Musetti: "Sono contento dell'atteggiamento, il percorso di crescita continua"

Interviste

Musetti: “Sono contento dell’atteggiamento, il percorso di crescita continua”

Un Musetti soddisfatto della vittoria ci racconta a caldo alcune impressioni post partita [ESCLUSIVA]

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da Barcellona, il nostro inviato

Al termine della partita contro Daniel Evans siamo riusciti ad acchiappare Musetti per un’intervista volante post partita nella zona mista (nota di colore per i non addetti ai lavori: la zona mista è l’Area in cui gli atleti, terminata la gara, incontrano i giornalisti e concedono brevi interviste. Peccato che se il punto in cui è collocata non è di libero accesso ai giornalisti – nel caso di specie la piscina della casa club per gli atleti –  è una zona poco mista; scusate l’inciso, ma ci serviva anche per scusarci con l’altro Lorenzo (Sonego) che oggi ha portato a casa il match e non siamo riusciti a intervistarlo, purtroppo non siamo riusciti a districarci in tempo…ma per lo meno sbagliando si impara).

D: Nel secondo set a un certo punto sembrava che si fosse spenta la luce, ci puoi raccontare cosa è successo?

R: Effettivamente lui è stato bravo a fare il suo gioco e io d’altro canto ho cominciato ad avere un po’ di fretta, però sono contento dell’atteggiamento che ho messo in campo, sono rimasto lì per portare il set al tie break. Poi il tie break è stato pazzesco, con tanti bei punti, ma anche lì io mi soffermerei sull’atteggiamento che è la cosa importante.

D: Questo è il tuo secondo match con Evans, a Cagliari c’erano stati degli screzi, adesso è tutto superato?

R: Si assolutamente, anzi oggi ci siamo chiariti, a fine partita mi ha fatto i complimenti e non c’è stato alcun tipo di discussione anzi; è stata una partita molto sportiva, con molto rispetto da parte di entrambi. Lui è un’ottimo giocatore e ogni volta è una battaglia.

D: Nel tie break quando ha cominciato a fare diversi serve and volley consecutivi cosa hai pensato?

R: Beh, sappiamo lui come gioca e nel serve and volley è molto bravo, mi ha messo pressione ma sono contento di come ho risposto.

D: Come obiettivi per il resto della stagione della terra battuta quali sono i tuoi obiettivi?

R: non mi sono posto obiettivi specifici, io voglio mantenere questo atteggiamento, che è quello che mi fa giocare bene sulla terra, ma non solo, anche sulle altre superfici. Spero di continuare con questa mentalità a partire dagli allenamenti. Non ho nessuna aspettativa, ma sono convinto che con questo atteggiamento e questa mentalità i risultati arriveranno. Non conta pensare di arrivare a un certo punto, tipo quarti o semifinali; adesso l’importante è pensare alla prossima partita e prendersi la rivincita contro Schwartzman

D: Che giudizio dai di queste prime due partite?

R: Sono state due partite difficili, specialmente l’ultimo set contro Evans, che è stato molto duro fino all’ultimo punto. Rispetto al match con Sebastian (Baez) ho fatto valere la mia maggior esperienza. In generale sono contento e penso di stare esprimendo un buon tennis e mi sto veramente divertendo qua in Barcelona.

D: Qual è l’insegnamento principale che ti porti a casa dal 2021?

R: Sicuramente l’insegnamento più importante riguarda l’aspetto mentale, ho cominciato a lavorare con uno psicologo, cercando di curare tutti i dettagli, dentro e fuori dal campo; è veramente un lavoro lungo che richiede tempo, ma credo di essere sulla strada giusta.

D: Sei veramente giovane ma è già un anno che sei nei primi 100: sei contento o credi che il tuo posto già ora sarebbe più in alto?

R: Sicuramente più in alto (ridendo). Scherzi a parte bisogna considerare che l’anno scorso la seconda parte dell’anno è andata molto male, tante sconfitte, è stato quasi come se non avessi giocato, i risultati non sono stati per niente buoni. La prima parte del 2021 invece è stata magnifica, mentre nella seconda parte ho perso fiducia nel mio gioco, non ero contento con me stesso; ho cominciato ad essere più professionista, cercando di lasciare fuori dal campo le questioni personali.

D: In un’intervista di qualche tempo fa raccontavi che aspetti personali ti hanno influenzato anche in campo; come si fa ad isolare i due aspetti, quello personale e quello professionale?

R: Credo che tutto è esperienza, uno deve cercare di conoscere anche le emozioni e poi impara come maneggiarle; per certi versi è un po’ come quando uno impara ad andare in bicicletta. All’inizio cadi, poi però impari come funziona, e come si fa ad andare avanti. E quindi le questioni personali cerco di mantenerle tali o comunque ci provo.

Infine chiudiamo il pezzo con una bella nota; durante l’intervista ci ha incrociati Sonego che stava andando a giocare il suo match di doppio, ed è passato ad abbracciare il suo omonimo e a complimentarsi per la vittoria contro Evans. Una scena che ci fa piacere raccontare e anche se potenzialmente Sonego e Musetti sono in competizione per un posto nella squadra di Davis quello che abbiamo visto è un bel clima, sicuramente è una nota positiva ulteriore vedere che non ci sono gelosie o protagonismi.

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