam per Andy Murray, Opelka rimanda il rientro nel circuito

Negli Emirati Arabi entreranno direttamente in tabellone Qinwen Zheng e Karolina Pliskova, mentre nei Paesi Bassi la WC di Sir Andy sarà ereditata da Tallon Griekspoor

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Sono giorni di forfait i primi post Australian Open. Dopo un mese molto intenso, i big dei circuiti ATP e WTA si preparano a tornare in campo dopo un breve periodo di riposo. L’unica top20 in gara questa settimana (a livello maschile non ci sono tornei) è Caroline Garcia, che ieri ha superato un po’ a fatica il primo turno a Lione. Per il resto, tra chi ha scelto di tirare il fiato e chi si prepara alle qualificazioni di Coppa Davis (in programma da venerdì 3 a domenica 5 febbraio), si può dire che sia una delle settimane tennistiche meno trafficate dell’anno.

Da lunedì prossimo (6 febbraio) il circuito femminile tornerà subito ad abbracciare tante grandi giocatrici, con ben otto top20 al via al Mubadala Abu Dhabi Open. Al terzo WTA500 della stagione non sarà però presente la numero 3 del mondo Ons Jabeur, cancellatasi dal torneo così come aveva scelto di fare in precedenza anche Amanda Anisimova. Il roster è comunque di tutto rispetto, potendo contare sulla finalista di Melbourne Elena Rybakina e quella dello scorso anno Danielle Collins, oltre a nomi di spicco come Kasatkina, Kudermetova, Badosa, Bencic, Haddad Maia e la nostra Martina Trevisan. A prendere il posto delle due giocatrici che hanno dato forfait saranno le alternates Qinwen Zheng e Karolina Pliskova.

Volgendo lo sguardo in campo maschile, salta all’occhio il nuovo ritiro di Reilly Opelka, scivolato al n°49 ATP e fermo dal 5 agosto scorso, quando perse agli ottavi dell’ATP500 di Washington contro Nick Kyrgios. L’infortunio all’anca sembra quindi non dare pace allo statunitense, che dovrà quindi rimandare ancora il rientro in tour e non parteciperà al Dallas Open. Non saranno presenti negli Stati Uniti nemmeno Kwon, Brooksby e Shelton, così come Grigor Dimitrov ha deciso di non partecipare all’Open Sud de France di Montpellier, che si disputa in contemporanea a Dallas (6-12 febbraio).

 

Grande attesa per la settimana seguente, quando dal 13 al 19 febbraio andrà in scena a Rotterdam l’ABN AMRO Open, primo ATP500 della stagione. Non ci sarà però Andy Murray nei Paesi Bassi, che evidentemente vorrà prendersi ancora un po’ di riposo dopo le maratone in Australia contro Berrettini e Kokkinakis. Il posto in tabellone dello scozzese, che aveva ricevuto una wild card, sarà ereditato dal beniamino di casa Tallon Griekspoor.

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Due francesi ai box: fermi per infortunio Corentin Moutet e Pierre-Hugues Herbert

Il mancino di Neuilly-sur-Seine si è operato al polso destro, ancora problema al ginocchio per il doppista cinque volte campione Slam

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Corentin Moutet - 2021 US Open (Andrew Ong/USTA)

Non arrivano buone notizie dall’infermeria per il tennis francese. Due giocatori dovranno rimanere fermi dal circuito per due infortuni delicati. Questa mattina Corentin Moutet ha annunciato sul suo profilo Instagram di essersi sottoposto ad un intervento chirurgico al polso destro con una foto che lo rappresenta con il braccio ingessato. “Voglio ringraziarvi per il grande sostegno ricevuto, farò di tutto per tornare in campo più forte di prima. So che la strada sarà lunga, ma sono motivato a fare del mio meglio”, scrive il classe 1999 nel suo post. Moutet è stato eliminato al secondo turno degli Australian Open, sconfitto da Francisco Cerundolo in quattro set: già nello Slam australiano usava spesso il rovescio in slice per evitare di sollecitare il polso destro: “Era difficile persino prendere una bottiglia d’acqua in mano”. Il mancino francese ha già annunciato il forfait per i tornei di Cordoba e Buenos Aires in Sudamerica, ma potrà tornare velocemente ad allenarsi essendo il braccio destro interessato dell’infortunio.

Infortuni che non danno pace a Pierre-Hugues Herbert. Il doppista vincitore delle ATP Finals 2019 e 2021 si era ripreso da poco dal lungo stop per un problema al ginocchio sinistro accusato nel Challenger di Ilkley dopo una caduta a terra, sull’erba nello scorso giugno, poco prima di Wimbledon. Il giocatore francese ha avuto una ricaduta nel match della scorsa settimana a Quimper contro Dominic Stricker: poco dopo aver colpito un dritto, ha accusato un forte dolore al ginocchio sinistro, cominciando a zoppicare.

 

È riuscito a concludere il match, ma dovrà fermarsi di nuovo per un periodo indefinito come scrive sul suo profilo Instagram, ritraendosi con un tutore al ginocchio. Herbert compirà 32 anni nel prossimo marzo: vedremo se il ginocchio gli darà tregua e gli permetterà di tornare ai livelli a cui ci aveva abituati.

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L’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Zverev sul caso Sharypova: “Non ci sono prove sufficienti”

In un comunicato ufficiale, l’ATP fa chiarezza sulla questione Zverev, ma con una precisazione: “Il caso potrebbe essere riaperto se emergeranno nuove prove”

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Alexander Zverev è alla ricerca della forma migliore dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi dallo scorso Roland Garros. Il tedesco, scivolato al n°14 del ranking, ha disputato quattro match fino ad ora, perdendone tre. È comunque comprensibile che il suo livello sia ancora lontano da quello espresso nelle ultime stagioni – che lo aveva portato a lottare per il numero 1 ATPcome da lui stesso affermato qualche settimana fa alla United Cup.

La notizia odierna, tuttavia, permette al finalista dello US Open 2020 di tirare un bel sospiro di sollievo per una vicenda extra-campo che lo vedeva coinvolto da tempo. Zverev, infatti, era stato accusato di violenza domestica dall’ex fidanzata Olya Sharypova, con le indagini che sono durate quasi un anno e mezzo. Come si legge sul sito dell’ATP, l’investigazione che coinvolgeva il tedesco è stata completata oggi e non comporterà provvedimenti disciplinati ai suoi danni per mancanza di prove.

Le indagini riguardavano le presunte violenze subite dalla donna nell’ottobre 2019, durante il Masters1000 di Shanghai, ma non solo. La lente d’ingrandimento era puntata anche su altri possibili simili avvenimenti, a Monaco, New York e Ginevra. Le indagini dell’LFG (Lake Forest Group, ente di grande esperienza nel settore, anche per quanto riguarda lo sport professionistico) sono state condotte in maniera totalmente indipendente, con l’ATP che ha sempre avuto accesso alle informazioni e agli eventuali aggiornamenti.

 

Sono state ascoltate tanto le due parti in causa quanto altre persone potenzialmente coinvolte, per un totale di 24 individui tra familiari, amici e tennisti. Dopo oltre 15 mesi, l’LFG ha ultimato le indagini, consegnando all’ATP quanto emerso. Considerata la mancanza di prove sufficienti, così come le dichiarazioni contrastanti di Sharypova, non è stato possibile confermare le accuse di quest’ultima. Di conseguenza, l’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Alexander Zverev, che ha sempre fermamente negato le accuse e supportato le indagini dell’ATP. Il caso potrebbe comunque essere riaperto nel caso in cui emergessero nuove prove.

Massimo Calvelli, CEO dell’ATP, si è così espresso sulla vicenda: “La serietà e complessità di queste accuse hanno richiesto un’investigazione completa, così come l’intervento di investigatori specializzati. Questo processo ci ha mostrato la necessità di essere ancora più pronti e preparati per queste circostanze. Ci aspetta ancora un lavoro molto importante in futuro”.

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