ATP Madrid: un deludente Sonego sconfitto al primo turno da Draper

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ATP Madrid: un deludente Sonego sconfitto al primo turno da Draper

MADRID – Il n.27 del mondo Lorenzo Sonego prosegue il suo periodo buio: non entra mai in partita contro il 20enne britannico Draper

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Lorenzo Sonego - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Montecarlo 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
 

Da Madrid, il nostro inviato

[WC] J. Draper b. L. Sonego 6-4 6-3

Le critiche pre-torneo sollevate da Fernando Verdasco riguardo la spartizione delle wild card che avevano premiato, tra gli altri, anche Jack Draper al posto di premiare tennisti spagnoli, si spengono già al primo match del tabellone principale del Mutua Madrid Open. Il n. 27 del mondo Lorenzo Sonego esce sconfitto 6-4 6-4 in un’ora e 39 minuti per mano del britannico Jack Draper. Continua il periodo nero per il tennista di Torino, che porta a otto le sconfitte negli ultimi dieci match giocati nel circuito. Contro il giovane britannico Draper – la settimana scorsa sconfitto da Zeppieri nettamente al Challenger di Roma– ha lottato ma è stato troppo falloso, concedendo al 124 ATP la prima vittoria sul rosso nel circuito maggiore.

 

Del resto il 27enne torinese sconta un 2022 in cui non trova il livello di tennis che lo ha portato a giungere a un passo dalla top 20 ATP: da gennaio Sonego ha vinto solo una volta in cinque incontri contro un top 50 e quella contro Draper è la sua terza sconfitta stagionale contro un tennista non compreso tra i primi cento. Davvero queste non sono per Lorenzo le condizioni ideali per difendere la settimana prossima al Foro Italico la pesante cambiale di 360 punti rappresentata dalla semifinale romana raggiunta lo scorso maggio e persa al terzo set contro Djokovic, match nel quale si profuse in un tennis di elevata qualità che sembrava potesse schiudergli porte che ancora in verità non ha aperto.

IL MATCH – Si gioca sul campo numero 3 della Caja Magica, terzo per importanza dell’impianto madrileno, e la partita si svolge avendo a contorno un’atmosfera non propriamente simile a quella del silenzio religioso praticato a Wimbledon: per tutto il corso del match arriva -a distrarre quantomeno il pubblico- il sottofondo nemmeno tanto ovattato delle musiche da aperitivo del vicino villaggio ospitalità della Caja Magica. Non è un pomeriggio particolarmente caldo (il termometro indica 23 gradi) e la luce zenithale delle ore 14 permette di non avere il solito gioco di luci e ombre che alcune volte rende non ideali le condizioni di gioco sul campo numero 3. Lorenzo nel primo gioco ha due chance per fare valere la propria maggiore esperienza e brekkare il ventenne avversario, che al pubblico italiano si era già fatto conoscere nel giugno scorso eliminando al Queen’s il nostro Jannik Sinner. Sonego non le sfrutta e fa prendere coraggio al mancino di Sutton, borgo sud-occidentale di Londra. Draper serve forte -spesse volte supera i 220 kmh – e prende facilmente il comando del gioco sui suoi turni di battuta, anche perchè il torinese non riesce quasi mai a essere incisivo in risposta e quando lo scambio si allunga. Ma il mancino britannico non fa nulla di trascendentale: purtroppo dall’altra parte della rete trova un Sonego falloso anche con la specialità della casa, il dritto, e nel quarto gioco -sulla palla break a favore del britannico- manda lungo il rovescio.

Il nostro giocatore sente indubbiamente il peso del momento difficile della carriera ma è un lottatore nato e non ci sta: Draper arriva al set point nel corso del nono gioco e viene costretto all’errore dall’azzurro, che gli annulla il set point e gli strappa il servizio. Ma che il momento sia nero per Lorenzo lo si evince amaramente nel corso del decimo gioco, quando pure era riuscito a fare cambiare inerzia al match: il tennista torinese incappa in due doppi falli consecutivi, si becca il warning per time violation e, con un errore di rovescio, consegna il primo set a Draper.

Il secondo parziale vede Sonego irriconoscibile: molto falloso, si muove non bene e anche col dritto non ha sufficiente fiducia nel suo tennis per spingere da par suo: lo si sente più volte rivolgersi al suo maestro Gipo Arbino con nervosismo per la bassa qualità del suo tennis. Draper è bravo a rimanere concentrato e non sentire il peso della vicina vittoria e resta sempre coraggioso e potente con i fondamentali da fondocampo. Dopo un’ora e tredici minuti la partita è già quasi finita: un nuovo errore di rovescio manda il britannico sul 3-1 e in men che non si dica si arriva al nono gioco, con Draper che va a servire per il match. Sonego – anche quando come oggi – non riesce a esprimersi al meglio ha orgoglio e non molla, la partita la deve sempre vincere il suo avversario, mai essere lui a regalarla. L’azzurro riesce ad issarsi a palla break: ma non è giornata e spara in rete col rovescio una seconda di Draper a 163 kmh. Non lo aiuta nemmeno una chiamata sbagliata del giudice di sedia, ma oggi è giusto così: dopo quasi cento minuti di partita il ventenne britannico guadagna l’accesso al secondo turno, dove sfiderà Rublev.

Il tabellone maschile del torneo di Madrid

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Luca Van Assche, il primo 2004 a vincere un torneo Challenger: ecco il dato che può renderlo ottimista

Il diciottenne francese di origini italo-belghe iscrive il suo nome in un elenco che lo vede in compagnia anche di Alcaraz e Sinner

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Luca Van Assche – Maia Open 2022 (foto via Twitter @ATPChallenger)

Era in agguato da un paio di mesi, Luca Van Assche. Una, due, tre prede gli erano state soffiate all’ultimo momento da Cecchinato, Barrere e Krutykh. Era ormai solo questione di tempo, ma il tempo stava per scadere. O, meglio, il calendario era arrivato all’ultimo foglio da strappare, quello con i nomi di Maspalomas, nella Canarie, e Maia, in Portogallo. È stata quest’ultima la destinazione scelta da Luca per l’ultimo torneo della stagione, il Maia Open, categoria Challenger 80. Così, dopo tre finali perse, il diciottenne francese ha messo le mani sul suo primo trofeo a questo livello. Ora francese, ma nato a Woluwe-Saint-Lambert, comune nei pressi di Bruxelles, da padre belga e madre italiana, per poi trasferirsi con la famiglia a Aix-en-Provence all’età di tre anni.

Da numero 501 del ranking, a inizio anno ha giocato il suo ultimo torneo ITF, vincendolo. Ha così continuato la sua rapida ascesa (un anno prima era fuori dai primi 1500) fino all’attuale n. 138, l’ultimo (ma certo non ultimo) best ranking conquistato. Vincitore del Roland Garros 2021, per l’ATP misura 178 cm, un’altezza che, se confermata e definitiva, non è molto promettente, per quanto i due top 20 più bassi vantino appena cinque centimetri più di lui – e parliamo di Alcaraz e Ruud, numero 1 e 3 del mondo.

Di sicuro, almeno per adesso, non possiede il colpo che lascia fermo l’avversario, né a destra, né con il rovescio bimane, né con il servizio. Riservandoci di capire meglio nel prossimo futuro le qualità su cui può puntare per continuare un’ascesa che si fa sempre più ripida, ci sono un paio di dati che paiono di buon auspicio e, forse, anche per questo Luca sembra essersi avventato con particolare urgenza sul trofeo portoghese. Innanzitutto, l’elenco dei vincitori francesi under 18 a livello Challenger vede Richard Gasquet, Gael Monfils, Fabrice Santoro e Sébastien Grosjean. Vabbè, anche Corentin Moutet.

 

Inoltre, ci svela un tweet di Luca Fiorino, c’era una casella vuota in corrispondenza della classe 2004 nella lista dei primi vincitori Challenger di ogni annata ed è stata occupata appunto da Van Assche. Non che la concorrenza fosse agguerritissima, con il solo connazionale Fils (quello che aveva battuto Fognini nelle quali di Bercy per poi perderci al primo turno) a frequentare abitualmente la categoria. In ogni caso, considerando i nomi che lo precedono – Auger-Aliassime, Sinner, Musetti e Alcaraz – il giovane francese ha un motivo in più per essere ottimista riguardo alla propria carriera da pro.

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Bollettieri, da Todd Martin a Mouratoglou e Shapovalov: il saluto del mondo del tennis

Così il tennista canadese: “Ricorderò per sempre i tuoi insegnamenti”. E Mouratoglou: “Grazie a te ho sognato di costruire una mia accademia”

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Il mondo del tennis piange Nick Bollettieri: il noto coach americano è morto domenica 4 dicembre 2022 all’età di 91 anni dopo una vita dedicata a questo sport e alla crescita di campioni della racchetta. E mentre la notizia fa il giro del mondo, sono tante le reazioni di giocatori, coach e addetti ai lavori. Di seguito una breve raccolta dei pensieri di chi ha conosciuto e apprezzato Bollettieri durante la sua lunghissima attività nel tennis.

“Nick è stato uno dei più grandi ambasciatori del tennis – sono le parole di Todd Martin, ex giocatore statunitense -. La sua passione e la sua enorme energia sono state di ispirazione per chi lo ha conosciuto. Aver allenato più di dieci numeri uno del mondo è stato solo uno dei traguardi raggiunti da Nick. Ha lasciato un impatto duraturo a tutti i livelli di questo sport”.

Ecco il ricordo di un altro coach molto noto, Patrick Mouratoglou: “Nick, sei stato un pioniere e un visionario. Grazie a te ho sognato di avere una mia Accademia, per aiutare le giovani generazioni a diventare adulti inseguendo un sogno. Chi ti ha incontrato può testimoniare che avevi un’energia unica ed eri in grado di trasferire la tua potenza ai tuoi giocatori. Bollettieri ha fatto crescere l’industria del tennis e ha aperto opportunità per coach e giocatori. Ricorderemo tutti lo speciale essere umano che era”.

 

Telegrafico il ricordo su Twitter del coach e commentatore Brad Gilbert: “Nick, sei stato un gigante che ha aiutato intere generazioni di giocatori”. Un altro cinguettio è quello di Denis Shapovalov, che racconta: “E’ stato un onore conoscerti, Nick. Ricorderò e apprezzerò per sempre i tuoi consigli. Hai dato molto a questo sport, sarei sempre ricordato e amato come uno dei più gentili”. Infine, il ricordo della Hall of Fame del tennis è nelle parole dello storico Joel Drucker: “Nick Bollettieri è stato un carismatico allenatore in grado di lavorare con dieci numeri uno del mondo, uno dei soli cinque coach inseriti nella Hall of Fame. Un’infinita passione, unita a uno stile di vita da star dei film e un’etica votata al lavoro sette giorni su sette, è ciò che ha reso unico Bollettieri. […] E’ stato un innovatore, creando a fine anni Settanta quella che è diventata la prima accademia pienamente dedicata al tennis”.

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Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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