Troicki: "Vorrei vincere la Davis anche da capitano. Con Djokovic in squadra tutto è possibile" [ESCLUSIVA]

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Troicki: “Vorrei vincere la Davis anche da capitano. Con Djokovic in squadra tutto è possibile” [ESCLUSIVA]

Il capitano di Davis serbo intervistato da Ubaldo Scanagatta a Belgrado nel moderno Novak Tennis Centre: “Puntiamo a essere uno dei migliori tennis club al mondo”

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Viktor Troicki e Ubaldo Scanagatta (ATP Belgrado 2022)
 

Sorride nostalgico Viktor Troicki non appena il direttore Scanagatta ricorda la sua vittoria in finale di Coppa Davis 2010. Con il suo punto decisivo sul 2-2 contro Llodra, la Serbia si laureò campione per la prima e – sinora – unica volta. “Spero non sia l’ultima ovviamente!” ha esclamato Troicki, intervistato dal direttore sulle tribune del campo centrale di Belgrado, al Novak Tennis Centre. Spero di vincerla da capitano stavolta. Quando c’è Novak in squadra le probabilità di vincere sono sempre alte. Ora abbiamo Kecmanovic che sta giocando molto bene, ma anche Krajinovic, Lajovic e Djere. Penso che quest’anno si può arrivare lontano”. Lo scorso anno i serbi hanno perso in semifinale alle Finals contro la Croazia, battuta poi dalla Russia in finale.

Vincere in una competizione a squadre come la Davis significherebbe tanto per il Paese e soprattutto per il movimento tennistico. Infatti nel 2011 tutti i giocatori ne uscirono rafforzati e furono capaci di esprimersi al meglio nella stagione successiva: “Novak quell’anno vinse praticamente tutto” ricorda Viktor, “Zimonjic era già in vetta, Janko Tipsarevic raggiunse l’ottava posizione nel ranking e io la dodicesima (‘Not too bad’, esclama in coro con Ubaldo). Quella vittoria ci diede la fiducia per ottenere i nostri migliori risultati”.

Grazie al risultato del 2010, ma soprattutto ai record registrati da Nole Djokovic, ora considerato tra i più forti tennisti della storia, il tennis è guadagnato uno spazio importante nel panorama sportivo serbo, storicamente basato su sport di squadra: “Il tennis ora è tra gli sport più popolari in Serbia. Alle persone piace molto sia giocarlo che guardarlo. Si sono innamorati del tennis grazie a chi è diventato numero 1, come Novak, Ana Ivanovic o Jelena Jankovic, ma anche Zimonjic nel doppio. Novak è assolutamente l’eroe, il migliore atleta che il Paese abbia mai avuto. Dunque le persone amano il tennis qui“.

 

Con la sconfitta di Djokovic in finale contro Rublev, si è chiusa un’altra edizione del Serbia Open, in calendario come ATP 250. Tuttavia il Novak Tennis Centre presenta strutture all’avanguardia e una disponibilità di campi da gioco all’altezza di tennis club ben più noti e prestigiosi: “Ora ci sono 13 campi da tennisha spiegato Troicki. “Parte di questi verranno sacrificati per fare dei campi indoor. Però espanderemo la dimensione del tennis club per poter recuperare questi campi. Nel complesso puntiamo ad avere 15 campi utilizzabili sia in inverno che in estate. Cerchiamo di essere uno dei migliori centri al mondo. Ora stiamo cercando di aumentare il numero degli iscritti. Come detto, dal 2010 in poi il tennis è diventato sempre più popolare anche se a un certo punto c’è stata una flessione. Cerchiamo di portare al Novak Tennis Centre più giocatori possibili e abbiamo tanti buoni tennisti, alcuni sono tra i migliori nella loro fascia d’età sia in Serbia che in Europa. Cerchiamo di attrarne il maggior numero così da avere una buona base di crescita”. Al momento il Novak Tennis Centre conta circa 1500 iscritti, un numero però destinato a crescere negli anni a venire.

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Federer torna a Wimbledon per la prima volta da ex giocatore

La leggenda svizzera, ritiratasi definitivamente alla Laver Cup di settembre, ha fatto il suo ritorno sui campi dell’All England Club

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Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer
Roger Federer a Wimbledon - Instagram @rogerfederer

Non è passato molto tempo dall’ultima volta in cui Roger Federer aveva messo piede sul centrale di Wimbledon. Erano i Championships di quest’anno, e già lo svizzero presenziava ad una fastosa cerimonia apparendo ormai pensionato: l’annuncio e il match conclusivo sono arrivati qualche mese dopo, ma il sentore di ritiro aleggiava già nell’aria.

È per questo che dalla sua nuova visita di venerdì, da giocatore ormai ufficialmente ritirato, deriva soltanto un senso di allegria mista a nostalgia.

Il venti volte campione slam ha testimoniato la visita attraverso delle fotografie pubblicate sul suo profilo Instagram, che hanno fatto il giro del mondo diventando ben presto virali, come d’altronde per ogni segno di presenza di Roger, ovunque e con chiunque. 

 

Federer ha vinto Wimbledon otto volte (record), la prima partecipazione risale al 1998 (vittoria nel torneo Junior), l’ultima al 2021 (sconfitta ai quarti subita da Hubert Hurkacz, che si è rivelata essere anche l’ultimo suo match sul circuito).

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Nadal parla dal Sudamerica: “Aver trovato un trattamento efficace per il piede ha cambiato tutto”

Rafa Nadal si trova ora in Cile dove affronterà Alejandro Tabilo: “Ho bei ricordi di quando sono stato qui nel 2013”

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Rafael Nadal - Tour sudamericano 2022 (foto via Twitter @rnadalacademy)

La prima tappa del tour in America Latina di Rafa Nadal si è conclusa con due vittorie: in singolo contro Ruud e in doppio insieme a Gabriela Sabatini (e contro lo stesso Casper e Gisela Dulko). Dopo l’Argentina, ora tocca al Cile, dove lo spagnolo è arrivato nella giornata di giovedì in vista del match di esibizione che giocherà contro il beniamino di casa Alejandro Tabilo, numero 86 del mondo. La trasferta è comunque ancora agli inizi: sabato Rafa si sposterà in Brasile, a Belo Horizonte; da qui a Quito in Ecuador e poi Bogotà (Colombia) e l’ultima esibizione giovedì prossimo a Città del Messico. Un modo per tenersi in forma, aveva detto il maiorchino che da Santiago già guarda alla prossima stagione: “Ho intenzione di partire per l’Australia (dove è in programma anche la sua partecipazione alla United Cup al fianco di Paula Badosa, ndr) tra tre settimane, poi vedremo cosa succederà”.

Di sicuro, il ritiro a stretto giro non è più un’opzione, a differenza di quanto potesse sembrare fino a qualche mese fa. Il problema cronico al piede, manifestatosi in maniera particolarmente severa nell’ultima edizione degli Internazionali d’Italia, aveva tutta l’impressione di poter essere fatale per la carriera di Nadal. Ma il tentativo fatto dopo il Roland Garros con un nuovo trattamento (la radiofrequenza a impulsi) è andato a buon fine scongiurando l’intervento chirurgico: “La stagione ha avuto diverse fasi ed è stata segnata dai miei problemi fisici. Tutto è cambiato quando abbiamo trovato un trattamento efficace per il mio piede, che mi ha aiutato molto. Questo ha cambiato le mie prospettive in modo radicale”.

Per Rafa non si tratta di una prima volta in Cile, ma di un ritorno dopo il torneo disputato nel 2013 a Viña del Mar, dove arrivò in finale perdendo da Zeballos. Nonostante la sconfitta, in quella trasferta cilena Nadal, di rientro da un infortunio al ginocchio, pose le basi per una delle stagioni migliori della sua carriera, chiusa al vertice del ranking dopo le vittorie al Roland Garros e allo US Open: “Sono molto felice di tornare in un Paese che mi ha sempre dato tanto affetto. Ho grandi ricordi di quando sono stato qui nel 2013 e non dimenticherò mai le mie battaglie contro Fernando Gonzalez. La partita più importante della mia carriera contro un cileno è stata la finale di Pechino 2008 contro di lui” – ha ricordato lo spagnolo. Stanotte l’avversario sarà invece Tabilo che non ha nascosto l’emozione, dichiarando che per lui “è stato un onore essere scelto per giocare contro il mio idolo”.

 

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Jannik Sinner, il 2023 parte da Adelaide

L’altoatesino inizierà la prossima stagione partecipando all’ATP 250 di Adelaide 1, dove sarà impegnato dall’1 all’8 gennaio. Niente United Cup per lui

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Jannik Sinner - sessione autografi - Sofia 2022 (foto Ivan Mrankov)

Archiviata una stagione 2022 alquanto sfortunata per Jannik Sinner è il momento di preparare la stagione 2023. Lo aspetta un grande lavoro di preparazione in questa off-season insieme al suo team per scongiurare i frequenti infortuni che l’hanno attanagliato in questa stagione: anche perché, nonostante alcuni ritiri di una certa importanza – Indian Wells e Roland Garros su tutti -, Sinner rimane tra i migliori.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

L’ultima partita del 2022 risale allo scorso 31 ottobre con la sconfitta al primo turno del Master 1000 di Parigi-Bercy patita contro lo svizzero Huesler con il severo punteggio 6-2 6-3. Qualche settimana dopo l’annuncio di un infortunio -legamento dell’indice – e il conseguente forfait dall’impegno con la nazionale guidata da Filippo Volandri in Coppa Davis. Un’assenza che, sommata a quella di Matteo Berrettini, costringe i nostri portacolori a compiere una sorta di miracolo.

 

La off-season di Sinner è già iniziata: da qualche giorno si trova a Montecarlo ad allenarsi insieme al giovane Massimo Giunta (1287 ATP) che sta disputando la Serie A2 con la maglia dello Sporting Club EUR di Roma.

Partirò da Adelaide. Con il mio team abbiamo deciso di partire da lì, anche perché Darren Cahill (coach insieme a Simone Vagnozzi, ndr) è di Adelaide e quindi abbiamo deciso di iniziare così, non andrò alla United Cup” ha fatto sapere il 21enne, che disputerà questo torneo per la prima volta. Un programma già anticipato nell’intervista concessa a Torino durante le Nitto ATP Finals in cui aveva già comunicato che non avrebbe giocato la United Cup e anzi, di avere la necessità di giocare un torneo tradizionale per preparare al meglio il primo Grande Slam dell’anno in terra australiana.

Viola Tamani

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