WTA Roma. Swiatek sorprende persino se stessa: "Posso fare sempre meglio e non me lo aspettavo"

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WTA Roma. Swiatek sorprende persino se stessa: “Posso fare sempre meglio e non me lo aspettavo”

La numero 1 del mondo Iga Swiatek non si ferma più: “Sento che adesso il limite è solo il cielo”

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Iga Swiatek - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)
 
 

Ventisette vittorie consecutive con 33 set conclusi concedendo due o meno giochi, quinta finale consecutiva, la seconda a Roma e 37esima partita vinta sulla terra nel circuito maggiore a fronte di sole sei sconfitte. Sono solo alcuni dei numeri impressionati con cui Iga Swiatek si presenterà domani alla finale degli Internazionali BNL d’Italia, dove troverà la vincente del match tra Jabeur (la più in forma insieme alla polacca in questo periodo) o Kasatkina. Forte dei risultati che sta ottenendo, la numero 1 del mondo ha fatto capire attraverso le parole rilasciate nella conferenza stampa seguita alla vittoria su Sabalenka per 6-1 6-2 quanto sia alto il livello di fiducia raggiunto nel corso di questo torneo: “Oggi ho sentito di aver capito alla perfezione la terra. È davvero piacevole!

D: Seconda finale in due anni a Roma? Quanto sei contenta?

Swiatek: Molto! Sono davvero contenta per il percorso che ho avuto questa settimana perché ho dovuto superare alcuni momenti negativi. Mi sento ogni giorno meglio.

 

D: Qual è la parte più gradevole o più divertente del periodo che stai attraversando?

Swiatek: Sì, è piacevole, anche se in questi tornei in cui si gioca ogni giorno non c’è molto tempo per festeggiare. Appena dopo aver finito un match, bisogna pensare a quello successivo ed è piuttosto complicato. In ogni caso so che posso essere orgogliosa di quello che sto facendo e avrò tempo di pensarci. Comunque sì, mi sorprende ogni volta scoprire che posso fare sempre meglio. Questa è la parte divertente, senza dubbio.

D: Oggi ti sei sentita in totale controllo del match? Percepivi che niente sarebbe potuto andare storto?

Swiatek: Di sicuro oggi è stato un po’ diverso dalle altre partite perché penso che il mio livello di attenzione sia stato costante per tutta la durata del match. Forse solo nel secondo set, alla fine, ho avuto qualche incertezza, ma sono contenta di aver imparato la lezione dagli incontri precedenti in cui percepivo che davo la possibilità alle mie avversarie di rientrare nel match. Oggi volevo mettere pressione ad Aryna dall’inizio alla fine e sono contenta di esserci riuscita.

D: Hai dominato molti dei set vinti in questa striscia di risultati, ci sono stati diversi 6-0 o 6-1. E’ per te motivo di orgoglio anche il fatto che sei in grado di restare concentrata durante le partite per rendere lo score il più pesante possibile?

Swiatek: Onestamente non presto troppa attenzione al punteggio finale. Se riesco a brekkare una volta, non sento che mi dovrei fermare, ma anzi penso solo a continuare a fare bene e a tenere il servizio. Inoltre, nei game in risposta sento la stessa fiducia che ho quando batto e questo mi dà qualcosa in più per poter breakkare più volte.

D: Nel tennis femminile ci sono molte nuove vincitrici, anche negli Slam e soprattutto al Roland Garros dove negli ultimi otto anni hanno alzato il trofeo otto giocatrici diverse. Cosa pensi a tal proposito? Quali pensi possano essere le avversarie più insidiose per te all’Open di Francia? Pensi più a delle ragazze giovani o a qualcuna già affermata ad alto livello?

Swiatek: È difficile dire chi possa arrivare fino in fondo. Di sicuro se giocherò fino alla finale dovrò giocare con diverse tipologie di avversarie. Non so perché ci siano stati tanti rivolgimenti nel tennis femminile e perché sia mancata continuità. Forse anche il COVID ha influito: stare in bolla non è stato facile.

D: Hai vinto 27 partite di fila. Non molte sono riuscite a fare meglio. Hai letto qualcosa sulle strisce vincenti del passato?

Swiatek: Ho letto qualcosa dopo Miami e di sicuro leggerò qualcos’altro dopo il torneo. Come ho detto, si gioca ogni giorno e quindi è difficile trovare il tempo per questa e altre cose. In più non ci voglio pensare troppo: voglio concentrarmi semplicemente sul mio gioco

Anche il direttore Scanagatta ha fatto una domanda a Iga: Diversi giornalisti polacchi mi hanno chiamato per chiedermi cosa pensano gli italiani di te. Ho detto loro che alla gente piacerebbe vedere di più il tuo sorriso, i tuoi occhi. In televisione sembra quasi che tu ti nasconda. Non so se per te è importante ma sarebbe interessante per la tua immagine se tutti ti vedessero sorridere”. Questa la risposta della polacca: Penso che la mia immagine vada bene anche così, non credo che il cappellino che indosso incida negativamente. Ho giocato per tantissimi anni con il cappellino e ora mi sentirei strana senza: ormai è qualcosa di naturale per me e per questo non credo che cambierò. Potrei cambiare solo se lo percepissi scomodo o comunque per ragioni legate al mio gioco. Con il cappellino non mi devo preoccupare dei miei capelli e quindi preferisco averlo.

Infine qualche battuta su quella che potrebbe essere la sua sfidante in finale, Ons Jabeur: Ad essere sincera non ho visto le sue partite sulla terra. Ci sono pochi tornei sul rosso ed è impossibile conoscere il gioco di tutti. Ons è una giocatrice scaltra, cambia spesso ritmo con back e smorzate. Quando ho giocato con lei (2-1 in favore della tunisina in precedenti, ndr) è sempre stata dura.

Il tabellone del WTA Roma

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Roland Garros, un brutto Sinner vince a fatica

Prestazione negativa di Jannik Sinner che riesce comunque a vincere in quattro set contro lo spagnolo Carballes Baena e avanza al terzo turno dove affronterà Mcdonald

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Da Parigi, il nostro inviato

[11] J. Sinner b. R. Carballes Baena 3-6 6-4 6-4 6-3

Non tutte le partite sono uguali e non tutte le giornate negli Slam sono di luna buona, ma la versione odierna di Sinner è stata davvero troppo brutta per essere vera. Per sua fortuna di fronte c’era Roberto Carbelles Baena, un onesto pedalatore della racchetta numero 89 di un ranking costruito soprattutto nelle dure battaglie dei challenger e il nostro campioncino è riuscito a portare il risultato a casa, sebbene dopo tre ore e quarantaquattro di lotta.

 

Al terzo turno affronterà l’americano Mackenzie Mcdonald numero 60 del mondo, battuto da Jannik 7-5 al terzo nell’unico precedente, la finale di Washington dello scorso anno. Decisamente un tabellone abbordabile sin qui, ma servirà tutt’altra continuità e attitudine per sperare di andare avanti nel torneo. Oggi per lunghi tratti Jannik è apparso tatticamente confuso, incerto tra lo spingere come di consueto o giocare un tennis più ragionato con alcune varianti.

La partita

Per un’ora e dieci c’è una versione sconcertante di Sinner in campo. Fallosissimo, lento e stranamente anche poco esplosivo nei colpi.

Nonostante Carballes Baena non faccia nulla di particolarmente rilevante oltre a rimandare di là della rete ogni cosa e alzare la traiettoria il più possibile, Jannik riesce nella difficile impresa di perdere per ben tre volte il servizio nel primo set, nonostante provi a scuotersi invocando l’aiuto del pubblico del campo 14 (il match era stato programmato inizialmente sul 7), che è tutto dalla sua parte. Il primo parziale si chiude con numeri inquietanti ed eloquenti : 19 errori gratuiti  e 45% di prime in campo.

Le due pericolose palle break  salvate con coraggio  nel secondo gioco del secondo set danno respiro a Jannik che esulta quasi a volersi scuotere e riesce finalmente, sempre tra alti e bassi, ad essere più incisivo e a portarsi in vantaggio (4-2).

Jannik Sinner – Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell’Olivo)

Il pubblico fa la “Ola” trascinata da numerose bandiere spagnole sugli spalti e la nostra giovane stella al momento di chiudere il set sul 5-4 si caccia di nuovo nei pasticci con tre brutti errori. Una prima vincente, un vincente di diritto lungolinea e uno dei rarissimi errori dello spagnolo lo fanno risalire dalla buca. Dopo un’ora e 54 di patimenti, Jannik rivede la luce e lo urla al cielo plumbeo di Parigi.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana vinceva il challenger di Tunisi, accusa il colpo e cede subito il servizio in avvio di terzo set. Jannik finalmente rinfrancato, inizia a sciogliere il braccio (con due ore di ritardo) ritrovando anche il servizio fin qui assente ingiustificato.

Come insegna il grande Rino Tommasi, non siamo qui a vendere tappeti e dunque ci tocca dire che il match è oggettivamente orribile.

Due ragazze tedesche che siedono un paio di file sotto di noi decidono che è ora che i rispettivi fidanzati vadano a comprare delle birre per ristorarle dello spettacolo non godibilissimo. Torneranno dopo un’oretta abbondante (le file agli stand sono allucinanti) e le troveranno addormentate, accasciate sugli spalti: non riusciamo a biasimarle.

Jannik prosegue nella sua giornata mediocre, alternando qualche buona accelerazione a troppi errori da fondo. Per fortuna sul finale di set si ricorda della palla corta e ne gioca un paio notevoli che trovano il gradimento di quel che resta del pubblico che lentamente ha preso coscienza che è ora di cena (beati loro): 6-4 e due set a uno avanti.

Le regole non scritte del tennis vorrebbero che ora il giocatore più forte prenda l’abbrivio per una rapida conclusione di partita e invece Jannik continua la sua galleria degli orrori e va subito sotto di un break (0-2). Reagisce subito, almeno il carattere e la tigna sono quelle di sempre, e riesce a ribaltare il parziale portarsi avanti 4-2, approfittando anche di un Carballes che appare in debito di ossigeno. Ma è un’illusione, perché lo spagnolo è un cagnaccio e nel turno di battuta successivo salva ben 5 palle del doppio break  che porterebbero l’azzurro a servire per il match, aggiudicandosi il game fiume da 22 punti e 13 minuti. La sofferenza dura ancora due game poi finalmente Sinner può esultare per lo scampato pericolo, anche se le quasi quattro ore di gioco rischiano di pesare sul prosieguo del torneo.

L’applauso finale del pubblico avrà svegliato anche le due ragazze tedesche: non se ne abbiano a male, ma il tennis è anche sudore e sofferenza.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: continua la favola di Gilles Simon, ora sfida a Cilic. Avanti Gaston e Garin

Il giocatore di Nizza, all’ultimo ballo, batte anche Steve Johnson e si qualifica per il terzo round. Marin rimonta Fucsovics, Hugo e il cileno facili su Cachin e Ivashka

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Sono belle le favole, specie quelle provviste di lieto fine, anche se, almeno per il momento, di fine è ancora prematuro parlare. Gilles Simon, all’ultimo ballo sui campi del Bois-de-Boulogne in quella che in ogni caso sarà l’ultima stagione della sua carriera, ha inteso fare un altro passettino verso la gloria: l’atto finale della sua epopea sulla terra battuta di casa non è ancora stato scritto. Giocherà il terzo round, Gillou, e con ogni probabilità non sarà una partita chiusa quella contro Marin Cilic. Intanto, dopo la vittoria da brividi strappata al quinto set contro Carreno Busta nel delirio della notte parigina di ieri l’altro, è arrivato un altro successo, stavolta contro Steve Johnason. Un avversario dal pedigree meno pregiato, specie sul rosso, ma pur sempre favorito da bookmakers che nonostante i venti e più anni trascorsi sui campi di tutto il mondo non hanno ancora capito l’essenza del soldato Simon.

Gli sono bastati tre set, ma tre set alla Gillou, dipanatisi in più di due ore e mezza di lotta e conditi da un finale da colpetto apoplettico. Subito costretto a rimontare il break di svantaggio incassato nel primo gioco dell’incontro, il tennista nizzardo si è messo paziente con i piedi incollati sulla linea di fondocampo a rimandare di là il possibile e l’impossibile, raccogliendo notevoli ovazioni quando ha scelto di ribaltare l’inerzia degli scambi con il proverbiale rovescio lungolinea. Rimontato e vinto il primo set per 7-5, Gilles ha giocato una seconda frazione memorabile, pur agevolato dai molti errori commessi nel frangente dallo sventato californiano.

Il terzo è proseguito sulla falsariga dei primi due set, ma stavolta Simon, due volte avanti di un break, ha offerto al rivale altrettanti appigli per rientrare. Gillou non si è tuttavia disunito quando ha sprecato l’opportunità di servire per l’incontro e, riparato al tie break, ha comunque chiuso la partita al secondo set point. L’ultimo viaggio a Parigi non è ancora dunque concluso. Ci sarà ad attenderlo almeno un’altra sfida con Marin Cilic, già affrontato sette volte in carriera. Il croato, dopo aver buttato il primo set contro Marton Fucsovics, ha giocato bene gli altri tre, e infine vinto con agio. I precedenti parlano nettamente francese, con sei vittorie di Simon a fronte della sola ottenuta da Cilic: match aperto, come dicevamo.

 

Nella parte bassa del tabellone via libera anche per Cristian Garin e Hugo Gaston, quest’ultimo felice di regalare altre gioie al pubblico di casa. Il genietto da Tolosa ha battuto senza difficoltà alcuna l’argentino Pedro Cachin, ma al prossimo turno avrà un incontro molto complesso al cospetto del caldissimo Holger Rune. Il Tanque di Arica ha invece avuto la meglio su Ilya Ivashka in quattro set, e al terzo round dovrà incrociare la racchetta con Andrey Rublev.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros: giornata di sorprese nel femminile, dopo Pliskova fuori anche Halep e Collins

Continuano a cadere, una dopo l’altra, le teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros. Prima di oggi erano nove, cui se ne aggiungono oggi altre quattro

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Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non si ferma l’ecatombe di teste di serie in questa edizione del Roland Garros femminile. Prima dell’inizio della giornata odierna, erano nove ad aver già salutato Parigi (Samsonova, 25; Jabeur, 6; Kontaveit, 5; Muguruza, 10; Krejcikova, 2; Kvitova, 32; Raducanu, 12; Sakkari, 4; Cirstea, 26), cui se ne aggiungono altre quattro: Pliskova (8), Alexandrova (30), Halep (19) e Collins (9).

Dopo i soli quattro game racimolati da Karolina Pliskova contro la numero 227 WTA Leolia Jeanjean, ben più combattuto è il match di Ekaterina Alexandrova, che dopo aver vinto al tiebreak il primo set si spegne perde il secondo parziale e si fa rimontare due volte nel terzo da Irina-Camelia Begu. La russa infatti, testa di serie numero 30, nel set decisivo va due volte avanti di un break: prima sul 2-0, poi sul 4-2, ma in entrambi i casi perde immediatamente il servizio. Saranno decisivi i soli sette punti vinti con la prima (su 18) nel terzo set, che consentiranno alla rumena di recuperare dallo svantaggio di 2-4 infilando quattro game consecutivi e chiudendo 6-7 (3) 6-3 6-4. Al terzo turno Begu troverà proprio Jeanjean, con la ghiotta chance di eguagliare il suo miglior risultato in uno slam, cioè gli ottavi di finale, ottenuti proprio qui a Parigi nel 2016 e all’Australian Open nel 2015).

La numero 63 del ranking rimane così l’unica rumena in tabellone, complice l’inaspettata sconfitta di Simona Halep. La testa di serie numero 19 cede alla giovane Zheng Qinwen (e ad una non perfetta condizione fisica), non sfruttando un set e un break di vantaggio. La campionessa del 2018 vince infatti facilmente il primo set – in cui commette solo quattro gratuiti contro i 13 della sua avversaria – e si porta avanti anche nel secondo, salendo 2-1 e servizio. Da quel momento, però, la partita cambia: dopo un game a tratti stellare da dieci minuti, la giovane cinese trova il controbreak immediato e vince cinque game di fila, strappando il servizio all’ex numero uno del mondo in altre due occasioni e portando il match al terzo. Il suo gioco molto aggressivo e un contemporaneo calo fisico di Halep, costretta a chiamare due volte il fisioterapista, chiudono precocemente la contesa in favore di Zheng, che si impone 2-6 6-2 6-1 sfruttando un immacolato 100% di punti vinti con la prima (13/13) e ben 27 vincenti.

 

L’ultima sorpresa di giornata vede l’uscita di scena della finalista dell’Australian Open Danielle Collins, sconfitta in due set da Shelby Rogers (non proprio una terraiola doc). Dopo essersi immediatamente ritrovata sotto 0-4 ad inizio match, la testa di serie numero nove riesce in qualche modo a risalire la china fino al 4-4, dove però perde nuovamente il servizio e, di fatto, consegna alla sua avversaria le chiavi del primo set. Con altri tre break (sei in totale) Rogers si porta a casa anche un secondo set mai in discussione, in un incontro in cui a fare la differenza sono senz’altro i tanti errori gratuiti di Collins (28).

SOPRAVVIVONO RYBAKINA, KEYS E SABALENKAAlla roboante vittoria di Iga Swiatek – in striscia aperta da 30 partite consecutive – si aggiungono anche i successi di Elena Rybakina, Madison Keys e Aryna Sabalenka. La kazaka fa un po’ più fatica soltanto nel primo set, dove comunque è sempre lei a fare la partita, conquistandolo al fotofinish. Da quel momento saranno otto i giochi consecutivi conquistati dalla testa di serie numero 16, che si impone 6-4 6-0 sfruttando ben 34 vincenti. Perde gli stessi game Aryna Sabalenka, in un incontro piuttosto simile a quello di Rybakina. La bielorussa vince 6-1 6-3 anche grazie a 37 winners, raggiungendo al terzo turno Camila Giorgi, che oggi si è imposta su Yulia Putinseva. Ben più laboriosa l’affermazione di Madison Keys, che estromette dal torneo Caroline Garcia. Match in cui la statunitense, numero 22 del seeding, è comunque sempre stata in vantaggio e in controllo. Nel primo set Keys rischia di sciupare sul più bello il break ottenuto nel sesto gioco, perdendolo quando va a servire per il set sul 5-3. Per sua fortuna, tuttavia, nel game successivo arriva un altro break, che le regala un primo set sublimato dal 93% di punti vinti con la prima. L’equilibrio regna anche nel secondo parziale, dove nessuna delle due giocatrici riesce mai a prendere il largo. Si arriva così al tiebreak, in cui Keys parte meglio e si porta sul 5-2 con due servizi a disposizione. Finisce 6-4 7-6 (3) in suo favore, con una prestazione particolarmente aggressiva che, con 33 vincenti, porta i risultati sperati.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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