Nardi, Giustino e Gaio tingono d'azzurro la settimana Challenger

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Nardi, Giustino e Gaio tingono d’azzurro la settimana Challenger

Sono tre gli italiani che accedono ai quarti di finale, mentre Arnaldi e Arnaboldi aspettano che smetta di piovere per cercare di imitarli

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Luca Nardi - MEF Tennis Tour 2020, Perugia (foto Marta Magni)
 

Al Challenger 80 di Spalato (terra battuta) Luca Nardi continua a cavalcare l’onda e raggiunge passeggiando i quarti di finale. Dopo aver usato le qualificazioni come una sorta di allenamento agonistico, l’esordio contro lo svizzero Johan Nikles (n.294 ATP), anche lui proveniente dal torneo cadetto, è stato piuttosto semplice (6-4 6-3). Ancor più facile il secondo turno contro l’olandese Jelle Sels (n.253 ATP) cui ha inflitto un secco 6-4 6-0. Ormai è chiaro a tutti come il 18enne pesarese sia decisamente sovradimensionato per il livello Challenger, e che l’unico pericolo per lui sia il momento di distrazione o una momentanea ricaduta in quell’aristocratica indolenza che ha caratterizzato alcuni passaggi della sua giovane carriera. Nei quarti se la giocherà da chiaro favorito contro il 23enne ungherese Mate Valkusz (n.357 ATP) e l’unico consiglio che ci sentiamo di dargli è di pensare day by day, senza mettersi a contare i giorni che mancano al suo trasferimento in pianta stabile al piano di sopra. In ogni caso da lunedì entrerà ufficialmente in top 200, ed è già una buona quota in cui allestire il campo base.

Matteo Arnaldi e Andrea Arnaboldi sono invece in attesa che cessino le bizze di Giove pluvio che ha imperversato tutto il giorno. Il sanremese è riuscito a giocare una mezzora contro il croato Duje Adjukovic (n.244 ATP) ed è sotto 5-4 ma col servizio. E il proseguimento del match non sarà una passeggiata. Non facile nemmeno il compito di Arnaboldi che deve affrontare l’altro croato Borna Gojo (n.221 ATP) contro cui non è riuscito a giocare nemmeno uno scambio. Per entrambi, in caso di vittoria, si prospetta un venerdì durissimo con il doppio turno. Fuori subito Thomas Fabbiano che continua nel suo momento tutto luci e ombre, dove le ombre sono decisamente più numerose. Gli è stato fatale il succitato Borna Gojo, giocatore solido ma certo non irresistibile. Eliminato all’esordio anche Riccardo Bonadio che perde con Altug Celikbilek (n.172 ATP), giocatore sempre ostico che è riuscito a confermare la sua fama di ‘ammazza italiani’.

Buone notizie arrivano anche dal Challenger 80 di Praga (terra battuta) dove Lorenzo Giustino riesce finalmente a mettere da parte tutti i suoi fantasmi battendo prima il britannico Ryan Peniston (n.224 ATP) e poi lo statunitense di origine messicana Emilio Nava (n.365 ATP). Un match che è stato un’autentica odissea in cui il tennista napoletano sembrava recitare ancora una volta il triste copione che l’ha accompagnato in questo disastroso 2022 (prima di questo torneo tre sole vittorie a fronte di undici sconfitte). Nel primo set infatti è andato a servire sul 5-3 e non ha sfruttato tre set point, per poi farsi brekkare con un doppio fallo di pura tensione. Nel secondo parziale l’azzurro va avanti 4-2, ma anche in questo caso si fa recuperare e a questo punto tutti temono il peggio. Potrà mai un tennista in chiara crisi di fiducia sopravvivere al decisivo tie-break? Giustino per fortuna dimostra che si può fare e chiude al secondo set point. Lorenzo va sotto anche nel set decisivo (5-3) ma ormai si sente un leone e riesce a rifugiarsi di nuovo nel tie-break che si aggiudica senza nemmeno troppi patemi. Il risultato finale 5-7 7-6(5) 7-6(4), dopo oltre tre ore di gioco, ci descrive molto bene la durezza dello scontro. Nei quarti lo aspetta il 19enne ragazzo di casa Dalibor Svrcina (n.246 ATP) che difende il titolo dello scorso anno e parte favorito. Bravissimo Federico Gaio, reduce da un periodo non particolarmente brillante (in stagione solo due vittorie prima di questo torneo), che al Challenger 80 di Aguascalientes (Messico, terra battuta) ha battuto in maniera netta (6-4 6-2) l’uzbeko Denis Istomin (n.286 ATP, ma n.33 nel 2012), dopo che all’esordio aveva avuto la meglio sull’inglese Paul Jubb (n.231 ATP).

 

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Kei Nishikori vede la luce in fondo al tunnel: due wild card per i Challenger di Calgary e Drummondville

L’ex n.4 del mondo sta tornando al tennis giocato dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021

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Kei Nishikori - ATP Washington 2021 (via Twitter, @CitiOpen)

Tennis Canada ha annunciato che Kei Nishikori ha ricevuto una wild card nel tabellone principale del National Bank Challenger a Calgary in programma dal 6 al 13 novembre e per quello di Drummondville che si terrà dal 13 novembre al 20.

Sarà questo il ritorno al tennis giocato del giapponese ex n.4 del mondo, dopo un infortunio all’anca che lo ha tenuto lontano dai campi dall’ottobre 2021. “Siamo entusiasti di avere Kei ai nostri tornei“, hanno detto insieme Alain Caillé, presidente del torneo a Drummondville, e Danny Da Costa, direttore del torneo a Calgary. “È stato uno dei giocatori più prolifici del Tour dall’inizio della sua carriera e – hanno aggiunto – anche se sta tornando da un grave infortunio, rimane un giocatore di grande talento. Non vediamo l’ora di vederlo giocare di nuovo in Canada, e non c’è dubbio che lo saranno anche i nostri fan”.

Il 32enne riceverà una delle tre wild card per partecipare al tabellone principale di entrambi gli eventi. I nomi delle altre wild card saranno annunciati una settimana prima dell’inizio dei tornei. L’elenco dei giocatori, che probabilmente includerà diversi canadesi, verrà pubblicato con due o tre settimane di anticipo.

 

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Challenger

Challenger di Lisbona: Zeppieri e Cecchinato raggiungono i quarti

A Buenos Aires colpaccio di Darderi che batte Federico Coria, ma poi si arrende al turno successivo. Gaio non supera le quali a Orleans

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Giulio Zeppieri - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Al Challenger 80 di Lisbona (terra battuta) erano ben otto gli azzurri a presidiare il tabellone. Due di loro hanno raggiunto i quarti di finale: Giulio Zeppieri e Marco Cecchinato.

Molto bravo Giulio che, dopo aver regolato 7-5 6-4 il 32enne qualificato tedesco Jeremy Jahn (n.662 ATP), ha giocato un match magnifico contro Franco Agamenone, vincendo in rimonta col punteggio di 4-6 6-0 6-1. Un punteggio così netto ci ha fatto sospettare che l’italo-argentino avesse avuto un problema fisico. Per sincerarcene gli abbiamo telefonato e Franco, molto onestamente, ci ha detto: “No, nessun problema fisico. Lui ha semplicemente giocato molto meglio di me. Adesso mi concentro sul Challenger 125 di Parma per cercare di fare del mio meglio. Sabato sarò già sui campi del TC Parma per allenarmi”.

Il tennista romano invece troverà ad aspettarlo nei quarti di finale l’austriaco Filip Misolic (n.141 ATP e testa di serie n.4), in un match dove non parte favorito ma nemmeno è completamente chiuso dal pronostico.

 

Qualificato ai quarti anche il Ceck che batte 6-1 7-6(2) Gianluca Mager nel derby dei delusi da questa stagione. Il tennista siciliano si giocherà un posto in semifinale contro il vincente del match tra Carlos Taberner e Nikola Milojevic, rinviato ad oggi per pioggia.

Andrea Pellegrino è stato eliminato all’esordio proprio da Misolic, esattamente come Riccardo Bonadio che ha verificato di persona le grandi ambizioni del teenager francese Luca Van Assche (n.289 ATP). Hanno invece superato un turno Jimbo Moroni che poi è stato costretto al ritiro contro Benoit Paire mentre era sotto 6-4 4-3 e Francesco Passaro che ha subito la maggiore solidità (6-1 5-7 6-1) del kazako Timofey Skatov (n.233 ATP).

Buona prestazione di Giovanni Oradini che al Challenger 80 di Charleston (cemento outdoor) ha raggiunto i quarti di finale partendo dalle qualificazioni. Ernesto Escobedo e Garrett Johns sono state le vittime del tennista roveretano che evidentemente quando sente profumo d’America ricorda i suoi anni a Mississippi State University e dà il suo meglio. Purtroppo la sua corsa è stata interrotta dall’uragano Ian, che ha indotto gli organizzatori a cancellare il torneo che si gioca in South Carolina.

Nessun italiano in tabellone al Challenger 125 di Orleans (cemento indoor), a parte Federico Gaio che non ha superato le qualificazioni, battuto 6-3 6-2 da Vitaliy Sachko (n.315 ATP). E sinceramente fa un po’ di tristezza vedere il faentino non ottenere più risultati degni del suo talento, come anche dover scorrere la classifica fino alla posizione n.347 prima di trovare il suo nome.

Si gioca anche a Buenos Aires (Challenger 80, terra battuta) e l’unico italiano in tabellone, Luciano Darderi, ha iniziato col botto eliminando la prima testa di serie Federico Coria (n.70 ATP) col punteggio di 6-2 7-6(4). Purtroppo gli è stato fatale il secondo turno che l’ha visto perdere (7-5 6-3) contro il brasiliano Thiago Seyboth Wild (n.374 ATP) vincitore nel 2018, forse lo ricorderete, degli US Open Junior quando batté in finale il nostro Lorenzo Musetti.  

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ATP

L’uragano Ian porta alla cancellazione del Challenger di Charleston… eppure Kalinskaya e Sabalenka si allenano in Florida

Le devastazioni causate dalla tempesta e lo stato di emergenza sospendono un torneo, ma non cancellano la voglia delle due giocatrici

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Aryna Sabalenka - US Open 2022 (foto Twitter @usopen)

Tra mercoledì 28 e giovedì 29 settembre, come già il meteo aveva ampiamente annunciato, l’uragano Ian, tra i più potenti mai abbattutisi sugli Stati Uniti, è arrivato in Florida provocando danni a dir poco ingenti. I morti già ammontano almeno a 15, senza contare i tanti dispersi, le case distrutte, e addirittura 2,5 milioni di persone senza elettricità, per una tragedia che ha raggiunto venti fino a 240 km/h e non sembra ancora intenzionata a fermarsi. Anzi è previsto che l’uragano dovrebbe abbattersi anche sulla Carolina del Sud, dove era in corso un evento del circuito Challenger in quel di Charleston. Il torneo, con Jordan Thompson tds n.1 e il nostro Giovanni Oradini già qualificati ai quarti di finale, è stato cancellato mercoledì per lo stato di allerta proclamato dal governatore, mettendo chiaramente la sicurezza dei giocatori, degli addetti ai lavori al primo posto. Uno dei protagonisti in campo ha detto : “In questo momento la cosa più importante è la sicurezza di tutti“, questione assolutamente prioritaria. Inoltre l’ATP ha anche ufficializzato che comunque i giocatori riceveranno i punti e i premi spettanti al turno raggiunto nel torneo.

Nonostante la pericolosità confermata dell’uragano (partito come categoria 4 su 5, sceso poi a 2, ma comunque dannoso), che ha portato anche a sospendere un torneo già iniziato, non si sono fatte spaventare Anna Kalinskaya e Aryna Sabalenka, che hanno deciso di sfidare la sorte e il meteo continuando ad allenarsi in Florida. Entrambe hanno base a Miami, ed entrambe sui social hanno postato contenuti inerenti al tennis giocato nonostante la devastazione intorno: la russa mercoledì, nelle storie Instagram, ha pubblicato un video in cui, incurante dell’infuriare della tempesta, si allenava a servire. Sabalenka invece, in corsa per raggiungere le WTA Finals per il secondo anno di fila, ha sfruttato una breve interruzione della tempesta per scendere in campo ad allenarsi nei propri colpi. Ha in seguito documentato (sempre tramite storie Instagram) come i venti rapidamente siano aumentati, diventando minacciosi e compromettendo la possibilità di gioco.

Sia Kalinskaya che Sabalenka hanno ben pensato di sfidare le leggi della natura nel bel mezzo di un disastro, forse anche con una certa sconsideratezza. Ma, se sono riuscite a trovare anche il 50% del loro tennis in queste condizioni, i servizi della russa e le bordate da fondo campo dell’ex n.2 del mondo potrebbero diventare difficili da affrontare su campi da tennis (com’è giusto e normale che sia) privi di uragani

 

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